Ragazzi a Düsseldorf

giovedì, dicembre 02, 2004






RAGAZZI GERMANESI

Testi scritti da bambini e ragazzi di famiglie italiane residenti a Dusseldorf, allievi del corso di italiano.
A cura di Giuseppe Tizza

postato da dusseldorf | 00:14 | commenti







SOGNI INFINITI

di

Sonja Mattia






















Introduzione

Questo libro parla di una storia d’amore tra due ragazzi. Deve aiutare a far capire ai ragazzi d’oggi che nella vita non sempre va tutto in modo liscio e che ci sono problemi da risolvere. Ci sono ostacoli che si mettono di traverso nella tua vita e non c’è nessuno che ti potrà aiutare, tranne te stessa.
























1. LE FERIE ESTIVE

Sono finite le ferie. Domani inizierà la scuola. Chissà se troverò i miei amici dell’anno scorso? Molti di loro non se la cavavano a scuola.
Io, x un pelo, ci sono riuscita ad essere promossa. Era l’ultimo giorno di scuola e l’ultimo giorno prima di partire x l’Italia che mi diedero la pagella con su scritto PROMOSSA.
Quando lessi quella parola era tanto contenta. Arrivata a casa mi preparai x partire. La mia mamma era contenta di partire, ma lei un po’ non aveva voglia. Come tutti gli anni si lamentava che, se andavamo in Italia, lei doveva sempre pulire, fare la schiava a noi, che lei non ha mai ferie e così via; ma poi si decide sempre di andare in Italia e non c’è mai stato un anno, in cui noi non ci siamo andati in Italia.
X tutto il viaggio io non facevo altro che pensare al mare, agli amici che avevo lasciato l’anno prima, quei bei ragazzi che passano come ad una sfilata di moda sulla spiaggia, uno dopo l’altro. Non vedevo l’ora di arrivare e andare a salutare i miei amici, di uscire la sera con loro e di stare tutti i pomeriggi con loro.
Quando siamo arrivati erano le 23 ed io ero molto stanca; anche se x tutto il viaggio avevo dormito, mi sentivo stonata. La prima cosa che ho fatto era cambiare la scheda tedesca con quella italiana di WIND al cellulare, poi abbiamo aperto le finestre e ci siamo messi a dormire.
Il giorno dopo c’era da pulire la casa e da fare le compere. Andai giù in garage a prendere la mia bici per andare alla alimentari. Quando entrai vidi un ragazzo che non avevo mai visto prima; eppure mi sembrava di conoscerlo. Quando stavo in fila alla cassa e lui stava allo scaffale di fronte a me, io lo guardavo e lui guardava me. Dentro di me era scattato qualcosa di molto strano che prima non mi era mai successo. Quando sono uscita dal mercatino, mi sono messa sulla mia bici ed ho preso la strada x andare a casa. Tutto ad un tratto mi viene incontro un cane, x non mettere sotto quel povero cucciolo mi sono fermata di botto e sono caduta dalla bici. Quel ragazzo che stava al mercatino è subito corso da me e mi ha aiutato. Mi chiese se stessi bene, io risposi di sì e poi lui mi guardò di nuovo con quegli occhi belli e provai di nuovo quello che avevo provato prima nel mercatino, forse un po’ più intensamente perché quegli occhi mi stavano così vicini. Di corsa io lo ringraziai e me ne andai via sulla mia bici.
Da dietro lui mi gridò:
– Vorrei incontrarti di nuovo, prima o poi!
E io gli risposi sorridendo:
– Metaponto è piccolo. Ci vedremo sicuramente! – e continuai la mia strada.
Arrivata a casa preparai da mangiare. Mia madre e mio padre continuavano a pulire, mentre io pulivo la mia stanza e mettevo a posto la mia roba.
Erano le 16.00, io mi sono fatta una doccia, poi mi sono vestita e sono andata dal tabacchino, il punto dove ogni anno alle 16.00 in punto ci incontravamo tutti x andare o al parco o in piazza.
Quando arrivai mi correva incontro la mia grande amica Antonella che mi saltò addosso e quasi stavo x cadere. Lei mi accompagnò dagli altri e tutti erano molto contenti, ma io ero molto più contenta di loro.




2. IL RAGAZZO DELLA ALIMENTARI

Mentre salutavo tutti i miei amici vidi quel ragazzo della alimentari con i suoi amici sulla sua moto. Ogni tanto partiva con la moto e si faceva un giro intorno al tabacchino. Non sono sicura, se lo facesse apposta. Ogni volta che passava mi sorrideva e il mio migliore amico Kekko se ne accorse e mi chiese, se lui mi piaceva. Io gli risposi che era un ragazzo carino e gli raccontai dell’incidente. Kekko mi guardò fisso nei miei occhi e mi chiese, se lo volevo conoscere. io gli dissi, che è sempre bello fare nuove conoscenze e la mia amica Antonella; che aveva ascoltato tutto il discorso aggiunse – specialmente quando si tratta di ragazzi – e tutti e tre ci mettemmo a ridere. Stavamo tutto il pomeriggio insieme io gli raccontavo della Germania, mentre loro mi dicevano tutto quello che era successo in un anno che mancavo da li.
La sera, quando i miei genitori erano stanchi e quasi dormivano ad occhi aperti, io me ne andai al PARCO D’APOLLO con i miei amici. Stavamo insieme e i miei amici me ne fecero conoscere tanti altri: Roberto, un ragazzo che è nato li ed ora va a scuola a Bernalda, una città ca. 20 chilometri dal paese; Mariano, che va alla stessa scuola di Roberto.; e poi un ragazzo di nome Eros, che quando si presentò, non ci credevo che si chiamasse Eros e perciò uscì i suoi documenti x farmelo credere. Poi conobbi anche due sorelle del Canada; una di loro, Vanessa, la più grande, stava insieme a Eros.
Erano ca. le 22 quando arrivò quel ragazzo della Alimentari. Salutò Kekko ed Enzo, il fratello di Kekko. Kekko lo fermò un attimo e gli chiese se voleva conoscere una ragazza e poi mi chiamò. Ci presentammo e finalmente sapevo il suo nome. Lui è metà italiano e meta dell’Argentina. Tutti lo chiamavano Ale, ma normalmente si chiamava Alehandro. Ci mettemmo a parlare un bel po’ . Io gli raccontai della Germania e lui mi parlò dell’Argentina e mi disse che abitava a Matera da solo e che sei mesi prima viveva a Milano. Erano le 23.30 ed io dovevo andarmene e cosi lui mi ha accompagnato a casa e ci siamo dati l’appuntamento x l’indomani pomeriggio.
Il giorno dopo stavo tutto il pomeriggio insieme a lui e ci siamo divertiti un mondo.



3. UN POMERIGGIO INSIEME AD ALE

Questo pomeriggio che abbiamo trascorso insieme era bello e divertente assai. Alle 15 mi incontrai con lui al Carpano, un ristorante di fronte a casa mia. Erano le 15 meno qualche minuto e, x vedere se era già arrivato, guardai dal balcone se era già lì. Infatti era già lì che mi aspettava appoggiato al suo scooter con gli occhiali da sole e si guardava intorno per vedere se arrivavo. Io non potevo ancora scendere xchè dovevo ancora lavare i piatti e perciò arrivai con 15 minuti in ritardo. Ogni tanto guardavo dal balcone se c’era ancora lì ad aspettarmi ed era sempre li, però, quando scesi che ero finalmente pronta, non lo trovai ma il suo scooter era li. Mi guardai intorno x vedere se lo trovavo, ma non lo vidi e allora mi sedetti su uno scalino vicino al suo scooter. Tutto ad un tratto qualcuno mi chiuse gli occhi con le mani. Era Ale e lui mi disse:
– Aspetto da quasi 20 minuti.
Io gli risposi:
– Mi dispiace, ma dovevo ancora lavare i piatti e poi....
Lui mi interruppe:
– Non ti devi giustificare con me! Allora, che facciamo?
Io gli risposi:
– Non so! Magari possiamo andare in piazza!
Lui disse che gli andava bene e così mi aiutò ad alzarmi e andammo in piazza. Camminando parlavamo di cose varie. Scoprii che avevamo alcune cose in comune. A lui piacciono cantanti come Tiziano Ferro, Daniele Stefani, Paolo Meneguzzi, proprio come a me. Ma avevamo anche tanti gusti differenti. Ale ha sedici anni ed è nato il 19 Aprile mentre io sono nata il 09 Aprile, siamo tutti e due dell’ariete. Ci siamo capiti benissimo e ci siamo divertiti tanto.
Più tardi abbiamo visto anche gli altri amici miei e quelli suoi co,sì lui ha fatto conoscenza con i miei amici e io con i suoi. I miei amici e i suoi amici hanno fatto entrambi conoscenza. Alcuni già si conoscevano, altri un po’ meno, si conoscevano solo di vista. Abbiamo trascorso dei bellissimi pomeriggi insieme. Eros e Dino sapevano suonare la chitarra e, a volte, se la portarono e cantavamo delle canzoni. Quello che cantavamo volentieri era la canzone di Gianluca Grignani “nasce la mia canzone” e la canzone dei Calling “without you”. Antonello, che faceva il cameriere al Parco, sapeva cantare benissimo, aveva una voce che sembrava proprio la voce di quello che cantava nel gruppo dei Calling. Quanti bei ricordi, quanti bei pomeriggi. quante belle sere!
Ora mi manca, quanto ci siamo divertiti.




4. LA SERA AL PARCO D’APOLLO

Ogni sera, come tutti gli anni andavamo al Parco. Il Parco non è un parco dove si va a passeggiare. Il Parco è come una discoteca all’aperto, solo che fanno balli di ruppi. Si può anche mangiare, se si va un po’ più giù, c’è il minigolf e una pizzeria, ma sempre dello stesso proprietario. Tra la pizzeria e la pista da ballo c’è un piccolo parco e perciò lo chiamano il PARCO D’APOLLO.
Quella sera era una sera speciale. Il pomeriggio stavamo seduti a un tavolino intorno alla pista, vicino al palco dove c’era sempre il DJ. Eros, Dino Antonello io e la mia amica Antonella salimmo sul palco. Eros con Dino suonavano la chitarra Antonello io e Antonella cantavamo. A Carmine, il proprietario, gli piaceva come cantavamo e perciò ci chiese se volevamo cantare due o tre canzoni insieme, la sera. Noi dicemmo di sì, ma ci voleva qualche giorno x fare delle prove, ma Carmine disse che negli altri giorni non si poteva fare, dato che ci stavano altri artisti. Eros non poteva farsi scappare quell’occasione e neanche noi ce la volevamo far scappare e così x tutto il pomeriggio non facemmo altro che fare le prove.
Io e Antonella abbiamo cantato una canzone di Paola e Chiara, Antonello cantava la canzone dei Calling, Eros cantava la canzone di Gianluca Grignani, e io ho cantato da sola una canzone di Whitney Houston. Quando avevamo finito tutti battevano le mani. Alcuni si sono anche alzati.
X Carmine era bello vedere che 4 semplici ragazzi piacevano tanto al pubblico e noi ci siamo divertiti un mondo. Carmine ci chiese se x il prossimo anno noi potevamo fare due ho tre serate. Noi gli dicemmo di sì. X gli altri che vivevano lì era facile fare le prove almeno una volta alla settimana, x me era un po’ difficile. X loro non era un problema, si fidavano di me e perciò con me facevano le prove solo quando stavo lì, cioè solo nelle ferie e solo tre o quattro volte a settimana. Fu un grande successo quella sera. In poco tempo eravamo conosciuti in tutto Metaponto e in tutto Metaponto borgo.
Quando stavo in bici con Antonella, spesso alcuni ragazzi ci fermavano e ci chiedevano se li volevamo conoscere. Ad Eros andavano dietro tante ragazze e Vanessa era gelosa e spesso si litigava. Poi toccava a noi riportarli di nuovo insieme.
Ale si comportava così come si comportava Vanessa, solo che non lo diceva a me, ma ad Antonella, a mia cugina Annamaria e a Kekko, e loro lo dicevano a me. Sembrava di essere geloso di me e cercava di stare il più possibile con me. Anche se io non ci credevo tanto che lui fosse geloso di me, mi fece comunque piacere trascorrere i pomeriggi e le serate con lui. Quelle lunghe passeggiate al Parco e quei discorsi fatti insieme erano molto belli e, quando non stavo con lui, mi mancava molto.





5. UN FINE SETTIMANA SENZA ALE

Il fine settimana andammo a Matera, xchè mia madre doveva fare alcuni servizi, a causa della casa che noi abbiamo là. La domenica dovevamo andare a Irsina, la città da dove viene mio padre, chiamata anche Montepiluso.
X tutto il fine settimana non facevo altro che pensare ad Ale. Mi mancava tanto, che sembrava che lui fosse il mio ragazzo. Avevamo trascorso sei sere e sei pomeriggi insieme, sembrava che non lo vedessi da un’eternità. Non vedevo l’ora di andare da lui e abbracciarlo forte forte.
Era molto strano; non avevo mai provato una cosa del genere! Sembrava che se non lo vedessi scoppiassi, sembrava che se dopo un momento non lo avessi veisto il mio cuore si sarebbe spezzato in mille pezzi. L’unico pensiero che mi passava x la testa era lui. Era il suo sorriso il suo comportamento, il suo profumo, la sua dolcezza. Tutto quello mi mancava. Anche se la domenica ho visto i miei cugini e mi sono divertita, nella mia testa c’era lui. Era una sensazione strana che non avevo avuto mai prima nei confronti di un ragazzo.
Ale era un ragazzo speciale x me: anche se lo vedevo come amico, mi sembrava di amarlo. Lui non era un amico come Kekko, era un ... ragazzo che quando stavo con lui, mi faceva stare bene. Era una persona speciale x me. Ma era più di un amico. Era, era amore quello che provavo x lui ma era anche molto strano, xchè pensavo che fosse un mio amico, ma speravo che fosse il mio ragazzo. Speravo che con lui potessi trascorrere dei momenti magici.
Mi sentivo strana e confusa, ma era certo che provavo più di un amicizia nei suoi confronti.
Questo fine settimana era molto bello rivedere i miei cugini e uscire con loro, ma c’era sempre Ale che mi trascorreva x la testa.
Quella sera, a Irsina furono scelte delle ragazze che dovevano fare una sfilata x un stilista del paese. Una di quelle ragazze era mia cugina che aveva 19 anni. Lei era molto contenta di esser stata scelta e così in suo onore i miei zii fecero una festa. Ci sono venuti molti ragazzi e molte ragazze che erano amici di mia cugina. La sorella di un’amica di mia cugina la conoscevo, xchè l’avevo conosciuta l’anno prima e si chiamava Marina. Marina era un po’ come a me, le piacevano i ragazzi con dei muscoli. L’unica cosa che è differente, è che lei guarda prima il didietro dei ragazzi. Anche io lo guardo, ma prima guardo come è di dentro e poi il resto.
Quel giorno però non vedevo nessuno che mi piaceva, anche xchè pensavo ad Ale. Conobbi dei ragazzi ma tutto qui. Non ci siamo neanche scambiati i numeri dei cellulari, un po’ xchè il cellulare me lo dividevo con i miei genitori, dato che non avevamo telefono, un po’ xchè non volevo che mi telefonavano mentre stavo con Ale, visto che ormai stavo spesso in sua compagnia.
Era un fine settimana bello, ma anche un po’ triste. Quando era tempo di andarcene ero felice, xchè volevo vedere Ale e i miei amici, ma mi dispiaceva che dovevo lasciare la mia famiglia.






6. IL RITORNO A METAPONTO

La sera arrivammo a Metaponto verso le 22. Era tardi e sapevo che la mia mamma non mi avrebbe fatto uscire, ma glielo chiesi lo stesso. La stavo chiamando quando tutto ad un tratto suonano alla porta era mia cugina Annamaria, che mi chiedeva se andavo con lei al Parco. Io chiesi a mia madre e lei, vedendo che me ne andavo con mia cugina, mi disse di sì e che potevo stare fuori fino a mezzanotte e mezza. Io ero contenta. Presi la borsa e il cellulare e me ne andai con mia cugina.
Quando arrivammo al Parco, mia cugina vide il suo ex e si mise a parlare con lui. Io mi guardavo intorno x vedere se trovavo Ale o se vedevo qualche suo amico, ma non vedevo nessuno, né Ale, né Kekko, né Eros, né le Canadese, nessuno.
Mia cugina mi chiese se mi andasse bene, di lasciarmi x un po’ da sola, xchè il suo ex voleva parlarle. Io risposi di sì, ma le dissi che doveva stare a mezzanotte lì. Sorridendo e ringraziandomi mi disse “okay”. A lei feci credere che non facesse niente, ma io volevo che fossero rimasta lì con me. Avrei voluto dire tutto quello che provavo, tutto quello che mi era successo, volevo parlarle delle mie speranze e di tutto il resto, ma non potevo.
Andai al bar x prendermi una coca e vidi ad Antonello. Antonello mi servì e poi mi disse che stavano tutti al solito posto alle panchine e che mi stavano aspettando. Io presi la mia coca e andai da loro. Quando arrivai da loro, lì salutai. Poi vidi Serena, un’altra mia amica che non vedevo da un anno, che era arrivata due giorni prima. E io ero molto contenta. X un momento avevo dimenticato Ale. Stetti a parlare con Serena un bel po’ di tempo e con lei potevo parlare di Ale. Le dissi tutto e c’era anche Kekko vicino a me che mi dava coraggio e mi prometteva che prima che io me ne andassi, Ale si sarebbe messo insieme a me. Io gli risposi triste che mancavano ancora due settimane e poi sarei partita e che due settimane sarebbero passate veloci e sarebbe stato molto triste lasciarlo, senza avergli detto che x me lui era molto importante, che in solo tre settimane lui era riuscito a farmi sentire così bene come non ero mai stata.
Stare con lui è come trovare una spalla d’appoggio. Kekko mi abbracciò forte e disse:
– Anche se non sono Ale, da me potrai sempre venire e dirmi quello che senti. Da me troverai sempre un consiglio e stai sicura che non dirò mai niente a nessuno. Potrai fidarti di me. E non disperare, sono sicuro che Ale, se prova qualcosa nei tuoi confronti, te lo dirà. E se fino ad ora lui non ti ha detto niente, sarà xchè tu non gli avrai fatto capire che ti piace.
Quelle parole erano un grande conforto x me. Grazie a quelle parole capii che Kekko era la persona più cara al mondo. Era la persona più dolce che avevo mai conosciuto.




7. CIAO A VANI E CHRIS

Vanessa e Cristina dovevano partire x il Canadà. Quando ci siamo salutati, io ero molto triste, anche xchè mi ero affezionata a loro e non volevo che se ne andassero. Eros era anche triste, ma era quello più triste di tutti: Doveva lasciare la sua ragazza e non la poteva vedere x un anno intero.
– Se lei avesse vissuto in Germania come a te, sarei andata a trovarla, anzi sarei partita con lei. Mi pento di non averle detto che l’amavo. Gliel’ho detto, ma non gliel’ho detto come volevo io, non gliel’ho detto abbastanza. Volevo regalarle qualcosa di mio che le facesse ricordare di me. Io a lei ho dato un bacio eternamente lungo e lei mi ha dato un anello. Avrei voluto darle anch’io qualcosa, ma non sapevo cosa. Anche quella stupida di sua sorella mi mancherà! Mi mancherà Vanessa, il suo profumo e tutto quello che aveva a che fare con lei.
A quelle parole Eros si mise a piangere e io quasi quasi mi mettevo a piangere con lui. Non avevo mai visto un ragazzo così carino piangere x una ragazza! Era il primo che io avessi mai visto piangere.
Eros piangeva e io cercavo di consolarlo e cercavo di tirarlo su dicendogli di pensare ai bei momenti che aveva trascorso con lei e di sperare di vederla e cosa avrebbe fatto, quando l’avrebbe rivista.
Mentre gli dicevo queste cose mi rendevo conto che se io non avessi detto niente ad Ale, mi sarei sentito peggio di Eros. E così decisi di dirgli quello che provavo x lui, dirgli che l’amavo. E volevo farlo al più presto possibile, nella speranza che lui mi dicesse “anch’io”.



8. LA SUA DICHIARAZIONE

Mancavano ancora tredici giorni e poi dovevo partire. Avevo deciso di dirgli cosa provavo x lui e, dato che lui mi aveva chiesto di vederci alle 18 in piazza, decisi di dirglielo proprio mentre stavamo seduti su una banchina o quando stavamo facendo una passeggiata. Ma tutto cambiò, quando mi chiese di salire sul suo scooter e mi disse che mi voleva portarmi in un posto magico. Io salii sul suo scooter ma non sapevo cosa stavo facendo. Io salii e lui mi portò in un posto veramente magico. C’era una grande fontana, intorno a questa fontane c’era un piccolo giardino con delle panchine. Ci sedemmo su una panchina. Ale mi prese x la mano e mi disse con una voce così dolce:
– Questo posto lo chiamano “ La fontana degli innamorati” e sai xchè
Gli risposi di no.
– Xchè, - continuò lui – molti ragazzi che sono venuti qui, si sono messi insieme. Ogni ragazzo che vuole fare una dichiarazione porta la ragazza qui x farlei la dichiarazione più bella del mondo, dicendole che lei è una ragazza fantastica.
Il mio cuore iniziò a battere mille all’ora. Non sapevo più cosa dirgli, stavo lì impalata come una statua e lo guardavo negli occhi, sperando di trovare una risposta alla domanda che non c’era. Lui continuò
– Io non voglio farti la dichiarazione più bella del mondo, io voglio farti la dichiarazione d’amore più bella che sia mai esistita in tutto l’universo. Da quando ti ho visto alla alimentari non ti ho più dimenticata. E quando ho avuto l’opportunità di aiutarti, porgendo la mia mano verso la tua mi sentivo il ragazzo più felice del mondo. Mi sembrava di toccare un angelo, di toccare con un dito il cielo irraggiungibile. Sentivo che dentro di me qualcosa era cambiato. Quando ti vedevo con un altro ragazzo, m’ingelosivo non sapendo cosa provavi x me; ero confuso ed ero strano. Forse ti sembra strano quello che ora ti dirò ma è la verità. In sole tre settimane tu mi hai cambiato la vita, mi hai fatto crescere ed ora guardandoti negli occhi, mi sembra di vedere me e te insieme passeggiando in un parco abbandonato, dandoti un bacio sulle tue tenere labbra.
Piano piano lui si avvicinò a me. Io ero confusa e mi lasciai trasportare dal cuore. Io mi avvicinai a lui e lui mi diede un bacio lungo, tenero, pieno d’affetto. Sembrava di volare, sembrava di stare sul settimo cielo. Quando lui si allontanò io lo baciai un’altra volta ed era il bacio più bello che avessi ricevuto. X un attimo sembrava che tutto quello che stava intorno a noi si fosse fermato. Mi sentivo come in quei film dove tutto è meraviglioso, e tutto era meraviglioso solo che era realtà. Un film spesso finisce così, mentre per me era appena iniziato il film.
Io ero emozionata, ma ero confusa, non controllato da me, mi cadde una lacrima. Ale si avvicinò e mi diede un piccolo bacio sulla guancia, mi asciugò gli occhi. E poi mi disse:
– Ti amo!
Io ero felicissima e gli risposi:
– Tu non sai da quanto tempo io non faccio altro che sperare che questo giorno arrivasse e se tu oggi non me l’avessi detto, forse te l’avrei detto io e sarebbe stato l’ultima occasione. Anch’io ti amo, ti amo da impazzire. Però durerà poco, non l’amore x te, ma l’essere insieme. Tredici giorni e poi me n’andrò e le nostre strade si divideranno. Io sono sicura che il mio amore x te durerà ancora per molto, mentre il tuo amore x me svanirà come un bellissimo incantesimo....
– – No, mai, mai ti dimenticherò! Tu sarai sempre nel mio cuore! Non ci sarà nessuno che ci dividerà! Vedrai che la nostra storia durerà un’eternità! Ti prometto che, sì ci saranno ostacoli da superare, ci saranno incomprensioni, ma ci saranno anche dei momenti bellissimi. Ogni ostacolo che si metterà tra di noi lo supereremo, ed ogni incomprensione la risolveremo insieme.
Dette queste parole roccolse una rossa rosa e me la diede.
Era il giorno più felice della mia vita.








9. L’ULTIMA SERA

Ormai erano passati tredici giorni. Mancavano poche ore. Erano le 21 e alle tre dovevamo partire x la Germania. Chiesi alla mia mamma di lasciarmi uscire x l’ultima volta e, dato che era l’ultima volta, di farmi stare fino a tardi. Mia mamma era d’accordo e la ringraziai con un bacio.
Presi la macchina fotografica e la mia borsa e corsi subito giù dove mi stavano ad aspettare i miei amici. Insieme ci avviamo verso il Parco. Ale mi mise il braccio sulla mia spalla e mi tirò a se. Era l’ultima sera ed ero triste, ma non lo feci vedere a nessuno, anzi facevo vedere che ero contenta e l’ho ero anche da un certo punto di vista.
Quella sera era la più bella serata che avevamo trascorso tutti insieme. Prima ci siamo fatti le foto e ci siamo divertiti assai facendo le foto più strane. Quella sera era persino contento Eros. Anche se soffriva un po’, era più contento delle altre sere. Dopo le foto, molti se ne sono andati, xchè era già tardi ca. mezzanotte. Dopo però il DJ ha messo un po’ di musica da discoteca e siamo andati a ballare. È durato ca. mezz’ora, ma era comunque bello.
Quando siamo ritornati alle panchine, c’era un attimo di silenzio, nessuno sapeva cosa dire, allora Nunzio, un ragazzo che avevo conosciuto durante le tre settimane, gridò:
– Xchè non ci andiamo a comprare una HEINIKEN?
Mettemmo i soldi insieme e ne comprammo sei bottiglie. Tutti ne bevettero un po’ e il silenzio cessò, e tutti erano contenti, e anche un po’ appannati.
Erano le due, mancava ancora un’ora. Il Parco chiudeva dopo trenta minuti. Serena, Kekko, Antonella, Ale ed io incominciammo ad andarcene. Io salutai a tutti con un abbraccio, gli altri si salutavano come al solito. Era una scena triste.
Poi arrivammo di fronte a casa mia e le nostre strade si dovettero dividere, vedevo mia madre e mio padre che portavano già le cose in macchina. Antonella e Serena si misero a piangere io quasi quasi piangevo con loro. Kekko mi diede un bacio sulla guancia e mi disse:
– Hai visto? Ti ho detto: “Pprima che te ne vai, Ale ti dirà che ti ama” e si è avverato.
Io abbracciai Kekko e lo ringrazia di tutto cuore. Ora si che piangevo. Ale stava seduto sullo scalino del Carpano. Io misi le mani sui suoi occhi e lui me li tolse mi prese in braccio e mi diede un bacio. Quel bacio mi rimase impreso che non l’ho mai più dimenticato. Lui mi tenne tra le sue braccia, come se non mi volesse fare andare via e io mi strinsi sempre più a lui.
Arrivono mio padre e mia madre nella macchina che mi chiamarono x entrare che ce ne dovevamo andare. Mi abbracciai x l’ultima volta con gli amici e poi con Ale. Lui mi tenne la mano come x dire:
- No, non te ne andare! Ti prego, resta! Non riesco a vivere senza di te!
Io lo guardai negli occhi e poi mi girai x entrare in macchina. Chiusi la porta e lo guardavo dal finestrino.
Aveva iniziato a piovere. Pregai mio padre di fermare la macchina che avevo dimenticato qualcosa di importante.
Scesi dalla macchina e corsi incontro a lui. Ale mi corse incontro. Ci baciammo x l’ultima volta. Era difficile lasciarlo, ma non potevo fare diversamente.





10. ARRIVO IN GERMANIA

Ora sono qui e domani inizierà la e scuola rivedrò i miei amici. Rivedrò Pe, una ragazza greca, poi rivedrò Alessandra, una mia amica che è anche italiana ... siciliana. Poi vedrò Aydan, una ragazza turca che poi conosco da tanto tempo e siamo amiche dalla quinta classe: due anni fa, nella settima classe, lei fu bocciata e così non era più nella mia classe. Quando sentii questa notizia ero molto triste, ma ci potevamo vedere lo stesso. Rivedrò Zineb, una marocchina alla quale prima delle ferie mi ero affezionata. Rivedrò Mimmo, un mio grande amico, dopo Kekko. Ugur, che è il fratello di Aydan. E poi vedrò Tomek, un polacco.
Chissà come saranno cambiati! Spero che non siano cambiati troppo! Pe l’anno scorso litigava spesso con Alessandra anche xché Alessandra aveva baciato l’ex di Pe, che era un tedesco e io non ho mai capito come abbia fatto. Era solo un gioco, ma io mi sarei rifiutata. Prima delle ferie Pe e Alessandra avevano fatto pace. Mimmo l’anno scorso stava insieme con una ragazza di nome Paola. Ora non so più se stanno ancora insieme. Spero di sì. Stavano così bene insieme!
Ugur aveva deciso di fare una nuova moda. Chissà, forse ora in Turchia sarà diventato famoso.
Quando ero in Italia io e Aydan ci siamo sentite al telefonato, e mi ha raccontato che aveva conosciuto un ragazzo che aveva 25 anni. Un po’ grande, ma a lei piaceva.
Chissà se staranno ancora insieme! Sono contenta di rivedere i miei amici, ma sono triste che non rivedrò l’Italia x un anno intero. Non rivedrò Kekko, Serena, Antonella, Enzo, Roberto, Eros, Dino, Jessica, Antonello, Mariano e tutti gli altri. Ma soprattutto non vedrò x un anno Ale. Solo a questo pensiero mi viene da piangere. Speriamo che quest’anno passerà velocemente.



11. IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA

Oggi è il primo giorno. È strano entrare nella scuola dopo sei settimane, dopo che sei venuta dall’Italia dove tutti erano italiani. Ora entri in scuola e ti sembra che ti trovi in un paese internazionale. Sei contenta di rivedere i tuoi amici, ma sei triste allo stesso tempo xchè sai che a quest’ora due settimane fa stavi al mare con i tuoi genitori. Sai che a quest’ora i tuoi amici si staranno preparando x andare al mare. Tutto a un tratto ti squilla il cellulare e chi è? È Ale! Ti chiedi cosa starà facendo, dove sta. Pensi che magari in questo momento tu potevi essere da lui. Ma non è così. Ti sale un’angoscia che ti fa sentire debole, ma poi ti arriva un messaggio con scritto su: “Ciao amore, ti sto pensando, mi manchi tanto ma spero ardentemente che tra qualche mese ti vedrò, cosa farò quando ti vedrò. La prima cosa che farò è dirti: ti amo e poi ti darò un bacio che mai dimenticherai. TI AMO!”
Questo messaggio sembra un semplice messaggio, ma in realtà mi dà molto coraggio. Più di qualsiasi altra cosa.
Quando sono entrata a scuola, mi sono salutata con i miei amici e ci siamo abbracciati e ci siamo scambiati i regali. Pe mi ha regalato un braccialetto con su scritto il mio nome. Da Alessandra ho avuto una cartolina della Sicilia con un po’ di lava dell’Etna. Da Aydan ho avuto un ciondolino con una S, come Sonja. Io ho regalato a tutti un braccialetto con il loro nome, solo che il nome di Aydan è di Pe non c’era e allora ho comprato un braccialetto con le loro iniziali. Quando arrivai a scuola, mi dissero che Tomek era stato bocciato. E dato che era la seconda volta doveva andarsene da scuola, volevo andarlo a salutare Tomek, ma purtroppo quando salii, non c’era più. Era già all’altra scuola. Ci rimasi male, ma ero sicura che, prima o poi, sarebbe venuto a trovarci. Non ci si dimentica così facilmente della classe in cui hai passato quasi metà della tua vita. Non ci si dimentica così facilmente dei suoi amici e non ci si dimenticata del posto in cui si è diventati grandi. Anche se la scuola è noiosa, bisogna sapere che alla scuola hai imparato a scrivere e a leggere. A scuola tu puoi imparare cosa della. Molti però se ne rendono conto troppo tardi.








11.5. DEDICATA A CHI SI SENTE COME ME

A volte ti senti sola, ti metteresti a piangere xchè la persona che ami e così lontana, vorresti tanto averla qui accanto a te, ma è impossibile xchè tu non puoi prendere l’aereo così come prendi il tram x andare in città.
Vorresti gridare al mondo che sei innamorata, ma non hai voce.
Vorresti fare tutto ma non ci riesci, ti chiudi dentro di te e non esci più e poi ti prende una malinconia, basta una sola parola storta di tua madre che già ti incazzi come una bestia.
Non riesci più ha concentrarti a scuola, non riesci a trovare neanche la più facile soluzione in matematica, in inglese non ti viene niente altro in mente che I MISS YOU, e se la maestra ti chiede qualcosa, non puoi rispondere xchè ti chiedevi chissà cosa starà facendo, e così ti becchi una nota.
Arrivi a casa e guardi sul cellulare, se ti ha scritto ma non l’ha fatto e allora ti senti ancora peggio. Ma poi gli fai uno squillo e lui ti risponde e ti ritorna il sorriso.

A volte cerchi nel buio della notte una risposta. Una risposta alla domanda:
xchè lui non sta con me,
xchè io non sto li da lui,
xchè non posso raggiungerlo,
xchè non viene da me.
Ti senti sola e persa nel buio della notte, senza che qualcuno riesca a vederti, senza che qualcuno ascolta i tuoi pianti tristi ma pieni d’amore.
Cerchi disperatamente una risposta ma ..... non arriva e tu non ce la fai più, ti ubriachi di emozione e non fai altro che mangiare cioccolata. Ogni volta che pensi a quelle telefonate fatte, quelle parole dette da lui, che ogni volta ti fa risalire la stessa emozione che sentivi quando lui te li diceva, tutto quell’amore che provi mentre gli dici ti amo ma non ti senti bene xchè vorresti diglielo in faccia, dimostrandogli con un bacio che sei così innamorata, che faresti tutto se solo potessi. Ma la vita è fatta così, piena di pericoli, piena di felicità, piena di ostacoli, ma soprattutto piena di mete da raggiungere che sono quasi impossibili da raggiungere.


12. UNA TELEFONATA

Sono passati tre mesi che manco dall’Italia. Mi manca tanto Ale.
In questi tre mesi ho telefonato spesso con Ale, ci siamo scritti spesso. Ormai sono tre mesi e mezzo che stiamo insieme. L’ultima telefonata che abbiamo fatto era più che bella. Io avevo telefonato ad Ale, mentre stavamo telefonando io gli feci una domanda, gli chiesi se lui avesse mai tradito e gli dissi che mi doveva rispondere con sincerità. Lui mi rispose così:
- Io non ho mai tradito in vita mia, né in amore, né in amicizia. Sono sempre stato fedele. E stai sicura che a te non tradirei mai, x niente e x nessuno al mondo. Io a te ci tengo molto. X me sei la persona più importante della mia vita, non voglio perderti. Io voglio che la nostra storia duri tanto tempo. Vorrei che non finisse mai. Non credere che quando io esco con gli amici e vado in discoteca e una ragazza mi parla io ci sto, anzi io le dico che ho una ragazza e che se lei vuole possiamo essere amici e basta. Non credere che io dico: “Tanto quella sta lì, mica mi vede!” Non ce la farei a sopportare il pensiero che tu stia li a sperare che io sia fedele e poi non lo sono e tu, e sono sicuro che tu non mi tradiresti mai, stai li buona buona ad aspettarmi. E poi, puoi stare tranquilla io non ti tradirei mai.
Queste parole erano bellissime x me. In un solo attimo mi sentivo felicissima, sarà durato qualche secondo che sentivo che Ale stava vicino a me e, mentre mi diceva quelle parole, sentivo che mi teneva la mano, come quella volta che mi portò alla fontana degli innamorati. Sarà stato solo qualche secondo ma erano dei secondi magici. Poi gli chiesi se lui era vergine. Mi rispose di no. In quel momento ero rimasta un po’ delusa, ma poi mi sentivo abbastanza contenta, almeno era stato sincero con me. Poi lui mi chiese cosa avrei risposto se lui mi avrebbe chiesto se sarei andato con lui a letto. Io gli risposi di NO. Ed era un no cosi convinto che x un attimo lui rimase senza parole e poi disse: “Brava!” Io volevo sapere cosa significava quel “brava” e volevo sapere che risposta si sarebbe aspettato. Lui mi disse che molte ragazze avrebbero detto di si, mentre io ho detto di no. Sarà quello che l’avrà fatto innamorare di me. Il mio essere sincera, diretta e decisa. Poi mi chiese quando avevo intenzioni di farlo. Io gli risposi:
- Certamente non adesso. Lo farò quando saprò che quello è quello giusto e che se l’avrei fato, sarebbe dovuto essere lui il mio futuro.
Ale rimase un po’ stupito, ma poi mi chiese xchè ero di questo parere e aggiunse:
- Non che vorrei farti cambiare idea, anzi vorrei che tu non cambi. Vorrei solo sapere xchè e come mai sei arrivata a questa conclusione.
Io risposi:
- Primo io sono stata educata in modo severo in questo argomento. E poi non vorrei pentirmi di quello che faccio. Se domani andassi a letto con qualcuno e poi dopo un mese lo lasciassi mi pentirei di quello che avrei fatto, credo che non me lo potrei mai perdonare, mi sentirei sporca e strana. Credo che non avrei più avuto il coraggio di guardarmi allo specchio, x non parlare di cosa mi avrebbe fatto mia madre.
Ale mi disse:
- Sarà questo quello che mi lega a te. A me non importa questo, in una relazione non dovrebbe essere quello il punto importante. Il punto importante dovrebbe essere quello che si prova l’uno con l’altro. Importante che ci sia amore.
Concludemmo così la nostra discussione. E non parlammo più di questo argomento ora che tutto era spiegato. Molti ragazzi avrebbero lasciato una ragazza xchè lei la pensava così come me. Ale era diverso dai soliti ragazzi. Non era il solito bastardo che incontri in estate x una avventura. Era un ragazzo speciale.



13. UN LITIGIO

Oggi era una giornata di quelle che avresti dimenticato il più presto possibile. Stamattina, quando mi sono svegliata, mi sono litigata con mio fratello xchè usa sempre le mie creme e non le mette mai a posto.
Quando sono arrivata a scuola, mi hanno dato il compito d’inglese, che ormai aspettavo da tre settimane ed era un voto che neanche vale la pena dire. Era un insufficiente. Io avevo studiato molto x quel compito, ma a volte, quando sto davanti a un compito, mi dimentico tutto. E la stessa cosa mi succede in matematica, dove anche li ho avuto un insufficiente. Ero così arrabbiata, e, come se non bastasse, alle 14 dovevo andare a scuola italiana e restarci fino alle 18. Quando ho finito la scuola, mi sono messa a parlare con Mimmo e mi raccontava delle cose. Avevamo avuto una piccola discussione qualche giorno fa e proprio oggi voleva parlare con me. Mimmo mi ha detto delle cose che mi hanno fatto pensare un po’ e x alcuni giorni non facevo altro che pensare a quelle parole. Mi ha detto, che non ero più così seria come prima e che non si poteva fidare più come prima di me. Io volevo sapere che cosa avessi fatto x avergli fatto cambiare idea e lui mi ha risposto che non lo sapeva. Io rimasi abbastanza colpita. E ci rimasi male. Ma non xchè me l’ha detto lui, ma xchè, secondo me, in un’amicizia ci deve essere la fiducia.
Mentre stavo con lui e Tomek che dopo tanto tempo avevo finalmente rivisto, arrivò la mia amica Luana. Mentre stavamo parlando a Luana scappò di chiedere se Mimmo e Paola stavano ancora insieme. Normalmente io non dovevo dire niente a nessuno, ma Luana era la mia migliore amica e io gli dicevo tutto, così come lei diceva tutto a me.
Mimmo mi guardò con quegli occhi delusi e in più mi disse che io ero cambiata, io non parlai più stetti zitta x tutto il tempo. Forse Mimmo se ne era accorto e anche lui non disse una parola x tutto il tempo che stava li.
Mentre Luana ed io stavamo seduti alle lezioni di italiano e il maestro ci chiese se volevamo fare una gita io dissi che potevamo fare una gita a Matera così potevo vedere Ale. Luana subito disse: “Tanto vale andiamo in Sicilia che è più bella!” Io ci rimasi male ed era già la quarta volta in una sola giornata che ci rimanevo male. Io l’avevo detto solo così x scherzo e lei l’aveva preso sul serio.
Dopo la scuola italiana andammo insieme a casa e x tutto il tempo non abbiamo parlato. Eravamo arrivati quasi a casa mia e lei mi chiese se ce l’avevo con lei. Io gli risposi di no e a essere sincera, non ce l’avevo con lei, era solo che ormai ero già arrabbiata x colpa di Mimmo, anzi, se vogliamo pensarla a modo di Mimmo, ero arrabbiata x colpa mia. Con Luana la cosa si chiarì, mentre la discussione che ebbi con Mimmo rimase ancora in sospeso.



14. LA RICONCILIAZIONE

Ormai sono passati tre giorni da quella discussione tra me e Mimmo. Oggi dopo la scuola, mentre io stavo parlando con i miei amici, si avvicina Mimmo e mi chiede se io potevo parlare con lui, fra quattro occhi. Io gli dissi di sì, lui mi rispose che la nostra conversazione sarebbe durata almeno una mezz’ora. Allora decisi di avvisare la mia mamma e gli telefonai dalla cabina telefonica, dopodiché mi salutai con i miei amici e me ne andai con Mimmo a fare una passeggiata nel parco lì vicino. Faceva molto freddo quel giorno. Mentre camminavamo Mimmo mi disse:
- Sono quasi tre giorni che non mi parli più e che neanche mi saluti più. Non so se è solo una mia illusione, ma credo che ci sei rimasta male a quello che ti ho detto riguardo alla fiducia.
Io non gli risposi. Continuavo a camminare, ma guardavo x te terra e lui continuò:
- Allora è x questo che non mi parli più?
X un attimo mi sembrava di avere ad Ale lì vicino a me. Avevano la stessa voce e lui mi guardava con quegli occhi, come mi guardava a volte Ale. Sembrava che fosse lui. Forse sarà stato xchè mi mancava o forse sarà stato xchè gli assomigliava veramente o almeno faceva gli stessi gesti. Io risposi a Mimmo che c’ero rimasta male di quello che mi aveva detto e lui mi disse che non voleva farmi male xchè ci teneva a me e che gli dispiaceva di quello che aveva detto. Così avevamo fatto pace. Lui mi abbracciò ed eravamo di nuovo amici.
Mentre stavamo passeggiando x il parco mi squilla il cellulare. Era Ale, io gli dissi che dovevo mettere giù xchè stavo parlando con un amico e stavamo chiarendo alcune cose, che poi non era mica una scusa, né era una bugia, anzi era la verità. Ale ci rimase molto male, sembrava perfino offeso. Gli chiesi mille scuse e che gli avrei telefonato appena avrei potuto, ma ci rimase lo stesso male. Questo fece rimanere male anche a me. Mimmo che aveva capito. Mi consolò un po’! Dopo però continuavamo la nostra passeggiata.




15. UNA MOSSA SBAGLIATA

Quella mossa che feci ad Ale non dovevo farla. La sera provai a telefonargli, ma lui non mi rispose. A essere sincera mi sembrava persino che avesse messo giù apposto, magari x farmela pagare. Io feci squillare il telefono almeno cinque volte, ma dopo cinque volte mi era stato messo giù. Xchè se è il caso che la persona non può prendere il cellulare x qualsiasi motivo, il cellulare squilla fino a che non attacca la segreteria, ma a me mi risultava quel bib, bib che sento quando accendo il telefono e digito il numero. Ciò significa che lui mi avrà messo giù. C’ero rimasta assai male. Io pensavo che magari aveva perso la rete e quindi riprovai, ma con lo stesso risultato. Il giorno dopo riprovai una seconda volta, ma sempre quello era il risultato. Provai di continuo x cinque giorni, ma sempre quello era il risultato.
A questo punto volevo proprio vedere se non rispondeva xchè ero io quella che telefonava o se era xchè aveva da fare. Dato che telefonavo sul suo cellulare gli risultava sempre il mio numero e così andai alla cabina telefonica, dove di solito non risulta il numero.
Prima ho telefonato io col telefono normale e lui non ha risposto, poi ho telefonato dalla cabina. Era proprio come dicevo io. Quando gli telefonai dalla cabina lui rispose e rimase un po’ perplesso quando sentì che ero io. Ma poi lui continuò la telefonato come se niente fosse stato. Io gli chiesi se fosse arrabbiato con me a causa di quella mossa che gli avevo fatto quando mi aveva telefonato. Lui disse di no, ma lo disse in un modo che sembrava che ci rimasse veramente male. Io gli dissi che mi sembrava molto offeso x questo lui non rispose. Dopo un po’ mi disse solo che doveva mettere giù, io gli chiesi xchè e lui mi rispose che aveva da fare cose x la scuola.
Questa sì che era una scusa! Me lo sentii proprio che non diceva la verità. Era la prima incomprensione che avevamo avuto.
Tornata dalla cabina andai delusa nella mia stanza e x un attimo mi sentii perdere il pavimento da sotto i piedi. Mi sembrava che tutto il mondo mi stesse crollando addosso. Rimasi x un attimo sdraiata sul mio letto. Mi sarò addormentata xchè quando mi sono svegliata era mattina ed era la mia sveglia che mi aveva svegliata.



16. UN VERO AMICO

X tutto il giorno mi sentivo strana. A scuola non riuscivo a concentrarmi. Pensavo tutto il tempo alla telefonata di ieri. Quella telefonata che mi aveva fatto stare male. Non facevo altro che pensare alla sua voce! Mentre mi parlava, sentivo che c’era rimasto molto male. Da quella telefonata in poi, tutto andò sottosopra nella mia vita. L’ultima cosa che mi tirò su era quel coraggio che Mimmo mi dava dopo la scuola, mentre parlavamo. Mentre stavo con lui seduto in un bar vicino alla mia scuola, mi sfogai con lui. Non sapevo con chi parlare. Non volevo dire niente alla mia mamma xchè avevo paura che mi rimproverasse dicendo che lei mi aveva avvisato. Non volevo raccontarlo alla mia amica xchè lei aveva più problemi di me. In quel momento, Mimmo c’era la x me e mi ascoltava e si comportava come un vero amico. Mentre gli stavo parlando della telefonata di ieri, scoppiai a piangere. Mimmo mi accarezzò il viso e mi strinse fra le sue braccia. Era come l’abbraccio di una persona cara. Sapevo che quel suo abbraccio non era un abbraccio qualunque, ma era un abbraccio affettuoso. Mentre mi teneva tra le sue braccia mi diceva
- Dai, su con la vita! Non ti preoccupare, andrà tutto bene! E se hai bisogno di sfogarti, potrai venire sempre da me, in qualsiasi momento.
Io lo ringraziai. Sapevo che lui sarebbe sempre stato pronto ad aiutarmi e anch’io avrei aiutato lui in qualsiasi momento. Avevo capito che non era un amico tanto x dire amico. Era un amico vero. Lui non mi ascoltava così io lo ascoltavo anche, lui mi ascoltava xchè mi voleva bene, come amica. Io ne ero molto felice. Se fossi stata in Italia ero certa che avrei parlato con Kekko, ma Kekko non c’era ed ero felicissima che accanto a me ci fosse Mimmo.
Kekko x me è sempre stato un amico. Era come il migliore amico,quasi come un fratello. Ci conoscevamo da quando eravamo piccoli. A Mimmo lo conoscevo da cinque anni,ma era come se lo conoscessi da un eternità. Da quando ci conosciamo siamo sempre stati amici e spesso siamo usciti in città. Prima Mimmo mi piaceva ma poi mi resi conto che avrei rovinato una amicizia e allora lasciai perdere. E avevo fatto bene a lasciar perdere. Ora che lo conosco meglio, so che mi sarei pentita, ma non xchè con le ragazze si comporta male, ma xchè lui non sarebbe mai potuto essere il mio tipo. Ma come amico è veramente il mio tipo. Vorrei che tutti i ragazzi fossero come lui.
Purtroppo nella vita non si può avere tutto!





16.5. UN AMICO È

Cosa significa avere un amico? Avere un amico significa potergli confidare tutto, e lui non dice mai niente. Avere un amico significa che puoi sempre dirgli tutto senza che scappa e va a dire tutto a tua madre. Ad un amico puoi raccontargli sempre tutto senza aver paura che ti rimproveri o ti castighi.
Un amico è una persona amorevole, un amico è qualcosa di speciale, un amico fa parte del tuo cuore, fa parte della tua vita ed è qualcosa di molto importante x te. Avere un amico è bello xchè è come se scrivessi una lettere x sfogarti e poi la strappi. Un amico è come parlare con te stessa e nessuno lo sente. Se hai un amico hai un tesoro. Se hai un amico, ma un amico vero e sincero è come un tuo fratello. Non credere a quello che dicono le persone che una ragazza è un ragazzo non possono essere amici xchè poi tutto va a finire nel letto oppure si può sviluppare in un amore. Non succede, ma ... non succede soprattutto se é un amico vero e sincero. E anche se si dovesse sviluppare in un amore, non aver paura xchè lui sa tutto su di te e cosa c’è di meglio che un amore sincero e senza misteri???





17. NUOVE CONOSCENZE

Oggi ho fatto una nuova conoscenza. Alle 16 avevo un appuntamento con la mia amica in città xchè dovevamo andare a comprare un regalo x la mia amica Maria che aveva preso la patente. Avevo preso il tram x arrivarci più presto. Il tram arrivava in ritardo e allora dovetti aspettare dieci minuti alla fermata. Faceva molto freddo, era il mese di Dicembre e mancavano ancora pochi giorno x il 24. Quando arrivò il tram non c’era posto, tutti i posti erano occupati. E perciò dovevo stare in piedi. Dopo aver fatto due fermate si liberò un posto di fronte a un ragazzo. Quando mi sedetti la di fronte lui mi sorrise e io gli sorrisi indietro. Tutto ad un tratto mi squilla il cellulare. Era la mia amica che era già arrivata al posto d’incontro. Io gli dissi in Italiano, lei era anche italiana era la cugina di Alessandra, che arrivavo tra un quarto d’ora. Il ragazzo di fronte mi sorrise una seconda volta e io gli sorrisi di nuovo. Tutto ad un tratto mi parla in italiano:
- Sei italiana
- Sì
- Anch’io! Di dove?
- Della Basilicata e tu?
- Pugliese. Di dove della Basilicat?
- Matera tu da dove vieni
- Da Bari. Piacere, mi chiamo Sergio.
Io gli diedi la mano. E poi lui mi disse:
- Il tuo nome non lo posso sapere?
- Certo, mi chiamo Sonja.
- Posso sapere dove vai?
- Sto andando in città. Mi incontro con la mia amica.
- Che coincidenza! Anch’io sto andando lì. Il mio amico mi sta aspettando vicino ad H&M.
Era veramente una coincidenza, anche la mia amica mi stava aspettando lì e così decidemmo di andarci insieme e magari potevamo farci anche una passeggiata insieme. Parlammo ancora un po’ insieme e seppi che lui aveva sedici anni, che andava alla stessa scuola di Tomek e che a Tomek lo conosceva anche. Quando dovevo scendere vedevo già la mia amica Samanta aspettare. Siamo scesi insieme e Sergio mi presentò il suo amico Gennaro. Gennaro aveva 18 anni. Tutti e tre andammo dalla mia amica e io le presentai le mie nuove conoscenze. Poi chiesi a Samanta se aveva qualcosa in contrario se loro venivano con noi. Lei disse di no, anzi ne era molto contenta.
Ogni anno in città mettono una pista x pattinare. E dopo che avevamo comprato il regalo a Maria andammo a pattinare. Io le scarpe non ce l’avevo e loro neanche e perciò dovevamo andarceli a prendere in prestito. Pagammo tre Euro ciascuno. Da più di 3 anni non andavo più sui pattini, perciò cascai tre volte a terra. Ci siamo divertiti un mondo tutti e quattro insieme. C’era anche Mimmo con alcuni suoi amici. E lui mi fecce conoscere i suoi amici e io gli feci conoscere Sergio e Gennaro. A Samanta già la conosceva. Era un venerdì ed era il venerdì più bello che avessi mai passato.
Ormai erano già le otto e alle nove dovevo essere a casa. Andammo a dare i pattini indietro, poi andai a salutare Mimmo e i suoi amici. Noi quattro andammo in un bar a prendere una cioccolata calda. Con Sergio e Gennaro ci siamo scambiati i numeri e avevamo già un appuntamento x la settimana dopo x andare al cinema.
Per una giornata non avevo pensato ad Ale e x una giornata mi sentivo felice.
Ma chi avrebbe mai pensato che questo era l’inizio di un grave problema?





18. LA DISCUSSIONE TRA ME E MIA MAMMA

È quasi passato un mese che non mi sento più con Ale. È veramente strano ma io nei suoi confronti non provo più niente. Ma non è colpa mia. È lui che quando gli telefono mi mette giù. Lui a me mi fa stare male. Ieri stavo molto male. Gli avevo telefonato e non mi ha risposto. Quando ho provato x la seconda volta mi ha risposto una ragazza, io ho messo giù ma è stato uno sbaglio, avrei dovuto parlare con lei e chiedergli chi era, invece ho messo giù come una scema.
Mi sono chiusa nella mia stanza e ho pianto, ho pianto tanto. Sentivo come soffrivo, sentivo come si spezzava il mio cuore. E un’altra volta mi cascava il mondo addosso. Pensavo di aver passato tutto, speravo che le cose prendessero di nuovo il suo giusto cammino, ma non era stato così. Stavo male, pensavo che magari fosse stata la madre ma aveva una voce un po’ troppo giovane. Stavo sul letto e piangevo, piangevo fino a quando il mio cuscino non si era bagnato tutto di lacrime. Ad un tratto entra mia madre e mi chiede xchè piango. Io non volevo dirgli niente, avevo paura dei suoi rimproveri, ma poi non ce la feci più.
La mamma mi prese fra le braccia e mi strinse. Poi arrivò con un tè e un pacco di fazzoletti. Io le dissi tutto. X la prima volta la mamma si comportò come un’amica e non come una madre. Mi fece parlare e non mi interruppe neanche una volta. Non mi disse neanche “hai visto che ti ho detto”. Nessun rimprovero. Mamma mi disse che non è facile dimenticare un ragazzo, specialmente quando lo si ama. Non è la soluzione più facile. In ogni caso lei avrebbe cercato di telefonargli una seconda volta per dirgli il suo parere, in modo da evitare incomprensioni.
In quel momento la mia mamma mi diede tanto di quel coraggio. Se me lo avesse detto una amica, forse non mi sarei sentita cosi. Se me lo dice la mia mamma, sapevo che era un consiglio che veniva dal cuore, xchè sapevo che mi voleva bene. Ero tanto felice di questa discussione che da quel giorno in poi decisi di raccontare tutto a mia madre. Gli raccontai che avevo conosciuto quei ragazzi Sergio e Gennaro. E gli raccontai che volevo andare al cinema con loro e con Samanta. All’inizio lei non voleva, ma poi mi disse di sì, anche se non si fidava tanto di questi ragazzi.
Due giorni prima che andassi con loro al cinema mi raccomandò, mi fece un discorso che un po’ mi dava fastidio, ma sapevo che era giusto quello che mi diceva; forse era questo il motivo xchè mi dava fastidio quello che mi diceva. Non era proprio fastidio, più che altro sembravano strane, queste parole dette da mia madre. Mi disse che ormai io avevo quasi 15 anni e che dovevo stare attenta a quello che facevo, sia x la scuola, che con gli amici e anche con i ragazzi anche se lei si fidava di me, il suo compito era di avvisarmi. Io sapevo cosa voleva dirmi con quelle poche parole. Voleva dirmi che io ero giovane e che ormai ho passato la pubertà e che ora sono cresciuta, non devo più pensare a giocare ma mi devo preparare alla vita, voleva dirmi di concentrami sulla scuola non xchè lo vuole lei, ma xchè sono arrivata all’anno dove devo già occuparmi del lavoro che prenderò tra due anni. Voleva dirmi che se mi lascio andare troppo con un ragazzo potrebbe anche andare a finire male. Forse voleva farmi anche un po’ paura, ma soprattutto voleva il mio bene e non voleva che io mi mettessi in guai seri.






18.5. DIVENTARE GRANDI

Quando ero piccola tante volte non mi preoccupavo del futuro, ma ultimamente non faccio altro che pensare al futuro e cosa faro domani. Ormai manca solo un anno e mezzo e poi ho finito con la scuola. Mi dovrò decidere se continuare con la scuola o se devo apprendere un lavoro.
A volte penso a quando ero piccola, senza problemi, senza decisioni da prendere. Mi mancano quei tempi dove non facevo altro che divertirmi, invece ora, mi diverto pero in un altro modo, ora il divertimento potrebbe anche significare guai. Prima se giocavi con un bambino ora quel bambino è diventato uomo e tu sei diventata donna e non puoi più giocare così, devi stare attenta a cosa giochi.
A volte quando guardo le foto di quando ero piccola e poi guardo le foto di come sono ora mi rendo conto che i tempi sono cambiati, sono cambiata io ed è cambiato il mio modo di pensare. Se penso a due anni fa mi rendo conto che sono cresciuta, ora non penso più che devo andare bene a scuola così la mamma mi fa uscire oppure mi fa vedere di più la televisione o che mi fa stare sveglia più a lungo, adesso penso che devo andare bene a scuola xchè i voti mi servono x il mio futuro. In alcune materie devo essere specialmente brava xchè quella materia è importante x il mio lavoro.
Quando mi guardo nello specchio, non vedo più una bambina, ma vedo una ragazza che ora si trucca e sta attenta a come si veste, che i colori vadano bene insieme e che la borsa vada con le scarpe, si veste in modo adeguato, se va a scuola si veste sportiva ma allo stesso tempo elegante, se invece esce la sera si veste solo elegante. Prima non mi importava cosa pensavano gli altri, ora invece ci faccio caso. Sono sicura di me e certamente non faccio solo quello che dicono gli altri, ma non voglio che pensino che sono una persona sporca, bensì che sono una persona pulita. Diventare grandi fino a un certo punto non è difficile, ma arrivati a un punto è molto difficile, devi pensare che ogni mossa che fai potrebbe cambiare il tuo futuro, ogni parola che dici ti potrebbe mettere nei guai. Non bisogna avere paura di diventare grandi, bisogna avere paura di quello che si fa.



19. LA SERA AL CINEMA

La mia amica Samanta, quella con cui ho conosciuto Sergio e Gennaro, era venuta a prendermi da casa e siamo andati insieme al cinema, dove c’erano già Sergio e Gennaro che aspettavano. Quando stavamo seduti nel cinema Sergio mi chiese se volevo dei Pop-corn e da bere. Io gli dissi di sì e così andammo insieme a comprare i Pop-corn. Mentre io stavo x pagare Sergio, mi tiene la mano e mi dice
- Io ti ho invitato, allora tocca a me pagare. Tu hai già pagato il biglietto tuo.
E così mi pagò i Pop-corn e una cola. Quando siamo ritornati il film era già iniziato, erano appena arrivati alla sigla che già Samanta e Gennaro si stavano baciando. Sergio voleva passare e andare al suo posto, ma né Gennaro né Samanta l’hanno fatto passare e così lui si sedette vicino a me. Era passato già metà del film. Sergio si stese e con un leggero movimento mi mise il braccio sulle spalle. Io mi avvicinai un po’ di più a lui. Ormai il film stava x finire. Tutto ad un tratto guardai Sergio negli occhi e lui mi guardò nei miei. Io non so xchè lo feci, avvenne automaticamente, Sergio mi baciò.
In un primo momento io ci stetti, ma dopo qualche secondo girai la testa, mi alzai e corsi nel bagno. Samanta se n’era accorta e mi corse dietro. In quel secondo sapevo che stava facendo qualcosa di sbagliato, anche se pensavo che Ale mi stava tradendo io non riuscii a tradire lui. E poi c’erano sempre le parole di mia madre che passavano x la testa. Ero confusa e scappai nel bagno. Samanta mi venne dietro. Stavo nel bagno a bagnarmi un po’ la faccia volevo piangere, ma qualcosa mi trattenne. Samanta mi raggiunse e mi chiese cosa avevo e gli raccontai cosa aveva fatto Sergio. Lei l’unica cosa che faceva era accarezzarmi e dirmi:
- Dai, su con la vita!
Io sarei voluta scomparire mentre tirava il vento, mi sarei nascosta in qualche posto e non sarei mai più uscita. Mi sentivo male e mi sentivo ferita; era un sentimento strano e confuso. Non potevo stare chiusa nel bagno fin che loro se ne fossero andati e poi mia madre mi ha sempre detto che qualunque cosa succede e qualunque problema ho, dovrò sempre affrontare la situazione. E così decisi di uscire e di affrontare il problema.
Sergio e Gennaro stavano fuori, ormai il film era già finito. Quando uscii Sergio mi venne incontro e mi chiese se fosse colpa sua o se lui avesse reagito troppo in fretta. Io gli risposi che non era colpa sua, ma che ero io il problema e non lui. Gli dissi che io avevo un ragazzo e che in quel momento mi era apparso un suo pensiero e le sue parole. Gli dissi che lui si fidava di me e che io non dovevo neanche uscire con lui ma che poi io e il mio ragazzo ci siamo litigati e gli dissi che a me sembrava che io stavo usando un altro ragazzo x sostituire lui, o meglio volevo fargli pagare qualcosa.
Sergio rimase stupito delle mie parole e poi mi disse che il mio ragazzo non avrebbe guadagnato una ragazza come me e mi disse che lui sarebbe stato abbastanza stupito a non vedere che io ero una ragazza sincera e fedele. Mi disse che anche lui avrebbe voluto avere una ragazza come me. Mi raccontò delle sue ex che lo avevano sempre tradito, anche se poi era lui che lasciava loro. Il tradimento lui lo aveva scopert sempre dopo. E poi mi disse ancora:
- Conosco un modo che ti libera x un solo attimo la testa e ti fa stare bene. X qualche ora dimentichi tutto e sei felice. Ti senti come se fossi appena nata, come se stessi volando nel cielo senza nessun ostacolo.
Io gli risposi che se non era niente di pericoloso volevo provarlo. Lui mi assicurò che non era poi cosi pericoloso e così decisi di fare una prova. Anche Samanta era d’accordo, anche se lei si sentiva già felice. Uscimmo dal cinema e andammo in un posto un po’ abbandonato dove non c’era quasi nessuno. Ebbi un po’ di paura ad andare in quel posto. Samanta era meno paurosa. A me sembrava che Samanta già conoscesse quel posto xchè andava avanti con Gennaro, camminava come se quella strada l’avesse fatta ogni giorno. C’erano dei sassi grandi e ci sedemmo su quei sassi che stavano aggruppati intorno ad un piccolo fosso. Sergio uscì una sigaretta fatta, cioè aveva preso lui il tabacco e un filtro e l’aveva messo lui in una carta speciale. Quella sigaretta era più grossa che del solito anche se io non fumo sapevo come erano fatte delle sigarette e quella era decisamente molto più grandi e molto più grosse. Sergio accese quella specie di sigaretta e poi la passò a Gennaro, Gennaro la passò a Samanta, io sapevo che Samanta non fumava ma mi sbagliavo. Lei fece un tiro tale a quella specie di sigaretta che sembrava che fosse esperta, sembrava che fumasse da chissà quanti anni. Quando Samanta mi passò a me quella specie di sigaretta, mi rifiutai, anche xché mi faceva scifo mettere in bocca quella cosa che avevano messo in bocca altre tre persone. Non voglio sembrare pedante, ma dovevo mettere in bocca qualcosa che avevano messo in bocca delle persone che conoscevo da due o tre giorni. Non mi faceva schifo Samanta e neanche tanto Sergio, più che altro mi dava fastidio Gennaro. Ché poi, non avevo un gran bel rapporto con Gennaro. Samanta mi diceva
- Dai su! Non ti preoccupare, non dirò niente a tua madre.
E Sergio ripeteva:
- Dai, avevi detto che volevi sentirti libera, volevi che x un attimo i tuoi problemi fossero stati soffiati via. Questa è la tua occasione, non fartela scappare via.
Io presi in mano quell’affare e me lo misi in bocca, poi inspirai. Quella cosa che avevo inspirato mi fece male alla gola, ma aveva l’effetto di quello che Sergio mi aveva detto. Mi fece sentire libera e così presi un secondo tiro, ma senza esagerare. Io mi fermai a due tiri, mentre Samanta ne approfittò e si fece la sua sigaretta grossa. Io volevo fermarla, ma lei mi spinse e mi fece cadere x terra. Sergio mi aiuto a rimettermi in piedi. Io ero arrabbiata con lei e così mi avvicinai a lei, le diedi uno schiaffo e le buttai via quella sigaretta, presi Samanta x il braccio e la tirai via con me. Anche se mi girava la testa e sembrava che dopo un po’ mi sarebbe scoppiata, presi tutta la mia forza x trascinarla via con me. Salutai Sergio che era vicino a Gennaro e gli stava parlando. Sergio rimase molto male vedendo che me ne andavo. Mi scusai e gli promisi di telefonargli appena potevo.
Stavo aspettando alla fermata del tram che tutto ad un tratto mi venne un forte dolore alla testa più di prima Non avevo mai avuto un dolore così forte. Sapevo che non potevo continuare così e sapevo che non ce l’avrei fatta ad arrivare fino a casa. Non volevo telefonare a casa x farmi venire a prendere sennò mia mamma mi avrebbe fatto un casino di domande e mi avrebbe fatto scoppiare la testa di più di quanto già lo fosse.
Telefonai a Maria e gli chiesi se mi poteva venire a prendere sia a me che a Samanta. Maria arrivò il più presto possibile, infatti stava li nel giro di dieci minuti. Maria prese a Samanta e la sdraio sul sedile posteriore della macchina. Io la volevo aiutare, ma non riuscivo a alzarmi. Ogni volta che ci provavo mi girava sempre di più la testa e mi sentivo sempre più debole. Maria mi aiutava a camminare e mi mise davanti in modo che mi poteva tenere sotto controllo. Lei mi chiese cosa era successo ma non potevo risponderle.
Devo essermi addormentata x un attimo, xchè quando aprì gli occhi mi trovavo a casa di Maria e vidi Samanta sopra al divano con del ghiaccio sulla fronte. Maria entrò nella stanza e mi disse che dovevo telefonare a mia madre e dirle che dormivo da Maria xchè in quelle condizioni non potevo andare a casa. Così telefonai a mia madre e le chiesi se potevo dormire da lei e poi lei mi avrebbe portata a casa il giorno dopo- Mia madre acconsentì, ma c’era ancora un problema: “Cosa dicevo alla mamma di Samanta?” Samanta non poteva telefonare e così telefonai io alla mamma e gli chiesi se lei poteva venire con me e dormire con me da Maria. Meno male che anche la mamma di Samanta era d’accordo e non chiese neanche di parlare con la figlia! Maria portò a Samanta nel suo letto, mentre io e Maria rimanemmo in salotto a parlare. I genitori di Maria non c’erano, stavano in Italia x fare alcuni servizi di famiglia e perciò la casa era vuota. Maria ne approfittò di quel momento e mi chiese cosa era successo. Io gli raccontai tutto quello che era successo dal giorno in cui aveva conosciuto quei ragazzi, fino a quel momento. Quando ebbi finito di parlare Maria mi disse:
- Guarda che quella sigaretta non era una sigaretta normale, vedendone le ripercussioni sembra proprio che quella sigaretta fosse uno spinello. Guarda come ti ha ridotto quel coso e quei ragazzi! Sei tutta sudata e sono sicura che ti senti morire.
Era così. Mi sentivo morire, sentivo che il mio cuore batteva a mille, e chissà come si sentiva Samanta. Non ci potevo credere, Sergio mi aveva dato della droga e io ero stata così scema ad accettarla. Mi sentivo una stupida, non potevo credere che avevo fatto una cosa simile. Eppure in un primo momento quel gusto mi piaceva.

Il giorno dopo mi svegliai tardi e vidi Maria che stava dormendo dall’altra parte del divano. Io mi alzai piano piano x non far svegliare Maria. Mi alzai e andai a vedere come stava Samanta. Stava ancora dormendo. Mi inginocchiai davanti al letto e la fissavo. Avevo un po’ di paura che non si alzasse più, ma poi lei girò la testa, mi guardò e mi sorrise.
- Era una bella giornata ieri non è cosi?
Una bella giornata. Mi stava dicendo che ieri era stata una bella giornata! Io stavo quasi morendo e lei mi diceva che era stata una bella giornata! In quel momento l’avrei presa e l’avrei voluta sbattere contro il muro, ma tenni conto delle sue condizioni.
Forse non si ricordava cosa era successo. Stavamo seduti al tavolo io e lei. Maria era andata a comprare dei panini freschi x fare colazione, io fissavo Samanta, mentre lei metteva dello zucchero nel caffè. In quel momento mi resi conto che lei faceva questo da tanto tempo, le chiesi:
- - Da quanto tempo lo fai?
- - Faccio cosa?
- - Da quanto tempo ti fumi le canne?
- - Da molto tempo!
- - Da quanto? Dimmi un numero!
- - Due.
- - Cosa? Anni, mesi, giorni?
- - Due anni
- - Fumi?
- - Si.
- - Da quando?
- - Da quattro anni.
- - Xché, xché ti rovini così? Non eri mai stata così tu! Io non ho niente in contrario se tu fumi, ma xchè non me l’hai detto.
- - Non lo so. Avevo paura.
- - Paura di cosa, che lo andavo a dire tua madre? Sai che non sono così! Sono la tua amica. Xchè ti fai le canne?
- - Xchè ...... xchè mi fanno sentire felice. Quando ho dei problemi mi faccio una canna e mi sento meglio. Non posso spiegartelo quella sensazione che provi mentre ti fai una canna. Ti sembrerà strano, ma è così!
- - Ma cosa dici! Farsi le canne è gravissimo. Primo è illegale e se ti becca la polizia di fai almeno due anni di galera. Secondo ti fa male alla salute. E terzo, quali problemi hai per arrivare al punto di farti delle canne?
- - Tu non mi conosci, tu non sai niente di me dici che siamo amiche ma non sai niente di me. Cosa sai tu: che ho un ragazzo, sai che magari ora lo sto tradendo con Gennaro! Ma non sai altro: solo questo sai tu. Non sai che i miei genitori si stanno litigando sempre di più e che sono arrivati al punto di divorziare. Non sai che mio fratello tre mesi fa se n’è andato da casa e da due mesi non si fa più sentire! Chissà se gli sarà successa qualcosa! Mia madre si sta disperando a causa di questa cosa e io non posso farci niente. Non sai ..... non sai ....
I suoi occhi piangevano e lei non poteva più parlare. Con un ultimo sforzo lei mi disse che suo nonno era morto e che x lei suo nonno era la persona più importante della sua vita. Samanta cascò in una malinconia disperata e si mise a piangere. Io mi sedetti vicino a lei e le dicevo con voce bassa che mi dispiaceva. Poi aggiunsi che c’erano altri modi x affrontare questi problemi e che se aveva bisogno di me si poteva sempre rivolgere a me. Lei piangeva e piangeva. Nel frattempo era arrivata Maria, vedeva Samanta piangere e voleva sapere cosa era successo. Io chiesi il permesso a Samanta se potevo raccontare a Maria quello che lei mi aveva raccontato. Lei disse che potevo farlo tanto noi due, cioè io e Maria, eravamo le sue uniche amiche che le volevamo bene.
Maria rimase stupita. Samanta non era proprio il tipo di piangere, sembrava sempre una ragazza allegra e felice, ma non era così.





20. L’ULTIMA TELEFONATA

Ero rimasta veramente sorpresa del fatto che Samanta avesse dei problemi. Mentre stavo sul divano a studiare x la scuola e a pensare come potevo aiutare Samanta, mi squilla il cellulare. Risposi, era Ale. A essere sincera non volevo parlare con lui, volevo sbattergli il telefono in faccia. Ma mia mamma mi fermò e mi dissi di affrontare la situazione. Io parlai con lui. Lui mi parlava come se non fosse mai successo niente. Mi chiedeva come stavo, cosa stavo facendo, mi parlava di cosa lui aveva fatto quel giorno. Tutto a un tratto non riusciì a sopportare più e scoppiai come una bomba. Io lo sgridai dicendogli:
- Non mi prendere in giro. Io posso sopportare tante cose, ma non mi piace se qualcuno mi prende in giro.
- E chi ti prende in giro? mi risponde lui con una voce indifferente.
- Tu. Tu mi prendi in giro. Io ti telefono e tu mi metti giù. Non mi telefoni da un mese, se non di più. E poi ti fai sentire da me come se niente fosse! Xchè mi telefoni?
- Xchè ti amo.
- Che cosa? Tu mi ami! Tu mi stai dicendo che mi ami?
- È la verità, ti giuro non potevo telefonarti e non potevo risponderti xchè mi avevano rubato il cellulare.
- E sì, per te ogni scusa è buona. Da quando te l’hanno rubato?
- Da ca. due settimane.
- Due settimane?
- Si.
- Io circa tre settimane fa ti ho telefonato e mi ha risposto una ragazza e certamente non era tua madre. Dimmi la verità, tu non sai quanto mi hai fatto male in questi giorni. Mi hai fatto sentire una stupita e x colpa tua quasi morivo.
- Che vuol dire che ti volevi buttare dalla finestra?
- Guarda che non sono così scema da buttarmi dalla finestra x te. Anche se io ti amo non mi andrei mai a buttare da qualche parte.
- Allora cosa è successo?
- Non ti importa.
- Ma io lo voglio sapere?
- Mi sono fidata di un ragazzo che in quel momento mi stava vicino e lui senza dirmi cosa era mi ha fatto fare un tiro da una canna.
- Ma xchè ti fidi di persone che ti offrono queste cose?
- Xchè mi tradisci? Sono diventata monotona?
- Chi dice che ti tradisco? L’unica cosa che ho fatto è che mi sono risentito con la mia ex. E questo mi ha confuso molto. Anche xchè con lei io stavo veramente bene.
A queste parole io mi misi a piangere. Era la terza volta che mi sentivo cadere il mondo addosso. Ale mi chiedeva cosa avevo, xchè piangevo, ma io non risposi.
- Ti prego dimmi cosa hai, stai piangendo?
- Provi, provi ancora qualcosa x lei?
Ale non mi rispose e io sapevo che lui provava qualcosa x lei. Il mio cuore si spezzò. Non sapevo più cosa dire. Volevo chiudere il telefono, ma volevo chiarire. Ale continuò:
- Provo ancora qualcosa x lei, ma qualcosa mi trattiene.
- Cosa ti trattiene?
- Non lo so.
- Non vorrei essere un ostacolo x te. Avevi promesso di amarmi in eternità. Anch’io te l’avevo promesso ma tu non hai tenuto la promessa. Una storia non può continuare se due non si amano.
- Mi stai lasciando? presi un grande sospiro e poi gli risposi:
- Si! Anche se c’è ancora qualcosa che mi lega a te, è meglio di lasciar perdere. Scusami. ciao
- ............ciao.............
Da questo giorno in poi non abbiamo mai più parlato.
Che bell’inizio x entrare nel nuovo anno: la mia amica si droga, mi sono lasciata con il mio ragazzo e la cosa peggiore è che io ho lasciato, lui nonostante lo ami ancora. Che anno mi aspetta? Mi aspetta un anno .... non so! Ma inizia male.






21. UNO SBAGLIO GRAVE

Dopo quella telefonata rimasi assai male. X più di un ora rimasi sul divano a piangere. In quel momento mi resi conto che mai nella mia vita avevo amato un ragazzo così come amavo Ale.
“La cosa peggiore è che forse lui ora pensa che io non sono più innamorata di lui, invece lo sono.”
Mentre mi passavano tanti pensieri x la testa, squillò il telefono di casa. Era Mimmo che mi voleva parlare. Mentre parlavo con lui al telefono sapevo che in quel momento avevo bisogno di lui, avevo bisogno di qualcuno dove mi potevo sfogare. Appena Mimmo mi sentì dire “pronto”, capì che non mi sentivo bene. Che amico che avevo! Ad una sola mia parola capì che mi sentivo male e sapeva che avevo bisogno di lui! Mi chiese se volessi parlare, io gli risposi di sì e allora lui mi disse che di lì a qualche minuto sarebbe stato lì da me e così chiuse il telefono. Io dissi a mia madre che passava Mimmo xchè dovevamo parlare di alcune cose. Mia madre mi disse che poteva venire tranquillamente, tanto sapeva che lui non era altro che un amico. Mia madre fece finta di crederci ma in realtà sapeva benissimo xchè lui veniva da me. Mia madre era molto comprensiva e così, prima che Mimmo arrivasse, lei se n’andò da mia nonna.
Dopo quindici minuti Mimmo era subito li da me, normalmente ci voleva molto di più x arrivare. Mi disse che si era fatto portare dalla sorella. Appena mi aveva visto con quegli occhi gonfi, mi chiese di raccontargli tutto. Ci sedemmo sul divano nella mia stanza. Mentre stavo seduta sul divano, lui mi asciugava il viso con un fazzoletto e mi diceva che dovevo smettere di piangere. Mi diceva di prendere un sospiro e poi gli dovevo dire tutto quello che era successo. Mimmo già sapeva metà della storia, gli raccontai della mia ultima telefonata e gli raccontai che mi sentivo pentita di quello che avevo fatto, ma che un po’ mi sentivo alleggerita. Sapevo di aver fatto la cosa giusta, ma quella cosa giusta mi faceva male al cuore, e di nuovo scoppiai in un pianto.
Questa volta Mimmo mi prese fra le sue braccia. Era un abbraccio assai affettuoso. Come potevo ringraziarlo che lui in quel momento stava li x me. Avevo bisogno di un amico come lui e ora gli ero molto grato. In quel momento mi diede la forza di continuare la mia vita come prima. Sono sicura che se lui non ci fosse stato in quel momento, mi sarei sentita depressa e male, ma, grazie a lui che stava lì, mi sentivo un po’ meglio.

Dopo che mi ero calmata, gli offrii da bere; poi gli chiesi xchè mi aveva telefonato e lui mi disse, che ormai non contava più quello che voleva, e aggiunse:
- Sei tu la persona che ha problemi. È giusto che ora mi preoccupi di te e non dei miei problemi. Sei tu la persona che ha bisogno di aiuto. Tu hai bisogno del coraggio; tu a me dai il coraggio solo con la tua presenza. Potrei quasi dire che sei la fonte della mia vita.
Io gli risposi:
- Non esagerare! Sai che l’unica cosa che ti posso dare è una spalla d’appoggio e nient’altro.
- No, non è così Tu sei la persona a cui tengo più di tutti e sai quando me ne sono accorto?
- No
- Quando x tre giorni non mi hai rivolto la parola, mi sentivo perso! Sentivo che qualcosa mi mancava e poi quando, ti avevo fra le mie braccia, sapevo che non volevo perderti. Sapevo che potevo sempre contare su di te e non mi sbagliavo. Ora mi pento di averti detto che di te non mi potevo fidare più e che non sei più seria come prima. Ti voglio bene e se Ale non vede che tu sei la persona più dolce, allora credimi non fa x te quel ragazzo. Ma spesso i ragazzi hanno bisogno di prove x rendersi conto che la ragazza che hanno perso era la ragazza più importante della loro vita. Io ho fatto appena in tempo a rendermene conto, che sei tu la mia migliore amica.
Quelle parole erano venute dal cuore e si vedeva e si sentiva. Una tenera lacrima mi scese dagli occhi. Che persona dolce avevo vicino di me! Quanto affetto mi dava e quanto mi voleva bene me ne accorsi solo in quel momento. Io gli dissi:
- Grazie, grazie di tutto! Grazie d’esistere. Come tu ti preoccupi x me cosi io mi preoccupo x te. Dimmi quello che hai, xchè volevi parlarmi?
- Xchè mi sento giù. Mi serviva qualcuno che mi tirava su. Mi è venuto in mente Paola e poi mi sei venuta in mente tu, la mia migliore amica. Sapevo che con te potevo parlare di tutto quello che mi passava x la testa. Tutto qui.
Mimmo rimase ancora qualche ora e parlammo dei nostri amici e della famiglia, di come è bella l’Italia e quanto ci manca. Era davvero bello stare con lui. Ma poi mi squilla il cellulare ed era Sergio. Mimmo non sapeva quello che era successo con Sergio la sera dopo il cinema. Avevo paura di perdere la sua stima. Sergio al telefono mi chiese se volevo uscire di nuovo con lui. Io gli risposi che x il momento avevo da fare. Lui mi chiese se potevo uscire con lui la settimana dopo e io gli dissi di sì e così avevamo l’appuntamento x la settimana dopo a fare una passeggiata. senza Samanta e senza Gennaro. Dopo questa telefonata Mimmo se ne andò io pensavo che si fosse offeso, ma lui mi disse di no, mi disse che avevo fatto bene ad incontrami con un altro ragazzo anche se non dovevo esagerare. Io gli diedi un bacino sulla guancia come x dirgli grazie, grazie di tutto cuore. Mimmo si tocco la guancia come x dire cosa significa questo bacio. Quel momento era un momento di gioia in tutta la giornata. La visita di Mimmo era un incoraggiamento x continuare a vivere e x questo gli sono molto ma molto grata.

Questa settimana dovevo incontrami con Sergio se solo non ero stata cosi incapace di incontrarmi con lui. Che ne potevo sapere che andava a finire cosi era lo sbaglio più grave che feci. Le prime ore che ci vedemmo era stato molto divertente anche se di dentro ero un po’ triste. Ma dopo iniziarono dei guai seri. Decidemmo di andare in un bar x bere qualcosa, anche se stavamo a fine febbraio e stava iniziando la primavera faceva ancora freddo. Sergio e io stavamo seduti a un tavolino. Io non avevo mai bevuto qualcosa che avrebbe avuto più di 9% di alcol. Avevo bevuto una volta un Tecchila ma solo un sorso. Quella sera bevete almeno due Martini e come se non bastasse x tutto il giorno non avevo mangiato quasi niente e questo mi dava sullo stomaco. Che sensazione strana. Non potevo camminare e non ricordo bene cosa era successo quella sera, quello che ricordo è che tutto ad un tratto stavo seduta su una banchina e vicino di me c’era seduto Mimmo, non sapevo più cosa era successo c’era un vuoto enorme. Chissà cosa avrò fatto mi chiedevo in quel momento. Mimmo mi accompagnò a casa e poi mi disse che sarà meglio andare direttamente al letto cosi mia mamma non si accorgeva che avevo bevuto. Il giorno dopo telefonai a Mimmo x sapere cosa era successo. E lui mi disse:
- A essere sincero non so cosa sia successo veramente, l’unica cosa che posso dirti È che quando ti ho visto stavi su quella banchina e vicino di te c’era un ragazzo che se non mi sbaglio era quel Sergio. Lui ti stava dando uno spinello e tu lo stavi prendendo io lo vidi e corsi subito a togliertelo da mano, quel Sergio mi spinse via e io quasi stavo x cadere. A quel punto mi sono arrabbiato e gli ho dato un cazzotto in faccia. Ti ho preso in braccio e ti ho portata a casa quando stavo vicino a casa tua non potevo andare da tua madre e dirgli che ti avevo trovato con uno spinello in mano e cosi mi sedetti con te su una banchina e aspettai che ti svegliavi. Questo è tutto quello che era successo prima non lo so.
Io non ci potevo credere quel Sergio mi stava rovinando. Io ringraziai a Mimmo e gli disse che avrei fatto qualcosa x fargliela pagare. Mimmo mi disse che se andavo di nuovo da quello io dovevo portare qualcuno di protezione.
Tu volevi aiutarmi, ma non ce la facevi ad alzarti ed allora sei svenuta.






L’ultimo pensiero e un nuovo inizio

Faceva bene parlare con un amico.
Sapevo che non potevo fargliela pagare. Sapevo che era inutile pensare ha una vendetta. Forse un anno fa l’avrei raccontato a un amico più grande e lui l’avrebbe ammazzato di botte. Ma proprio ora in questo momento mi rendo conto che sarebbe inutile. E poi non avrei avuto la forza di stare di fronte a lui e tenere la calma. Sono sicura che avrei preso la prima cosa che mi capitava e gliela avrei buttata in testa.
Come un fulmine mi passò x la testa la dolcezza e la tenerezza di Ale, tutto quell’amore che riusciva a darmi. E io che l’ho lasciato come una scema! E ora mi chiedo, se non l’avessi lasciato, avrei conosciuto Sergio, mi sarei fatta influenzare da lui?
Mi passavano i bei momenti che avevo trascorso con lui. Dove avrei trovato un altro come lui? Esisteva veramente qualcuno migliore di lui?
Cercando uno come lui ho trovato uno peggiore di lui, uno che sfrutta le ragazze e che le fa sentire bene in quel momento, ma poi le fa sentire come un pezzo di merda. Io che cercavo qualcuno che mi facesse sentire bene, ho trovato uno che mi ha fatto soffrire più di qualsiasi altro.
Ora sono qui nella mia stanza e ripenso a tutto quello che mi è successo, tutto quello che ho passato: dei momenti belli e dei momenti brutti. E x non dimenticare il mio grande sbaglio e x tenere x sempre la SPERANZA che prima o poi tutti si aggiusterà inizio a scrivere:
“Sono finite le ferie. Domani inizierà la scuola.
Chissà se ritroverò i miei amici ............”









Düsseldorf, luglio 2003







Tutti i diritti letterari di quest’opera sono di esclusiva proprietà dell’autore.
postato da dusseldorf | 00:08 | commenti


domenica, settembre 26, 2004






RAGAZZI GERMANESI

Testi scritti da bambini e ragazzi di famiglie italiane residenti a Dusseldorf, allievi del corso di italiano.
A cura di Giuseppe Tizza



Jasmin, la mia amica 7
Dagli animali di gomma 8
Mia cugina 9
Ragazze nel dolore 10
L'amico traditore 11
Il mio compleanno 12
Ho tante cose da raccontare, tante! 13
Il compleanno 14
La domenica del furetto 15
Gli uccelli volanti 16
Sarebbe bello volare 17
Padre Pio 18
Racconto. Il ragazzo che non aveva né madre né padre 19
La visita dall’Italia di zia Laura 21
Il mio Praktikum nel Bauhaus 22
La mia giornata 23
Il diario di Anna Frank 24
Il Corso d´Italiano 25
Le mie vacanze di Pasqua 26
Le vacanze a Düsseldorf 27
Le mie vacanze di Pasqua 28
Stuntschule 29
Con la mia amica dal dottore 30
Lo Sport 31
Carteggi tra maestro e alunna. 32
Mr. Bean dal dentista. Quando? 34
La ragazza con il bambino 35
La festa del villaggio 36
Un ragazzo cambiato 37
Il compleanno di mia mamma 38
Pensieri 39
Il Marocchino 40
Il compito in classe di tedesco 41
L’ora di francese 42
La Tunisia 43
Il seminario 44
Le mie migliore amiche 45
Mio fratello 46
Un po’ della mia giornata 47
Pensieri di Giada 48
Caro Giuseppe 49
Caro papà 50
La mia stanza 51
Per sempre in Italia 52
Diventare grandi 53
Mia cugina 54
Halloween nelle Grotte 55
Una sedia libera a tavola e mio nonno 56
Il mio migliore amico Kekko 57
La ragazza innamorata 58
Operazione 59
Una gita in barca 60
La nuova pizzeria del mio cugino 61
Le due settimane di praticante 62
Una serata con gli amici 63
Max, il nostro eroe 64
Il piccolo orso polare e i sui amici 65
Ragazze ed i loro problemi! 66
Il piccolo bambino a Hollywood 67
L'ultimo giorno dell'anno 68
Ragazzo Fortunato 69
Vita da collegio 70
Io su di me 71
Il mio risveglio 72
Vacanze a Capri 73
Dedicata a te 74
San Valentino 75
Sono io, Giovanna 76
Risposta al racconto di GP. Ragazzi e ragazze 77
I miei genitori 78
Scrivo da sola, senza l’aiuto di nessuno 79
La storia di Eros e Vanessa 80
La mia Scuola 81
Verona Feldbusch, donna di commercio? 82
Versace e … Britney? 83
L'Italia e Charles 84
Kylie Minoug 85
Il mio amico Max 86
Matera 87
Una serata con gli amici 88
Il negozio nuovo 89
Le mie vacanze di Natale 90
Tutta la mia vita 91
Sono Loredana 92
Biologia 93
Casa tra gli alberi 94
Natale e capodanno 2003 95
La mia vita, solo confusione! 96
Una corsa pazza 97
La mia famiglia ed io. 98
La famiglia di Concettina 99
Il fine settimana con il mio papà 100
La mia cantante preferita italiana 101
Con la classe in gelateria 102
Pasqua 103
Il Cavallo bianco 104
Una bella giornata a mare 105
I miei cugini in Germania e in Italia 106
I giovani in Italia 107
Nel sogno la macchina dei sogni 108
Oggi a scuola 109
L'internet 110
Una brutta storia 111
Il libro della giungla 113
Una falsa amica 114
Oggi a scuola 115
Una giornata di sole 116
Il campo d´allenamento 117
La mia carriera sportiva, prima e oggi 118
Lo sport 120
Che fortuna 121
Le mie vacanze in Italia 122
La primavera 123
Una giornata dolorante 124
La nostra padrona di casa 125
Il mio uomo preferito 126
Lo scroscio delle onde 127
La ragazza molto triste 128
Paura 129
Cosa vorrei essere da grande 130
La mia famiglia 131
Il mio Praktikum 132
Il mio risveglio 134
Colonia. Al concerto di Gigi D’Alessio 135
I sentimenti di una ragazza! Paura e amori! 136
Sono la ragazza più felice del mondo, ma ..? 138
Il concerto di GIGI D`ALESSIO (Anteprima) 139
Il garage 141
"Una settimana in più di ferie" 142
Il ragazzo di latte 143
Le mie vacanze estive 144
Le mie ferie dell'anno prossimo 145
Il gioco MAFIA 146
Il sesso maschile 147
La mia giornata 148
Avventura di mare 149
Il mio tirocinio nella Stadtwerke 150
Sette animali 151
Il battesimo 152
La mia amica Sandra 153
Dedicato ai delusi in amore 154
Il ristorante di mamma e papà 155
Eva, la mia amica 156
Le vacanze di Ottobre 157
Argo 158
Le mie vacanze in Italia 159
Domenica 160
Il mio amico Fabrizio 162
La mia mia amica preferita 163
La mia famiglia 164
La casa in Italia 165
Il mio amico Theo 166
L'ufo 167
Le vacanze 168
Il portamonete di Valeria 169
La mia amica ed io 170
La mia vita 171
A Vodo 172
La mia amica 173
I miei anni scolastici 174
Sette animali 175
La mia amica 176
La mia amica turca 177
Cappuccetto Rosso 178
Mia sorella 181
Come si dice in italiano 182
La scuola di danza 183
Dedicato 184
Le vacanze di Ottobre 185
Il mio amico Fabrizio 186
Eva, la mia amica 187
Domenica 188
Il mio fratellino Maurizio 190
Il mio futuro 191
Gabriella si sposa 192
La vita dei miei genitori 193
La gita scolastica 194
Il compito di latino 195
La camera di Rosi 196
Lo straniero 197
Ogni lunedì è così 198
Il mare 199
Un'esperienza personale 200
Il ristorante 201
mela 202
Estate in Italia 203
La mia ragazza 204
Amici che non ho 205
Mia nonna 206
L'ostello della gioventù 207
Luigi il pagliaccio. 208
I miei parenti 209
Le vacanze in Italia 210
La mia casa in Italia 211
Cosa penso 212
Due uccellini 213
La pizzeria 214
Per te 215
Il pensiero forte 216
Il portamonete 217
Realtà dei sogni 218
Il mio ragazzo 219
Angelina senza ragazzo 220
Mio nonno 221
Il mio ritorno in Germania 222
Barbara la rompiscatole 223
Il Rondell 224
La rosa 225
L'amore della mia amica 226
Io fra dieci anni 227
I miei saponi 228
Sara Ferrau 229
La scuola tedesca 230
Mia sorella 231
Mia sorella 232
Le vacanze in Spagna 233
La mia squadra 234
Da grande voglio fare 235
La mia stanza 236
Mia cugina 237


Jasmin, la mia amica

Ho una simpatica amica, con la quale frequento la stessa classe.
Lei si chiama Jasmin, ha 14 anni, gli occhi grandi e i capelli lunghi.
I genitori di lei sono molto bravi. Sua madre è tedesca e suo padre greco.
Lei ha solamente una sorella che ha 10 anni. Qualche volta andiamo al cinema e ci divertiamo sempre quando siamo insieme. Lei viene quasi ogni due giorni da me e io da lei e facciamo i compiti insieme.
I vestiti che mi compro io se li compra anche lei. Noi siamo come due gemelle.
Abbiamo anche gli stessi hobby, come per esempio: ballare, andare al cinema,
nuotare e tante altre cose.
Tutte le mattine lei mi viene a prendere per andare insieme a scuola.
Quando abbiamo problemi ce li confidiamo, perché è bello quando una ascolta
l'altra. Noi non litighiamo mai. Solo una volta abbiamo litigato per una ragazza
stupida. Dopo qualche giorno abbiamo fatto la pace, perché non ci possiamo
litigare. Spero che io e lei non litighiamo mai più. Noi siamo molto felici di
essere amiche!

Domenica



Dagli animali di gomma

Oggi sono venuto a piedi con la mamma a scuola di italiano perché Daniela è dal
dottore. Daniela è andata a passare la visita perché l'anno prossimo va a scuola.
Con noi è venuta anche Laura. Tutti quanti a piedi perché volevamo fare una
passeggiata. Adesso ho la scarpa sinistra sciolta e la voglio legare.
Ieri era domenica e non lo so che cosa ho fatto.
Stamattina mi sono alzato alle sei e alle dieci e mezza siamo stati al
trampolino. Ci si può arrampicare. C'è lo scivolo. C'è il leone che faceva così.
C'era la zebra, il rinoceronte, la tigre, ma erano tutti di gomma e si poteva
salire e dondolare e poi una cadeva se si dondolava forte. Io sono caduto una
volta sulla testa e sulla pancia, però non mi sono fatto male. C'erano anche le
mie sorelle che c'erano già state altre volte con l'asilo e con la loro amica,
mentre io ci sono andato per la prima volta.
Per entrare abbiamo pagato 24 euro tutti insieme. Molto caro. Si poteva
mangiare qualcosa compresa nel prezzo, ma io non ho mangiato niente perché erano
tutte cose grasse e io voglio dimagrire.
Ma noi siamo andati a casa, dove mia madre ha fatto il sugo e abbiamo mangiato la
pasta.
Mia madre cucina meglio di tutti e meglio del maestro Tizza che non sa fare
neanche un uovo bollito.
Adesso è arrivata Giada.
Dopo non abbiamo mangiato più niente.
Das war's.

Giada e Giuseppe



Mia cugina

Mia cugina si chiama Mariapia, ha 12 anni e abita in Italia. Noi ci scriviamo
sempre, per raccontarci che cosa succede nelle nostre vite. Quando vado in
Italia, sono sempre molto contenta di vederla di nuovo. Noi ci vogliamo un mondo
di bene. Io posso dirle tutto, perché mi fido di lei. Lei è una persona molto
importante della mia vita e mi manca molto, quando sono qui in Germania. Qualche
volta penso, perché Mariapia non abita vicino a me o io vicino a lei. Ma così è
la vita, non la possiamo cambiare! I miei genitori hanno deciso di restare per
sempre in Germania e nelle ferie d'estate di andare in Italia, dai nostri
parenti! Quando sono in Italia noi due ci divertiamo sempre, lei mi racconta che
cosa è successo nel tempo che è passato, dove non sono stata lì. Noi non ci
litighiamo quasi mai, lei non dice le bugie e questo mi piace di lei. Mariapia è
molto sincera. Lei ha 12 anni, ma si comporta come se avesse 15 anni. Lei non è
una bimba, che gioca ancora con i giocattoli, no, lei è una ragazza giovane! Io
le voglio molto bene, ma qualche volte mi fa arrabbiare e poi litighiamo anche.
Noi due siamo come due sorelle, che hanno tante cose in comune e che sono molto
unite!!!

Debora



Ragazze nel dolore

Spesso succede che una ragazza, quando si lascia con il ragazzo, si sente
crollare il mondo addosso: per giorni, settimane, magari anche mesi, piange ogni
giorno; mangia pochissimo, perché non ha più appetito; si guarda le foto del
ragazzo che ama e si sente disperata. Uguale cosa fa o dove poggia lo sguardo,
tutto le fa pensare al suo grande amore. Cerca di parlare con le amiche e di
trovare il motivo della rottura della storia che magari fino a poco tempo prima
era stata bellissima. Con le amiche non riesce più a scherzare, parla solamente
di lui e non se ne rende neanche conto che non sta mai ad ascoltare i discorsi
delle amiche. Non lo fa per male, ma pensa solo al dolore che ha dentro di se. A
scuola scrive dentro i quaderni o su i banchi il nome di lui. Ogni momento
guarda sul cellulare, se le arrivano dei messaggi o degli squilli da parte sua,
pensando: "Magari non mi ha dimenticata e si fa sentire di nuovo!"
Prega a una amica del cuore di telefonare al ragazzo con cui si è lasciata, per
fagli cambiare idea e quando lui le dice che non ci pensa neanche e che vuole
essere lasciato in pace, si sente ancora più triste.
Poi si pensa: "Chissà, cosa ho fatto di male? Sono stata troppo gelosa o non
corrispondo alla ragazza dei suoi sogni. Forse è colpa del mio fisico!"
Ogni giorno ci sono delle ragazze che subiscono queste cose. Ma cosa si deve fare
quando si è in questa situazione?
Si può o si potrà amare mai senza soffrire?
E, sono solo le ragazze che soffrono così?
O sono le ragazze che soffrono di più?
Credo, che sono delle domande alle quali ognuno risponderà in modo diverso. Voi
che ne pensate?
Magari lo hai gia subito anche tu un momento di dolore. Prova magari a scriverlo
in un racconto! Ti posso dire, che fa bene.
Naturalmente non cambia la situazione, ma comunque ti fa scaricare un poco i tuoi
problemi.
Mi piacerebbe sentire se ti è già successo. Magari io posso aiutare te e tu puoi
aiutare me.
Pensaci!!! E buona fortuna a trovare un ragazzo con cui non soffrirai.

Valentina



L'amico traditore

Joseph ha compiuto finalmente i suoi 16 anni, questo giorno l'ha aspettato già dal suo 12esimo compleanno, perché allora suo padre gli promise di regalargli al suo 16esimo compleanno una moto. La moto dei suoi sogni, la RED ROSE special Gt con il suo nome dorato stampato. Questa moto la vide la prima volta quando aveva appena 11 anni, da allora la voleva avere a tutti costi.
Finalmente arrivato questo giorno aspettato gli si presenta davanti a lui suo padre con le chiavi del suo sogno.
Questo era per lui un giorno bellissimo.
Appena prende le chiavi prova la sua moto nuova. Dopo un'ora ritorna a casa con il sorriso sulle labbra.
Il giorno dopo naturalmente va a scuola con la sua moto nuova. Tutti gli studenti
lo guardano, e molti lo invidiano, come il suo peggior amico Bill.
Bill è un ragazzo che ha vissuto sulla strada e non ha rispetto davanti a niente
e a nessuno.
Perfino il suo migliore amico Mike era un po' invidioso, però era bravo a non
dimostrarlo.
La sera precedente andarono ad una festa, Joseph naturalmente con la sua moto. La
festa iniziò alle otto. Dopo alcune ore Joseph si stancò e voleva tornare a
casa,.
Messo il suo maglione sportivo, mette le mani nelle tasche per prendere le chiavi
perì non le trova, e neanche la moto, era scomparsa nel nulla.
Lui tutto scioccato entrò alla festa e domandò a tutti se avessero visto
qualcosa, pero nessuno aveva visto niente.
Così tornò piangendo a casa. Il giorno dopo andando a scuola vide Bill con un
mazzo di soldi in mano,.
Lui si pensò già il peggio, così prese a botte a Bill, senz'avere nemmeno una
prova.
Dopo, nell'ufficio del direttore Joseph, accusò Bill di avergli rubato la moto e
di averla poi venduta, invece Bill dimostro di avere un alibi: la sera prima era
andato a lavorare e i soldi li aveva con se, perché si era dimenticato di
lasciarli a casa.
La cosa strana che notò Joseph era che non c'era il suo migliore amico,.
Quando poi la sera andò da lui, lui non c'era, cosi l'aspetto.
Al suo ritorno Joseph non voleva credere ai suoi occhi, vide Mike con la sua
moto, lui disse soltanto che si voleva fare un giro. Da quel giorno non si fidò
di nessuno.

Lillo



Il mio compleanno

Sabato 15.03.03 abbiamo festeggiato il mio compleanno, però io il compleanno ce
l'ho il 14.03.03. Lo abbiamo festeggiato al cinema nel film di Jennifer Loperz
che si chiama manhttan love story che è stato molto bello. Ho invitato 4
femminucce che si chiamano Dragana, Ümran, Tugba und Jacqueline e 3 maschietti,
pero ne è venuto solo uno perché gi altri avevano allenamento di pallone e mio
cugino non poteva, perché suo fratello aveva la cresima.
Di regali ho avuto un cd che si chiama Jay-z: 03 Bonnie and Clyde, poi una rosa e
un orso di porcellana, poi una tazza e un giornale Bravo, poi un profumo che si
chiama mini pink da mia madre e da mio padre ho avuto 100 ?. Dopo il cinema
abbiamo mangiato la pizza e dopo l'abbiamo portati a casa loro all'infuori di
Dragana, Ümran é Timmy. Dragana abita vicino a noi e Ümran e Timmy sono andati
prima via, dopo il cinema, perché avevano ancora da fare.

Verena



Ho tante cose da raccontare, tante!

Allora, sabato siamo andati a slittare al parco e quando siamo ritornati indietro
non c'era più la neve. Quando siamo tornati a casa la mamma stava cucinando e
dopo un po' sono venuti i nostri ospiti: Claudia e Volker, tutti e due tedeschi,
e Alina e krischan che sono i loro figlioli. Alina ha otto anni come me e Krishan
ce n'ha sei. Abbiamo mangiato la lasagna. Abbiamo giocato tutti i bambini
insieme, mentre i grandi hanno parlato e acceso la musica africana.
Alle sei e venti se ne sono andati via. Ho guardato alla televisione
"Karotenkopf".
Da venerdì sono ammalata e ho il mal di testa e mal di pancia. Mi sono sdraiata
sul letto mio. Non ho preso nessuna medicina, ma non sono ancora del tutto
guarita.
Però sono andato lo stesso a scuola tedesca e adesso sono a scuola di italiano.
Alle bo mio padre mi viene a prendere e mi porta a scuola di musica, dove imparo
a suonare il flauto.
Per oggi vi abbiamo raccontato tutto.

Giada e Giuseppe



Il compleanno

Oggi ho il compleanno e faccio otto anni. Giuseppe ha fatto gli anni prima delle
vacanze, il 22 Dicembre e ha ricevuto in regalo due macchine telecomandate da
Peppe e da Rosario. I suoi genitori gli hanno regalato tre robot che sanno fanno
fare molte cose: tagliare, uno fa il fuoco con il coltello e l'altro fa il
ghiaccio.
Le sorelline alle quale lui vuole molto bene, non hanno regalato niente.
Giuseppe ha fatto una festa grande e ha invitato tutta la famiglia. La madrina si
chiama Tante Berbel, è tedesca e suo marito Rosario. "Peppe e la moglie si
chiama, warte mal, Inge. Io credo che Peppe sia mio zio, ma non lo so di
sicuro."
Durante le vacanze Giuseppe è andato in Belgio, ha giocato molto ed ha sparato i
botti.
Oggi è venuto a scuola accompagnato con il nonno.

Giada



La domenica del furetto

Domenica siamo stati nel bosco e abbiamo visto un cavallo. Poi abbiamo
passeggiato e abbiamo visto tanti altri cavalli e una signora su un cavallo
aveva il telefonino in mano e la mia mamma e il mio papà hanno detto che non è
giusto prendere il telefonino in mano quando si è su un cavallo. Poi siamo andati
alla macchina e siamo andati a prendere il gelato. Io ho preso una coppa di vetro
e dentro c'èra il gelato, ma non mi ricordo cosa ho preso. Mia madre e mio padre
hanno preso anche un gelato ciascuno, ma con altri gusti.
Dopo siamo andati a casa e abbiamo mangiato prosciutto e formaggio e abbiamo
guardato la televisione. In quella italiana c'era la hitparade, dove facevano
vedere cosa si può cucinare e mangiare.
Sul tedesco facevano X-factor. Fanno vedere dei misteri, ma qualche volta non
sono tutti veri. E poi ho guardato i cartoni animati per i bambini e c'era Titi
e Silvestro e la nonnina. Dopo sono andata a letto e mi sono addormentata, mentre
la mamma e il papà stavano guardando ancora la TV.
Stamattina mi sono alzata alle cinque e trenta perché la mamma si alza per andare
a lavorare, ma prima mi prende e mi porta nel letto grande. Poi mi sveglio alle
sette e cinque e sveglio anche mio padre. Poi facciamo colazione. Io mi vesto e
lavo i denti. Poi partiamo e andiamo a scuola. Oggi non potevo andare a nuoto
perché sono raffreddata e durante la pausa ho giocato a pallone con le mie amiche
e con gli amici.
Ciao! Alla prossima settimana.

La Vostra Giada



Gli uccelli volanti

Gli uccelli volanti sono animali molto belli perché volano. Vorrei
anche io volare per vedere tutto. Cosa che non mi piace è che gli uccelli hanno
tanta aria nelle ossa, e che tutti i signori ammazzano gli uccelli. Nella scuola
impariamo un tema degli uccelli p.e.s come fanno a volare, perché hanno l'aria
nelle ossa, cosa mangiano, quale razza, e per ultimo da dove vengono. Ci sono
tanti uccelli, per es. Anatra, oca, aquila, fagiano, gabbiano, passerotti,
rondini, corvo, colomba ecc. I miei uccelli preferiti sono le Aquile, perché
sono molto veloci e un po' pericolosi, e sono molto belli da vedere. Quando vado
al mare vedo sempre sugli scogli tanti gabbiani. La sera quando c'è il tramonto,
sembra che tutti i gabbiani si danno un appuntamento, non posso neanche contarli
perché sono davvero tanti. Ci sono uccelli che parlano per es. i pappagalli, i
corvi, e uccelli che cinguettano. Quando viene la primavera iniziano a tornare
tutti gli uccelli. È bello quando apro la finestra e sento cantare gli uccelli,
li vedo volare, e come si posano sui tetti e sugli alberi. Quando vado al parco
c'è un Laghetto, li ci sono tante oche e anatre. Io porto sempre il pane secco
così hanno qualcosa da mangiare.
Tutti vengono vicino a me, e io sono contento.

Davide




Sarebbe bello volare

Sarebbe bello allontanare il nemico
vivere liberi
Sarebbe bello un mondo di pace
di fraternità in cui la gente diversa
si incontra
si scambia un saluto
come vecchi amici
Tutto questo non è possibile
molti uomini non conoscono
il senso della pace
né del dono più grande
che Dio ci ha donato “ LA VITA”
Beati gli uccelli che volano e
vivono la propria vita libera.

Maria Lucia



Padre Pio

Padre Pio era una persona come noi. Lui veniva da una famiglia numerosa e povera.
All'età di dieci anni disse al padre:
"Io mi faccio frate." Doveva molto studiare, ma i genitori erano poveri, allora
il padre decise di andare a lavorare in America, per aiutare suo figlio. Dopo
aver compiuto gli studi diventò santo. Così decise di andare a vivere a San
Giovanni Rotondo prov. di Bari. Lì si dedicò ad aiutare tante persone malate,
povere, ecc..
Passando gli anni San Giovanni Rotondo è diventato un grande paese, con ospedale,
case, hotel, con l'aiuto di Padre Pio. Adesso vanno molte persone a visitare
Padre Pio, perché credono tanto in lui, che fa miracoli.

Giuseppe e Domenica



Racconto. Il ragazzo che non aveva né madre né padre

C'era una volta un bambino che si chiamava Paolo e che era fantastico. Quando
Paolo incominciò a crescere andava a scuola a studiare, ma un giorno la madre
di Paolo stava per morire.
La madre chiamò Paolo e gli disse che stava per morire e Paolo divenne molto
triste. La madre gli raccontò dove era suo padre, perché lui un giorno aveva
domandato dove era suo padre e che cosa aveva fatto quando era nato.
Sua madre raccontò che, quando lui era nato, suo padre era morto perché era molto
ammalato.
Quando sua madre finì di raccontare, Paolo si mise a piangere e lei gli disse che
non doveva piangere e doveva pensare sempre a suo padre e a sua madre.
Da quel giorno Paolo rimase da solo e non dimenticava le parole di sua madre.
Un giorno Paolo se ne andò dalla sua città e andò nella foresta, dove rimase per
anni. La foresta era molto, molto grande.
Quando Paolo fece 20 anni, uscì dalla foresta ed era felice perché era sano e
salvo. Dopo due mesi Paolo conobbe una ragazza che si chiamava Maria. Questa
ragazza era bellissima e aveva 19 anni.
Un giorno Maria e Paolo si sposarono ed ebbero anche dei bambini: uno si
chiamava Luca e l'altro Giuseppe.
Luca e Giuseppe erano due bambini fantastici come il loro padre e come la loro
madre. Luca e Giuseppe giocavano sempre assieme e Paolo era felice di avere due
bambini fantastici che non si davano sempre botte fra di loro e non
dicevano parolacce.
Un giorno Paolo disse ai loro figli che andavano al luna park.
Luca e Giuseppe si erano divertiti tanto con il loro padre. Quando se ne andarono
a casa, si erano detti che il loro padre era il migliore del mondo.
Paolo era felice di quello che si erano detti i suoi figlioli, perché lui aveva
sentito che cosa si erano detti.
Quando loro arrivarono a casa Luca e Giuseppe se ne andarono a dormire, Paolo
raccontò tutto e lei ne fu felice e così ne andò nella camera di Luca e Giuseppe
e diede loro un bacione grande grande.
La mattina dopo, quando Luca e Giuseppe andarono in bagno videro una stampa
di rossetto.
Luca andò in cucina e chiese a sua madre:
"L'hai fatto tu?"
"Si" disse Maria.
Dopo che Luca aveva sentito che l'aveva fatto sua madre se ne andò da suo padre a
giocare a pallone: Paolo in porta e Luca che tirava. Poi uscì Giuseppe e gioco
anche lui. Luca aveva segnato un gol a suo Padre e gli disse:
- Bravo!
E Luca rispose
- Grazie, Papà!
Dopo la partita se ne andarono a cena e dopo cena se ne andarono a dormire.
Ma un giorno Luca e Giuseppe domandarono a Paolo, dove era il loro nonno e Paolo
gli disse che era morto e che lui non lo aveva nemmeno conosciuto. A queste
parole Luca e Giuseppe volevano saperne di più su che cosa aveva fatto quando il
nonno e la nonna erano morti.
Paolo raccontò e gli disse che se ne andò nella foresta e lì lui aveva incontrato
Maria, la loro Madre.
Paolo era molto vecchio quando avere raccontato la sua storia, Luca e
Giuseppe si erano sposati e poi raccontarono la storia anche ai loro figli.
Dopo che Luca ebbe il primo figlio, Paolo morì e se ne andò contento in paradiso
perché aveva due figli meravigliosi che non litigavano mai.

Pietro



La visita dall’Italia di zia Laura

Durante le vacanze ho fatto molte cose. Sabato siamo andati all'aeroporto a
prendere la zia Laura e poi siamo tornate a casa che erano le sei. La zia non
voleva fare mai la colazione e ha bevuto solo il caffè. Abbiamo giocato con il
labirinto, con le barbie e rummikup. Abbiamo giocato anche a Carcassone, dove ci
sono tante carte con tanti luoghi: case, palazzi, monasteri. Poi c'è una carta
in mezzo per incominciare. Tutti devono prendere delle carte, ma prima uno e
poi l'altro, poi si devono fare dei palazzi e chi ha più punti ha vinto.
Io vincevo sempre.
La Laura è venuta da sola perché lei attualmente non lavora. Lo zio non è venuto
perché gli fa male la gamba e non può viaggiare.
Era la prima volta che veniva qui e voleva vedere il Reno che le è piaciuto
molto. Poi siamo andati al parco.
La zia è rimasta tre settimane da noi e quando l'abbiamo accompagnata
all'aeroporto io ho trattenuto le lacrime, ma la mamma ha pianto, mentre il papà
era normale.
Oggi è il mio compleanno e il maestro Tizza mi ha fatto gli auguri e mi vuole
regalare un mandarino, ma io non lo voglio e allora se lo prende Giuseppe per
dimagrire.
Questa mattina ho fatto la festa a scuola tedesca, ma non a casa perché la
festeggio il 25 di questo e poi invito Alina, Jana, Cosima, Sara, Karolin, Kim
che sono tutte bimbe che ho conosciute al parco quando vado a passeggio.
Papà e mamma mi hanno regalato un CD con i rumori della natura. Non l'ho
ascoltato ancora perché dovevo fare i compiti. La prossima volta vi racconto che
cosa c'era.
A scuola mi hanno regalato una candela. All'asilo il compleanno lo festeggio
venerdì e lì danno sempre delle belle cose.

Giada e Giuseppe


Il mio Praktikum nel Bauhaus

Dal 31.03 fina al 4.04.03 ho fatto il mio secondo Praktikum nel Bauhaus.
Al primo giorno dovevamo essere la alle ore 10.00.
C'era anche la mia maestra alla servizio informazioni che aspettava a noi. Eramo
otto ragazzi.
Il signore Bode è venuto anche, perché è il boss. Quando sono venuti tutti, siamo
andati in un sala istruzioni, dove il signor Bode ci ha anche raccontato qualche
cosa sul Bauhaus.
Poi siamo andati tutti nei nostri reparti. Il signor Bode ci ha fatto conoscere
quasi tutti i colleghi che lavoravano quel giorno. Io e un altro ragazzo della
mia classe eravamo nel reparto elettrico, dove c'erano tutte le cose che hanno a
che fare con l'elettricità come lampade e batterie.
Alle ore 11.00 abbiamo fatto la prima pausa. Siamo andati tutti in una sala della
pausa. Abbiamo parlato su i nostri reparti. Abbiamo mangiato e anche c'era sempre
una cosa che ha fatto ridere.
Alle 11.30 siamo ritornati in i nostri reparti e dovevamo mettere a posto gli
scaffali. La gente prende una cosa per esempio nel reparto carta da parati e la
butta la negli scaffali delle cose elettriche.
Abbiamo preso un carrello e abbiamo messo le cose che non andavano in quel
reparto dentro. Tutti i nostri colleghi erano simpatici e quando avevo una
domanda, potevo sempre chiedere. Mi ha piaciuto di più là che al Kaiser´s. Nel
Kaiser ' s ho fatto il mio primo Praktikum che non mi è piaciuto proprio. Però là
sì.
Alla fine abbiamo ricevuto una pagella del Bauhaus( vuoto ) e un buono di 10 ?.
Ogni giorno abbiamo fatto quasi sempre la stessa cosa. La cosa che mi è piaciuta
anche era che potevo lavorare con un ragazzo della mia classe, mentre nel
Kaiser's dovevo lavorare da solo.

Marcel


La mia giornata

Prima ci siamo vestiti e poi siamo andati in macchina da mio padrino Andrea.
Prima siamo andati fuori nel giardino, ho mangiato una fetta di carne senza
grasso, dopo mio cugino ha aperto il garage perché fuori non potevate giocare a
palla. Dopo abbiamo messo dei vestiti più caldi e abbiamo giocato a pallone nel
garage. Dopo siamo andati sopra e abbiamo mangiato la torta. Dopo siamo scesi e
abbiamo giocato di nuovo a pallone. I miei genitori erano sopra e hanno mangiato
la torta. Poi abbiamo guardato la televisione und dann hatte mein Cousin die Idee
Play Station zu spielen. Die billige Mannschaft hat gewonnen. Poi siamo andato a
casa e abbiamo guardato un film alla televisione: Baluder Bär. Era un orso che
ballava sempre poi è venuto Bangira e ha detto sempre:
- Oh, Backe, Wieder ein Menschenkind!
E poi il film è finito.

Giuseppe



Il diario di Anna Frank

Introduzione - Anna Frank riceve il suo diario il 12. Luglio 1942 per il suo 13. compleanno.
Anna sente alla Radio che tutte le cose che parlavano del soffrire dei giudei
doveva essere pubblicato. Per questo lei rivedo il suo diario per dopo lasciare
pubblicarlo. La sua ultima registrazione era il 1. Agosto 1944. Anna scrive dai
tredici fino ai quindici anni. Le quattro persone che si erano nascoste vennero
prese dalla
" Polizia Verde ". Il padre Otto H. Frank riceve il diario della sua defunta
figlia, di Miep Gies e Bep Voskuijl. Loro avevano nascosto il diario, dopo che la
polizia aveva preso in arresto le famiglie. Il padre pubblicò sul desiderio di
sua figlia il diario. Venne nel 1974 sul mercato olandese. Otto Frank morì nel
1980.
Nel suo diario Anna Frank cambiò i nomi dei personaggi che erano anche nel
nascondiglio.: Anna = Anna Aulis Robin, Margot = Betty Aulis Robin,
Pim = Frederik Aulis Robin, Madre = Nora Aulis Robin, G. v. Pels = Petronella v. Daan,
H. v. Pels = Hans v. Daan, P. v. Pels = Alfred v. Daan, F. Pfeffer = Albert Dussel,
J. Kleiman = Simon Koophuis, V. Kugler = Harry Kraler, Bep = Elly Kuilmans,
Miep = Anne v. Santen, Jan = Henk v. Santen.
Il Diario - Quando Anna ricevette il suo diario, lei sperava che il suo diario fosse un grande appoggio e aiuto. Lei scriveva i suoi pensieri e i suoi sentimenti. Anna ha una
sorella più grande che si chiama Margot. Lei come sua madre e Anna sono morte
prima che finisse la guerra. Unico nella famiglia che e rimasto vivo era suo
padre. Anna andò in una scuola giudea, dopo che Hitler, un dittatore, affermava
che tutti i bambini che erano giudei dovessero andare su una scuola giudea. Ha "
Kitty " così chiamava il suo diario, gli diceva tutte le cose che gli erano sul
cuore. Giovedì, 9. Giugno 1942 loro dovevano fuggire in un nascondiglio, perché
Hitler voleva mettere gli ebrei nei campi di concentramento per ucciderli.
La famiglia Frank si nasconde in cortile sulla Prinsengracht 263. Il
nascondiglio era nell'ufficio dove lavorava il padre. Dopo qualche giorno arrivò
un'altra famiglia che loro conoscevano. Si chiamavano van Pels. Ma nel diario
Anna li chiamò van Daan. Loro avevano un figlio di nome Peter, che aveva 15 anni.
Anna litiga sempre con sua madre, perché Anna era sempre sfacciata. Nel
suo diario Anna raccontò il suo rapporto con sua madre. Diceva che Anna non amava
molto sua madre, e per questo lei litigò con sua madre. Questo però lo vide prima
quando hanno preso alloggio in quel nascondiglio.
Ogni volta quando Anna sentiva delle bombe, pensava ai suoi amici che forse erano
già morti e non come lei che era tutte ancora liberi e felice. Quando pensava
questo stava male. Dopo settimane arrivò un dentista che si nascondeva con loro e
abitava con Anna in una stanza. A tavola lui si lamentava che lui non aveva tanto
da mangiare e altri di sé. Anna, e anche sua madre si litigavano sempre con la
signora van Daan. Il thema era sempre " Educazione ".
Questo era tutto quello che ho letto finora. Spero che le piaccia. Il più presto
possibile gli diranno le novità del nascondiglio.
Loredana e Otto


Il Corso d´Italiano

Ogni giovedì alle 15.30 vado al corso d´italiano. Il mio insegnante
Si chiama Giuseppe Tizza. Lui è molto bravo, ma certe volte si mette anche a
gridare. Il corso d'italiano si svolge nella mia scuola che si chiama Karl
Röttger Tagesschule ed è una Hauptschule.
Noi siamo sei scolari. A me piace molto l'italiano.
Quando arrivo in classe sono sempre la prima perché gli altri vengono un po' più
tardi. Quando siamo tutti in classe l´insegnante ci da un libro ed uno di noi
deve leggere un pezzo.Io sono abbastanza brava a leggere.
Noi ci divertiamo molto, di più quando uno non sa leggere molto bene, ci mettiamo
a ridere. Alle ore 16.00 inizia la pausa, io e i miei compagni andiamo tutti
fuori a parlare della giornata trascorsa.
Quando ci sono delle belle giornate l´insegnante ci fa restare un po' più a lungo
fuori.
Alle 16.30 inizia di nuovo la lezione. Il signor Tizza ci dà dei fogli e noi
dobbiamo scrivere qualche cosa sul quel foglio. Io e la mia amica Debora siamo
sempre i primi che riempiamo i fogli. Io sono molto brava. Il maestro mi fa
sempre dei complimenti, ma quando non porto il dischetto lui si arrabbia
tantissimo. Quando ho dei problemi in matematica lui mi aiuta tanto. Io ci vado
volentieri al corso d'italiano ma quando finisco la scuola non ci devo andare più
al corso d'italiano e questo non è molto bello.

Serena


Le mie vacanze di Pasqua

Io sono stato a Phantasialand che si trova a Köln.
Lentrata si pagga 22,00 Euro.
All'inizio abbiamo sequito l'altra gente.
Mio padre pensava che dove andavamo era un piccolo trennino che andava piano,
Ma che trenino! Erano le montagne russe!
Tutti eravamo spaventati tranne mio padre.
Dopo siamo andati alla casa magnetica. La gente andava in modo strano.
Dopo siamo andati a Hollywood.
Al ritorno mi sono addormentato nella macchina.
Appena siamo arrivati sono andato subito a giocare a calcio con i mie amici.
E mio nonno è partito per l'Italia per sempre.

Danilo


Le vacanze a Düsseldorf

Nelle vacanze sono rimasta a Düsseldorf. Qui ho festeggiato con i miei parenti la
Pasqua. Con i miei genitori siamo andati a festeggiare da mia zia, e c'era anche
mia cugina Serena. Ci siamo divertiti molto.
Venerdì il 29.03.02 Serena e io siamo andati in chiesa perché era il Venerdì
Santo. Dopo della chiesa siamo andati a casa a mangiare. Si mangiava pasta e
pomodoro.
Alle quattro Serena e io siamo uscite cosi. Abbiamo incontrato dei nostri amici e
con loro siamo andati al Kirmes. Lì siamo andati dove c'erano i mostri ed era
molto divertente.
Dopo siamo andati a casa e li abbiamo mangiato affettato con il pane ed era molto
buono.
Verso le dieci abbiamo deciso che mia cugina Serena dormiva da me.
Il giorno dopo Serena e io siamo andate in città a fare delle compere ed era
molto divertente. Il pomeriggio siamo andate di nuovo da mia zia. La sera abbiamo
mangiato della pizza ottima. Dopo siamo andati a casa, ma domenica siamo andati
tutti in chiesa perché era Pasqua.
Dopo la chiesa siamo andati a mangiare i tortellini con il gorgonzola. Erano
molti buoni.

Loredana


Le mie vacanze di Pasqua

Per Pasqua siamo rimasti qui in Germania.
Mio padre voleva andare con noi in Italia, ma c'era il lavoro e così non siamo
andati in Italia, inoltre i giorni erano pochi solo due settimane e ci volevano
quasi due giorni per andare e tornare.
Allora in queste vacanze ho giocato con il mio computer e sono andato con i miei
amici al luna park a Staufenplatz.
Era il giorno di Pasqua. I miei genitori sono rimasti a casa e dopo sono andati
anche loro un po' fuori.
Il mio amico mi ha telefonato a casa e mi ha detto che dovevo andare aspettare a
loro alla fermata della tram. Quando sono arrivato fuori dalla casa, ho visto già
il tram e sono andato un po' più veloce.
Alla fermata sono salito e ho augurato anche ai miei amici una Buona Pasqua. Al
luna park ci siamo divertiti anche perché c'era bello tempo e c'era il sole.
Io mi sono messo il mio nuovo vestito che mi hanno regalati i miei genitori e che
avevano comprato con me due settimane prima.
Alle sette abbiamo detto di tornare a casa.
Alle sette e venti sono ritornato a casa e c'erano anche i miei genitori che
guardavano la tv. C'era la corsa di formula 1. Mi sono seduto sul divano e l'ho
guardata anche.
Sul computer ho anche il gioco della formula 1 e per questo mi piace guardarla.
Tanta gente dice che non ci trova niente di bello nella formula 1, ma a me piace
lo stesso.
Altra settimana mi sono dato l'appuntamento con il mio amico e abbiamo giocato
con il computer.
Preferisco però andare in Italia che restare qui in Germania.
Mi chiamo Marcel vado nella Hauptschule e frequento la 8b sono nato qui in Germania. Mio padre e siciliano e la mia madre e tedesca.



Stuntschule

Oggi il 21.3.02 sono partita da casa alle ore 8.12 con il bus 730 con le mie
amiche per andare alla Stuntschule. Alle ore 8.35 ho preso il tram 701 e dopo
mezz'ora sono finalmente arrivata.
Davanti alla Stuntschule c'era già il mio maestro che aspettava, così siamo
entrati e lì c'era un uomo dello Stunt che ci aiutava a fare gli Stunts. Per
primo ci siamo riscaldati un po'. Dovevamo fare degli esercizi con le braccia ,
le gambe,.
Non potevo più, perché le gambe mi facevano male i dischi intervertebrali
tiravano.
Dopo abbiamo fatto dieci minuti di pausa. Dopo la pausa potevamo imparare come si
litigano le persone nei films senza farsi male. Era molto interessante, perché
così lo posso fare anche fuori.
Venti minuti dopo dovevamo andare in gruppi e fare una coreografia su un tema a
nostro piacere. Nel mio gruppo, eravamo in otto, abbiamo giocato cosi: Una banda
che si prendeva la droga , dopo sono venuti un'altra banda (il nostro gruppo) e
abbiamo litigato. Ci usciva anche il sangue dalla bocca. Non sangue vero. Era una
pallina, che si metteva in bocca, dopo si mordeva e così spruzzava il colore.
Il maestro mio aveva anche una videocamera e ci filmava. Dopo di questo abbiamo
fatto di nuovo dieci minuti di pausa. Dopo questa pausa potevamo saltare dalla
macchina sopra una materasso. Prima avevo paura, ma dopo l'ho fatto anche.
Dopo questo poteva uno scolaro poteva farsi accendere con il fuoco. Io non
volevo, ma la mia amica sì.
Ho fatto anche delle foto. Questo era molto pericoloso. Nadja, cosi si chiama mia
amica, doveva mettersi un vestito speciale per non bruciarsi veramente. Sopra il
vestito si metteva assai acqua. L'uomo dello Stunt ha preso l'accendino ed ha
acceso la gamba di Nadja. Dopo cinque secondi si era spento il fuoco.
Purtroppo dopo questo spettacolo dovevamo andare a casa, ma era bellissimo. Io vi
do un consiglio. Andate a visitare anche una volta la Stuntschule.

Roberta



Con la mia amica dal dottore

Io ho portato la mia amica dal dottore. Ero forzata a portare il mio
terribile fratellino Theo. L' assistente della sua dottoressa l'ha chiamata. Io
aspettavo con il mio fratello nella sala d'attesa. A un certo punto c'era
silenzio di tomba. Mio fratello cominciava ad andare da un maschio bello.
Theo ha detto:
"Ti voglio dare un pugno nelle uova."
La risposta del ragazzo:
"Io ti darò un pugno nella bocca."
Le altre persone mi stavano fissando. Mi stavo vergognando.
Io l´ho detto:
"Questo non è mio fratello."
Mi sono allontanata da lui. Ma cosa faceva mio fratello, si stava togliendo i
sandali per mettere i sui piedi nella direzione del naso di questo maschio. Così
il ragazzo poteva vedere i grandi buchi nelle calze.
Che catastrofe!
Il ragazzo gridava:
"Le calze puzzano di formaggio! Chi è che lascia questo mostro da solo?"
Il ragazzo stava correndo dietro a Theo. A un certo punto la mia amica è uscita e
siamo andati via.
Theo è scappato dietro a noi.

Domenica


Lo Sport

Ogni mercoledì abbiamo sport. Cominciamo alle due di pomeriggio e finiamo alle
15.20.
Alle ore 13.00 arrivo a casa perché vado a mangiare, anche perché abitiamo non è
lontano dalla scuola.
Quando ho mangiato mi vesto per lo sport e vado a prendere il l'autobus.
Io prendo il 737 dove c'è anche il mio amico Alessandro e così ci andiamo
insieme.
Ogni mese dobbiamo andare a correre al campo sportivo o una volta attorno
all'Ostpark.
Siccome ieri era mercoledì, siamo andare a correre al campo sportivo Poststadion.
Dovevamo correre un chilometro. Al primo giro sono andato un po' piano, al
secondo giro sono andato un po' più forte e al terzo giro sono andato forte, forte
fino a quando non potevo più. Dopo ero un po' stanco e mi sono seduto un po'.
Dopo è venuto il maestro e ha detto i tempi che avevamo fatto. Io ero al primo
posto, con tre minuti e nove secondi. Quel giorno mi sentivo benissimo e sapevo
già prima che potevo fare un buon tempo.
Il mio amico era al secondo posto, anche con tre minuti ma venti secondi. Alle
tre potevamo già andare a casa.
Dieci minuti dopo ero a casa: ho fatto la doccia, ho bevuto un po' e ho guardato
la tv.


Marcel


Carteggi tra maestro e alunna.

Caro signor Tizza magari io non faccio più tanti errori come ha detto lei grazie al computer e al suo metodo, ma la mia capacità di scrivere l'ho sempre avuta magari con errori, però la fantasia e un dono mio personale che ho ereditato da qualcuno o che qualcuno mi abbia aiutato a svilupparla, perché vivo con persone che mi aiutano a farmi ragionare e a esprimere i miei pensieri, e sicuramente è la mia famiglia. Anche per questo sono fiera di essere italiana.
Immigrata non per mia scelta ma perché mio nonno emigrò nel 1960 a causa di lavoro, perché in quel periodo l'Italia non era cosi sviluppata come lo è oggigiorno, sviluppato in cultura, in moda, in finezza, in eleganza, in socievolezza, ecc. ecc.
Per questo adesso siamo in grado di mettere sotto i piedi i tedeschi, che non vengono più così ammirati come nel passato, perché i tedeschi grazie a noi italiani e anche ad altri stranieri hanno capito cosa significa essere civilizzati. Se no sarebbero rimasti sempre duri come le loro patate e i loro SCHWEINEACHSEN MIT KRAUT!!!
E poi, signor Tizza, mi sembrano strane alcune cose. Lei, che è italiano siciliano sposato felicemente con un figlio anche italiani, mi chiedo perché parla male degli italiani?
Ma mi dica parla male degli italiani immigrati in Germania o degli italiani che risiedono in Italia?
E poi se si tratta degli italiani immigrati in Germania significa allora che la Germania ci ha proprio rovinati!!!
Ma si ricordi sempre che non tutti sono cosi come li vede lei. Dipende molto da dove loro vengono, quali sono le loro radici e soprattutto quanto è grande il loro IQ!!! Perché se sono di origine ingnoranti e cafoni rimarranno così.
Un proverbio mondano dice: " Chi nasce tondo non può morire quadrato"
E come disse il nostro caro Totò: "Signori si nasce!"
Ciao. Sonja P.s. Anche a me piace comunicare così!!!!!!!!!!!!!!!!!

Cara Sonja, mi puoi dire quando ho parlato male degli Italiani in Germania?
Forse non riesci ancora a distinguere fra il dire che la situazione è grave e bisogna migliorarla, e sparlarne.
Forse vorresti che io dicessi che tutto va bene e che siamo i migliori e basta.
Come tu dici ci sono alcuni campi in cui siamo i molto più migliori assai, ma devi accettare, perché lo dicono i fatti e le statistiche, che in campo scolastico siamo i peggiori in Germania.
Vai all'università e ti accorgi che di italiani non ce n'è.
Che tu sia dotata è fuor di dubbio. Nella tua famiglia infatti scrivono tutti.
Io ho fatto la mia piccola parte di insegnante cercando di curare questa tua dote.
Se vuoi possiamo pubblicare su www.webgiornale.de questo nostro scambio di opinioni.
Che ne diresti? Un caro saluto. G.Tizza

Caro signor Tizza, Per me pubblicare questo scambio di opinioni mi va bene.
In quanto all'affermazione degli Italiani, forse ci siamo capiti male, ma in base ai suoi discorsi ho capito che lei non sia fiero di essere italiano. Io riesco a distinguere che la situazione per lei sia grave, perché lei è un maestro. Ma io come giovane riesco a capire i giovani che non vogliono studiare, pensando che è una perdita di tempo, ma che vogliono imparare un mestiere per guadagnare i soldi e potersi anche divertire o magari essere indipendenti dai genitori il più presto possibile. Anche io litigo con i miei genitori, specialmente con mia madre perché desidero, dopo la decima, andare ad imparare il mestiere di parrucchiera, anche se il mio desiderio era di diventare Mode - Designerin. Purtroppo ho saputo che dovrei studiare per ca. 6/7 anni. Io non ho voglia di mettermi la seduta e studiare, e mia madre mi ripete sempre che se uno ha un desiderio lo deve portare a termine è uguale quanto dura ed è uguale i sacrifici che bisogna fare. L'importante è essere soddisfatti. Ed è qui che litighiamo. Perciò penso che non è neanche colpa dei genitori, è proprio la nostra testa che ci dice di fare cosi e basta, anzi come disse una "sacra persona" (mi' mamma): "Questi giovani che non ascoltano i genitori, se la passeranno male. Possono avere il meglio e invece scelgono di andare nella merda. Alcuni anni fa i figli si lasciavano influenzare dai genitori e dai maestri per il loro meglio e ascoltavano, ma adesso viviamo nel 2002 e ai giovani, da un orecchio entra e dall'altro esce."
Da queste parole può notare che lei e mia madre da un certo punto di vista la pensate alla stessa maniera. Allora io penso che è la mentalità dei giovani oggi che è cambiata perché prima i giovani volevano studiare ma non c'era possibilità, mentre oggi c'è la possibilità ma non c'è la voglia.
PS: suo figlio come la pensa su questo argomento? Si lascia influenzare da voi genitori o fa di testa sua???

Cara Sonja, io sono molto fiero di essere italiano e siciliano. Siracusa nel 300 a.C. aveva raggiunto livelli di sviluppo che il mondo moderno ha aggiunto solo due secoli fa e Archimede rimarrà il più grande di tutti i tempi.
Vorrei che noi Italiani in Germania fossimo degni eredi, ma se vai all'università non trovi un italiano.
Come pensi tu che si potrebbe migliorare la situazione?
Che tu voglia studiare è una questione tua personale, ma se nessuno degli italiani vuole studiare, è una questione che dovrebbe riguardare tutti gli italiani e in particolar modo gli insegnanti. Non trovi?
Hai ragione quando dici che non è colpa dei genitori. Io aggiungerei che non è neanche merito loro. Secondo me, quello che possiamo fare noi adulti è di creare l'ambiente adatto per fare sì che a voi venga la voglia di studiare e il mio metodo di insegnamento è impostato così.
Mio figlio è figlio di questi giorni, ha le stesse tue idee, ma sembra che si sia convinto, adesso va in sesta, che studiare è una cosa importante.
No, non l'ho convinto io o mia moglie. Si è reso conto dai discorsi che fa con i compagni di scuola.
Sono certo che anche tu, se fossi andata al ginnasio, oggi faresti gli stessi discorsi.
E non sei la sola che, pur avendo avuto le capacità di andare al ginnasio, non ci è andata.
È questa la cosa di cui noi adulti dovremmo preoccuparci. Il resto verrebbe da se.

Un caro saluto. Il maestro Tizza (de.it.press)



Mr. Bean dal dentista. Quando?

Suonano le ore otto e Mr. Bean non si è ancora svegliato. Lui mette l'orologio
nel bicchiere con l'acqua. Il tempo passava. Bean si svegliò alle ore 8.40. Mr.
Bean aveva dimenticato che aveva un appuntamento dal dentista, allora Bean si
sbrigava. Lui si teneva al lavandino e faceva la ginnastica. Adesso era troppo
tardi, così lui andava in macchina con il pigiama. Però lui si vestiva mentre lui
guidava in macchina. Anche i denti lui si lavava in macchina.
Adesso lui arriva dal dentista. Nessun parcheggio era libero, e cosi lui spostò
un'altra macchina indietro, così si metteva lui là. Bean andava dentro e diceva:
"Buon giorno, ho un appuntamento alle ore 9.00."
E l'assistente rispondeva:
"Si accomodi un momento."
E così Mr. Bean voleva leggere qualcosa per passare il tempo, però lui non
trovava niente. Lui vedeva come un bambino leggeva un fumetto di "Bad Man."Bean
così metteva l'acqua dei fiori sui pantaloni del bambino, così la madre credeva,
che il suo figlio si fosse fatta la pipì nei pantaloni. E la madre diceva:
"Vieni subito in macchina."
Adesso poteva Bean leggere il fumetto, però era tardi l'assistente veniva e
diceva:
"Il dentista la aspetta, venga!"
Allora lui andava. Il dentista diceva:
"Buon giorno, si accomodi."
Il tempo che il dentista preparava le cose, Mr. Bean giocava con il sedile. Il
dentista prese l'aspiratore e lo mise in bocca a Mr.Bean. Dopo il dentista
preparava altre cose e Bean prese l'aspiratore e si pulì il suo maglione. Il
dentista prendeva una puntura e anestetizzava un dente di Mr. Bean. Bean prendeva
la puntura e spruzzava la narcosi al dentista nella gamba. E così la gamba del
dentista si è addormentata.
Il dentista cadeva. Mr. Bean si operava tutti i suoi denti da solo.Quando il
dentista si svegliò, Bean aveva già finito. Così Mr.Bean è andato a casa.

Roberta



La ragazza con il bambino

Marco è un ragazzo di 18 anni, che fin ora non ha mai avuto fortuna di niente.
Lui, come al solito va' in estate in ferie, questa volta in Spagna con un suo
amico.
Lui pensò che andava come al solito, ferie - divertimento poco, fumate al
massimo,.
Invece andò tutto verso il suo meglio, dal giorno che incontrò lei - una semplice
ragazza con un bambino piccolino, dell'età di ca. 3 anni. La prima volta che la
vide fu in aereo. Lei gli sorrise soltanto e poi sparì.
Restarono due settimane lì in Spagna. I primi giorni andarono in spiaggia x fare
amicizia con alcune ragazze. - Invece però poi niente.
Però la seconda settimana dovevano cambiare alcune cose, dal giorno che dovevano
incontrare di nuovo lei - la ragazza col bambino. - Lei stava seduta al bar,
anche Marco e l'amico suo.
Quando Marco si girò x vederla lei sparì di nuovo, ma si scordò il suo
portafoglio al bar. Marco lo prese e ci guardo dentro - c'erano due fotografie di
due belle ragazze ed un indirizzo. X ridarlo, Marco e Salva andarono da
quest'indirizzo. Salva suonò alla porta ed aspettarono, finché uscirono le due
ragazze stupende. Marco gli diede il portafoglio e le ragazze lo accettarono
dicendo
"Grazie mille ragazzi, per fortuna l'avete trovato dopo che ci è stato rubato da
quella."
La signora col bambino era una ladra.

Lillo



La festa del villaggio

Per la festa del villaggio tutti i pastori fanno una gara di bravura. Un pastore
deve cercare di mettere le sue pecore dentro il recinto.
Arriva Mr. Bean con la macchina, ma non trova parcheggio, allora entra con la sua
macchina nel recinto e parcheggia lì. Il pastore lo guarda in modo strano. Mr.
Bean parla con il suo orsacchiotto e gli dice che torna verse le ore 15.15. Lui
scende dalla macchina, sta per andare via, ma si ricorda di abbassare il vetro
del finestrino per non fare morire soffocato il suo orsacchiotto. Va al circo e
davanti alla porta c'è una ragazza che raccoglie i soldi. Mr. Bean fa finta di
mettere una moneta dentro il salvadanaio, ma non ce la mette.
Lui va in una stanza dove ci sono diversi giochi. Uno di questi giochi consiste
nel fare passare un anello lungo una stanghetta di ferro tutta curve senza farlo
toccare. Se tocca si accende una lampadina e fa anche un rumore. Chi ci riesce
riceve un premio. Mr. Bean ci vuole riuscire a tutti costi, però è troppo
nervoso, allora tira la spina fuori dalla presa e così stacca la corrente. Quando
ha finito di fare il gioco chiama il proletario e lui gli da un regalo perché e
riuscito a finire il gioco.
Poi va al gioco delle spugne, dove c'è un signore dietro a una parete di legno
che esce fuori con la testa da un buco.
Il gioco consiste nel cercare di colpire con delle spugne inzuppate con l'acqua
la testa del signore.
Mr. Bean si fa dare un secchio pieno di spugne, le tira, ma non colpisce neanche
una volta. Allora prende delle scatolette del gioco che c'è accanto e le tira
anche. Meno male che non lo colpisce perché altrimenti lo avrebbe ferito.

Roberta


Un ragazzo cambiato

Salvatore era un ragazzo semplice, un ragazzo che aveva quasi tutto quello che
desiderava. Aveva una bella macchina, andava bene a scuola, i soldi sempre in
tasca, . Non gli mancava niente, così almeno pensava anche lui. Poi ad un tratto
cambio la sua vita completamente. Partì in Italia nelle vacanze estive, le passo
nel più bello dei modi.
Subito come arrivò, andò dai suoi amici di comitiva, che non vedeva da un bel po'. Nessuno sapeva del suo arrivo, erano tutti sconvolti della sua presenza. Nessuno l'avrebbe pensato che sarebbe tornato.
Poi conobbe una bella ragazza che era soltanto di qualche anno più piccola di lui, si presero subito in simpatia.
Pochi giorni dopo erano già una bella coppia felice. Passarono un'estate meravigliosa insieme.
Però come inizia il bello finisce anche in breve ed inizia il brutto. Lui doveva partire, e lei restava lì. Era molto duro l'addio, .
Ritornato di nuovo nel suo paese dove vive, si accorge che gli mancava qualcosa. Aveva tutto ma mancava qualcosa, e non si sapeva spiegare cosa. Quando capì che lui era innamorato veramente di questa ragazza stava male, gli mancava lei più di ogni altra cosa!
Dal giorno che lasciò a lei lui si cambiò completamente, non si riconobbe più. Nessuno lo riconosceva, era cambiato completamente, fumava come un "turco", iniziò a bere, non faceva niente più.
Diventò perfino violento nei confronti delle persone a lui care, si prendeva perfino a botte con persone che gli rispondevano, fino a quando sbagliò. Fece lite con il ragazzo sbagliato, un ragazzo di famiglia brutta, questo quando fece lite perse la lite quel giorno, due giorni dopo andò con alcuni suoi amici da Salvatore e gli fecero vedere cosa significa ad aver a che fare con alcune persone.
Da quel giorno imparò a non dimostrare a tutti il suo gran dolore e di sfogarsi nel modo sbagliato!

Lillo



Il compleanno di mia mamma

Quest'anno il suo compleanno l'ha festeggiato il 2 febbraio che era un martedì! Quindi mio fratello e io ci siamo alzati come ogni mattina per andare a scuola. Mia mamma pero a quell'ora dorme ancora.
Tornata da scuola tutto era come sempre solo che mio padre a volte diceva cose strane come: "bella questa stanza e tua e appartiene pure SOLO a te!!!" Ma io non mi ho fatto ancora altre preoccupazioni su questa frase. Dopo che e Arrivato mio fratello da scuola ci siamo massi a pranzare dopo aver fatto gli auguri a mia madre.
È stato proprio li che la mia mamma è andata a prendere una cosa nel salotto per
dirci una cosa. Mio fratello e io immaginavamo tante cose solo quella cosa non
ce la immaginavamo proprio: LaMia mamma aspettava un bambino!
Fratellino o sorellina in quel momento era ancora aperto. Noi due nell'primo
momento eravamo scioccati e felice tenuto insieme. Non so neanche come dire!!!
Dopo aver pranzato sono venuti i primi invitati mio zio e mia zia. Mia zia nell'
quel periodo era incinta anche. A lei ha fatto molto piacere a sentire
questa notizia come a tutti ci a fatto piacere. Mia zia avere le lacrime negli
occhi!
Tutti quelli che sono venuti dopo si sono emozionati anche. Tutti eravamo molto
felici! E tutti auguravano!!!
Nel quinto mese la pancia di mia madre cresceva … sempre… e sempre di più. La
data di nascita era il 16 di settembre pero mio frattellino (come abbiamo saputo
nel quarto mese) e nato il 1 settembre. Si chiama Matteo Pietro. Matteo lo scelto
io e ce lo abbiamo dato perché ci piaceva a tutti noi. Pesava 3595 g era grande
53 cm la sua testa era grande 34 cm ed e nato il 1 Settembre come gia detto alle
ore 13.02!
Adesso mio fratellino ha due mesi ed e gia il tesoro di tutti e specialmente di
mamma, papà, Riccardo e Veronica!!!

Veronica



Pensieri

Oggi sono stata dal dottore e io ho letto una fiaba e c'era un pinguino. Poi sono
andata a scuola.
I pinguini non sanno volare. Io mi ricordo solo che il pinguino aveva un amico
uccellino.
Io ho solo mamma e papà a casa e sono molto gentili.
In Italia c'è il nonno e c'è la nonna, la zia e lo zio.
Io non sono stata da cinque anni in Italia.
Io ho solo due cugini che si chiamano Laura e René. Qualche volta a giocare. Ogni
lunedì io vado a scuola di italiano. Il mio maestro si chiama signor Tizza ed è
molto gentile.
Oggi si scrive molto e io ho già finito una pagina.
A me piacciono i gattini e il mio papà non me lo compra. Anche la mamma vorrebbe
un gattino. A Giuseppe non piace scrivere. Oggi è venuto un bambino che si chiama
Antonio.
Il signor Tizza sta scrivendo con il computer. Giuseppe ha una maglietta con le
strisce gialle e le maniche lunghe.
Giuseppe ha i pantaloni neri, le scarpe da ginnastica, i calzini bianchi.
La lavagna è verde scuro.
A me piacciono le pere.
A me piacciono i ravanelli.
Il mio viaggio in Italia è segreto e non scrivo niente.
Oggi Giuseppe è venuto con la faccia dipinta di topo e lui pesa mille chili.
Io voglio andare nella prima classe.
Oggi ho mangiato un panino e mi è piaciuto molto.

Giada


Il Marocchino

C'è questo Marocchino che per fortuna ha cambiato appartamento!
Allora Vi racconto la storia. Guardava sempre da dietro la tenda o da dietro la
pianta. Lui era solo senza ragazza. Guardava sempre pure la mia amica dalla
finestra. Non potevi mettere neanche la musica e già guardava dalla finestra. Un
giorno lui ha fatto alla mia amica segni di cuore e le ha dato pure il numero di
telefono. Comunque non era normale di testa.
Mia madre ha detto che non lo dovevo guardare dalla finestra. Un giorno volevo
prendere una pianta dal davanzale della finestra e lui mi ha sorriso e io ho
fatto finta di non averlo visto. Una mia amica mi ha detto che quasi tutti i
Turchi e i Marocchini sono così che guardano le ragazze e fanno segni.
Ha i i capelli marroni e gli occhi marroni e ha la pelle come non voglio dire il
colore.
Se n'è andato dopo le ferie d'autunno.

Verena


Il compito in classe di tedesco

Tutti gli studenti della classe 8a, alla Thomas-Edison-Realschule in Flingern
erano spaventati a morte per il compito in classe di Tedesco. Gia all'inizio
dell'anno scolastico non si parlava più d'altro e tutti gli alunni della classe
8a avevano una faccia da zombi, compreso me. Alla fine della prima ora, quella
di matematica, ad alcuni alunni tremavano le gambe, altri sapevano, che
avrebbero preso un cinque o un sei ed altri facevano finta di
niente. L'attesa era grande e tutti si chiedevano dove era e quando arrivasse
il professore H.H. ( Haribert Hankamer ). Lui è un po' piccolo per la sua età.
Esattamente non so quanto sia alto, ma circa un metro e settanta centimetri,
ma, pur essendo così piccolo, è senza dubbio il professore che mette più paura
ed è anche il più maligno di tutti i professori della scuola. Ma torno alla
storia di cui vi stavo scrivendo.
Lui arrivò con un quarto d'ora in ritardo. Poi iniziò il compito in classe. Era
lunghissimo. Quando abbiamo finito, iniziavano i problemi. Tutti avevano
paura del voto. Tre giorni fa sono arrivati le correzioni, ma senza voti,
perché il maestro prima vuole la correzione nostra. Ancora oggi io non ho il
voto.

Angelo


L’ora di francese

Questa mattina mi sono svegliata alle 6.00. Dopo che mi sono fatta la
doccia e mi sono vestita, ho fatto colazione. Poi mio padre è venuto ad
accompagnare a scuola mio fratello e me. Arrivati a scuola ho salutato
come sempre i miei amici. La prima cosa che mi hanno detto è stata, che
sono diventata “Schülersprecherin”, che sarebbe la responsabile per i
desideri (per i cambiamenti della scuola) degli scolari.
Ero molto contenta perché avevo desiderato molto di diventarci.
Arrivata l’ora di salire in classe: i miei compagni ed io aspettavamo
davanti alla porta della classe, che arrivasse la maestra di francese.
Dopo 15 minuti di attesa la mia amica ha iniziato a copiarsi i compiti
dal mio quaderno. Passati altri 15 minuti non arrivava ancora nessuno
per darci qualche segno della maestra. Ci siamo seduti tutti per terra
e abbiamo parlato della nostra festa di addio in questa scuola, quando,
tutto ad un tratto un mio compagno grida a voce bassa “C’é la maestra Nessmann!”
Siamo corsi tutti tranne due mie care amiche per nasconderci in un
posto dove non ci vedeva nessuno. Dopo dieci minuti ci siamo resi conto
che, se la maestra ci avesse visti nascosti, avrebbe fatto un casino.
Allora siamo scesi dall’altra scala. Da lì siamo rientrati da dove era
salita la maestra.
Arrivati in classe abbiamo raccontato alla maestra, che avevamo
aspettato fuori a lei. Lei ci ha creduto.
PER FORTUNA! ! !
Valentina


La Tunisia

L'anno scorso sono stata con la mia famiglia in Tunisia. Arrivati all'aeroporto
di Tunisi, la capitale della Tunisia, c'era un uomo che stava aspettando a noi
per portarci all'albergo. Siamo saliti su una GIP e per arrivare all'albergo
siamo passati lungo tutto il deserto.
In quei momenti pensavo che poco tempo prima ero passata con l'aereo sopra la
Sicilia e sono diventata un po' triste perché mi mancavano i miei nonni, gli zii
e i cugini. Ma poi pensavo che avevo due settimane di divertimento davanti a me.
Dopo un ora siamo arrivati. Quando abbiamo domandato a un uno dell'albergo "Les
Oranges Beach Resort" per la nostra stanza ci ha dato la notizia che non era
ancora pronta. Dopo due ore di attesa abbiamo richiesto, ma non era neanche
pronta. Allora mio padre e mia madre sono diventati impazienti e sono andati a
dire che non le interessava se la stanza era pronta o meno e che la volevano a
tutti i costi.
Appena ci hanno dato la stanza mia madre e mio padre sono andati a
dormire un poco ed io e mio fratello siamo andati in piscina.
Là ho conosciuto degli animatori simpatici. Erano dei ragazzi tra i 20 e i 21
anni.
Due ore dopo siamo andati a lavarci e ci siamo preparati per andare a
mangiare per cena. C'erano delle patate, della pasta, del riso, della carne e
tante altre cose.
Le due settimane li ho passate molto bene andando a mare, in piscina, facendo tanto sport e stando tutto il giorno con un gruppo di amici che ho conosciuto là.
Mi sono divertita molto e mi piacerebbe andarci di nuovo.

Valentina


Il seminario

Lunedi e martedi sono stata a Wuppertal per un seminario di rapresentanti
della scuola. Dovevamo iniziare alle dieci di mattina a lavorare in gruppo.
Però il lunedì la mia amica Kinga ed io ci trovavamo gia lì alle nove e
mezza. Prima di noi erano arrivate altre due ragazze. Dopo che ci eravamo
scritte sulla lista delle stanze e ci eravamo sedute sulle poltrone della sala
d'accoglienza, vedevamo arrivare altri ragazzi. Erano più grandi ed adulti di
noi. Venivano da Neuss, Krefeld, Solingen, Remscheid ed da altre parti del NRW. I
trenta minuti che mancavano per iniziare la nostra avventura sono passati molto
in fretta. Prima di entrare nella sala dove dovevamo passare i nostri due
giorni a lavorare in gruppo, ci eravamo fatti degli adesivi con i nostri nomi e
li abbiamo attaccati sui nostri petti. Il tempo passava molto in fretta. Quello
che abbiamo discusso è stato molto interessante e mi ha fatto venire tante
idee che posso utilizzare per cambiare in meglio la mia scuola. La sera, dopo che
avevamo finito i lavori, siamo andati a giocare a bigliardo e a ping pong. Con
i ragazzi del mio gruppo ho legato molto. Waid, Reha e Daniel sono i ragazzi
con cui ho avuto a che fare più di tutti. Con le ragazze non ho
legato molto, solo con Kinga perché ci conoscevamo da prima. Il martedì sono
venuti quasi tutti con noi per accompagnarci. Sono venuti fino a Düsseldorf.
Da lì siamo andati tutti alle nostre case. Il distacco è stato difficile.
Ci siamo abbracciati e baciati sulla guancia. Oggi mi mancano ancora e spero
di rivederli presto. Il seminario mi è piaciuto molto. Il mangiare mi ha
fatto fastidio e il mio ragazzo mi mancava tanto, però penso
che se avrò un'altra occasione di andare in un altro seminario, ci andrò con
piacere.


Valentina



Le mie migliore amiche

Lara e Vanessa sono le mie migliori amiche. Sono tutte e due bionde,
piccole e tedesche. Quando sono con i maestri, sono due sante, ma quando siamo
noi tre sole, si trasformano in due diavolette.
Lara ha compiuto da poco 16 anni, mentre Vanessa ne ha ancora 15. Lei sembra
molto vanitosa.
In effetti lo è un poco, ma se la conosci meglio è una ragazza molto brava e
disponibile per i suoi amici. Lara è anche brava, ma è più intelligente di
Vanessa, forse, perché a Vanessa piace fare finta di essere un po' scema.
Prima di fare amicizia con loro non mi piacevano, perché mi sembravano troppo
calme in confronto a me. Ma dopo che le ho conosciute meglio, ho capito, che
non sono per niente così calme come pensavo. Oggi ci confidiamo tutti i
nostri segreti. Loro due sono nella mia classe, quindi ci vediamo quasi ogni
giorno. Spesso esco con loro oppure parliamo per ore al telefono.
Specialmente Vanessa mi telefona anche per più di 30 minuti sul cellulare.
Io conosco i genitori d'entrambe. Vengono da famiglie per bene. Le loro madri
sono molto brave. Lara è appassionata della Francia e della Finlandia. Vanessa
ama l'Italia. Questa sera ho un appuntamento con le mie due migliori amiche.
Alle otto di questa sera ci incontriamo davanti al "Pennerkino" della
Hauptbahnhof.
Vediamo cosa accadrà.

Valentina


Mio fratello

Mio fratello ha 17 anni
Lui si chiama Rosario ed è più grande di me di sei anni.
Mio fratello non lo vedo sempre perché Rosario lavora come rivenditore di
telecamere e per questo lui deve andare a Kiel per studiare, e io ho la stanza
solo per me.
Però non mi piace che lui vada a studiare a Kiel.
Rosario deve rimanere sei settimane a Kiel e ogni 2 settimane viene a casa e
così, per fortuna, non è solo.
Io sono contento quando viene, perché posso giocare con lui e passare alcune ore
insieme.
Questo va e vieni da Kiel per mio fratello deve durare ancora per altre 8
settimane.

Rosario



Un po’ della mia giornata

Oggi io giocato a pallone, noi del Turo contro Eintracht e abbiamo vinto 5 a 0.
Dopo sono stato al compleanno del mio amico Fabian. Abbiamo giocato a kegeln. Poi
io dormito là.
La settimana scorsa abbiamo giocato ha playstation 2. Alle 18:00 mia madre e
venuta a prendermi e abbiamo mangiato le patate con la carne.
Dopo avere mangiato ho giocato con mio fratello Christian al computer a Fifa 2003.
Poi mio fratello ha detto: "Mo guardiamo la televisione!"
Io ho detto di sì! Il film è cominciato alle 10,15. Dopo siamo andati a letto.
Il giorno dopo non avevo scuola, perché c'era l'incontro con i genitori. Mia
madre è stata a parlare con gli insegnanti e io sono stato a giocare con i miei amici a
pallone. Poi il mio amico ha detto: "Mo è freddo! Andiamo a casa."
Tutti hanno detto di sì, anche io.

Marco



Pensieri di Giada

Oggi sono stata dal dottore e io ho letto una fiaba e c'era un pinguino
Poi sono andata a scuola.
I pinguini non sanno volare. Io mi ricordo solo che il pinguino aveva un amico
uccellino.
Io ho solo mamma e papà a casa e sono molto gentili.
In Italia c'è il nonno e c'è la nonna, la zia e lo zio.
Io non sono stata da cinque anni in Italia.
Io ho solo due cugini che si chiamano Laura e René. Qualche volta a giocare. Ogni
lunedì io vado a scuola di italiano. Il mio maestro si chiama signor Tizza ed è molto gentile.
Oggi si scrive molto e io ho già finito una pagina.
A me piacciono i gattini e il mio papà non me lo compra. Anche la mamma
vorrebbe un gattino. A Giuseppe non piace scrivere. Oggi è venuto un bambino che
si chiama Antonio.
Il signor Tizza sta scrivendo con il computer.
Giuseppe ha una maglietta con le strisce gialle e le maniche lunghe.
Giuseppe ha i pantaloni neri, le scarpe da ginnastica, i calzini bianchi.
La lavagna è verde scuro.
A me piacciono le pere.
A me piacciono i ravanelli.
Il mio viaggio è segreto.
Oggi Giuseppe è venuto con la faccia dipinta di topo e lui pesa mille chili.
Io voglio andare nella prima classe.
Oggi ho mangiato un panino e mi è piaciuto molto.
A me piace molto la scuola, ma la mia amica non è gentile, ma ora va molto
meglio.
Con la scuola siamo andati alla BUGA e io e le mie amiche abbiamo visto i conigli
e un gatto.
Con le mie amiche gioco sempre Eiskönigin e le mie amiche non mi prendono mai.
La mamma della mia amica ha un bebè, ma io non l'ho ancora visto.
La mia maestra ha fatto un incidente, ma ora è a casa.
Adesso abbiamo un'altra maestra.
Oggi ho mangiato le mele e mi sono piaciute molto.
Oggi non siamo andati a nuoto.
Oggi mi sono bagnata e le mie amiche si sono bagnate anche.
Oggi abbiamo letto con Giuseppe.
A me piacciono la luna e le stesse e il sole e i gatti e la natura e l'inverno e
i pupazzi di neve e mi piace la scuola.
Giuseppe oggi ha guadagnato venti euro.
Quando suonano le sirene portano le banane al signor Tizza.
Quando ero piccola sapevo nuotare, ma ora che ho ventiquattro anni non so nuotare
più.

Giada


Caro Giuseppe

mi devi scusare.
Sei come il mio migliore amico.
Scusa, scusa, scusami.
Mi dispiace!
Oggi durante la pausa te ne sei scappato. Me lo vuoi dire perché?
Io ti volevo acchiappare e invece tu mi hai dato una spinta alla schiena e mi
hai fatto cadere.
Io non ti volevo fare arrabbiare, ma volevo solo giocare con te.
Perché non vuoi giocare con me?
Che cosa ti ho fatto di male.
Domani mattina a scuola tedesca ne parliamo.
Adesso stai facendo un bellissimo disegno. Me lo regali che io me lo appendo
nella mia stanza?
I tuoi occhi sono belli perché sono blu.
Che cosa vuoi fare da grande?
Da grande io voglio fare la maestra. Vuoi imparare a leggere con me
così sei più bravo?
Io da piccola ero brava a colorare. Tu sarai bravo come me.

La tua amica Rosalba.



Caro papà

io ti voglio bene!
Adesso che sei andato via mi sento sempre sola e penso sempre a te di notte e di
giorno.
La sera dico sempre le preghiere per te al signore:
Caro Signore,
fai che papà torni felice e contento di rivederci e sano e salvo.
La mamma ha fatto l'albero di Natale per te e adesso ti aspettiamo per mettere
la stella sopra sopra.
Qui in Germania le borse non mi piacciono, in Italia invece sono belle perché
sono con i cuoricini, con i cartoni animati.
A me piacciono di più quelle con i cuoricini, quindi portamene una per ragazze
con un borsellino dello stesso tipo.
Qui non ci sono braccialetti portafortuna, quindi ti prego di portarmene tre così
ho un po' di fortuna in più: rosso, bianco e giallo.
Rosalba ne vuole anche tre: rosso, blu e verde.
Tu lo sai dove li vendono perché li abbiamo comprati sempre insieme nelle
bancarelle che si trovano per strada.
A me piacerebbe anche avere un anello rosso che vendono anche nelle bancarelle.
Rosalba ha sentito che io voglio l'anello e adesso lo vuole anche lei perché è
invidiosa.
Lei lo vuole nero, perché è il colore della notte.
Sono felice che finalmente vengo ad abitare in Sicilia. Ciao.

Antonella



La mia stanza
Nella mia stanza ho un letto, un mobile dove ho messo tutte le mie cose della
scuola, e un mobile dove ho tutte le mie cose da vestire.
Ho anche un tavolo dove ho il mio computer. Li qualche volta mi faccio i mie
compiti. Dopo ho una finestra lunga dove mi ci metto quando penso a qualcosa. Ma
il bello è che posso vedere chi passa e chi viene.
Quando devo ballare per la scuola accendo la radio e li ci metto una CD.
Alla mia porta ho messo un cuore dove ce scritto KISS ME = che significa BACIAMI.
Dopo c'è uno scaffale dove ho i miei CD per quando mi sento la musica. Ho dei
disegni appiccicatiti alla porta che ho colorato io Dopo ho messo un calendario e lì ci scrivo quando ho degli appuntamenti.
Dopo ho anche un libro sul quale scrivo quando sono sul letto perché e più
comodo.

Loredana



Per sempre in Italia

Finalmente fra un mese andiamo ad abitare in Italia per sempre.
Noi siamo venuti quando avevamo nove mesi qui a Düsseldorf.
Io non mi ricordo, ma me l'ha detto la mamma.
Prima abitavamo in una casa dove c'era la muffa. La mamma puliva sempre, ma non
si levava mai. Allora abbiamo cambiato casa, piccola, ma bella. Inoltre si pagava
molto. Poi è arrivato il mio fratellino Cosimo e abbiamo cercato una casa più
grande.
Adesso abbiamo sette stanze e sono tutte pulite e si paga pure poco.
La nostra stanza è sempre pulita perché noi la puliamo ogni giorno.
A me non interessa lasciare questo appartamento, perché in Italia ce l'abbiamo un
appartamento così grande che è di mio nonno e c'è tanto spazio anche per noi.
La madre di mia madre abita in Italia nella casa dove dobbiamo andare ad abitare
ed è molto contenta che noi andiamo ad abitare da lei.
La casa si trova proprio davanti al mare e la notte si sente il rumore delle
onde. Delle volte fanno musica e noi la sentiamo perché è molto forte.
Di pomeriggio, poi delle volte, andiamo a far delle passeggiate con i genitori al
mare, mentre la sera andiamo a passeggio al corso.
La domenica andiamo in chiesa e preghiamo. Ogni volta la nonna ci dice per che
cosa dobbiamo pregare.
La mamma è molto contenta che andiamo in Italia perché così può prendere la
patente. E poi la nonna ci dice:
- Pregate per la mamma che all'esame per la patente fa tutto giusto.
Così può finalmente guidare lei, mentre adesso ci deve sempre accompagnare in
bici a scuola e noi con il monopattino.
La macchina ce l'abbiamo già perché ce la portiamo dalla Germania.
I genitori di mio padre e suoi due fratelli rimangono qui perché hanno la
pizzeria. A me dispiace lasciarli, ma nelle ferie vengono a trovarci.
Mi dispiace anche lasciare i miei compagni e soprattutto Giuseppe che ha gli
occhi blu.
E mi dispiace anche lasciare il mio maestro perché una volta la settimana
facciamo italiano con lui.
In ogni caso vi scriverò anche dalla Sicilia e vi racconterò come me la passo lì.
Vi auguro di stare bene qui in Germania e di potere tornare quanto prima al
vostro paese in Italia, dove avete tutti i parenti che vi aspettano come stanno
aspettando i miei.

Rosalba.



Diventare grandi

Quando ero piccola tante volte non mi preoccupavo del futuro, ma ultimamente non
faccio altro che pensare al futuro e cosa faro domani.
Ormai manca solo un anno e mezzo e poi ho finito con la scuola.
Mi dovrò decidere se continuare con la scuola o se devo apprendere un lavoro.
A volte penso a quando ero piccola, senza problemi, senza decisioni da prendere.
Mi mancano quei tempi dove non facevo altro che divertirmi!
Invece ora, mi diverto, però in un altro modo.
Ora il divertimento potrebbe anche significare guai.
Prima, se giocavi con un bambino, ora quel bambino é diventato uomo e tu sei
diventata donna e non puoi più giocare così, devi stare attenta a cosa giochi.
A volte quando guardo le foto di quando ero piccola e poi guardo le foto di come
sono ora mi rendo conto che i tempi sono cambiati.
Sono cambiata io ed è cambiato il mio modo di pensare.
Se penso a due anni fa mi rendo conto che sono cresciuta.
Ora non penso più che devo andare bene a scuola, così mia madre mi fa uscire
oppure mi fa vedere di più la televisione o mi fa stare sveglia più a lungo.
Adesso penso che devo andare bene a scuola xchè i voti mi servono x il mio
futuro. In alcune materie specialmente devo essere brava xché quella materia è
importante x il mio lavoro.
Quando mi guardo nello specchio non vedo più una bambina, ma vedo una ragazza che
ora si trucca e sta attenta a come si veste, che i colori passino bene insieme e
che la borsa passi con le scarpe, che si veste in modo adeguato.
Se va a scuola si veste sportiva, ma allo stesso tempo elegante. Se invece esce
la sera si veste solo elegante.
Prima non mi importava cosa pensavano gli altri ora invece ci faccio caso. Sono
sicura di me e certamente non faccio solo quello che dicono gli altri ma non
voglio che pensino che sono una persona sporca, ma che sono una persona pulita.
Diventare grandi fino a un certo punto non è difficile, ma arrivata a un punto e
molto difficile: devi pensare che ogni mossa che fai potrebbe cambiare il tuo
futuro, ogni parola che dici ti potrebbe mettere nei guai.
Non bisogna avere paura di diventare grandi, bisogna avere paura di quello che si
fa.

Sonja (che non voleva studiare e piano piano sta diventando una giornalista)



Mia cugina

Io ho una cugina che si chiama Serena. Lei ha 16 anni e abita a Gerreshaim. Ha
due fratelli: uno che si chiama Rosario (21) e uno che si chiama Massimiliano
(9). Ha anche una sorella che si chiama Mariella (24). Mariella è sposata e ha
anche un figlio che ha 2 anni e si chiama Josef. Serena va nella decima classe
della Hauptschule. Lei per me non è solo una cugina, ma è anche una amica alla
quale posso dire tutto, quasi tutto.
Una volta noi siamo andati in città e ci siamo divertiti un mondo, qualche volta
scherzava lei, qualche volta scherzavo io.
I giorni che ho passato con lei non li potrei dimenticare mai, perché erano così
belli. Quando vado da lei usciamo subito. Ma quando piove stiamo dentro a casa e
ascoltiamo la musica, e balliamo.
È molto bello passare la giornata con lei, perché lei e cosi divertente. Ma
quando dobbiamo parlare di cose serie lei può essere anche molto seria. O quando
qualcuno piange e lei pero non vuole che questa persona pianga, gli dà una spinta
e gli dice che non deve piangere.
Serena è una persona molto bella e io sono fiera di avere una cugina così bella.

Loredana



Halloween nelle Grotte

Quando ero in Italia da mia zia, uscivo sempre con le mie cugine e i miei
cugini ed era sempre molto divertente.
Una volta abbiamo fatto il falò al mare e proprio lì c'erano delle grotte. Noi
ragazze eravamo spesso nelle grotte quando sentivamo freddo.
Eh sì, in quella sera era freddissimo, io invece non sentivo freddo, sentivo
solo i racconti dei ragazzi, che raccontavano delle storie di quando erano messi
insieme con delle ragazze, raccontavano cose intime !
E io sentivo di nascosto i segreti !!!
Quando invece sentivo che qualcuno gridava dalle grotte io correvo per vedere
quello che era successo. Pensavo che era successo qualcosa di grave ma invece
quando ero arrivata loro ridevano di nuovo. Quando chiedevo che cosa era
successo, loro mi dicevano che la mia piccola cugina di 12 anni aveva sentito
delle voci nella grotte e che gridava, loro pensavano che lei l'avesse fatto
apposto per farle venire paura. Io che guardavo mia cugina con gli occhi un po'
arrabbiati, perché pure io pensavo che lei l'avesse fatto apposta. Io andavo di
nuovo verso il falò, lì dove erano i ragazzi.
Quando ero arrivato mi chiedevano che era successo e gli ho raccontato tutto.
Dopo un amico mio diceva che prima, nei tempi vecchi, c'era un vecchio che viveva
nelle grotte che da un giorno nell'altro non l'anno visto mai più!!!
Lui mi aveva un po' impaurito per dire la verità, ma non lo credevo. I ragazzi
parlavano di cose che vogliono fare nel futuro. Mentre che Gino parlava delle
sue, come diciamo noi, "Grandi" illusioni tutte le femmine che erano nelle
grotte correvano fuori e gridavano. Hanno raccontato che avevano sentito delle
voci che dicevano:
"Ciao Ragazze mi conoscete!"
Un paio di mie cugini e amici che erano venuti con me piangevano, noi correvamo
a casa e io che dovevo andare in bosco piccolino per arrivare dalla mia zia avevo
tanta paura. Mia zia viveva in campagna, cosi i Ragazzi più grandi mi hanno
portato a casa. Noi non siamo mai più andati lì nelle grotte, e non abbiamo mai
più parlato di questo !
Il giorno dopo mi sono ricordata che ieri era Halloween.

Gilda



Una sedia libera a tavola e mio nonno

Circa due settimane fa, ha telefonato mia zia dall'Italia perché mio nonno era in
ospedale e non stava bene. L'abbiamo visto già quando eravamo per le vacanze in estate in Italia che non stava più così bene.
Il dottore ha detto che il cervello non lavora più come prima.
Mio nonno non può riconosce più nessuno.
Allora cosi i miei zii e mio padre una settimana fa pensavano di andare in Italia
per vedere come stava mio nonno. Solo con il telefono e come ha detto sempre mia
zia di come sta non è così come vedere e stare accanto. Non si possono fare tante
cose, ma mio padre è andato lo stesso in Italia per vedere come sta mia nonno.
Gli ho telefonato e mio padre mi ha detto che non mangia più quasi niente. Sta
quasi tutta la giornata a letto e non parla più, ma fa solo dei rumori.
Quando lui per esempio ha dei dolorei, non si può vedere. Per fortuna viene ogni
giorno il dottore a casa a controllare.
Mi dispiace tanto perché camminava sempre, girava sempre quasi tutto il paese a
piedi ed era così felice e rideva con me.
Qualche volta devo piangere.
Spero ogni giorno che diventi ancora 100 anni. Mio nonno ha 85 anni.
Anche questa settimana era così triste a casa perché mio padre era in Italia.
C'era ancora mia madre, ma non è la stessa cosa.
Prima durante la settimana mangiavamo sempre assieme e questa settimana c'era una sedia libera a tavola.
Quando lui andava a lavoro c'era anche una sedia libera, ma io sapevo che era qui
a Düsseldorf.
Ora sono di nuovo felice perché stamattina è arrivato mio padre.
Spero che mio padre non debba andare più in Italia e mio nonno migliori di
salute.
Marcel


Il mio migliore amico Kekko

Kekko lo conosco da quasi dieci anni. Lui ne ha 17 e io 14 (ad aprile 15).
Da quando eravamo piccoli io mia cugina e Kekko ci siamo sempre capiti bene.
Kekko x me era ed è come un fratello, solo che lo vedevo una volta all'anno.
Già quando eravamo piccoli giocavamo a essere grandi amici e lui si confidava
sempre con me e ora lo fa ancora.
Da lui ricevetti persino il primo bacio. Ma non siamo mai stati insieme.
Quando mi litigo con lui mi sento male, meno male che non succede quasi mai.
La sua ex era sempre gelosa di me e non mi sopportava. Non ho mai capito xchè.
Un giorno ci siamo litigati di brutto con la sua ex e lei mi chiamò x nome e
allora Kekko gli disse che si doveva scusare ma lei non lo fecce e cosi lui gli
rispose:
- Se non puoi sopportare lei figurati me, perciò sparisci e non ti fare +
vedere.
Io rimasi stupita, lui invece era contento. Con la ragazza con cui sta ora
insieme mi capisco bene, e lei non è affatto gelosa, perlomeno di me. Lei sa che
con Kekko mi capisco bene e che x me è la persona più importante, accanto ad Ale.
Comunque, se sono felice, è grazie a lui xchè lui mi ha fatto conoscere
Alessandro, il mio ragazzo. e che Kekko lo conosce e si capisce con lui è molto,
ma molto importante. Kekko fa parte della mia vita. A lui posso dire e confidare
tutto e sono sicura che non lo direbbe mai a nessuno. E se lui dice qualcosa a
me, io non dico mai niente a nessuno. Siamo come due veri e sinceri amici:
CICCIO BELLO come lo chiamo io e SONIETTA come mi chiama lui.

Sonja



La ragazza innamorata

In un paese lontano viveva una ragazza.
In una città a mille chilometri di distanza del paese lontano viveva un ragazzo.
Un giorno la ragazza decise di fare un viaggio, un viaggio nel mondo delle
chiacchiere e li conobbe un ragazzo.
Il ragazzo viveva a mille chilometri dal paese dove viveva lei, ma giusto x
curiosità si scambiarono i numeri di telefono.
Pian piano iniziarono a conoscersi meglio. Lui si innamorò sempre di + in quella
ragazza e la ragazza si innamorava sempre di + in lui.
La cosa che alla ragazza non andava bene era che stavano così lontani e perciò,
quando lui gli fece la dichiarazione d'amore, lei gli disse di no xchè aveva
paura della lontananza.
Col tempo lei non faceva altro che pensare a lui. Lui non faceva altro che dirgli
che era una ragazza fantastica e quando gli disse che l'amava, lei gli disse che
anche lei era innamorata e così si misero insieme e rimasero tanto tempo insieme.
Non si lasciarono più e cosi vissero felici e contenti.

Sonja



Operazione

Io lunedì ho fatto una operazione sotto la lingua. Il dottore mi ha fatto una
puntura sotto la lingua e dopo mi ha fatto un piccolo taglio e ha cucito con 3
punti.
Io ho fatto questa piccola operazione perché quando la sera mettevo la (Klammer)
mi faceva male la lingua.
Dopo l'operazione ha detto il dottore:
" Vai a mangiare un gelato con la tua mamma, così passa il dolore."
Io ho detto:
"Non voglio mangiare il gelato perché ho dolore forte" allora il dottore mi ha
dato le pillole.
Quando sono tornato a casa la mamma mi ha dato il ghiaccio per tenere la lingua
fredda e il dolore era meno.
Il giorno dopo la mia operazione non sono andato a scuola perché avevo molto
dolore alla bocca.
Dopo tre giorni sono tornato dal dottore e mi ha levato i punti e ha detto che
stava tutto bene.
Adesso sto bene posso mangiare tutto e non mi fa male la bocca.


Marco


Una gita in barca

Oggi io e il mio gruppo di italiano siamo andati a fare una gita in una barca.
Abbiamo pensato se non vogliamo andare a pescare perché nella spiaggia non si può
rimanere per il troppo caldo. Abbiamo affittato una barca abbiamo fatto un giro,
siamo scesi a terra in una piccola isola e ci siamo messi a esplorarla. Poi ci
siamo fermati abbiamo acceso un fuoco con la legno e siamo andati a pescare del
pesce. Per colazione il pesce non era tanto buono ma avevamo fame e ci siamo
accontentati di quel poco che avevamo nello zaino.
Dopo la colazione abbiamo fatto una passeggiata nell´isola per vedere qualche
cosa di interessante. Abbiamo visto degli alberi con i frutti che avevamo un
buono sapore, c'erano manghi, cocco e tanti altri frutti.
Dopo la passeggiata siamo andati un po' a nuotare. Il tempo passava e i ragazzi
sono andati a pescare per mangiare a pranzo. Abbiamo mangiato del pesce e dei
frutti di mare. Tranne questo non si trova niente su una isoletta piccola.
Dopo il pranzo abbiamo giocato un po' a dama, a carte , abbiamo raccontato delle
storie e delle barzellette.
Il tempo passava molto in fretta e quindi siamo andati di nuovo nella barca per
tornare a casa. Alcuni si addormentarono sulla barca.
Arrivati a casa eravamo molto stanchi e abbiamo raccontato quel che era successo
quel giorno ai nostri genitori e sono rimasti molto contenti. Anche noi eravamo
rimasti contenti e speriamo che succeda veramente.
Il prossimo giorno siamo andati a scuola e abbiamo discusso se c'era piaciuto la
gita che avevamo fatto in barca. Tutti erano rimasti contenti.
Dopo una settimana abbiamo fatto un compito su questa gita. Dovevamo fare un
racconto.
Il maestro se li è guardati ed è rimasto soddisfatto.

Alessandro



La nuova pizzeria del mio cugino

Dal 20.1.03 mio cugino Giuseppe ha aperto una pizzeria sulla Dreherstr. che si
chiama ,,San Remo 2".
Si chiama ,,San Remo 2" perché mio cugino ha un altra pizzeria a Neuss.
Mio zio Giovanni fa il cuoco, mio cugino il pizzaiolo e mio padre fa il
pizzataxi.
Mio padre sa le strade meglio qua che in Italia.
Lui è venuto qua in Germania quando aveva 16 anni. Questa è la mia età.
Lui è venuto qua per lavorare, ed è certo che lui sa le strade di Düsseldorf da
quanto lui è qua.
Mio padre ha lavorato già con mio cugino Giuseppe insieme e mio cugino aveva una
pizzeria a Flingern. Là mio padre ha lavorato per circa 10 anni e ha fatto sempre
il pizzataxi.
Questa nuova pizzeria qui a Gerresheim è a due minuti da scuola mia.
Quasi ogni pomeriggio vado là a mangiarmi una pizza o le altre cose. Qualche
volte la sera quando ho fatto i compiti vado là per vedere che cosa fanno. Se c'è
mio cugino Lillo, parliamo e passiamo un po' di tempo.
Ora da quando mio cugino ha aperto questa pizzeria, non sono quasi mai a casa.
Il finesettimana vado con un altro ragazzo a buttare le carte della pubblicità.
Questo lavoro non l'ho fatto mai, ma mi piace. La prima volta l'ho fatto sabato
scorso. Basta che non piove è bello.
Prima distribuiva mio padre i volantini, se non, veniva neanche una prenotazioni.
Mio padre sa le strade dove abitano i clienti.
C'è un altro ragazzo dentro che fa anche il pizzataxi, ma non fa niente solo che
parla troppo.
Il mio sogno è avere con mio padre e con la mia madre una pizzeria assieme.
Forse, chissà, una volta succederà davvero.

Marcel



Le due settimane di praticante

Le due settimane di praticante le ho fatte in una iniziativa che si chiama
Inexweb GmbH che si trova in Neuss, li si fanno siti di Internet.
Fino adesso l'iniziativa ha sette clienti: Avis Autovermietung GmbH,
Bürgschaftsbank NRW, Mocino Cafe, ÖTV Gewerkschaft (heute ver.di), Roche Consumer
Health Deutschland GmbH, Steigenberger Hotels AG e Triaton GmbH.
Il primo giorno potevo fare quello che volevo per vedere come funziona e per
vedere cosa fanno.
Ogni lunedì abbiamo fatto un colloquio per sapere cosa abbiamo finito e cosa
dobbiamo fare durante la settimana.
Il secondo giorno ho cominciato a fare una pagina per il internet. Pensavo sempre
che era facile ma li si usano programmi professionali dove si deve sapere la
lingua di html.
Dopo quattro giorni avevo finito la pagina ma solo non ero mai riuscito a farlo.
C'era sempre qualcuno che mi aiutava.
Dopo questo mi hanno detto che devo fare una pagina di internet più moderna con
più colori e più effetti.
Per la nuova pagina ci ho messo poco tempo perché mi avevo imparato già
abbastanza a farlo.
La pausa si poteva fare quando si voleva. Io la facevo sempre alle 12,00 nella
cantina della casa.
Le due settimane sono passate molto velocemente e sono rimasto contento di avere
fatto questa esperienza anche perché voglio continuare la scuola e imparare
Informatica e tutto sui computer.

Christian



Una serata con gli amici

Giulio ha trascorso le sue vacanze natalizie con la sua famiglia. Il primo giorno
di Natale ha festeggiato anche con i suoi genitori e i suoi fratelli e con tutti
i suoi parenti, cioè nonna, nonno, zii, cugini,.
La giornata di Natale è per Giulio un giorno particolare, è uno dei giorni dove
si unisce tutta la famiglia e tutti parlano mangiano, giocano, si divertono,. per
lui questo è un giorno meraviglioso.
Il secondo giorno si decise di festeggiarlo soltanto coi cugini della sua età.
Vanno insieme in pizzeria a mangiare e a bere qualcosa. Qui incontrano alcune
delle loro vecchie conoscenze. Dopo una bella mangiata di pizza, Marco, un
vecchio amico, si siede accanto a Giulio e gli dà da parlare, però Giulio non si
accorge che questo è il figlio del proprietario della nuova discoteca all'angolo
di casa sua, aperta prima di Natale. Marco indirettamente invita lui e tutti i
suoi cugini ad andare in discoteca a mezzanotte.
Giulio e i suoi cugini accettano l'invito e vanno tutti insieme in questa
discoteca di nome "6 tu!" dove sta per accadere un a cosa meravigliosa.
In questa discoteca, frequentata da molte persone, tra questi giovani, modelle,
imprenditori,., il DJ Salva che è molto amico di Marco, sente accanto a se la
voce di Giulio, così decide di farlo venire sul palco, per fargli cantare una
canzone,. Giulio tutto nervoso e pauroso ci provò e gli andò bene, cantò la
canzone di Max Pezzali , "Se tornerai", nel pubblico c'è anche l'imprenditore
dott. Cesare, che alcuni giorni dopo lo presenta a suo capo.
Alcuni mesi dopo, esce il suo cd di nome "6 tu!", che dedica al suo amico Marco,e
alla discoteca.

Lillo



Max, il nostro eroe

Era un giorno normale. Tutti i bambini erano fuori a giocare.
Una macchina grandissima e pullman passano dalla nostra strada. Quando il pullman
voleva fare la curva una macchina gli è venuta davanti e la macchina grande gli è
venuta addosso. Le due macchine si sono incendiate e il ragazzo della machina è
uscito ma quello del pullman non è uscito, stava ancora dentro. Max è andato nel
pulman ed ha aiutato il ragazzo nel pulman. E poi loro sono scappati perché le
macchine sono andate sopra.
Max era un eroe e sempre quando il ragazzo vede a Max dice:
"Molte grazie!"

Julian



Il piccolo orso polare e i sui amici

C'era una volta un piccolo orso polare al quale erano morti i genitori. Da quel
giorno in poi lui abitava solo al polo antartico. Lì ci abitavano anche i suoi
amici: il pinguino e la piccola foca. Tutti e tre erano i migliori amici. I
genitori del piccolo pinguino volevano tanto bene all'orso polare, perché i sui
genitori erano i migliori amici dei genitori del pinguino. Un giorno la foca
aveva un'idea. Era che loro dovevano andare a cercare i genitori della foca. Il
piccolo pinguino non era molto d'accordo, ma dopo si lasciò convincere. Allora i
tre amici si fecero all'alba si misero in cammino. Loro fecero esperienze buono
ma anche brutte. Per esempio c'erano dei nemici che se li volevano mangiare, ma i
tre amici erano così furbi che non si fecero mangiare.
Dopo alcuni giorni i tre amici arrivarono in un posto dove c'erano delle persone.
Ad un tratto dietro di loro c'era un uomo che non aveva la faccia tanto gentile,
al contrario era malto brutto e cattivo. Lui li prese e le mise in una gabbia per
venderli al mercato.
Dopo un po' venne un uomo che non solo sembrava gentile, ma era anche davvero
molto gentile. Lui giocava sempre con i tre e quando lui si sposò e ebbe dei
figli era ancora più divertente. Il pinguino non pensò più ai sui genitori e
nemmeno i genitori pesavano a suo figlio, perché riebbero un altro bambino. Ma
un giorno la piccola foca scappò, ma nessuno la andò a cercare. E se non sono
morti sono ancora oggi a giocare e a divertirsi.

Loredana


Ragazze ed i loro problemi!

Come sapete spesso ci sono quelle situazioni molto imbarazzanti o da
mettersi le mani dai capelli!
Per esempio, al cinema, non si sa mai se paga lui o se si deve pagare ogni
uno il suo biglietto.
In certe situazioni è proprio impossibile cercare una soluzione prima di
evitare la parte imbarazzante, molto imbarazzante. Quando poi incomincia il film lui
si è già divorato cola e pop corn che d'altra parte potete voi poi usare come
scusa per alzarvi e prendere un po' d'aria fresca, insomma per spiaccicarvelo di
dosso.
Alcune ragazze usano la scusa dei pop corn per darsela a gambe levate, per
tagliare la corda, o per chiedere al primo ragazzo muscoloso che passa di
fare finta di essere l'ex geloso e di dare un bel cazzotto al vostro ronde-vouz
momentaneo. Tutto questo solo se la compagnia lascia a desiderare, sennò
motivo di scappare non ce n'è. Un'altra situazione imbarazzante é quando sei fuori
con il tuo amore ed ad un certo punto ti accorgi del tuo ciclo che ti è
arrivato in quel momento, cercando di nascondere il tutto sperando che lui non capisca
cosa succede fai certe mosse che sembra che tu stia esercitandoti in un balletto
di danza classica.
La cosa più brutta però che ti possa succedere é in piscina! Tu esci
dall'acqua tutta tranquilla e spensierata, quando poi ad un certo punto vedi tutte le
persone con gli occhi addosso a te. Tu ignora di tutto e soprattutto
perplessa abbassi lo sguardo e vedi che ti manca un pezzo del costume. L'avrai perso
al contatto con l'acqua dopo il tuffo più stupefacente che ti sia mai riuscito
in tutta la tua vita, peccato che però la tua intenzione era quello di farti
ammirare dalle persone, beh, in un certo modo ci sei riuscita!
Mi raccomando fate attenzione.
È tutto, al prossimo articolo!

Miriam


Il piccolo bambino a Hollywood

C'era una volta un piccolo bambino a Hoolywood. Una volta il ragazzo ha
letto nelle notizie che dovevano venire dei marziani. La notte è arrivata una luce
sulla nostra terra ed era proprio a Hollywood. Era un ufo. Il giorno dopo
molti sono andati a vedere l'ufo, ma il piccolo bambino era già li per primo.
Quando è arrivato, ha aperto la porta ed è venuto fuori un mostro che ha preso il
piccolo bambino e l'ha portato nel suo ufo. Dove stava la gente c'era anche
l'esercito.
Quando il marziano era uscito col bambino non era ancora morto. Il bambino
gridava sempre: "Aiuto, aiuto!"
Un ragazzo dell'esercito ha sparato al marziano e il marziano è caduto.

Pietro



L'ultimo giorno dell'anno

Il 31.12.02 era l'ultimo giorno dell'anno 2002. Questa notte noi abbiamo
fatto un party a casa nostra. Sette persone sono venute a casa nostra, con noi
eravamo dieci persone. Alle 24 in punto c'erano gli spari fuori. Anche noi abbiamo
fatto gli spari. Ne abbiamo fatto tanti.
Noi abbiamo mangiato tanto, carne, pasta, pesce e il dolce. Io e mio
fratello siamo andati già alle 3:45 a letto. Mio padre è andato alle cinque o alle
sei a letto.

Pietro



Ragazzo Fortunato

Posso dire di essere un ragazzo fortunato.
Fino a Pasqua credevo che sarei stato bocciato x i brutti voti presi a scuola. Il
primo semestre non mi andò tanto bene. Sulla mia pagella ebbi tre "5", e questi
nelle materie che erano decisivi x il mio futuro, rischiavo di non essere
promosso. Così da quel giorno, dopo una brutta lite coi miei genitori, decisi
impegnarmi sul serio x la scuola, e non prendere tutto alla leggera. Iniziai ad
uscire di meno il weekend, per poter restare a casa a studiare. All'inizio era un
po' difficile, perché sono un tipo che esce ogni fine settimana per andarsi a
divertire, per gustare la gioventù, però dopo Pasqua mi ero gia abituato. Piano
piano il mio futuro si stabilì di nuovo sulla retta via, e i miei voti iniziarono
a salire. Nel tempo di 3 mesi girò la fortuna dalla parte mia. Migliorai, i miei
voti salirono al massimo. Dal 5 diventarono 3, a me sembrava un miracolo, per il
semplice motivo, che quando restai a casa non feci niente, mi guardai sempre dei
DVD, quindi posso chiamarmi anche ragazzo fortunato.

Lillo



Vita da collegio

C'era una volta una bambina che aveva 10 anni, si chiamava Anna e viveva in un
collegio, dove c'erano anche altri bambini della sua età, perché sua madre era
morta. Suo padre ancora era vivo, ma non poteva stare con lei perché era andato
in guerra. Suo padre doveva pagare ogni mese. La direttrice era molto severa, ma
non sempre.
Anna aveva il compleanno e festeggiò. Festeggiò con i suoi amici. Ma in quel
giorno accadde una cosa molto brutta. La direttrice ricevette visita da parte di
un amico del padre di Anna, che le disse che suo padre era morto e per questo non
poteva pagare più il soggiorno.
La direttrice lo disse ad Anna, che iniziò a piangere. La strega (ché così la
chiamavano anche) disse ad Anna che le doveva dare tutte le cose che possedeva,
anche la collana di sua madre che era l'unico suo ricordo. Le doveva dare tutte
le cose sue perché sennò non la poteva tenere. Anna doveva fare anche tutte le
cose che le diceva la strega. Doveva pulire per terra, doveva fare i capelli ai
suoi compagni e doveva andare a fare la spesa. La strega gli proibì di parlare
con i suoi compagni che ora non erano più i suoi compagni. Ma dopo 5 mesi Anna
rivide suo padre che non era morto come diceva la direttrice. Il padre prima non
la riconobbe, ma dopo lui andò da sua figlia e l' abbracciò. Lui chiamo la
polizia e la polizia la arrestò e le disse che doveva lavorare sulla strada. Così
Anna e suo padre se ne andarono in un posto dove vivevano insieme. E se non sono
morti vivono insieme ancora adesso.
Questa storia è tratta da un film che ho visto, ma non so più come era il titolo.

Loredana


Io su di me

Ciao mi chiamo Julian e ho dodici anni. Vado alla Werner von Siemens Realschule,
nella sesta classe. Venerdi devo avere la mia pagella. Le mie materie preferite
sono educazione fiscica e arte. Il mio compleanno e il quattro dicembre, e
compirò tredici anni. Quando io ho il compleano, posso avere tutto quello che
voglio. Il mio film preferitto e DER HERR DER RINGE 2. La mia canzone preferita e
LOSE YOURSELF la canzone attualmente di Eminem con la quale ha fatto un film da
poco tempo. I mio hobby è giocare a calcio.
Questo è tutto su di me.

Julian



Il mio risveglio

Per cominciare mi presento!
Il mio nome è Miriam, faccio sedici ad Aprile di cui tre ne ho vissuti qui in
Germania. È stato molto duro dover lasciare l Italia, la famiglia, gli amici, il
mio amore, un amore durato più di due anni. Per me è stato uno strappo, una
pugnalata diritta in mezzo al cuore. Non riuscivo a provare sentimenti, né verso
gli altri ne verso me stessa.
Mi sono sentita quasi morta, morta dentro. Non avevo voglia di parlare con
nessuno. Non parlavo quasi per niente orma.
I miei genitori ormai si erano abituati a questo mio silenzio. Il nostro
rapporto [figlia genitori] si basava solo su una convivenza: quattro persone che
per caso vivevano sotto uno stesso tetto!
Io pensavo sempre al mio amore rimasto in Italia. Piangevo tutte le notti dalla
nostalgia e ascoltando le canzoni romantiche benché tristi di Laura Pausini mi
sentivo solo peggio.
Un bel giorno però, decisi di chiamare il mio cosiddetto grande tesoro. Ero così
eccitata e contenta. Composi il numero, ma non mi rispose lui, mi rispose la mia
migliore amica!
Potete immaginarvi come e andata a finire.
Lei insieme a lui, lui insieme a me, io da sola a rodermi il fegato! Dopo un anno
dimenticai, anche se a fatica, tutto quanto. Iniziai una nuova vita!
A scuola conobbi un altro ragazzo molto dolce, molto simpatico, divertente, molto
carino, paziente e soprattutto pazzo di me. Ora sono già due anni che siamo
insieme. Ci amiamo come il primo giorno. Gli voglio un mondo di bene e mi manca
da morire quando sono a casa.
Con i miei genitori, ma soprattutto con mia madre è cambiato tutto. Io e lei
siamo come due sorelle, due amiche, due buone amiche. Ci confidiamo tutto e lei
mi copre sempre con papà, come per esempio: se voglio uscire con il mio ragazzo,
lei dice a mio padre che vado con la mia amica e sua madre da qualche parte.
Proprio un tesoro.
Ma come tutte le buone amiche anche noi qualche volta litighiamo. Sembriamo due
galline, ma poi non passa mezz'ora che ci chiediamo scusa a vicenda.
La mia vita è cambiata, cambiata in meglio.
A me piace sempre di più stare qui, ma soprattutto mi piace la mia vita!

By Miriam!



Vacanze a Capri

Salve mi chiamo Gennaro, e sono qui per raccontarvi le mie vacanze.
Come si sa Capri e' un' Isola con poche spiagge, dei ristoranti favolosi e con
molte belle ragazze.
E da qua inizia la mia sfortuna; una mattina andai in spiaggia.
E lì la vidi, si stava abbronzando sotto al sole, mi avvicinai e iniziai a
parlare con lei. Alla fine ci lasciammo con un appuntamento.
Dopo pranzo incontrai di nuovo una bella ragazza di nome Emanuela e le chiesi
anche un appuntamento per la sera dopo.
Qui sto da tre giorni e va tutto OK ma il peggio deve ancora arrivare.
Era ora di pranzo e Simona, la ragazza che avevo incontrato in spiaggia, mi
invitò a casa sua.
Andai molto volentieri ma non immaginavo ciò che mi aspettava.
Arrivai a casa di Simona, bussai alla porta e Emanuela mi aprì la porta.
Era presente pure Simona, e quando mi chiamarono tutte due ,,AMORE" iniziai solo a
correre, e corsi per il parco poi per la strada ma poi mi fermai e pensai che non
avrei potuto scappare sempre così. Allora presi un taxi per scappare, mi feci
portare fino all'aeroporto e andai a casa dalla mia fidanzata.

Mario



Dedicata a te

dimmi, xké ho bisogno di te
dimmi, xké sono qui a cercarti
dimmi
e ti vengo a cercare con la scusa di parlare
xké ho bisogno della tu a presenza x kapire meglio la mia essenza
dimmi xké la porta e chiusa
sto qui a d’aspettarti
non credevo che fosse difficile
x parlarti senza vederti
grido con la forza che ho e pregherò che mi sentirai
in ginocchio ti cercherò
fino a che mi sentirò stanca
ti pregheroooooooooo
di non abbandonarmi dalla tua vita
riprendi mi rialzami dalla terra
dalla terra della nostra vita
non scappare senza dir addio
e ance se non mi voi più
non mi perda
fidati di me ho sofferto anch’io
mi sembra che tutto sta x allontanarsi da me
ti prego ricordati di me
e in mente ti vengo a cercare con la scusa di parlare
senza disturbare
e ance se no mi voi non mi perderai
ma prima o poi ti ricorderai di me
in memoria bellissima in
memoria indimenticabile
quando rileggi quelle
mie lettere scritte da cuore
x un amico da more
non so x xké scrivo ma scrivo x te
spero che te la porti uguale
dove 6
nel profondo del mio cuore
sarà sempre spazio x il tuo cuore
ferriti da more sono senza rancore
nonostante cosa ce
nei batti del cuore la bocca parla d `amore
se non oggi ho domani
il futuro porterà i piani
senti al tuo cuore e ti porterà l’amore.

Scritta da Gilda x un amico Di cuore


San Valentino

Vi racconto il mio giorno di san Valentino: come sapete, san Valentino è stato
venerdì scorso, e io non avevo un fidanzato. Allora ero molto frustrata. A scuola
vedevo delle ragazze con i fiori e anche per le strade si vedevano degli
innamorati.
Quest'anno era la prima volta che non avevo uno, ma anche le mie amiche non lo
avevano. Dopo la scuola siamo andati, la mia famiglia e io, con le amiche di papà
a mangiare la pizza. Là non era tanto bello, perché la pizza non mi piaceva, era
troppo dura. Spensierata e triste mangiavo la pizza lo stesso. Tutti si sono
divertiti, invece io ero seduta silenziosa al mio posto. Finalmente siamo andati,
però quel giorno sembrava troppo lungo.
A casa volevo fare i compiti, ma non potevo, perché nel pensiero ero sempre in
Italia.
- Volete sapere perché in Italia? Allora ve lo dico! Perché in Italia ci sono le
ragazze più carine che esistono.
Poi, che choc, mia madre mi ha strappata dai sogni. Lei è venuta a dirmi che
quella sera saremmo andati a giocare a bigliardo, ma ero stufata, e non avevo
voglia d'andare. Ho più che altro voglia di uscire con le mie amiche, ma alla
fine siamo andati a giocare a bigliardo. Siamo andati a Rheisholz in una grande
sala piena di tavoli da bigliardo. Per nostra sfortuna erano tutti occupati.
Allora mi sono seduta ad un tavolo insieme con mia sorella e abbiamo giocato a
carte. Dopo mezz'ora si è liberato un tavolo e così ci siamo trasferiti di là.
Il primo giro toccava a mio padre e i suoi amici, dopo potevo giocare anch'io.
Giocavo assieme ad un ragazzo che si chiamava Ronnie, noi due contro sua madre ed
un'altra donna, ma il problema era che loro due non avevano mai giocato a
bigliardo. Interiormente ero arrabbiata ma si vedeva che ero pure innervosita,
però, nonostante tutto, ho giocato.
Mi chiedevo perché quel giorno non prendeva mai una fine. Alle ore 23,45 siamo
tornati a casa. Lì mi sono messa il pigiama, mi sono lavata, in poche parole mi
sono preparata per andare a letto. Poi nel mio letto ho visto il mio telefonino
che avevo lasciato a casa. Ho visto anche che avevo ricevuto un messaggio. Subito
l'ho letto e, per mia fortuna, era un messaggio dal mio migliore amico che vive
in Italia. Ero molto felice di aver ricevuto un messaggio.
Almeno lui mi ha pensato!

Stefania


Sono io, Giovanna

Ieri sono stata dalla mia amica che si chiama Alina e abbiamo giocato insieme al
computer, dopo abbiamo giocato con le barbie e abbiamo giocato con il suo
coniglio che è vero. Dopo è venuta la mamma a prendermi, ma io volevo giocare
ancora un po' al computer dalla mia amica, allora la mamma ha aspettato un po' e
mi ha fatto giocare.
Quando sono arrivata a casa abbiamo mangiato pane e formaggio e affettato. Poi ho
lavato i denti e dopo ho chiesto se potevamo guardare un po' il computer e ce
l'abbiamo fatto a dipingere e papà ha dipinto una scarpa.
Verso le nove a qualcosa sono andata a letto e ho letto un libro delle streghe.
Qualcuna faceva paura e qualche altra no.
Quando mi sono sveglia abbiamo fatto colazione e poi sono andata a scuola. A
scuola, nella pausa ho giocato con le mie amiche. Dopo un po' abbiamo giocato
qualcos'altro. Non dico tutti i giochi che abbiamo fatto. Ne dico solo uno "la
bottiglia di veleno". La prossima volta vi racconto come si gioca, così potete
giocare anche voi.

La vostra amica Giovanna


Risposta al racconto di GP. Ragazzi e ragazze

Cara GP io mi chiamo SM e ho 15 anni.
Anche io sono del tuo parere. Hai ragione che a volte i ragazzi o i fidanzati
sono troppo gelosi. Ma sai, a volte quando un ragazzo non tanto geloso potrebbe
anche darti fastidio. Immagina, se te avessi un ragazzo che si fidi completamente
di te.
Potrebbe essere una grazia. Si evitano inutili litigi, ma a volte ti senti
trascurata e anche un po' provocata. Mai che ti telefona e mai che si incavola
quando stai con un amico con cui hai una amicizia amorevole e quasi, quasi se ne
fotte.
Credimi, io parlo d'esperienza.
Avevo un ragazzo, tra l'altro italiano che mi voleva bene e io volevo bene a lui.
Lui si fidava completamente, ma si fidava in un modo strafottente. Quasi a
provocarmi. Fino alla fine ce l'ha fatto a provocarmi x bene e io l'ho tradito.
Ma ora non pensare che sono una ragazza che cambia ragazzo ogni settimana. Anzi
io credo di essere una delle ragazze più fedeli, ma anch'io sono un essere umano
e non sono né santa e né perfetta. E ho sbaglio, ho sbagliato a mettermi insieme
a quel ragazzo. Mi sono sentita trascurata anche se non era così. Ma come non
detto, nessuno è perfetto e non si può avere tutto nella vita.
Aspetto la tua risposta
Ciao

SM



I miei genitori

I miei genitori si chiamano Felicia e Nicola. Mio padre è nato a Teora (AV), il
04.12.1956, dove ha frequentato la quinta elementare, perché doveva lavorare.Poi
il 1977 è andato al militare, lui era gia fidanzato con mia madre.Lei è nata a
Senerchia (SA), il 18.05.1960, lei ha frequentato la terza media.Il 1979 si sono
sposati e sono andati in Germania (Düsseldorf) per lavorare, perché in Italia
non c´erano lavori.
Loro sono le persone più importanti nella mia vita. Senza i miei genitori non
posso vivere, perché quando noi figli abbiamo problemi, possiamo andare subito da
loro e questo mi piace.
Mio padre è una persona forte, allora, voglio dire con persona forte, che lui ha
un carattere forte, fa ridere tutti quanti ed è molto bravo. Mia madre invece è
sincera, quando ha qualcosa da dire che non le piace la dice in faccia.
Mio padre e mia madre si conoscono da quando sono andate insieme a scuola.Noi
siamo una famiglia forte, ci capiamo tutti quanti e ci vogliamo molto bene.
Io sono contenta che ho due genitori così come loro.Loro sono i migliore genitori
del mondo e sono sicura che non tutti hanno genitori che stanno bene o sono brave
come loro.
Mi dispiace per quelli che non hanno genitori. Molti hanno problemi con i loro
genitori e non possono parlare con loro.
Va bene, sono sincera, qualche volte litigo anche con mia madre, ma dopo un'ora
abbiamo fatto pace, perché non possiamo stare senza parlarci. Non lo so che cosa
dovrei fare senza i miei. Io la trovo una coppia perfetta, hanno formato una
famiglia grande, hanno lavorato e lavorano tanto per noi. Loro sono sempre
divertenti, ridono, scherzano con noi, anche se ci stanno problemi. Cercano di
darci sempre buoni consigli e di aiutarci a seguire la strade giusta!

Debora



Scrivo da sola, senza l’aiuto di nessuno

Caro Signor Tizza, si, le storie le scrivo da sola senza aiuto di mia madre o di qualsiasi
componente della mia famiglia, anzi mia mamma neanche lo sa che ho scritto.
Sa signor Tizza a me viene molto più facile scrivere qualcosa di me, che scrivere
qualcosa di inventato o che è accaduto a qualcuno di mia conoscenza.
Quando scrivo qualcosa di mio che è accaduto a me, mi viene molto più facile
esprimere cosa provavo e riesco meglio a risentire quel sentimento che provavo.
Mentre quando scrivo qualcosa che non mi è accaduto mi viene più difficile
esprimere i sentimenti.
A me personalmente piace o scrivere qualcosa di mio che è successo a me dove
posso esprimermi bene, oppure criticare e mi sa che per una giornalista la critica
è molto più importante.
Il mese scorso abbiamo fatto un progetto con la RP e dovevo scrivere articoli su
persone famose (più che altro criticare). In questo dischetto troverà le
traduzione, ma sono un po' cambiate.

Sonja



La storia di Eros e Vanessa

C'era un ragazzo che si chiamava Eros e veniva da Parma. Un'estate decise di fare
le ferie al sud, di preciso nella Basilicata a Metaponto Borgo. Lì incontrò una
ragazza di nome Vanessa, che veniva dal Canada ma suo padre era della Basilicata
e perciò avevano una casa a Metaponto.
Loro si misero insieme ma senza che i genitori sapessero niente, anche xchè il
padre di Vanessa conosceva il padre di Eros e sapeva che non era una famiglia
tanto affidabile, e cosi lo tennero nascosto x tutto il tempo.
Però, quando Vanessa se ne dovette andare in Canada, Eros rimase male anche xchè
lui non poteva telefonarle a casa, se no si scopriva che stavano insieme. E
perciò Eros doveva aspettare che telefonasse lei, ma Vanessa non si fece sentire
e allora lui stava sempre male.
I suoi amici cercavano di tirarlo su di morale, ma non ci riuscivano. Eros non
faceva altro che pensare a lei.
Un giorno Eros, un suo amico, la cugina di Vanessa e la sua amica stavano fuori.
L'amico di Eros e l'amica della cugina di Vanessa se ne andarono a fare una
passeggiata al mare e non tornarono + mentre Eros e la cugina di Vanessa,
Antonella, fecero una passeggiata al parco.
Antonella cercava di tirarlo su e un ci riusciva, ma ci riusciva troppo bene
tanto che Eros la baciò.
Antonella in quel momento non riuscì a pensare chiaro e si lasciò trascinare, ma
sapevano entrambi che non era giusto, ciononostante continuarono.
Quando Vanessa lo seppe si arrabbiò tanto che lascio Eros e lei ne soffri tanto
xchè lei era innamorata di Eros, ma tanto.
Con Antonella non ci parlò +. E cosi finì una storia d'amore strana ma anche
bella.

Sonja



La mia Scuola

La mia scuola si trova sulla Brinkmannstr. 16. È una scuola grande e con 900
ragazzi e 40 insegnanti.
La scuola e divisa da due parti, una nuova e una vecchia.
La mia classe è nuova, quella di mio fratello Christian è vecchia. Il cortile è
grandissimo e io gioco sempre a pallone.
La mia maestra si chiama signora Glade e il mio maestro si chiama signor Gressa.
Nella mia classe ci sono 30 bambini: 17 mascoli e 13 femmine.
Nella scuola c'è anche una mensa per mangiare le patate fritte, la carne e altre
cose buone.
Ogni piano ha il suo bagno, uno per i maschi e l'altro bagno per le femmine. Io
faccio i compiti nella scuola al doposcuola che si chiama wops.
È bello! A casa non fai niente.

Marco


Verona Feldbusch, donna di commercio?

Veramente. Verona Feldbusch vuole anche diventare una donna di commercio.
Ha iniziato da un successo piccolo ed ora è diventata famosissima in tutta la
Germania.
Tutto è iniziato con il divorzio tra lei e il famoso cantante tedesco DIETER
BOHLE.
Poi si sono aggiunti le interviste, la sua bellezza, i famosi spot pubblicitari,
i calendari di MAX e da non dimenticare il suo nuovo seno. Anche se lei è
abbastanza restia nel dare una risposta sincera, sappiamo tutti che lei non ècosi
naturale come dice di essere.
Poi fu anche invitata a dei programmi tedeschi famosi come la HARALD SCHMIDT
SHOW. Pian piano diventa famosa ed ora ha anche intenzioni di diventare una
famosa stilista e donna di commercio.
In più di 64 centri di KARSTADT vuole aprire il suo VERONA DREAMS - Shop con
biancheria intima, gioielli e costumi da bagno. Per non parlare dei piani che ha
già fatto per il prossimo anno. Il prossimo anno ha intenzione di pubblicizzare
anche un suo profumo. In un intervista con la RP a dichiarato che lei ha una
forte partner commerciale.

Sonja



Versace e … Britney?

La famosissima stilista Donatella Versace ha una nuova ispiratrice.
Si, Britney Spears è la nuova ispiratrice di Versace. E così una buona idea?
Magari il suo look da ragazzina può essere molto carino, ma non è di certo
adeguato x una Signora con gusto e classe. Versace fa vestiti che si devono
portare con orgoglio, i suoi indumenti devono essere portatiti con una coscienza
pulita e con eleganza. Certo non si dubita della sua bellezza. Ma la cosa a cui
molti viene il dubbio è se Britney abbia la capacità di portarli. Sicuramente se
li potrà comprare ma noi parliamo di eleganza e finezza, proprio quello che lei
non possiede. Avrà quella espressione da angolino ma dietro a quella "maschera"
si nasconde una persona vanitosa, asociale e puttanesca.
Come può cadere cosi in basso Versace?

Sonja



L'Italia e Charles

A quanto pare gli Italiani non sanno giocare a calcio, sono dei perdenti, dei
vanitosi e non sanno fare niente. Ma c'è qualcuno che la pensa diversamente. Il
principe Charles vuole trasferirsi in Italia. Ha comprato una casa di ca. 1,5 di
dollari in Toscana. Allora gli Italiani non sono mica così malvoluti. Un uomo
molto nobile si è comprato una casa in Italia. Xchè non se l'é comprata in
Germania o in Turchia o magari anche in Spagna?
La risposta è semplice: L'Italia è bella, nobile, elegante e fine.
Anche la sua ragazza Camilla dice che l'Italia è un bel paese e che tra non molto
vuole diventare italiana.
Allora l'Italia non è fatta solo da balbuzienti, ma di persone fini ed eleganti.
E non viene guardata con meraviglia solo da città meno nobili, ma anche da città
come Londra dove sono attenti alla puntualità, all'ordine ma soprattutto alla
finezza.
La magia del Paese Italiano incanta a tutti.


Sonja



Kylie Minoug

Già negli anni 80 Kylie Minoug era una grande cantante pop. All' inizio degli
anni 90 fece una pausa che durò parecchi anni. Nel 2001 ebbe un grande successo
con la sua canzone: "GET OUT OF MY HEAD", con la quale guadagnò molti soldi e
anche molta pubblicità. A quanto pare questo le ha dato alla testa. Sono usciti
degli articoli che dicevano che lei è diventata bulimica e perciò ha dovuto
sottomettersi a una terapia. Ora ci si può rendere conto cosa possono fare i
soldi e la celebrità.
X essere magre e avere una bella figura non ci si deve mettere x forza le diti
nella bocca.

Sonja



Il mio amico Max

Nella mia ci sono trenta bambini. Ho un amico a cui voglio tanto e bene tante
volte noi ci divertiamo facendo arrabbiare la maestra. Una volta io e Max abbiamo
fatto finta di prenderci a botte e invece la maestra se l'è presa con noi perché
non era giusto quello che facevamo.
Io voglio bene a Max, ma a volte mi fa arrabbiare. Io e Max siamo dei veri amici
e ne facciamo di tutti colori.
Max e io facciamo tante cose insieme, a volte andiamo anche in città e quando
vediamo una ragazza le fischiamo dietro. Le si gira e poi ci scambiamo i numeri.
Anche se ho una ragazza, non fa niente. È sempre bello fare nuove conoscenze.

Julian,



Matera

Matera si trova in Basilicata. Il punto più bello di Matera sono i Sassi di
Matera. I Sassi sono la vecchia Matera.
Sono praticamente Matera ca. 30 anni fa. Lì prima ci abitavano i nonni dei miei
nonni.
Ora però ai Sassi non ci abita quasi nessuno. È come la città vecchia che abbiamo
qui a Düsseldorf, solo molto più bella. È come quando sei in un piccolo paesino
dove ci sono tanti negozi e ristoranti. Matera non è solo bella per le cose da
vedere, ma anche per la gente. Matera è come Düsseldorf in piccolo, solo
all'italiana e anche un po' più fine e non cosi rozza. In ogni modo L'Italia in
se è molto bella anche se molti dicono che l'Italia è meno sociale.

Julian



Una serata con gli amici

Giulio ha trascorso le sue vacanze natalizie con la sua famiglia. Il primo giorno
di Natale ha festeggiato anche con i suoi genitori e i suoi fratelli e con tutti
i parenti, vale a dire nonna, nonno, zii, cugini, .
La giornata di Natale è per Giulio un giorno particolare, è uno dei giorni in cui
si riunisce tutta la famiglia e tutti parlano mangiano, giocano, si divertono, .
per lui questo è un giorno meraviglioso.
Il secondo giorno di Natale si decise di festeggiarlo soltanto coi cugini della
sua età. Sono andati insieme in pizzeria a mangiare e a bere qualcosa. Qui hanno
incontrato alcune delle loro vecchie conoscenze. Dopo una bella mangiata di
pizza, Marco, una delle vecchie conoscenze, si siede accanto a Giulio e gli dà da
parlare, però Giulio non si accorge che questo è il figlio del proprietario della
nuova discoteca all'angolo di casa sua, aperta prima di Natale. Marco
indirettamente invita lui e tutti i suoi cugini ad andare in discoteca a
mezzanotte.
Giulio e i suoi cugini accettano l'invito e vanno tutti insieme in questa
discoteca di nome "6 tu!" dove sta per accadere una cosa meravigliosa.
In questa discoteca, frequentata da molte persone, tra questi giovani, modelle,
imprenditori, ., il DJ Salva, che è molto amico di Marco, sente accanto a se la
voce di Giulio, così decide di farlo venire sul palco, per fargli cantare una
canzone, . Giulio tutto nervoso e timido ha provato ed è andata bene. Ha cantato
la canzone di Max Pezzali, "Se tornerai", fra il pubblico c'è anche
l'imprenditore dott. Cesare, che alcuni giorni dopo lo presenta a suo capo.
Alcuni mesi dopo esce il suo cd dal titolo "6 tu!", che dedica al suo amico
Marco, e alla discoteca.

Lillo



Il negozio nuovo

Domani io mi voglio alzare presto, perché proprio davanti la nostra casa ha
aperto un negozio. Prima c'era un negozio che si chiamava Brügge, ma hanno dovuto
chiuderlo. Io non lo so perché, ma penso perché l'affitto era troppo alto. Questo
negozio era molto bello, perché prima abbiamo giocato quasi davanti il negozio in
un grande campo a calcio. E quando uno aveva sete poteva andare al negozio a
comprasi una lattina di coca-cola, che costava solo 40 pfennig. Peró, come ho già
detto, Brügge ha chiuso.
Poi è successa un'altra cosa brutta, che sul campo dove giocavamo a calcio hanno
fatto una casa. Ora c'è un altro problema, che i pochi parcheggi che c'erano sono
diventati ancora di meno e, se una famiglia ha due macchine, non sa dove mettere
la seconda macchina. Ora per fortuna è entrato un altro negozio. Ha un nome che
non riesco a ricordare. Per questo domani devo mi devo alzare presto, perché il
negozio apre alle 7.00ore di mattina. Domani forse non prendo qualcosa da bere da
casa, ma me la compro al questo negozio con il mio amico che abita 10 passi da
me. E questo è vero, perché li ho contati.

Christopher



Le mie vacanze di Natale

Nelle vacanze di Natale non ho fatto tante cose. La sera abbiamo aperto i regali.
Ho festeggiato con la mia famiglia: mia madre e mio padre.
Sapevo già prima che cosa mi regalavano i miei genitori.
A mia madre ho comprato il profumo che si voleva comprare già un mese prima, ma
non ha comprato e quando l'ha visto era felice. A mio padre ho comprato un
binocolo e una bottiglia di Mariacron.
A me hanno regalato dei vestiti. Dopo avere aperto i regali abbiamo mangiato e
abbiamo guardato la tv.
Verso notte siamo andati a letto.
Per Natale volevamo invitare i miei zii. Mio zio non può venire perché è
allergico ai gatti e noi ne abbiamo uno.
Il primo giorno eravamo anche soli. Il giorno dopo abbiamo invitato l'altro mio
zio. Abbiamo mangiato assieme, abbiamo giocato a carte e ho vinto. Alle 16.00 é
andato via perché doveva andare a lavorare nella pizzeria di mio cugino.
Quel giorno ho telefonato alla mia ragazza che mi mancava così tanto nelle
vacanze e ora ci siamo lasciati fra due giorni. (Non si capisce)
Dopo è venuto il giorno di capodanno. A mezza notte siamo andati sulla strada e
abbiamo acceso i fuochi d'artificio.
Tutti gli altri giorni sono stato al computer e sono andato in internet oppure ho
giocato.
Così sono passate le mie vacanze di Natale.

Marcello


Tutta la mia vita

Adesso mi sembra di avere avuto una vita normale come tutte le altre persone. Ma se ci penso bene, non é proprio così.
Fino all`età di 3 anni ho vissuto qui a Düsseldorf, dove sono anche nata. Stavamo bene, come mi ha raccontato mia madre, ma mio padre non voleva stare in Germania, perché gli mancava tanto l`Italia, il suo paese. Così i miei genitori si sono decisi ad andare a provare a vivere in Italia. Lì, poi, abbiamo cominciato una vita tutta nuova e totalmente diversa. Mio padre ha cominciato a lavorare come muratore, ma dopo un pò di tempo questa ditta é fallita, così cominciò a fare il fruttivendolo ambulante. Mia madre non lavorava, anche perché abitavamo in un paese vicino Caltanissetta dove non ci sono molte possibilità di lavoro. Prima eravamo solo due bambini, ma quando sono nati mio fratello e mia sorella ed eravamo in quattro, non potevamo più andare avanti in quel modo. Ci mancavano dei soldi. Per i miei genitori é stato un tempo molto difficile e soffrivano molto, anche se io ero troppo piccola per capire certe cose. Sarei rimasta volentieri in Italia, ma oggi mi rendo conto, che i miei genitori hanno fatto bene a ritornare dopo 6 anni di nuovo in Germania.
Adesso il lavoro non manca a nessuno dei due e stiamo bene. Almeno in quei 6 anni ho avuto la grande opportunità di vedere com`é la vita in Sicilia e se ci penso bene preferisco vivere in Germania ed andare in Italia solo per vacanze e rivedere tutti i miei amici che non dimenticherò mai, anche se la lontananza fà male.

Anna Maria



Sono Loredana

Io mi chiamo Loredana e ho 13 anni, abito in Germania a Düsseldorf. I miei
genitori vengono dalla Italia. Mio padre viene da Pollina e mia madre di
Castelbuono.
Questi due paesini si trovano in Sicilia in provincia di Palermo. Io vado in
settima e mi piace molto qui in Germania. Mi piace anche in Italia, ma non vorrei
trasferirmi adesso in Italia perché ancora devo andare ha scuola. Io sono figlia
unica, purtroppo, ma ho una cugina che si chiamo Serena, che per me è come una
sorella e ci possiamo raccontare tutte le cose. Lei ha 16 anni. È brutto che lei
abita a mezz'ora di strada da dove abito io, ma non fa niente. Se io non ci posso
andare ci telefoniamo. Ho una stanza per conto mio, dove posso stare da sola
quando non mi sento tanto a mio agio. Mi piace molto ballare. Io sempre quando
sono o con mia cugina o con la mia migliore amica Anna ci mettiamo almeno per una
ora a ballare.

Loredana



Biologia

Oggi in biologia la maestra ci ha detto i voti che avremo sulla pagella.
- Iniziamo dal primo alunno!- ci aveva detto e io pensavo allora: - Il tempo ci
vuole fino a quando tocca a me. Sì, ci voleva pazienza in tutto siamo 33 alunni
ed io sono il 27°. Ma mi ero sbagliato. Quasi nessuno voleva sapere il voto che
aveva sulla pagella. Quando è toccato a me io le detto di sì e lei ha
incominciato a dirmi.
- Allora, compito in classe: 2- quaderno: 2- attenzione in classe: 2.
Allora sulla pagella ci sarà scritto 2 .-
Appena ho sentito che lei mi dava 2 io ero felice perché l'anno scorso avevo 3 ed
ora sono salito a 2. Poi alla fine dell'ora i miei amici erano andati dalla
maestra a sapere il loro voto perché prima non lo
volevano sapere perché erano tutti in classe e non volevano che gli altri si
mettessero a ridere.
Alla fine è finito che il mio Amico Kevin ha avuto un 4 ma potrebbe avere un 3,
il mio Amico Jan un 3 e io il più felice di loro due avevo preso 2.

Pietro



Casa tra gli alberi

C'era una volta una grandissima casa dentro una foresta, nella quale c'era giorno
e notte sempre il buio, perché gli alberi erano alti alti.
La casa era già vecchia e non ci abitava nessuno.
La gente raccontava che prima ci abitava una famiglia, ma il babbo di questa
famiglia aveva ammazzato sua moglie, i due bambini e dopo se stesso.
Da quel giorno c'erano solo gli spiriti di quella famiglia in quella casa e anche
per questo c'era sempre buio.
Un giorno era immigrata una giovane famiglia con un carovana in quella foresta da
un'altra città. Questa famiglia non sapeva nulla di questa storia d'orrore.
Lo stesso giorno volevano fare un passeggiata, ma si meravigliavano, perché di
giorno ci fosse quel buio, dunque si portavano ognuno una lampadina tascabile.
Arrivati davanti alla casa si meravigliavano del fatto che non ci abitasse
nessuno. Entrarono per vedere in quale condizione era e, mentre guardavano la
casa, sentivano voci. Loro seguivano le voci, perché pensavano che ci fosse
qualcuno in casa, ma era strano. Si fermarono davanti una porta che era chiusa,
perché lì sentivano più forte le voci. Il babbo aprì piano la porta ma non
vedevano nessuno. Sentivano però loro una voce che diceva:
"Liberateci! Aiuto!"
Il babbo rispose:
"Chi é ? Dove siete?", ma nessuno rispose.
La moglie dallo spavento si appoggiò al muro, quando si aprì una piccola porta.
Entrarono e videro tre scheletri e una luce chiara che volava fuori. Quando
questa luce arrivò fuori, diventò tutto chiaro, il cielo e la casa anche.
Dopo tutto questo erano sicuri di avere liberati degli spiriti.
Andarono in città per raccontare questa strana storia e così il sindaco raccontò
a loro la leggenda. E siccome erano tutti contenti che questa maledizione era
finalmente libera, hanno regalata a loro la casa.

Roberta



Natale e capodanno 2003

Le mie vacanze erano veramente divertenti. A Natale siamo stati a casa con mio
zio, abbiamo mangiato insieme e ricevuto i regali. Io ho ricevuto dei soldi,
pantaloni nuovi, degli orecchini, un anello e delle carte magiche.
A mezzanotte siamo andati in chiesa al centro italiano, perché non siamo mai
stati a quell'ora. La messa era bellissima. Dopo la messa abbiamo augurato a
tutti un buon Natale. E così è passato il Natale.
Gli ultimi tre giorni siamo partiti per Salem, vicino al lago di Costanza, dove
abita ora mia zia per vedere come è la sua nuova casa.
Quando siamo arrivati siamo rimasti con la bocca aperta, perché la casa é
grandissima.
Naturalmente abbiamo festeggiato capo d'anno insieme. C'erano anche le mie zie
della Sardegna. Abbiamo ballato, giocato a carte e mangiato veramente molto.
A mezzanotte ho mandato tre messaggi col cellulare e dopo sono andata fuori, per
vedere come sparano gli altri. C'erano dei bei giochi d'artificio. Alle due di
notte siamo andati a letto.
Il giorno tre siamo partiti di nuovo per Düsseldorf. Mentre mio padre guidava la
macchina, ho letto il libro che mi ha dato mia zia, dove c'era scritto come si
legge e si scrive.
Un'ora prima di strada prima di arrivare a Düsseldorf, abbiamo visto un
arcobaleno, perché aveva piovuto molto per tutto il viaggio. Dopo sette ore
siamo arrivati a casa, ma normalmente ci vogliono sei ore per arrivare da Salem a
Düsseldorf.

Roberta



La mia vita, solo confusione!

La mia vita inizia quando cominciai a capire, a capire gli altri, ma soprattutto
a capire me stessa. I miei pensieri mi apparivano estranei, ma mi ci abituai
subito perché mi piacevano. Mi sentivo libera ma anche prigioniera, prigioniera
di tutto quello che mi circondava, la mia familia,la scuola,i ragazzi!
Con i ragazzi si puó dire che non sempre abbia avuto fortuna, la maggior parte
delle volte erano solo grandi, ma grandi fregature. Per il momento ho solo
15anni, non posso ritenermi una esperta,ma sempre meglio di niente lo é.
I ragazzi mi occupano molto tempo, questo peró non significa che non mi impegni
con la scuola e nelle altre cose importanti. Dentro di me c`é una confusione
colossale che mi fa sentire sempre a disagio. Sinceramente non mi posso lamentare
poi cosí tanto, ho amici, tanti amici che mi aiutano in tutte le occasioni mi
piace avere la certezza e la sicurezza di saper contare su di loro e loro
naturalmente su di me. In un´amicizia questo é importantissimo, fondamentale.

Miriam


Una corsa pazza

Cinque gironi fa io e mio padre siamo andati con la macchina sull' autostrada
in direzione Baumberg a vedere una partita di calcio.
Eravamo quasi la l'unica macchina sull' autostrada e mio padre andava molto
veloce perchè la partita era già cominciata, poi con 260 km/h il motore
faceva molto rumore e no ho neanche sentito la musica che era accesa.
Dopo 6 km di autostrada veniva l'uscita per Baumberg, io pensavo già che era
troppo pericoloso per uscire alla curva con quella velocità, ma per mio
padre non c'era problema.
50 metri prima dell'uscita mio padre accendeva la freccia destra, io con la
paura che avevo mi sono incollato al sedile e mio padre guidava con una mano
allo sterzo e con l' altra cambiava le marce dalla sesta alla quarta.
Poi se ne accorto che era troppo difficile e troppo tardi a frenare normale,
allora mio padre ha spostato l'appoggia braccio per tirare il freno a mano.
Anche nella curva mio padre cambiava le marce e decellerava, io mi avevo gia
fatto il segno della croce ma mio padre era rimasto calmo.
Poi era venuta la situazione dove la macchina sgommava ma con molta fortuna
mio padre era riuscito a tenere la macchina sulla corsia.
Finalmente siamo arrivati allo stadio puntuali per l'inizio della partita.

Christian



La mia famiglia ed io.

La mia famiglia è composta da mia mamma, mio padre, mia sorella ed io.
Dato che mia sorella è il mio punto di riferimento principale, inizierò la descrizione da lei.
Lei si chiama Maria, ha vent´anni e studia a Firenze. Ha dei bellissimi capelli castani, leggermente mossi, degli occhi profondi e luminosi, davvero splendidi. Insomma una bellissima ragazza. Maria è generosa, ma non molto paziente. Ha sempre una soluzione giusta per ogni problema. Il nostro legame si è rafforzato da quando lei non abita più con noi.
Alla mamma, a papà e a me manca moltissimo. Maria è la preferita della mamma.
La mamma, il cui nome è Marisa, è molta bella, porta gli occhiali e ha dei capelli marrone chiari, con tanti ricci. Lavora come cassiera in un supermercato. Lei è molto premurosa con me. Sopratutto, da quando mia sorella non abita più con noi. La mia mamma si è sposata a venti anni con il mio papà il cui nome è Nicola.
Mio padre è un uomo attraente e timido. È ben curato e ha begli occhi penetranti e ingenui,
ma a volte anche rabbiosi. Il suo umore varia a giornate. Se lo si vuole fare ridere, ci vuole solo un comico. Il suo sguardo e la sua portata sono seria. Al primo impatto con lui sembra che sia un uomo scontroso e arrogante. Ma è solo un suo modo di presentarsi alla gente estranea. Ma sopratutto non gli piace fare vedere le sue emozioni di gioia, solo quelle di rabbia. Ma io lo lascio fare, dato che è il suo modo di esprimersi.
In generale il nostro legame è molto forte, dato che abbiamo vissuto 16 anni da soli in Germania, lontani dai nostri parenti, secondo me questa è stata un´esperienza che ha
rafforzato il nostro legame. Sono molto legata alla nonna materna, dato che ho vissuto i primi quattro anni di vita con lei e mio nonno, che è morto quando avevo quattro anni.
La mia nonna paterna è molto simpatica, purtroppo non ho potuto conoscere il mio nonno paterno, perchè è morto prima che i miei genitori si sposassero. Mi ritengo una ragazza fortunata, anche se a volte litigo con i miei genitori, non li cambierei con niente al mondo.
Sono molto orgogliosa di avere dei genitori che hanno avuto il coraggio di lasciare tutto per costruire un futuro migliore lontano da Montella per mia sorella e me.

Valentina



La famiglia di Concettina

Io mi chiamo Concettina e ho sette anni. Sono una bambina molto felice, una che ride sempre di tutto. Oggi è un giorno molto triste, piove, ma non c'è nulla che mi può mettere di mal umore. Sono seduta con mamma, con papà e con le mie sorelle Anna e Anastasia al nostro tavolo, stiamo mangiando il pollo con le patate al forno. Mmm!!!!!!!!, come sono buone. Improvvisamente mi è venuto il singhiozzo. Penso: forse qualcuno mi sta pensando, forse mia nonna in campagna.Vive con le vacche e i tori in campagna. L'anno prossimo la vado a trovare. Sono molto curiosa.
Anna sta mangiando solo le patate. Lei è vegetariana, ma Anastasia non si fa problemi di queste cose, lei mangia quello che li pare e piace. Lei è il contrario di Anna. Sono due tipi differenti, ma sono tutte due fantastiche. Mamma è molto bella e papà lo sa, perchè sempre quando andiamo in giro, papà si accorge che tanti uomini la guardano. Mamma si chiama Maria Grazia, ha i capelli neri e gli occhi verdi. Fantasici.
Quando lei va a lavorare si pitta sempre le labbra rossa. È un rosso molto fiammante, un rosso come il lecca-lecca, che ho visto nella vetrina del negozio la settimana scorsa. Papà è un uomo molto bello. Se io lo vedessi sulla strada in città gli fischierei dietro. Mamma e papà sono felici insieme. La settimana scorsa mamma ha pianto, perchè papà l'ha sgridata. Però mezz'ora dopo è ritornato con un mazzo di fiori. Erano rossi. Un rosso come le labbra della mamma. Mamma era molto contenta che avevano fatto pace. Stasera tutta la famiglia va da Rosa, mia zia, perché lei ha il compleanno. Sinceramente non ne ho voglia. Lei ci invita solo per il suo compleanno per prendere dei regali, però alle altre feste come natale o pasqua non ci pensa proprio. Devo dire la verità, noi non la pensiamo neanche.

Stefania



Il fine settimana con il mio papà

I miei genitori si sono divisi quando io avevo un anno e mezzo.
Io vivo da mia madre perché la legge voleva così, ma da mio padre vado ogni 14
giorni.
Vado il sabato la mattina e vengo la domenica di nuovo da mia madre.
Come ogni 14 giorni viene mio padre a prendermi. Suona verso le ore 11.00 e io
Subito mi preparo tutto e vado sotto.
Fino a che arriviamo sono le ore 11,30.
Le cose che ho portato le metto in un posto e poi andiamo in un bar che si chiama
bar 90.
Mio padre beve un caffè e io un succo di frutta.
Dopo mezz'ora ce ne andiamo da mia nonna.
Parliamo un po' ma poi ce ne andiamo a casa a mangiare.
Mio padre è cuoco in un ristorante che si chiama tutti frutti e cucina sempre
lui. Questa volta ha fatto le lasagne al forno e per dessert tiramisù che aveva
preparato già il giorno prima.
Dopo il mangiare andiamo a fare la spesa e compriamo Chips, bonbon, cioccolata e
le cosi che servono.
Quando abbiamo finito con la spesa andiamo alla videoteca e ci prendiamo un film
per la sera.
Quando arriviamo a casa si sono fatte già le 16.00.
Io e mio padre abbiamo un computer. Io mi metto a giocare e lui lavora con il
Computer.
Verso le 18.00 viene mia zia rimane un po' ma prima che se ne va ogni volta mi da
10 o 20 Euro.
Alle 21.00 andiamo a mangiare da McDonald´s. Io mi mangio ogni volta due panini e
mio padre tre e una grande Coca-Cola.
Quando andiamo a casa ci mettiamo un altro poco al computer e poi verso
mezzanotte ci guardiamo il film che abbiamo preso alla videoteca. Dopo il film
guardiamo un po' televisione certe volte fino alle quattro o fino alle cinque.
Poi andiamo a letto.
La domenica poi ci alziamo verso le 13.00 o certe volte alle 14.00. Poi facciamo
colazione e alle 17.00 pranziamo. Verso le 18.00 sono di nuovo a casa.

Fabio,



La mia cantante preferita italiana

La mia cantante preferita italiana si chiama Laura Pausini.
Laura Pausini mi piace perché canta delle canzoni che parlano d'amore e un po'
assomigliano a la mia vita, per quanto riguarda l'amore.
Quello che mi piace di più della Pausini è che non parla solo d'amore ma anche
della mamma che è morta. In una sua canzone parla proprio della mamma che le
manca e che se non fosse stato per lei non sarebbe arrivata al punto dove sta
adesso. In un'altra dice che le manca tantissimo, così tanto che vorrebbe morire
anche lei.
Nelle sue canzoni Laura Pausini esprime sempre quello che sente. È molto amata e
ha fatto tanti anni fa una tournée del mondo. Secondo me lei ha un cuore dolce
come il miele. Io personalmente non l'ho mai conosciuta ma spesso da alcune
canzoni si capisce che per la madre ha sofferto molto.
In tante altre canzoni parla delle amicizie e quando canta queste canzoni, tipo
consigli, ascolto bene il testo e mi sembra che vicino a me ci sia una amica che
mi dà consigli.
Laura Pausini è la mia cantante preferita proprio perché quando canta sento
un'amica vicino a me.

Sonja,



Con la classe in gelateria.

Oggi, 23 aprile, siamo stati con il corso d'italiano a una gelateria italiana
a Düsseldorf. Volevamo andare già tante volte, ma, come tutti sanno, il tempo in
Germania fa quasi sempre schifo.
Oggi, per fortuna, il sole si è fatto vedere per almeno due ore e abbiamo
deciso di andare con tutta la classe e l'insegnante alla gelateria italiana.
Dalla scuola, da dove siamo partiti alle quattro, ci volevano dieci minuti a
piedi fino alla gelateria.
Quando siamo arrivati, ognuno di noi si è seduto su un posto libero, dopo è
venuta la cameriera che era tedesca, ma sapeva parlare un po' l'italiano, ma
non molto bene. Siccome noi eravamo troppi e nessuno sapeva ancora cosa
scegliere, la cameriera è andata via.
Dopo che ho visto la lista dei gelati ho scelto quello al caffè, nel calice
c'era il gelato, il caffè freddo e panna. Il gusto era buonissimo.
Gli altri alunni della mia scuola hanno scelto altri tipi di gelati molto
normali come conoscono tutti.
Il sig. Tizza ha preso anche lui un gelato e per noi ha preso anche i
biscotti per mangiarli col gelato.
Nella gelateria siamo rimasti circa mezz'ora e dopo aver ringraziato il Sig.
Tizza per il gelato che ci ha offerto, siamo ritornati in classe e ognuno di
noi ha scritto qualcosa. Io negli ultimi dieci minuti ho letto al sig. Tizza
un brano dal libro italiano.

Christian



Pasqua

La prima settimana delle ferie sono stato da mia madre
Il maggior parte del tempo ero alla computer a giocare o guardavo televisione.
La mattina dovevo ogni giorno imparare inglese un'ora con mia madre e la sera lei
mi faceva un test con venti parole inglesi. Se avevo tre sbagli dovevo fare un
altro test.
La seconda settimana ero da mio padre. A Pasqua c'era tutta famiglia di mio
padre lì a mangiare da mia zia: mia nonna, mio nonno, mio zio, i miei cugini e io
con mio padre.
Per primo c'era un po' di pane e companaggio.
Per secondo c'erano lasagne che aveva fatto mio padre che è cuoco.
Per terzo c'era la cosa più buona, il tiramisù. Io ne ho mangiato due pezzi di
tiramisù.
Dopo tutto il mangiare siamo statti un altro poco lì e poi ce ne siamo andati
a casa.

Fabio


Il Cavallo bianco

C'era una volta un ragazzo di nome Luigi, ma, dato che aveva le orecchie a
sventola, lo chiamarono Dumbo. Lui aveva la passione dei cavalli, ma non ne
possedeva manco uno, però ogni fine settimana lui andava alla fattoria di un suo
amico che aveva quattro cavalli. Uno era nero e lo faceva correre e vinceva
sempre e così col tempo l'amico divenne ricco. L'altro invece era una femmina lei
era anche molto nera mentre gli altri due erano due piccoli puledri.
Un giorno la femmina partorì cosi da un giorno all'altro. Ma era strano quel
parto usci fuori quel piccolo cavallino come un pezzo di merda e la cosa più
strana era che il cavallo era bianco. E a lui non piaceva molto i cavalli
bianchi. Ecco perché lui teneva solo cavalli scuri! Così decise di regalarlo al
suo amico Luigi.
Luigi quel cavallo lo faceva crescere come un figlio e lo addestrò molto bene.
Quando il cavallo ebbe 2 anni decise di dargli un nome e lo chiamò Fulmine
Bianco.
Fulmine Bianco col tempo divenne molto veloce. Cosi Luigi lo portò alle gare.
Dopo Fulmine Bianco divenne il cavallino più veloce della mandria. Galoppava
letteralmente come un fulmine e faceva mangiare la polvere a tutti gli altri.
Un giorno lui ricevette un paio di ferri da cavallo di oro. Tutti erano invidiosi
di lui. Una cosa simile non si era mai vista ed era così bello.
Intanto lui era convinto che per Fulmine non c'era più bisogno di allenarsi dato
che era così veloce.
Col tempo pero gli altri cavalli lo trovarono molto antipatico. Ma lui non se ne
accorgeva fino a quando un giorno quando c'era la gara di mandria tutti lo
guardavano molto storto, allora lui pian piano rallentò e gli altri lo
sorpassarono. Ma dopo un certo punto pure loro rallentarono e arrivavano tutti
insieme al traguardo.
Nessuno sapeva che cosa era successo tranne Luigi, ma lui non voleva dire nulla
quando l'avevano intervistato. Chissà che cosa misteriosa era successo!!!!

Sonja



Una bella giornata a mare

Mio padre mi ha comprato un motore e una settimana dopo volevo andare a mare con
i miei amici e con i miei cugini tutti con i motori.
Abbiamo preparato da mangiare perché volevamo stare quasi tutto il giorno là. A
mezzogiorno siamo partiti.
Il mare non è lontano dal nostro paese. Ci vogliono solo 15 minuti da casa
nostra.
Quando abbiamo preso la strada per andare a mare abbiamo camminato forte con gli
motori e dopo un po' piano. La strada per andare a mare è bellissima. È tutta
liscia.
Ogni uno da noi aveva un motore. Sempre in due.
Quando Eramo arrivati siamo andati con i motori fina dentro la sabbia perché ci
parcheggiamo al parcheggio possono rubare o fanno altri cose. Dopo abbiamo messo
degli asciugamani e siamo andati dentro l'acqua.
Mio cugino ha portato anche il pallone e dopo abbiamo fatto una partita.
Io e i miei cugini contro i nostri amici.
Dopo quando abbiamo fatto un po' di pausa siamo andati di nuovo dentro l'acqua
per rinfrescarci un po'.
Non c'era tanta gente perché era un giovedì. Se fosse stato di domenica non ci si
sarebbe potuti mettere manco un piede. Dopo abbiamo mangiato la pasta che ha
fatto mia madre a casa.
Quando abbiamo finito di mangiare abbiamo giocato a palla al volo in acqua e ogni
tanto uscivamo per abbronzarci un po'.
Alle sette di sera siamo tornati a casa.

Marcel



I miei cugini in Germania e in Italia

Io vivo con la mia famiglia qui in Germania e quasi tutto il resto della nostra famiglia vive in Italia.
Mio padre dice anche:
-Perché non ce ne andiamo anche per sempre in Italia?
Io voglio finire la scuola qui e poi in Italia non c'è lavoro.
Io ho solo circa otto cugini che sono ancora qui in Germania, mentre tutti gli altri sono in Italia.
Di più di venti persone della nostra famiglia sono in Italia: mio nonno, i miei zie e anche i miei cugini.
Quando facciamo le vacanze in Italia vedo che le mie cugine stanno sempre a casa, invece le mie cugine qui in Germania vanno fuori con gli amici a mangiare un gelato o vanno al cinema o fanno altre cose.
In Italia non ho visto mai che i miei cugini vadano fuori con gli amici a mangiare una pizza insieme. Per esempio quando c'è mio zio o mia zia insieme è un'altra cosa.
Secondo me i miei amici che vivono qui hanno una vita più libera.

Marcel



I giovani in Italia

La gioventù in Italia è diversa di quella in Germania . Nel Sud molti ragazzi e molti giovani devono già iniziare a lavorare insieme al padre a raccogliere pomodori o cose del genere per guadagnare dei soldi. Invece qui in Germania il lavoro dei ragazzi sotto i 16 anni è vietato. Questo significa che quasi tutti i ragazzi tedeschi hanno la possibilità di finire la scuola, invece quelli italiani ,,no''. Poi, quando sono grandi, non hanno la possibilità di diventare un dottore o un avvocato perché gli mancano le materie. Al nord dell'Italia ci avviciniamo alla situazione in Germania. È quasi uguale. Io spero che fra un paio di anni questo cambierà e il sud farà un certo sviluppo perché è triste vedere ragazzi giovani lavorare . Io che vivo in Germania e sono stato tante volte in Italia conosco tutte e due le gioventù. Io trovo che in Italia si divertano di più,fanno più cavolate e hanno più libertà, per esempio: a cinque anni guidano la moto e fanno tante altre cose .
A me piace andare in vacanze in Italia, ma non vorrei vivere mai nel Sud.

Giuseppe



Nel sogno la macchina dei sogni

Nelle ultime settimane ho sognato spesso una macchina sportiva che era in vendita per un prezzo conveniente, pensate solamente 1,- €.
Quando raccontai a mia madre quel sogno strano, che avevo fatto tre notti di fila, lei mi prese per pazzo.
Non sapevo cosa fare. Avevo appena compiuto i miei 18 anni - e per mia fortuna avevo anche preso la patente. mi mancava soltanto una macchina. Quella dei miei sogni è una Cadillac rossa stile anni '80 con le ruote larghe e esageratamente bella, come la macchina che avevo visto nel sogno.
Poi un giorno per caso, trovai un giornale in camera mia, che non avevo mai visto in vita mia.
Me lo guardai, e dopo un paio di minuti arrivai all'ultima pagina e su questa paggina c'era un articolo su una macchina - era la macchina dei miei sogni e il prezzo era lo stesso.
Presi l'indirizzo e andai con mia madre da questa persona. L'offerta era vera anche se non ci potevo credere.

Lillo



Oggi a scuola

Oggi a scuola la prima ora avevamo tedesco. Già da una settimana abbiamo incominciato a leggere un libro che si intitola "Julie von den Wölfen" e ora siamo già a pagina 120.
Il libro parla di una bambina che si chiama Miyax ed a 13 anni che vive in Alaska. Già a questa età si doveva sposare, ma lei non voleva e per questo se ne va nella foresta a vivere con i lupi. All'inizio lei cerca di stare con i lupi, ma i lupi non la guardano, ma alla fine ci riesce.
Come finisca la storia non lo so.
Nella 2. ora abbiamo avuto Geografia e in questa ora abbiamo parlato delle macchine, da dove venivano, come si costruivano, etc. .Nella 3. ora avevamo sport e li noi abbiamo saltato con la corda.
Ma dopo un po' era più difficile perché due persone dovevano salta su una
corda.
Nella 4. ora avevamo religione e li noi dovevamo scrivere un test sui cattolici e gli evangelisti che non era molto difficile. Alla fine abbiamo coretto il testo
ed io avevo fatto 5 sbagli.
Nella 5a ora avevamo inglese. Quando il maestro è entrato abbiamo parlato di ieri perché un bambino m aveva buttato il compasso sulla schiena che poi mi era diventata rossa.
Alla fine noi avevamo matematica. Il maestro sotto il maglione aveva un dado d'acciaio e noi avevamo anche un dado ma non d'acciaio, bensì di cartone.
Con questi dadi noi facevamo la lezione.
Alla fine dell'ora sono andato a casa ho mangiato ed ora sono qui al corso di Italiano che scrivo che cosa ho fatto oggi a scuola.

Pietro



L'internet

Circa un anno fa abbiamo messo l'internet.
All'inizio pensavo io e anche i miei genitori:
Che cosa devo fare con questo internet?
È noi abbiamo pensato di non metterlo.
Fino a quando il mio maestro di italiano, il signor Tizza ha detto di
metterlo che non era male.
Il maestro Tizza mi ha detto e mi ha dato dei Tipps.
Per esempio che si può telefonare con il computer in Italia inviare e-mail e fare altre cose. Per me era una cosa molto interessante.
Dopo una settimana abbiamo messo internet.
Anche circa un anno fa faceva la mia madre la babysitter e la madre di questo bambino che veniva a portarlo anche a casa nostra, lavorava alla Microsoft alla Königsallee e mi ha detto che era una buona idea di metterci internet.
Lei è andata da Saturn a comprare il modem e i fili.
La sera è venuta la madre di questo bambino che teneva sempre mia madre e ha cominciato a installare i programmi, mentre io l'ho aiutata a mettere il filo.
Alle otto la signora ha finito di installare i programmi e poi mi ha fatto vedere come si fanno tante cose. Mi ha detto anche che quando ho problemi posso chiedere a lei.
Io ero felicissimo anche ora perché ora lo so che mettere internet era una buona idea.
Ora faccio i compiti con internet, primo dovevo scrivere i racconti (compiti) su un dischetto, mentre ora li scrivo direttamente con una e-Mail. Quando ho problemi o dei domande invio una e-Mail al mio maestro Tizza che mi dà subito la risposta.
O quando ho bisogno di una cosa per la scuola vado a cercare in internet.
Il maestro Tizza mi ha dato un indirizzo che si chiama webgiornale.de dove mando ogni venerdì un racconto che pubblicano ogni sabato. Questo mi piace molto. È una bella cosa vedere i suoi racconti su questo sito.

Marcel




Una brutta storia

Venerdì il 26.4.02 ho acceso la tv, per guardare il telegiornale su RTL. Improvvisamente dicono che a Erfurt in un ginnasio, un ragazzo di 19 anni aveva ucciso 17 persone. 12 maestri, un poliziotto , la segretaria, 2 scolari e se stesso.
Quando l'ho sentita questa brutta storia, ero veramente scioccata. Io non posso credere , che uno può uccidere tante persone. Quello che lo fa è per me alienato.
Lunedì, alla scuola abbiamo parlato di quello che possiamo fare contro la violenza e come noi scolari ci sentiamo.
Giovedì abbiamo scritto ognuno a scuola una lettera per la scuola a Erfurt. Nella lettera ho scritto che era molto scioccata e porgevo le mie condoglianze per le persone rimaste.
Anche che ora prego ogni sera per i morti.
Questa racconto mi viene un po' male, perché non è facile parlare di questa storia.
Non ero li quando è successo e spero di non essere mai in questa situazione. Spero che finisce nel tutto il mondo che non succede mai più. Però credo che questi che uccidono le persone vengono violento dalla tv. Alla tv fanno vedere troppa violenza. Lo devono abrogare o i genitori non lo devono fare vedere ai loro figli.
Non ho più parole, che cosa devo dire?
Spero che non succede mai più!!!

Roberta

Cara Roberta, credo che in tutto le scuole succedono dei fatterelli contro gli insegnanti e nessuno fa niente perché sono piccolezze.
Ormai ci siamo abituati al morto nell'incidente in autostrada e non fa più impressione a nessuno. Ne muoiono migliaia l'anno in silenzio. Se ne parla quando ne muoiono parecchi in un solo incidente perché è qualcosa di particolare.
Gli insegnanti che vogliono fare imparare qualcosa e non sono disposti a regalare i voti, sono da sempre quelli cattivi. Lo erano anche quando andavo a scuola io, ma non si arrivava a queste stragi. Non c'erano neanche quei piccoli fatterelli che rendono la vita difficile a noi insegnanti.
Nessun genitore andava a scuola a difendere il figlio perché arrivato a casa si era lamentato di un insegnate.
Nessuno di noi si andava a lamentare a casa perché c'era solo la probabilità che "prendeva il resto".
I ragazzi di oggi non sanno neanche che cosa significa prendere il resto.
Nel caso Erfurt sembra ancora peggio perché si intravede una totale indifferenza e assuefazione.
Se si sommano tutti quei fatterelli che avvengono contro la classe insegnante e soprattutto contro i cosiddetti "cattivi" si possono valutare le vere dimensioni del problema.
Oggi, soprattutto dopo Erfurt, tutti si sentono autorizzati a dire la propria.
Ognuno faccia il suo mestiere.
Solo permettendo a chi di mestiere di fare questo lavoro senza che gli si mettano i bastoni fra le ruote si può superare la situazione descritta anche dall'istituto PISA.

Un cordiale saluto

Il maestro Tizza




Il libro della giungla

C'era una volta un bimbo che si chiamava Moglie che aveva le figure di tutti gli
animali della giungla. Mogli viveva in un silo di persone a fianco della
giungla e fu cresciuto da un orso di nome Balu.
La tigre Sharcan era talmente monella che voleva ammazzare a Mogli .
La pantera Bagira saliva sempre sugli alberi e guardava, se si avvicinasse
la tigre, per proteggere gli altri della giungla.
L'orso Balu invece era il papà orso e gli insegnò il ballo della comodità e come
si aprono e si mangiano le banane in un modo differente .
Mogli era triste perché ci mancava Balu .Erano cosi vicini ma non potevano
stare insieme perché il papà della bambina che piaceva a Mogli proibiva di
passare il fiume. Era pericoloso a passare il fiume perché ci poteva essere
la tigre nascosta.





Una falsa amica

Di solito le + false sono le + dolci.
Mi spiego, quello che voglio dire che le persone più false sono sempre quelle
alle quali tieni di più o quelle alle quali vuoi più bene.
Quello che è successo a me è una cosa rivoltante.
E pensare che lei era la mia migliore amica!
Allora, per incominciare racconto il nostro primo incontro. Ci siamo incontrate
da mia "cugina". Dopo esserci conosciute meglio, decidemmo di rivederci. In
quelle giornate ci divertimmo tanto, ma soprattutto avevamo capito che tutte e
due odiavamo la mia cosiddetta "cugina".
Questo a me bastava e avanzava.
Passò un anno e tra di noi andava tutto a gonfie vele, fino a quando lei comincia
a dar buca a me per uscire con quella sottospecie di orangutango di mia cugina.
(Lei è davvero così pelosa!)
Non successe una volta, questa storia andò avanti mesi e mesi.
Un giorno però scoprii che lei era diciamo molto, ma molto attratta dal mio
ragazzo, nonostante al fatto che lei sedeva sopra al suo!
Poi ancora mi venne raccontato da fonti sicure che le i e mia "cugina" prendono
in giro mia madre, le sparlano dietro le spalle solo perché all'età di 35 anni
mia madre, rispetto alla loro è ancora in perfetta forma e è bella + di prima.
Da quel punto ho detto basta e gridandole in faccia le feci chiaramente capire
che, se non vuole botte, non deve azzardarsi a rivolgermi una parola. E, siccome
lei non sa che io so tutte queste cose, fa la parte della fintatonta!
Questa è una vera e propria sfacciatissima, stronzissima falsa amica.
Questo è tutto.

Miriam



Oggi a scuola

Oggi a scuola è stato bello.
Dalla prima alla quinta ora era normale come sempre, però nella sesta ora
potevamo uscire e invece sono rimasti quasi tutti là e abbiamo incominciato a
giocare a pallone. C'era pure mio cugino Fabio, perché lui viene pure nella mia
classe.
Io ho fatto tre goal in una volta, ma Fabio mi ha passato e poi ho tirato, ma poi
me l'ha tirata Christina, la mia amica che è un po' timida. Lei me l'ha tirato.
Dopo Christina me l'ha tirato. Tugba, la mia amica, ride per ongi cosa. Noi
abbiamo giocato tedeschi contro stranieri. C'erano più stranieri che tedeschi.
Hanno vinto gli stranieri 14 per noi e 11 per i tedeschi. Poi ha sonato e siamo
andati a casa e eravamo tutti rossi in faccia.

Verena



Una giornata di sole

Domenica era una bella giornata, una bella giornata di sole.
Già dal mattino si vedeva; non come le altre giornate, in cui il mattino era
talmente nuvoloso che faceva tristezza e il pomeriggio ti faceva aspettare che
spuntasse finalmente un po' di sole; anche un piccolo raggio di sole bastava per
portare quel sorriso estivo sul volto dei bambini e dei più grandi.
E questa giornata era una giornata di queste!
Appena alzato iniziai a chiamare alcuni amici per poter passare questa bella
domenica in compagnia.
Siccome quasi tutti avevano gia impegni, restai solo con il mio migliore amico ed
alcune sue amiche.
Decidemmo di passare la giornata facendo una bella passeggiata e poi di andare a
sederci per mangiare un gelato al Reno.
E cosi fu.
Il tempo sembrava che si fosse fermato, o più o meno che avesse imparato a
correre più lento del solito. Quelle alcune ore passate mi sembravano un
eternità, ma non nel senso negativo, anzi mi faceva anche molto piacere!
Ritornammo a casa alle nove, ma nel letto non prendevo sonno; pensavo sempre a
questa bella giornata.
Il giorno dopo ero convinto che il tempo fosse così, ma invece no, il tempo
inizio a diventare come sempre, pieno di pioggia e nuvole!

Lillo



Il campo d´allenamento

Nella prima settimana delle vacanze sono andato a Friburgo con il club di nuoto,
non per fare vacanza, ma per allenamento e siamo stati una settimana in un
albergo vicino allo stadio.
Alle 6.30 ci si doveva alzare per fare colazione. Dopo verso le 7.20 siamo
partiti per andare in piscina. La piscina era distante 4 minuti dall'albergo.
L'allenamento durava due ore: dalle 8 fino alle 10, poi dovevamo uscire, perché
venivano le altre squadre, ma in queste due ore abbiamo nuotato almeno 5.2 Km.
Poi si deve vedere come si poteva fare a sopportare la fame fino alle 12.00. In
questo lasso di tempo abbiamo giocato a basketball con le ragazze ,ma questo era
il più grande sbaglio che abbiamo fatto, perché le ragazze non giocavano normale,
giocavano come mucche pazze.
Ogni volta, quando avevi la palla, ti graffiavano e ti davano pugni per prendere
la palla. Così passava il tempo fino al pranzo.
Dopo il pranzo abbiamo preso i costumi per andare all'allenamento. E come la
mattina altre due ore. La sera in albergo abbiamo giocato a volleyball con un
altro gruppo che c'era là.
Così abbiamo trascorso sette giorni, da sabato fino sabato. Il giorno della
partenza ho telefonato a casa per dire a che ora arrivavamo. E questo è tutto.

Christopher



La mia carriera sportiva, prima e oggi

L'atletica leggera è una passione per me. Perché? Per dire la verità non lo so.
Non so spiegare cosa sento mentre corro contro il tempo e l'ambizione mi
costringe ad allenarmi sempre di più.
Quando avevo tre anni ho cominciato con il balletto, però già a tre anni sentivo
ogni minuto l'impulso di correre come Speedy Gonzales e nessuno mi poteva
fermare. Invece di camminare dietro i miei genitori come una brava bambina, erano
sempre loro a correre dietro di me.
Al balletto ho trascorso solo tre anni. La nostra maestra ci ha lasciati perché
non poteva più pagare l'affitto delle stanze e perché aveva in mente di aprire
una nuova scuola a Bonn.
Avevo sempre un gran divertimento al balletto ed ero molto triste quando lei ci
ha lasciati. A dire la verità, mi sono sentita delusa, ma per fortuna andavo
ancora al nuoto che era il mio secondo sport preferito a quei tempi. Due volte la
settimana andavo al balletto e una volta al nuoto in una società sportiva. Poco
dopo però mi è passata la voglia di continuare. I bambini nel mio gruppo mi sono
diventati antipatici e i miei maestri mi facevano venire il vomito. Allora mia
madre non poteva fare nient'altro che di farmi uscire da questo gruppo e dopo
dalla società.
Un giorno poi la mia migliore amica mi ha chiesto di accompagnarla a cavalcare.
Lei lo faceva già da dieci anni con molto entusiasmo e pensava che il suo hobby
preferito sarebbe potuto anche diventare il mio. E ..ce l'ha fatta con successo.
Mi sono fatta iscrivere alla scuderia e poco dopo ero socia, come la mia migliore
amica.
Durante questo periodo ero veramente una fanatica dei cavalli e del cavalcare.
Anche se non avevo lezioni di equitazione, accompagnavo ogni volta la mia amica
solo per stare vicino ai miei cavallucci. Però anche cavalcare non mi dava
soddisfazione.
Pochi mesi dopo che avevo cominciato non mi piaceva più per niente e mia madre
aveva comprato tutti i costosi arnesi inutilmente.
All'età di otto anni sono arrivata finalmente all'atletica leggera, grazie al mio
padrino e ai miei genitori. Mio padrino era detentore di una gelateria, dove
andavamo spesso a mangiare un gelato e per visitare mia zia e mio zio.
Contemporaneamente faceva il direttore delle squadre giovanile del calcio nella
società del D.S.C. 99.
Poi, un giorno, mio padrino chiese ai miei genitori di portarmi dalla allenatrice
dell' atletica leggera, Claudia. Lui avrebbe organizzato un allenamento di prova
e, se mi fosse piaciuto, mi avrebbe aiutato ad entrare in quel gruppo di
allenamento.
In quel momento, in cui i miei genitori gli davano il loro consenso, il mio
futuro era fissato. Con questo consenso mi colpì un raggio di luce abbagliante,
buttato da due angioletti nudi che assomigliavano a due bambini con riccioli di
un biondo dorato, che cantavano canzoncine celestiale. Però solo per un secondo.
Così capitò che poco tempo dopo mi trovavo puntuale e preparata sul campo del
D.S.C. 99, per cominciare il mio "esame d'ammissione". Mi ricordo molto bene
quanto mi sono divertita quel giorno e alla fine ero contentissima, perché
l'allenatrice aveva detto che avevo un gran talento.
Allora cominciò mia carriera dell'atletica leggera nel D.S.C. 99, che significa
Düsseldorfer SportClub (18)99. L'allenamento da Claudia era sempre molto
divertente non solo per gli amici che ho trovato in quel gruppo, ma anche perché
sono diventata presto una delle migliori atlete della società. Per questo Claudia
decise di farmi partecipare alle gare.
Anche se mia concorrenza era enorme ce l'ho fatta a farmi un nome. Vincevo una
medaglia dopo l'altra. Dopo tre anni cambi l'allenatore per andare avanti, anche
se non era facile. E ancora oggi mi trovo con lo stesso allenatore. Lui è uno dei
migliori e alcuni atleti famosi venivano allenati da lui. Ciò nondimeno il
passaggio mi è costato un adattamento totale. L'allenamento è molto più pesante e
le aspettative sono grandi.
Comunque il successo non è mancato. Tutti gli sforzi sono valsi la pena. E anche
con tutti quei successi cresceva anche il gruppo e noi diventammo molti di più.
Adesso siamo in venti, il che significa che ne sono arrivati dodici nuovi. Così
il divertimento non manca.
Delle mie attuali prestazioni non vi posso dire niente di lieto, perché l'anno
scorso mi sono presa molte malattie e molte lesioni. O è meglio che dico: "Molte
malattie e molte lesioni mi hanno assalita". Questo è molto duro, però per l'anno
prossimo vedo di nuovo luce verde.
Anche nel prossimo futuro voglio continuare con l'atletica leggera e forse un
giorno riuscirò a partecipare ai giochi olimpici!!! ;-D

A.R.



Lo sport

Ogni lunedi mattina, alle otto abbiamo sport. Per alcuni è ancora molto presto e
arrivano sempre tardi, ma io non arrivo mai tardi perché ho una buona sveglia e
uso il mio stereo.
La sera metto un bel CD e mi sveglio la mattina con una bella musica e così mi
sento bene.
Forse alcuni ragazzi e ragazze non vengono o arrivano tardi, perché lo sport che
facciamo noi a scuola non è per nulla divertente, attualmente con la maestra
signora Preston.
Lei é una brava maestra (simpatica), ma lei non è una maestra di sport.
Prima avevamo una maestra che si chiamava signora Lange. Lei era perfetta. Si
dice che nessuno è perfetto, ma lei sapeva insegnare veramente bene lo sport.
Con la maestra Preston giochiamo dentro la Sporthalle Hockey oppure facciamo il
lancio del peso.
È tutto bello quando giochiamo, ma quando dà il voto, non mi piace più, perché
devo dire che lei non ci dice come si deve fare l'esercizio e neanche ce lo fa
vedere. Quando giochiamo a Basket è anche un bello esempio: la signora Preston
dice fate un Korpleger e le ragazze la guardano in faccia e non sanno che cosa è.
Quando si litigano due, non dice niente e se ne sta a guardare.
Invece, come già detto, con la maestra Lange era tutto diverso. Una settimana si
giocava e l'altra settimana si faceva il Zirkeltraining e lei diceva come si
faceva.
A giugno abbiamo la Sportfest e andiamo al Poststadion.
Volevamo già andare lo scorso lunedì, ma non ci siamo andati perché la maestra
non c'era e avevamo supplenza.
Abbiamo già detto alla direttrice e io penso che lei non creda che lo sport con
la signora Preston non fa venire per niente voglia.
Speriamo che l'anno prossimo abbiamo un'altra maestra e così, dopo che lo sport
fa più voglia, non arriva più nessuno tardi.

Marcel


Che fortuna

Una ragazza che si chiamava Angelina, andava in settima classe e viveva con i
suoi genitori a Roma.
Normalmente ogni giorno lei aveva scuola dalle 8.00 fine le 13.00, solo il
martedì sport la settima e ottava ora.
Un martedì che aveva sport si è innamorata del suo maestro. Dovevano giocare
"prendi la volpe", allora toccava al maestro, perché giocava anche lui. Così lui
prendeva a Angelina, ma lui lei ha toccato il sedere. Per fortuna nessun altro lo
aveva visto! E così dopo lo sport qualcosa era diventata chiara per Angelina. A
lei era piaciuto, che il suo maestro aveva preso a lei al sedere, ma non sapeva
se lo aveva fatto apposta o se era stato uno sbaglio. Solo una cosa sapeva lei,
che si era innamorata di lui.
Per mesi lui la guardava durante le lezioni, qualche volte rideva o la osservava.
E così era passato già un anno e mezzo.
Quando lei era in nona, era partita con sua classe gita scolastica.
In settima classe il suo maestro di sport non era ancora suo maestro di classe,
ma dalla ottava in poi sì.
Sono partiti insieme con la barca a vela sul mare Mediterraneo. Sono partiti
direttamente il primo giorno a Milano. Il secondo giorno era anche
bellissimo, perché avevano un bel tempo e potevano andare sulla barca, dentro la
sauna. Però dopo il terzo giorno era un giorno importante e bellissimo per
Angelina. Il terzo giorno potevano nuotare nel mare, c'era troppo caldo. La sera
si era preparata per andare a letto. Alle ore 22.00
lei era uscita fuori per prendersi un poco di aria, perché non poteva dormire.
Improvvisamente era venuto il suo maestro e le domandava a lei che faceva lì
fuori da sola. E lei aveva detto perché. E dopo che si sono seduti sulla sedia a
dondolo. Lui la baciò sulla bocca. Finalmente Angelina poteva dire che si
era innamorata di lui e lui diceva che si era innamorato anche di lei.
Tutti e due si guardavano insieme anche le stelle.
Il problema era solo che i maestri non posso stare insieme con gli scolari: è
vietato. Ma tutti e due sentivano solo il loro cuore e non gli importava di
niente.
Dopo la gita si erano incontrati di nascosto un paio di volte. Fino a quando
Angelina aveva venti anni, dopo era promesso, perché era già maggiorenne. E cosi
erano maritati dopo due anni senso che nessun altro sapesse che erano già da
molti anni insieme. E così vissero felici e contenti fino alla loro morte.


Roberta,



Le mie vacanze in Italia

Le miei vacanze in Italia erano molto belle.
Mi sono divertita molto. Tutte le sere dove siamo stati noi c'erano feste,
ma la cosa più bella in Italia è per me il mare, il sole e la spiaggia.
Sono stata quattro settimane lì. Siamo stati dalla mia nonna.
É bello quando tutta la famiglia è insieme.
Faceva molto caldo. Erano le più belle settimane nelle mie ferie.
Che peccato che abbiamo solamente sei settimane di ferie. In Italia hanno 3 mesi
di ferie!
Come sarebbe bello se ci fossero anche da noi tre mesi di ferie! Che bello tre
mesi in Italia!
Per me non è la cosa più bella del mondo, ma l'Italia mi piace tantissimo.
Sono stata anche a Londra. Non ho visto mai una città così meravigliosa e
bellissima come Londra. Quando sono stata lì, l'anno scorso, in maggio con la mia
classe per due giorni mi sono divertita molto. Erano le più bei giorni della mia
vita. Londra è la capitale dell'Inghilterra e Roma è la capitale dell'Italia. Ma
mi piace più Londra che Roma. Anche se Roma è in Italia.
Ero molto scontenta quando ce ne siamo andati di nuovo in Germania. Le ferie
erano finite e era tempo di andarsene via. Non volevo andare, ma due giorni dopo
incominciava la scuola e il lavoro. La Germania non mi piace tanto, non lo so
perché, ma sono sicura che è come sono le persone qui. Non sono come in Italia,
sono più serie. Non ho visto molto della Germania, per questo non posso dire che
è brutta.
I miei genitori sono venuti in Germania, perché non c'erano lavori in Italia. Un
giorno ho domandato a mia madre e a mio padre perché non andiamo per sempre in
Italia, dove abita quasi tutta la nostra famiglia, ma i miei genitori hanno detto
che adesso è qui la nostra vita dove abitiamo e viviamo. Qui abbiamo comprato la
nostra casa e qui ci sono i nostri amici. Ero ancora piccola quando gli ho
domandato, ma oggi ho capito perché non siamo ritornati per sempre in Italia. E
sono molto contenta che i miei genitori hanno deciso così, perché cambiare vita e
ricominciare tutto daccapo è molto difficile. Ma prima non capivo ancora che
significa cambiare vita è città.

Domenica


La primavera

Fra 14 giorni inizia la primavera e cosi finalmente forse
iniziano le belle giornate di sole non troppo calde ma belle da
potere andare a passeggiare con il mio cane Max. Anche i miei sono contenti quando non piove e fa freddo perché Max non si sporca tanto e mia madre ha meno lavoro con il cane. La primavera è molto bella specialmente quando i prati sono tutti belli verdi e primi fiori sbocciano. Al mattino si sentono già gli uccelli che cantano e a volte mi sveglio già con il loro canto. Le giornate sono piú lunghe e la sera diventa tardi buio. Le persone sono anche di buon umore quando le giornate sono belle mentre quando piove e fa freddo sono piú aggressive e vanno subito in tilt.
Io mi diverto tantissimo quando c´é bel tempo perché ogni minuto che sono libero vado a giocare con i miei amici al campetto vicino casa mia e quando fa caldissimo andiamo a Unterbache See un lago vicino casa mia a fare un bagno all´aperto. Ora non mi resta che aspettare che il tempo si aggiusta cosi mi posso divertire tantissimo.
Mi chiamo Giuseppe, ho 13 anni e frequento il corso d´italiano dal maestro Tizza


Una giornata dolorante

Sembrava una giornata normale come tutte le altre.
Come sempre, a scuola, durante la pausa, ero con i miei amici fino a quando non è
successo quel fatto!
Se avete voglia di sapere, mettetevi comodi e leggete attentamente!
Come dicevo ero in pausa a scuola che chiacchieravo con i miei amici (di sicuro
non sulla scuola, questo è certo), fino a quando non mi sono vista arrivare il
mio ex che però non è venuto verso di me, ma si è diretto verso il mio migliore
amico Alex. Ci si puó immaginare il motivo della sua visitina tra noi!
Quel poveretto di Alex subito dopo è caduto a terra con il naso sanguinante per
via del pugno micidiale che quel brutto disgraziato di Manuel (il mio ex) gli
aveva tirato!
Io mi sono precipitata da Alex per aiutarlo, ma poi Manuel mi ha acchiappata per
le braccia, mi ha rialzata da terra e io per cercare di liberarmi, gli ho tirato
una ginocchiata nella parte bassa del corpo maschile! Questo deve aver fatto
male!!!
Comunque poi lui si è arrabbiato e mi ha tirato in ceffone diretto in faccia
spaccandomi il labbro.
Però i miei amici mi hanno subito vendicata.
Insomma alla fine Manuel se ne è tornato a casa con il naso rotto e il labbro
spaccato!!
Ecco questa è la mia storia !!
Spero che vi sia piaciuta perché a Manuel non credo proprio!!!!


Miriam!



La nostra padrona di casa

Noi abitiamo già da sei anni sopra una filiale del PLUS. In questa casa c'è una
parte vecchia e una parte nuova. Se voglio andare nella parte vecchia vado a
sinistra e per la parte nuova si prendono delle scale.
Noi abbiamo abitato anche nella parte vecchia, ma poi ci siamo trasferiti nella
parte nuova. Noi abbiamo un bell'appartamento.
I miei genitori hanno chiesto già alla padrona se ce lo vende questo
appartamento, ma lei ha detto di no.
Io ho una stanza per me e i miei genitori anche. Abbiamo un bel balcone dove ci
sediamo fuori in estate.
Mia zia e mio zio e i miei cugini abitano anche nella stessa casa.
In questa casa ci sono 4 piani. Al quarto abitano i miei parenti, mentre noi
abitiamo nel secondo piano.
Al terzo piano non so chi ci abita, solo che fanno sempre casino facendo festa
fino a tardi. L'altro giorno i figli andavano con i pattini nell'appartamento.
Nella nostra casa abbiamo anche un ascensore.
I figli dei signori del terzo piano giocano sempre con l'ascensore e lo rompano.
Noi siamo già andati cento o mille volte e l'abbiamo detto alla padrona di casa,
ma lei dice sempre che non sa che cosa fare. Quando lo diciamo che cosa fanno lo
dice sempre lo stessa cosa.
I figli di questa famiglia casinista sputano dentro l'ascensore e poi si po'
anche sporcare i vestiti che uno ha messo.
Questa è una famiglia non so come dire: il marito non lavora, la madre manco, i
suoi figli vanno già di mattina alle sette fuori per andare a scuola che comincia
alle otto. I genitori non si interessano dei figli e loro fanno che cosa
vogliono.
La padrona non dice mai niente. Lei si interessa solo dei soldi.

Marcel



Il mio uomo preferito

Il mio uomo preferito deve essere molto carino. Deve avere i capelli biondi e gli occhi celesti come il mare. Non deve essere molto grande. Mi deve amare molto e mi deve dire ogni tanto che mi ama. Quando io ho bisogno di lui, lui deve essere lì. Non deve comandarmi. Lui deve essere un po' ricco, così noi ci possiamo comprare una grandissima casa con il giardino. Lui deve avere un corpo molto stabile, cosi lui mi può abbracciare mentre io dormo. Dobbiamo andare insieme in ferie. In Tailandia, noi due da soli sotto le palme, vicino al mare e il sole caldo. Lui deve essere fedele e onesto. Il suo cuore deve ridere, quando lui mi guarda.
Ma questo è solo un sogno.


Roberta.


Lo scroscio delle onde

C'è il sole.
Apro gli occhi.
Cos'è successo?
Mi siedo.
I miei panni sono strappati. Allo mia maglia ci manca una manica. L'altra è
piena di sangue. Il braccio mi fa male.
Mi provo ad alzarmi, ma non è tanto facile. Facio un paio di passi. Troppo
faticoso.
Come sono venuta qui?
Cosa ci faccio?
Lentamente rivengono le memorie.
Volevo andare con mia amica in Grecia. Siamo saliti sull'aereo e parlavamo,
che cosa facevamo le prossime due settimane. In quel momento abbiamo sentito
un'esplosione. Ci guardavamo impaurite. Noi precipitiamo! Un momento dopo mi
trovavo già nell'acqua. In qualche modo ce l'ho fatta a liberarmi dall'aereo e
sono nuotata fino alla costa. Dopo devo essere svenuta.
Ma adesso, che devo fare? Mi serve qualche aiuto. Può essere, che nessuno
vive qui?
Mi provo un'altra volta da alzare. Con tutta la forza provo a camminare.
Vedo solo sabbia, alberi ed il mare.
Fa caldo da morire.
Stanca mi siedo sotto un albero. Ho fame. Vicino a me ci sta un albero con le
bacche. Ne prendo una. Non è male. Ne prendo un'altra.
Deve essere pomeriggio. Fra poco si farà notte. In queste condizione non
posso sopravvivere la notte.
Penso alla mia amica. Vive ancora? Ci rivedremo qualche volta?
Lo spero... .

Claudia



La ragazza molto triste

Una ragazza di 14 anni, che si chiamava Laura era sempre contenta. Lei a scuola si comprendeva moto bene con le sue compagne. Ma un giorno lei si sentiva sola e un'altra ragazza che si chiamava Jessica, anche. Allora le due ragazze diventarono veramente buone amiche. Hanno anche scritto un libro, dove hanno scritto le cose loro private.
Dopo qualche mese Jessica cominciò a parlare male di Laura e diceva bugie alle altre ragazze della sua classe. Così Laura non voleva piú essere la sua amica.
Laura chiese a Jessica, se poteva ricevere il libro dei amici, perché era stata lei che l'aveva comprato. Jessica non voleva e così ha fatto una copia del libro e lo ha dato a Laura. Il motivo vero di Jessica era però, che voleva fare male a Laura, perché nel libro c'erano scritte cose molte privati. Questa maldestra Jessica li raccontava tutte queste cose private alle altre ragazze. Queste ragazze ridevano anche sempre con Jessica di Laura.
Un giorno una ragazza durante la lezione di sport senso motivo cominciò a dare calci a Laura con il pallone.
Dopo lo sport Laura andò piangendo a casa. La madre era preoccupata quando Laura arrivò a casa. Così Laura raccontò tutta la storia alla madre. Quando la madre ebbe sentito questo, telefonò subito al maestro di Laura e raccontò tutta la storia.
Il maestro, il giorno dopo, volle che Laura gli raccontasse la storia e ne discussero anche con gli altri.
Jessica e gli altri capirono che avevano sbagliato e si scusarono.
Laura accettò le scuse, ma non voleva più essere la loro amica.
E cosi si cercò nuovi amici. Questi nuovi amici si chiamavano Karoline, Beate, Maria e Rosalba. Questa amicizia andava molto bene, ma dopo sei mesi è successa un'altra cosa. Karoline si è ammalata. Laura diceva a Rosalba:
" Speriamo che Karoline sia a casa, sennò noi ci ammaliamo anche." Allora che cosa fece Rosalba? Lei andò a raccontarlo a Karoline.
Il giorno dopo Karoline disse a Laura che era arrabbiata. Laura le disse che non l'avevo detto per male, ma lei era arrabbiata lo stesso. E chi aveva la colpa? Rosalba.
Laura sapeva, perché Rosalba aveva fatto questo, era gelosa. Così era finita anche questa amicizia.
La povera Laura non aveva fatto mai niente agli altri e avevano dato sempre la colpa a lei.

Roberta,



Paura

Ho paura persino a raccontare questa storia ! Si tratta di sogni, di speranze e
di delusioni di un brutto sogno, ma soprattutto di paura.
Inizia la storia! Transilvania - Romania (Europa)
Era una notte buia e maleodorante anche perché lì vicino si trovava una delle più
grandi discariche d'Europa. Come sempre i cittadini sono tranquillamente
terrorizzati nelle loro case. Il motivo del loro tremolio era una leggenda. Non
una leggenda qualunque, ma la leggenda di "Dracula (Il succhiapomodori)"
Si chiamava così perché le sue vittime erano le povere piantine di pomodori e,
siccome in Transilvania vivono soltanto contadini, la paura era ormai diffusa.
I contadini disperati gli offrivano le loro figlie, le loro mogli affinché lui
potesse lasciare nascere le povere pianticelle in pace, ma Dracula non accettò
per un semplice motivo, le figlie dei contadini erano tute delle brutte scofe,
per non parlare delle mogli! Comunque in quella notte Dracula, passò come sempre
per i campi di pomodoro e al suo passaggio si potevano vedere i resti di quelle
piccole ed indifese creaturine sbranate senza alcun rispetto da quel maledetto
succhiapomodori che non era altro.
Ma quella notte non era come tutte le altre. Non vi ho detto che era una notte
buia, ma proprio buia!
Infatti Dracula non vedendoci per niente, inciampò su un ramo a terra e sbatté il
muso su un altro ramo più grande mordendosi la lingua co i suoi denti aguzzi e
perdendo il senso del gusto. Perse i sensi e quando si svegliò i accorse che
attorno a lui c'erano tutti i contadini della Transilvania che con un colpo solo
diedero fine a questa spaventosa leggenda.
Ah, mi sono dimenticata di dire come (scusate), con un colpo di legnata gli
spezzarono il collo e gli infilarono un altro paletto di legno nel cuore.
E così finisce la mia storia e, mi raccomando, nel caso questa leggenda non sia
ancora morta, nascondetevi i pomodori nell'armadio! Può funzionare!

Miriam



Cosa vorrei essere da grande

Io da grande vorrei fare il maestro perché
alle scuole elementare avevo un maestro che non si arrabbiava mai e che scherzava
sempre e certe volte facevamo anche dei giochi.
Al maestro piaceva come io ero nelle lezioni.
E lui anche diceva che io ero il migliore
della classe, ma io non ci credevo.
A mia madre, quando c'era il parlamento per i genitori, il maestro diceva che io
ero il migliore della classe.
Ma poi io mi ero sbagliato, alla fine della terza classe mi aveva dato la pagella
ed avevo solo uno e due.
Era la prima volta che mia madre mi ha detto bravo.
Questo giorno io non lo dimenticherò mai
perché il mio maestro mi disse che avevo avuto la migliore pagella.
Ora sono al ginnasio perché e mi trovo abbastanza bene.
E per questo io da grande vorrei diventare un Maestro e fare con i bambini
quello che ha fatto con me il mio maestro.

Pietro



La mia famiglia

Mia famiglia è formata da sei persone: mio padre, mia madre, mio fratello, le mie
due sorelle e io.
Mio padre si chiama Nicola e ha 45 anni. Mia madre si chiama Felicia e ha 41
anni. Mio fratello si chiama Alfredo e ha 20 anni. Lui lavora come commerciante
al dettaglio. Mia sorella si chiama Angelina e ha 21 anni. Lei lavora come mio
fratello come commerciante al dettaglio.
L´anno scorso Angelina si è sposata. La festa era meravigliosa. Non ho visto mai
nella mia vita un vestito bello come il suo!
Prima volevo sempre che se ne andasse, ma adesso mi manca molto.
Mia seconda sorella si chiama Bianca e a gennaio ha fatto19 anni. Lei frequenta
la scuola per diventare maestra d'asilo. Mio padre lavora alla Mannesmann, una
fabbrica di tubi. Mia madre lavora in ospedale. Lavorano molto!
Da cinque anni abbiamo questa casa e mi sembra ieri quando l´abbiamo comprata. Mi
piace molto perché è vicino alla mia scuola, la Realschule sulla Katerweg. Le
materie che mi piacciono di più sono il francese e l'inglese, perché mi piace
imparare nuove lingue. Adesso sono nella seconda media e fra due mesi compio 14
anni. Il mio sogno è di studiare e di diventare ricca! Ma qualche volte penso
alla famiglia in Italia. Mi mancano molto e non mi basta di vederli solo nelle
ferie. Sono molto contenta quando siamo tutta la famiglia insieme.
Per me la famiglia è la cosa più importante nella mia vita !!!

Domenica



Il mio Praktikum

Il mio Praktikum l'ho fatto nella Citibank Düsseldorf Gerresheim. Era molto
interessante e ho imparato molto. Non lo so, se questo mestiere, impiegata di
banca lo vorrò fare dopo la decima classe, ma sono sicura che voglio fare la
maturità, perché quando ho la maturità posso avere più possibilità per un lavoro
migliore. Io voglio imparare un mestiere interessante, così la mattina quando mi
alzo sono contenta di andare al lavoro. Voglio un mestiere con il quale
guadagnare bene e che mi deve piacere. Questo è il mio sogno e voglio che si
avveri.
Il primo giorno del Praktikum si sono presentati tutti quanti e mi hanno fatto
vedere tutte le cose che ci stanno nella Citibank. Lì ho visto molto: come si
deve parlare con le persone, quando le persone non sono gentili, non si deve
perdere il controllo di sé, si deve stare sempre calmi. Ho imparato che si devono
rispettare tutte le persone. Quasi tutti i giorni, mi sono seduta accanto ad una
collega e ho guardato che cosa scriveva al computer e ho ascoltato come serviva i
clienti.Tutte le volte quando i miei collegi avevano finito di parlare con i
clienti, mi hanno spiegato che cosa avevano fatto e che cosa avevano scritto al
computer. Qualche volta ho fatto delle copie e ho portato il caffè a i
clienti.Quando mi annoiavo ho pulito la cucina, perché era sempre disordinata e
questo mi dava fastidio. Io mi dovevo vestire sempre per bene, perché questo è
molto importante nelle banche. Dalle ore 13.00 fino alle 14.00 avevo pausa,
durante la quale mi sono incontrata con una mia amica, perché anche lei faceva il
praktikum nelle vicinanze, ma nell´asilo. Dopo la pausa ho chiamato i clienti per
venire alla citibank, perché i miei colleghi volevano prendere un appuntamento
con loro, per discutere sul loro conto bancario. Due settimane è durato il
praktikum, tutti i giorni ho finito alle ore 16.00 di lavorare e dopo ero sempre
stanca.
Ho capito che il tempo nella scuola si deve godere fino a quando non finisce,
perché la vita del lavoro è molto dura.
Adesso sono contenta che vado di nuovo a scuola e che ho il tempo per me e per le
mie amiche, anche se ho imparato molto. IL PRAKTIKUM MI È PIACIUTO MOLTO!!!
Debora, 9. classe della Realschule

Cara Stefania,
non te la prendere, in fondo non sempre si può fare quello
che abbiamo programmato. Capita a tutti, non sei l'unica.
Il mio San Valentino quest'anno non è andato male. Intanto ti dico subito che
non l'ho passato con la mia ragazza anche perché non ce l'ho. Ma non mi sono
annoiato, anzi direi che in genere io non mi annoio mai.
E' stata sempre una giornata normale per me il 14 Febbraio, un data poco
rilevante. Quest'anno cadeva di venerdì, a scuola nei volti di molte ragazze
c'era gioia ed entusiasmo, dimenticando anche per soli istanti di essere a
scuola! Tra di noi non si parlava d'altro:
"Tu che fai stasera?"
"E tu, dove ti porta Jimmi stasera?"
L'argomento a me non interessava, ma mi andava di uscire la sera. Così, riunisco
i single del gruppo e gli do appuntamento a
casa mia alle 20.45, approfittando dell'assenza dei miei genitori che
passavano il san Valentino a casa di amici.
Il pomeriggio, dopo la classica studiata del mese di febbraio, alle 18 arriva
il momento più divertente e faticoso allo stesso tempo, l'allenamento di
pallavolo. Era un periodo fortunato quello, le vittorie in campionato
arrivavano e il clima tra noi era piacevole e disteso. L'allenamento
procedeva bene, quando alle 19.30, pochi attimi prima la fine della seduta
d'allenamento, durante una schiacciata mi prendo una bella contrattura alla
spalla destra.
Che significa?
Significa saltare la partita del week-end e stare circa venti giorni a riposo,
senza toccare un pallone. Una catena per uno sportivo come me.
Hai visto? Altro che annoiarsi!
Intanto la sera c'era quella benedetta riunione tra single proprio a casa
mia, che mi andava di rinviare se non fosse per Enrico, un mio amico e
l'unico compagno di classe di sesso maschile, che riusciva a convincermi e a
confermare la festa. Mentre aspettavo Francesca e Alessandra, le altre
componenti di quella riunione fra scapoli, il dolore alla spalla aumentava e
a niente servivano fasciature e pomate.
La serata per fortuna procedeva
bene, si voleva cucinare, ma, visto il mio umore decidevamo di ordinare delle
pizze già pronte.
Si discuteva di tutto: del mio dolore alla spalla,
dell'università, ma anche del prossimo 14 Febbraio, se lo avremmo trascorso
nuovamente tra single o magari in compagnia di una compagna o di un
compagno. Si faceva tardi, era mezzanotte quando Alessandra, l'ultima
rimasta lasciava la mia casa, lasciandomi da solo in compagnia del mio
dolore al braccio, in attesa che rientrasse il resto della famiglia.

Marco



Il mio risveglio

Per cominciare mi presento!
Il mio nome e Miriam, faccio sedici ad Aprile di cui tre ne ho vissuti qui in
Germania. E stato molto duro dover lasciare l Italia, la famiglia, gli amici, il
mio amore, un amore durato più di due anni. Per me è stato uno strappo, una
pugnalata diritta in mezzo al cuore. Non riuscivo a provare sentimenti, ne verso
gli altri ne verso me stessa.
Mi sono sentita quasi morta, morta dentro, non avevo voglia di parlare con
nessuno, non parlavo quasi per niente.
I miei genitori ormai si erano abituati a questo mio silenzio, il nostro
rapporto [figlia genitori] si basava solo su una convivenza, quattro persone che
per caso vivevano sotto uno stesso tetto!
Io pensavo sempre al mio amore rimasto in Italia, piangevo tutte le notti dalla
nostalgia e ascoltando le canzoni romantiche benche tristi di Laura Pausini mi
sentivo solo piu male. Un bel giorno pero, decisi di chiamare il mio cosi detto
grande tesoro, ero cosi eccitata e contenta. Composi il numero, ma non mi rispose
lui, mi rispose la mia migliore amica! Potete immaginarvi come è andata a finire.
Lei insieme a lui, lui insieme a me, io da sola a rodermi il fegato! Dopo un anno
dimenticai anche se a fatica tutto quanto, iniziai una nuova vita!
A scuola conobbi un altro ragazzo molto dolce, molto simpatico, divertente, molto
carino, paziente e soprattutto pazzo di me. Ora sono gia due anni che siamo
insieme, ci amiamo come il primo giorno, gli voglio un mondo di bene e mi manca
da morire quando sono a casa. Con i miei genitori, ma soprattutto con mia madre e
cambiato tutto. Io e lei siamo come due sorelle, due amiche, due buone amiche, ci
confidiamo tutto, e lei mi copre sempre con papa, come per esempio, se voglio
uscire con il mio ragazzo lei dice a mio padre che vado con la mia amica e sua
madre da qualche parte. Proprio un tesoro. Ma come tutte le buone amiche anche
noi qualche volta litighiamo, sembriamo due galline, ma poi non passa mezzora che
ci chiediamo scusa a vicenda. La mia vita e cambiata, cambiata in meglio.
A me piace sempre di più stare qui, ma soprattutto mi piace la mia vita!

By Miriam

Colonia. Al concerto di Gigi D’Alessio

Era una serata bellissima e stavamo camminando verso la sala del PALADIUM dove si
doveva esibire Gigi D`Alessio.
Di fronte al PALLADIUM, c'è l'E-Werk, in realtà sono delle discoteche, ed anche
li c'era in corso un altro concerto dei PLACEBO una bande
Punk-Rock, da fuori si intravedevano molte persone che aspettavano ma anche
fuori, cercavano di avere ancora dei biglietti.
Abbiamo chiesto alla cassa serale i due biglietti vinti, dopo averli ricevuti
siamo entrati.
Avevamo immaginato che ci sarebbero state molte persone, ma entrando
nell'ingresso aspettavano al bar solo poche persone, e un uomo che vendeva i CD di Gigi
D`Alessio. Entrando nella sala dove doveva esibirsi il cantante, aspettavano
impazientemente ca. 200 persone, la sala era mezza vuota.
Fra le persone c'erano dei venditori d articoli del cantante, per esempio delle
T-Shirt con il volto del cantante stampato sopra, oppure dei cuoricini luminosi,
che si vedevano agitare tra gli spettatori.
Non erano ancora le 20 e la gente urlava impazientemente.
Pochi minuti dopo si abbassarono le luci, e il cantante uscì da dietro le quinte,
cominciò a cantare e a soddisfare il suo pubblico.
Dopo alcune canzoni cominciò a parlare e ringraziare il pubblico di essere
venuto, e di farlo sentire a casa propria.
Il suo complesso aveva due coristi tra cui una sola donna, tre chitarristi, un
batterista, un pianista, e un tamburista.
Dopo due ore cene siamo andati, dato che venendo da Düsseldorf avremmo perso la
coincidenza del treno. Uscendo non si poteva non notare la polizia
e tre Abscheppwagen che stavano portavano via alcune macchine in divieto di sosta.
Dato che non sono una fan di Gigi D`Alessio non posso dare un vero giudizio,
ma sono sicura che i suoi fan saranno stati soddisfatti della esibizione del
cantante, dato che cantavano a squarcia gola le sue canzoni.

Valentina



I sentimenti di una ragazza! Paura e amori!

Questa è la storia di una ragazza, che era abituata a doversela sempre cavare da
sola! Lei non ha mai avuto sostegno morale dai genitori o altri parenti! Lei
aveva e viveva in questo suo mondo, un mondo pieno di speranze, un mondo gioioso
ma anche un mondo molto solitario! Ma questo a lei non interessava, il suo motto
era: MEGLIO SOLI CHE MALE ACCOMPAGNATI! Ed in un certo senso non ha tutti i
torti. Nonostante la paura di non avere amici era una ragazza molto socievole e
molto amichevole! Quei pochi amici che aveva erano, si non molto avventurosi, ma
affidanti, a lei bastava questo! Poi un giorno i suoi genitori decisero di dover
cambiare casa, questo significava che doveva lasciare le sue amicizie e tutto
quello che si era riuscita a costruire col tempo! Arrivati a destinazione
cominciò già a sentire la mancanza di tanti! Ma questo durò poco. Quando andò a
scuola, si sentì disperata nel mezzo di quel mucchio di persone, sorridenti, che
parlavano tra di loro! Persone normali che con i fatti loro la guardarono come se
avesse scritto in fronte, <>!
Tutto però cambiò presto quando lei arrivò in classe! Per sua fortuna nessuno la
scrutò da sopra a sotto, tranne che uno! Era un lui, un ragazzo con lo sguardo
dolcissimo, sembrava molto interessato. Essa si sentì come se lui potesse
leggerle dentro, sentì gli occhi di lui penetrare nei suoi. Poi si accorse di
essere diventata leggermente rossa e di avere quel solletichino in pancia!
Nel viso di lui apparse poi un sorriso, e lei già credeva di sciogliersi! Subito
dopo entrò il professore, la sua materia era storia, e spiegò che il tema di oggi
erano gli Egizi. Lei si sentì quasi delusa che quel corto ma lunghissimo momento
di sguardi fosse già finito, fino al momento in cui il professore la invitò
avanti per presentarsi.
Con voce sottile cominciò a parlare. Un po' confusa cominciò: "Mi chiamo Sara,
ciao a tutti." Continuò fino a che nessuno abbe più domande! Poi però, si alzò
lui, e le disse: "Senti Sara, ti va se dopo le lezioni ti mostri un po' la
scuola?" , lei annuì con la testa, non riusciva a pronunciare una sola parola più
della grande emozione. Dopo le lezioni lui si presentò: " Il mio nome è Andrea,
scusa se non te l`ho detto prima! He he!" Sara si innamorò subito del suo
sorriso amorevole, d'altronde era sempre una ragazza! Andrea le promise di
incontrarsi più spesso. E così fù, per mesi e mesi si incontrarono come amici,
andando al cinema, a mangiare fuori, e ogni tanto a ballare di nascosto da i
genitori di sera! Era il compleanno di lei, e loro come al solito sedevano allo
stesso tavolo dello stesso Café dove andavano sempre. Sara dentro si sentiva
scoppiare, non ce la faceva più a tenersi dentro i suoi sentimenti ed ormai aveva
deciso di confidargli tutto, aspettava solo il momento più giusto, era convita.
Come tutte le ragazze innamorate però aveva paura che lui non contraccambiasse i
suoi sentimenti nei suoi conforti, lei si immaginava che lui le ridesse in
faccia, e se ne andasse via lasciandola là in lacrime! Dopotutto non aveva niente
da perdere! Aprì la bocca per parlare, ma poi lui la interruppe! Tutto ad un
tratto lui cominciò a confidarle i suoi sentimenti verso di lei, i sentimenti che
fino a quel giorno aveva considerato come segreti. Andrea tremando continuò: " Se
vuoi ridere di me fallo pure, ma così non cambieresti quello che provo per te!"
Sara gli prese le mani e gli accarezzò il viso, scambiandosi dei sguardi di
gioia, si baciarono e abbracciarono!
Finalmente si trovarono, da quel momento non si lasciarono più.
Dopo anni si fidanzarono, lei ricebbe un magnifico anello d`argento, e dopo
un`anno si sposarono! Certe persone non credono alle anime gemelle, e queste,
faranno bene a ripensarci. Tutto è possibile!

By Miriam.



Sono la ragazza più felice del mondo, ma ..?

Sono la ragazza più felice del mondo, ma c'è un piccolo problema che sarebbe che
non lo posso essere abbastanza, perché il mio amore non è con me e poi perché mia
madre non lo vuole.
Mi dispiace molto per lui e anche per me, perché gli voglio troppo bene per
perderlo, solo perché i miei genitori non lo vogliono. Non è giusto, ma purtroppo
la vita è così. Non vedo l'ora di diventare maggiorenne e di vivere la vita mia
con il mio ragazzo che amo. So che sarà una cosa bellissima di attraversare le
giornate con il mio fidanzato, che sarà sempre accanto a me. Che bella illusione
che ho! Il problema solo è che devo aspettare fino a quando sono maggiorenne e
che avrò l'età giusta per decidere io stessa, di quello che voglio, e di come
vivrà la mia vita insieme o sola come verrà!
Intanto per ora con il mio fidanzato va tutto bene: l'amo con tutto il cuore e
non voglio perderlo. Penso che, se ci fosse qualche ragazza nella stessa
situazione, reagirebbe come me ! Così penso io !
Questo ragazzo l'amo con tutto il cuore. Noi ci sentiamo ogni giorno. Le ore
contate di una giornata sono 5 ore massimo. So che è molto, ma il mio ragazzo
vuole chiamarmi. Io tante volte lo staccavo perché non volevo che spendesse
troppi soldi per me. Mo è arrivata la bolletta e quasi ero svenuta.
Quando ha avevo visto 500 ?, mia madre subito mi ha tolto il cellulare e mo non
ce l'ho più. Il mio mio fidanzato mi ha comprato un cellulare e me lo vuole
regalare. Lui mo mi vuole pure mandare i soldi per caricare la scheda, ma non è
questo, perché lo amo. È perché lo amo con tutto il cuore e la sua personalità,
il suo sorriso che mi ha rubato il cuore e lui non me lo vuole ridare più, ma per
dire la verità non lo voglio il mio cuore. Lo amo e sono pronta a dare tutto
quello che ho, pure il mio cuore! Mo lui pure mi ha regalato l'anello di
fidanzamento. Sono davvero felice!

Gilda


Il concerto di GIGI D`ALESSIO (Anteprima)

Il 12 Marzo 2003 sono stata in un concerto, della World Tour 2003, di Gigi d`
Alessio.
È stato il primo concerto che mi sono andata a vedere. Ho deciso di andarci,
perché ho vinto due biglietti tramite un e-mail che ho mandato al Webgiornale
(dove pubblicano i miei racconti).
Quando lunedì sera ho letto le mie e-mail e ho saputo dei due biglietti vinti,
ero più che felice. Ho iniziato ad informarmi se era la verità o se mi volevano
prendere in giro. Dopo di avere ricevuto un'altra e-mail che diceva che avevo
vinto davvero e che questa agenzia era seria, ho telefonato a mia madre che stava
lavorando. Le ho raccontato della vincita. Quando mi disse che se mio padre non
avesse lavorato, ci avrebbe accompagnato fino a Colonia, perché era lì il posto
dove Gigi faceva il concerto. Io ho provato un'emozione indescrivibile.
Il martedì ho cercato in internet l'indirizzo del Palladium a Colonia e ho
stampato la cartina, così potevamo trovarlo senza problemi, dato che mio padre
conosce bene le strade e si sa orientare ovunque. Comunque avevo ancora
l'impressione di essere presa in giro. Allora ho mandato altre due o tre e-mail a
quell'agenzia. Dopo di avere visitato il loro sito, molto interessante, ho
iniziato ad avere un poco di fiducia.
Mercoledì, il giorno in cui Gigi, il grande Gigi, doveva dimostrare un'altra
volta la sua bravura, non potevo neanche immaginare che potevo andarlo a vedere.
A scuola ho raccontato a tutti i miei amici di lui. Non potevo neanche
concentrarmi durante le lezioni, perché non facevo altro che pensare alla sera.
Speravo tanto che mia madre si sentisse bene, perché il giorno prima si era
sentita male. Volevo andarci con mia madre, perché so che piace anche a lei Gigi
d'Alessio e anche perché le mie migliore amiche non lo conoscevano, sono
tedesche, e le altre amiche italiane mi dicevano che i loro genitori non le
permettevano di uscire fino a tardi durante la settimana.
Arrivata a casa mi sono fatta subito i compiti, sapendo che si faceva tardi,
ritornando dal concerto e non avrei avuto altra occasione di farli, a parte che
se non li avrei fatti i miei genitori non mi avrebbero più permesso di andare a
vedere uno dei miei cantanti preferiti, Gigi.
Alle ore 18, mia madre è tornata dal lavoro. Io, mi stavo già preparando. Mia
madre si è lavata e preparata anche lei. Prima di andarcene, mio padre ha
telefonato a mio cugino in Italia, perché era il giorno del suo compleanno. Nel
frattempo io ho preparato la macchina fotografica e il mio passaporto, per il
caso in cui avessero voluto vedere se io ero davvero Valentina. Dopo la
telefonata siamo andati a prendere a Giada, una mia amica, perché mia madre, che
lavora con la sua, aveva parlato con lei del concerto e Pina, la mamma di Giada,
le aveva raccontato che sua figlia voleva andarci anche, ma non trovava nessuno
con cui andarci. Allora mia madre le aveva detto che Giada poteva venire con noi,
perché avevamo ancora un posto in macchina.
Verso le 19.15 siamo arrivati a Gerresheim da Giada. Alle 19.45 circa, siamo
arrivati alla cassa del Palladium. Quando ho dato il foglio sul quale avevo
stampato l'e-mail che diceva di avere vinto due biglietti, a un uomo e lui mi ha
ritornato il foglio con i due biglietti, mi sono sentita da morire di felicità.
Le mie gambe hanno iniziato a tremare, ero nervosissima.
Entrati dentro la sala c'era una bancarella che vendeva delle cose di Gigi
d'Alessio. Giada ed io ci siamo comprate una fascia di 5 ? e un cuore, con
scritto sopra: GIGI D'ALESSIO - UNO COME TE di 3 ? !
Il concerto doveva iniziare alle 20, ma è iniziato un 20 minuti dopo. Comunque mi
è piaciuto molto.
La fascia l'ho appesa al muro sopra il mio letto e ai miei amici ho fatto una
testa quanto un pallone parlando del concerto magnifico.
Ora spero soltanto che potrò andare in qualche altro concerto. Chi lo sa, magari
vincendone un altro! Quello che voglio comunicare agli altri è che GIGI È
GRANDE e che conviene a tutti andarlo a vedere, se ha il senso per la musica!

Valentina



Il garage

Quando avevo circa 8-9 anni stavano venendo da Solingen a Düsseldorf. A Solingen
abitano i miei zii che hanno una figlia grande. Siamo venuti circa alle 1:30 di
notte. Io mi sono addormentata dietro la macchina. Mio padre ha parcheggiato la
macchina dentro il garage. Nel frattempo mia madre e mia sorella sono scese dalla
macchina e sono entrate in casa. Mia madre ha pensato che mi prendesse mio
padre, mentre lui era sicuro che fossi andata con mia madre. Allora mio padre ha
aperto la porta del garage e ha parcheggiato la macchina. Io ancora dormivo e non
mi sono accorta che mio padre mi dimenticava nella macchina.
Dopo quattro o cinque minuti mi sono svegliata e ho capito subito quello che era
successo. Io gridavo ma nessuno mi sentiva. Io non mi ricordo che cosa ho fatto
per a disperazione. Mi ricordo solo che cinque minuti più tardi è venuta mia
madre e mi ha presa. Da quel giorno non dormo più in macchina e io soffro la
claustrofobia. Per esempio quando devo andare con l'ascensore ho paura di
rimanere bloccata.

Daniela




"Una settimana in più di ferie"

La settimana passata, invece di andare a scuola, ho fatto cinque giorni di
"PRAKTIKUM", come tutti gli altri studenti della decima classe.
Ho fatto il meccanico.
La mattina attaccavo alle ore 8:00 e smontavo alle ore 16:00.
Nella mattinata avevo un'interruzione di ca. 15 minuti, che alcune volte
diventavano 30 minuti e più.
Verso le ore 13:00 iniziava la pausa per il pranzo e finiva alle ore 13:30.
Poco dopo mi dovevo presentare in officina.
Dovevo aiutare il mio "maestro" ad aggiustare gli autoveicoli della OPEL.
Quest'officina si chiamava: "OPEL KRONENBERG"; e aggiustava solamente macchine
della OPEL.
Ogni tanto era pazzesco, a fare sempre le stesse cose; fare uscire l'olio,
cambiare il filtro, gonfiare le ruote, controllare i freni - eventualmente
cambiarli, fare uscire il liquido dai freni, etc..
Tutte queste cose dovevano essere fatte una dietro l'altra, in ordine corretto.
Pero, in tutto è stata una settimana bella e interessante per vedere la vita di
un meccanico.
Lo"staff" dell'officina è stato gentile, e il capo è stato soddisfatto del lavoro
e della prestazione che ho dimostrato nei confronti dei meccanici e anche dal
lato umano.

Giovanni



Il ragazzo di latte

C'era una volta un bambino di latte che voleva andare sempre in cucina, così lui
voleva vedere la cucina di dentro. Ma lui non sapeva che c'era la signora Maria,
che era grassa e voleva bere sempre il latte. Il bambino di latte se ne andava
dentro e andava in sul tavolo. La signora Maria sapeva che voleva andare un
giorno dentro e per questo aveva messo una trappola per lui. Il bambino di neve
voleva sempre mangiare biscotti e il suo piatto c'erano i biscotti che aveva
messo la signora Maria. Lui se ne andava vicino ai biscotti e ne mise uno in
bocca. Quando ne prese un altro per portarlo via, questo biscotto, che era legato
ad un catena, legata a sua volta ad un bicchiere che cadde e intrappolo il
bambino di latte.
Lui non riusciva più a scappare. Arrivò la signora Maria, che prese un sottofondo
di bicchiere, uno di quelli di cartone che si mettono sotto i bicchieri di birra,
ma il bambino di latte era di latte e per quello riuscì a scorrere nella fessura
che era rimasta fra bicchiere e sottobicchiere. Cadde a terra e la signora Maria
lo voleva prendere, ma lui se ne andò in un buco dei topi e si nascose, ma il
topo, lui anche voleva il latte e gli corse dietro. Il bambino di latte scorreva
più veloce che poteva e se ne andò a casa sua. Lì c'erano anche una armata di
latte. Lui raccontò tutto e loro il giorno dopo andarono davanti alla casa della
signora Maria e buttavano oggetti vari.
La signora Maria si spaventò e telefonò al padrone di casa. Lei gli disse che
voleva andare ad abitare in un altro paese e il giorno dopo la grossa signora
Maria se ne andava ad abitare in un'altra città e da quel giorno non l'hanno
vista più.

Marco



Le mie vacanze estive

Nelle mie vacanze estive sono stato le prime tre vacanze in Tunisia e le ultime
tre a casa. La mattina, quando siamo volati in Tunisaia, ci dovevamo alzare alle
tre di mattina, per prendere il volo. Eravamo anche un'ora in anticipo e ci siamo
bevuti un cappuccino. All'inizio ero più contento per il volo che per la Tunisia,
ma non sapevo neanche perché. In aereo poi ho letto un articolo in un giornale e
poi ho giocato al computer quasi tutto il tempo. In Tunisia non siamo andati da
soli. Cera anche un'amica di mia madre che ci ha aspettato. Lei ha un figlio e
una figlia. Li abbiamo visitati a volta e loro hanno anche visitato noi. Io ho
portato anche il mio notebook da lui e lo ha fatto anche giocare. Lui aveva una
moto, con cui mi ha fatto andare solo una volta. Io lo ho fatto giocare tante
volte con il mio notebook. L`albergo dove siamo stati era brutto. Non cerano le
canoe, la spiaggia e il mare erano sporchi e la piscina anche. L`unica cosa bella
era il Sahara e tutte le altre gite che abbiamo fatto. La cosa più brutta, era
quando sono stato dalla nonna del mio amico. Una sera siamo usciti in cinque. I
miei amici e le loro cugine. Siamo andati a mangiare il gelato. Io avevo come
sempre dei dolori e non ho mangiato niente. La sera, quando siamo arrivati poi,
mi sono coricato subito a letto la prossima mattina non volevo fare colazione e
mi sono lavato subito i denti. Questo lo doveva fare in una vasca da bagno. Poi
la madre mia ha costretto a mangiare il pane con una marmellata schifosa. Dopo di
che siamo andati al mare, dove mi sono bruciato le spalle. In hotel normalmente
non sono andato al mare ma in piscina. Quando siamo tornati a Düsseldorf, ci
dovevamo alzare anche cosi presto, perché larioporto era lontano. Tornato a
Düsseldorf ero contento, perché la avevo tutti i miei amici. Nelle ultime tre
settimane, dovevo anche fare qualcosa per la scuola, ma mi potevo anche
incontrare i miei amici. Era moto più bello, che in Tunisia.

Giorgio




Le mie ferie dell'anno prossimo

L'anno prossimo voglio andare con due o tre amici a Londra per una settimana, per
imparare un po' l'inglese e per vedere i posti belli di Londra.
Mia madre è d'accordo. Spero solo che le mamme dei miei amici siano d'accordo.
Quanti soldi mi darà, non lo ha ancora detto. A Londra noi vogliamo andare in un
collegio, così possiamo fare anche delle gite e vedere dei musei. Un amico mio e
gia stato lì e ha detto che era bello. Sua madre gli ha dato anche 200 Euro. Dopo
la settimana vorrei portarmi un amico in Sicilia.
Là vorrei stare due settimane, dopodiché vorrei andare a Colle di Val d'Elsa per
ca. due giorni.
Nelle ultime settimane vorrei fare cose per la scuola, incontrarmi con un paio
d'amici e giocare a Football nel mio giardino. Speriamo che sarà così!

Giorgio



Il gioco MAFIA

Il gioco Mafia è un bel gioco, però è a partire da sedici anni, perché è un po'
brutale. All'inizio e un po' noioso.
Il gioco tratta di un tassista che è il giocatore.
Mentre sta ad aspettare, gli succede qualcosa di strano: arrivano due persone
armate, che devono scappare, perché ci sono altri due, che li seguono. Il
tassista deve scappare con i due e portarli dai suoi amici mafiosi. Dopo mi danno
soldi e il tassì e io me ne torno a fare la vita normale.
Porto delle persone in giro. Dopo cinque persone faccio una pausa e
all'improvviso arrivano due persone, che spaccano la mia macchina.
Io scappo e vado dai mafiosi, che mi aiutano. Poi il capo mi ha detto che devo
andare a scassare le macchine di quelli che me l'hanno rotta a me. Mi hanno dato
una racchetta di baseball e un molotov-cocktail.
Io vado, scasso le macchine e torno.
Il capo poi mi ordina che devo portare due persone a raccogliere il pizzo.
Arrivato ad un motel c'è qualcuno, che non è così gentile. Spara ad uno dei miei
amici e l'altro non può uscire.
Io lo devo salvare, ma non riesco ad ammazzare tutti, perché ho poche munizioni.

Giorgio



Il sesso maschile

Gli uomini dicono sempre che chi capisce le donne è bravo ed è quello che mi fa
ammazzare dalle risate perché noi siamo conosciute per i nostri segnali, per
esempio gli sguardi, sguardi innocenti, provocanti, sensuali ed a volte abbiamo
sguardi cattivi, infuriati, pieni di rabbia, per fare capire all'uomo bello ma
ingenuo che lo vogliamo o, come nell'ultimo esempio cerchiamo in tutti i modi di
fargli accorgere che ci ha fatto arrabbiare e di cercare poi un'opportunità di
scusarsi in m
odo speciale. Ma come tutte sappiamo gli uomini non ci arrivano.
Voi potete dichiararmi una femminista, ma non credo proprio che per questo mi
mettereste al rogo, perché tutte voi sapete che è la verità e come la penso io è
un peccato tenervelo x voi!!
Adesso a tutte le ragazze: "Siete sicure che il vostro fidanzato sia fedele? Se
sì, spiegatevi come e perché e poi chiedetevi cosa fa il vostro amore mentre voi
non ci siete. Chi lo sa! Alla fine può uscire fuori che sia gay! Può accadere di
tutto! Un consiglio: date un occhio alle nostre cosiddette "MIGLIORI AMICHE" che
sono quelle che vi pugnalano per prime dietro la schiena."
Anche se io ho solo 15 anni posso parlare di esperienza! Incomincia tutto quando
lei vi chiede com'è lui quando voi state da soli, quando vi rompe tuttoil giorno
che vi dice sghignazzando:
- Ma lo sai che il tuo fidanzato è proprio carino!
Poi finisce che lui incomincia a fare amicizia con lui e ed a raccontare ballel
su di voi in modo che lui (incavolato a morte) x ripicca vi lascia per mettersi
con lei. Quindi state attente!
Comunque torniamo agli uomini ed ai segnali. Per far capire alle donne che vogliono
un bacio alcuni diventano rossi rossi e là. Lo ammetto anche io, sono troppo
carini. Altri te lo dicono subito, diretto. Sembra quasi che te lo sbattano in
faccia, come dire per esempio: "Ehi tu! Son già quasi due minuti che non mi hai +
baciato! Forza che aspetto, dai!" A volte c'è da prenderli a sberle! Ma si sa! Ma
si sa! Sarano stupidi ed incomprensibili, ma non possiamo vivere senza di loro.
Questa è la nostra condanna! Quello che mi da fastidio di + e che se dici ad un
ragazzo che non sei ancora pronta, se ne fregano e chi si vede si vede! Però
grazie a Dio ce ne sono un paio a posto che ti capiscono e che ti amano davvero,
ma che soprattutto odiano a morte la tua migliore amica! Eheh!
Ora tocca a voi parlare!
A voi la parola!

Mirian)



La mia giornata

Stamattina mi sono svegliato alle sette e mezza, ma non mi sono alzato; sono
rimasto a letto e ho ascoltato un po' di radio.
Alle sette mi sono alzato e ho fatto una piccolissima colazione: ho mangiato
soltanto tre biscotti e un po' di latte, dopodiché sono andato dal mio amico e
sua madre ci ha portati a scuola.
Avevo le prime due ore francese. Nella prima pausa ho bevuto un cappuccino
dell'automatico.
Dopo avevamo arte, che io odio, e dove sono scarso. Era più noioso del francese,
però dopo avevamo biologia che era un po' più interessante. Abbiamo parlato sugli
animali. La maestra ha anche detto come doveva essere il nostro quaderno.
Dopo 45 min. avevamo chimica. Il nostro maestro ci ha fatto vedere come si usa un
fiamma ossidrica. Era interessante. Dopo quell'ora siamo andati a casa. Là ho
mangiato sei "Picolinos". Sono piccole pizzette buone. Un po' di biscotti li ho
mangiati anche.
Dopo mangiato siamo andati a scuola, perché mio padre è maestro e io sono il suo
alunno.

Giorgio

Avventura di mare

Amore di spiaggia, amore di passaggio.
L'anno scorso, l'ultimo giorno di scuola, alle 17,15 sono partita con mia madre e
i miei fratelli per Napoli. Abbiamo fatto scalo a Milano, dove abbiamo avuto
un'ora di attesa e potevamo prender un caffè e guardare la televisione.
Arrivati a Napoli le nostre valige non c'erano ancora, allora abbiamo aspettato
l'aereo successivo da Milano delle 22,00. Dopo questo viaggio strapazzoso siamo
arrivati a casa della nonna alle 22,30.
Il giorno dopo siamo andati a salutare tutti i nostri parenti. Arrivati dalla mia
cugina preferita, che si chiama Angela, ci siamo messi a ballare. Io ballavo
molto svelta e mi sono slogata una gamba. Allora non potevo più muovere il piede
come prima.
Dopo un paio di giorni che stavo sempre a casa e non potevo uscire andava meglio.
Era passata una settimana al paese, dopodiché siamo partiti per la Baia Domizia,
dove abbiamo una villetta.
Mia madre, le cugine e le zie si sono messe a pulire un po' la casa, io non le
potevo aiutare e sono andata e la mia cugina piccola al bar.
La sera siamo usciti e siamo andati a mangiare una pizza in una pizzeria al mare.
Là c'erano tanti ragazzi giovani che lavoravano nella pizzeria.
Io e mio fratello Franco abbiamo fatto una scommessa: se sarei stata capace di
dire ad un ragazzo che era bello, che mi piaceva e dargli due mila lire di
mancia.
Io l'ho fatto così, per scherzo, ma dopo quella sera non ero più sola: quel
ragazzo stava sempre dietro di me.
A mare ho passato un bel periodo con Dino, ma lui voleva di più che solo
un'amicizia, mentre io non volevo, perché avevo già un ragazzo al paese.
Dopo quattro settimane al mare fra noi due non c'era stato nient'altro che un
bacio sulle labbra.
Quando partii per il paese lui si mise a piangere e mi disse che mi amava.

Gabriella



Il mio tirocinio nella Stadtwerke

Dal 31 Gennaio al 4 Febbraio di quest'anno ho fatto il tirocinio nella
Stadtwerke. Lì ci hanno divisi in diverse officine. Al mio compagno e me ci hanno
portati nell'officina di elettronica dove ci hanno dato una tuta verde, scarpe da
lavoro e un casco rosso.
I giorni più importanti erano da mercoledì fino a venerdì. Mercoledì sono andato
con il signor Schmitz, che era il mio istruttore, in una autofficina a mettere un
interruttore per la saracinesca del garage. non era come tutti gli altri, dove
si preme un bottone per fare alzare la saracinesca, ma bastava tirare un filo che
era appeso fuori e poi la saracinesca si apriva da sola.
Praticamente come una schalousine. Cosa molto utile per tutti quelli che entrano
ed escono in macchina: basta che tirano il filo e la saracinesca si apre, senza
bisogno di scendere dalla macchina.
Giovedì ci hanno portato in una specie di ufficio, dove ci hanno spiegato la
tavola degli interruttori che c'era appesa ad una parete. Poi abbiamo smontato
una specie di computer con l'aiuto del nostro istruttore e poi lo abbiamo montato
di nuovo.
Venerdì è stato più interessante: abbiamo smontato un contatore perché quello che
c'era era vecchio di circa 25 anni.
Questo è stato anche il tirocinio più bello che abbia fatto fino adesso.
Giuseppe B.



Sette animali

Quando avevo dieci anni avevo sette animali a casa: un cane, un coniglio, quattro
uccellini e un criceto. C'era sempre un casino a casa, perché, quando suonavano
alla porta, il cane abbaiava, gli uccellini volevano andare fuori e il coniglio e
il criceto avevano paura perché il cane abbaiava.
Così mia madre ha regalato il coniglio alla mia amica, gli uccellini a una
signora e io ho tenuto il criceto e il cane.
Due anni fa il mio criceto è morto perché aveva qualcosa alla gamba.
Adesso è rimasto solo la mia cagna: si chiama Bianca e ha otto anni.

Valeria


Il battesimo

Il battesimo di mio fratello Maurizio ha avuto luogo domenica 24.4.1994. La
mattina a casa mia c'era solo stress: tutti andavano a destra e a sinistra e non
sapevamo cosa fare. Prima di partire per la chiesa c'era una sfilata di macchine
che andava alla casa accanto a noi. Questa sfilata era fatta per due sposi che,
giusto caso, il giorno in cui mio fratello si doveva battezzare, ci sono due che
si sposano.
Alle 13,30 circa siamo partiti per andare in chiesa, ma siamo arrivati 5 minuti
più tardi perché anche se ci volevamo sbrigare, non poteva essere perché tutti
volevano vedere Maurizio e ci volevano salutare.
Quando finalmente fummo in chiesa, tutto andò veloce: siamo entrati in chiesa, ci
siamo seduti e abbiamo ascoltato cosa ha detto il prete ai miei genitori e ai
padrini.
La cerimonia è durata circa 45 minuti. Il fotografo ha fatto anche tante foto
dentro e fuori della chiesa. Dopo tutti si sono incamminati per andare al
ristorante Intervallo nella Fashon House.
Lì all'inizio non c'era niente di particolare: c'erano solo dei camerieri che
andavano in giro per dare dei piccoli antipasti e tutti portavano dei regali su
una grande tavola.
Gli invitati erano circa 80. A me hanno regalato anche qualcosa: la mia amica un
po' di cioccolata e un direttore della banca un bel portafoglio.
A un certo punto tutti si dovevano sedere: la mia famiglia e quella dei padrini
avevamo un tavolo per conto nostro, mentre gli altri potevano sedersi dove
volevano e c'era posto.
Fino alle 5 non ce n'era musica perché disturbava le persone che lavoravano nei
piani sopra di noi. Alle 5 finalmente "I ragazzi del Sud" cominciarono a suonare,
ma nessuno si è messo a ballare. Dopo la prima o la seconda pausa del complesso
alcune persone hanno incominciato a ballare.
Le mie due amiche ed io eravamo davanti agli altoparlanti che erano molto forti e
tremava tutto.
Alle 22,00 molte persone sono andate vie ed è rimasta solo una famiglia che è
andata via verso le 23,00.
Quando noi siamo arrivati finalmente a casa era già mezzanotte.
E' una giornata che non dimenticherò mai.

ntonella



La mia amica Sandra

La mia amica si chiama Sandra, è tedesca, ha 13 anni come me ed è originaria
dell'Olanda. Lei voleva andare in vacanza in estate con me in Belgio e mi ha
chiesto se volevo andarci.
Io le ho detto:
- Devo chiedere a mia madre.
- Stasera ti telefono e mi dai la risposta.
- Io sono andata a casa e ho chiesto a mia madre se potevo andare in Belgio e
lei ha detto di sì. Così, quando ha telefonato la mia amica, io le ho detto di sì
e le ho chiesto quando si partiva e come.
Lei mi ha detto che si partiva il 24 giugno con l'autobus.
La giornata prima di partire la mia amica ed io siamo andate in città al cinema.
Eravamo molto contente.
L'indomani mi sono alzata presto perché il bus partiva alle 8,00 da Düsseldorf.
Ho salutato mia madre e sono andata.
La mia amica era già nel bus. Il viaggio durò due ore e mezza, era molto lungo.
La guida del viaggio ci ha fatto vedere un museo ed altre cose. Io ho fatto delle
fotografie.
Siamo stati in Belgio una giornata. era bello ed eravamo piene di gioia.

Angela



Dedicato ai delusi in amore

Questa lettera la dedico a tutti quelli che hanno cercato amore e non ne hanno
trovato mai.
Trovare una donna che ti ama è come trovare l'ombra in una stanza illuminata.
Dico così perché io lo so com'è se un ragazzo è innamorato in una ragazza e lei
non lo vuole. Le ragazze non possono immaginare, com'è difficile per un ragazzo.
La vita non ha più senso. L'unica cosa a cui pensa è:
- Perché lui no e l'altro che sembra uno scarafaggio sì?
Ma le donne, loro non vogliono capire che non è importante se un ragazzo è bello
o brutto; è il carattere che è importante.
Mi dispiace che quasi tutte le donne siano così.
Ma poi alla fine ce ne sono tante ragazze!
E noi dobbiamo romperci la vita per loro?

Michelangelo



Il ristorante di mamma e papà

Da un anno la mamma e il papà hanno un ristorante.
Mia madre è sempre al bar con mio padre, solo che quando non c'è il cuoco cucina
lui.
Io ho una sorella che si chiama Veronica, però ha soli quattro anni e non può
aiutare nel ristorante.
Io aiuto a lavare i bicchieri e in cucina: So preparare gli spaghetti alla
bolognese e l'insalata.
Dopo avere fatto i compiti vado sempre ad aiutare al bar o in cucina.

Riccardo



Eva, la mia amica

Ho una simpatica amica, con la quale frequento la stessa classe.
Quando sono andata con le mie amiche nella classe che frequento adesso, la
maestra mi ha detto che dovevo sedermi accanto a lei, ma io non volevo. Dopo
qualche giorno siamo andati insieme con il tram a scuola e adesso siamo buone
amiche.
Qualche volta andiamo al cinema e ci divertiamo sempre quando siamo insieme.
Lei viene quasi ogni due gironi da me o io vado da lei e facciamo i compiti
insieme.
La madre è molto brava. I genitori di lei sono nati in Polonia. Lei è nata pure
là, ma è cresciuta in Germania.
Quando abbiamo problemi ce li confidiamo a vicenda, perché è bello quando una
ascolta l'altra.
Una volta ci siamo innamorati dello stesso ragazzo. Abbiamo discusso e abbiamo
concluso che non poteva continuare in quel modo. Abbiamo litigato e non ci siamo
parlate più.
Dopo qualche giorno abbiamo fatto la pace e adesso non ci pensiamo più.

Rosi



Le vacanze di Ottobre

Prima non volevo partire per le vacanze di Ottobre perché i miei amici sarebbero
rimasti a Düsseldorf e non li avrei visti per una settimana. Dopo però dovetti
partire lo stesso.
La mia mamma è rimasta a Düsseldorf e, quando il mio papà ed io siamo partiti,
ero triste del fatto che la mia mamma doveva restare in Germania e non poteva
venire con noi.
Durante il viaggio parlavo tanto con mio padre dei miei zii e degli amici di mio
padre.
Dopo 12 ore di viaggio siamo arrivati a Vado di Cadore, il paese dove è nato il
mio papà.
Il primo giorno sono andata a salutare i miei amici e soprattutto i miei parenti.
Con i miei amici mi sono divertita molto soprattutto un sabato, quando sono
venuti a prendermi con la moto.
Alla fine del giro dissi che il giorno dopo sarei dovuta partire e così abbiamo
festeggiato tutta la notte.
La mattina ero tanto triste: tutti erano così cari ed io volevo stare ancora lì.
Ho pianto tutto il viaggio, ma dopo, quando sono arrivata in Germania, con i miei
compagni di classe e con la mia famiglia ero felice di stare con loro.

Daniela



Argo

Lui si chiama Argo e ha gli occhi marroni. Lui viene dalla Sardegna dove abitano
i suoi genitori.
Quando era arrivato il tempo dove lo dovevamo portare in Germania i miei zie
quasi piangevano, perché si erravano abituati a lui. Ma il viaggio con la nave e
dopo con la macchina era bello.
I primi tempi lui dormiva quasi tutto il giorno, perché aveva ancora 5 mesi. Ma
ora non dorme più così assai. La sera non ci fa guardare la tv, perché prende
tutto quello che trova per giocare e spesso lo rompe. Questo significa che vuole
giocare con noi. Gioca come un pazzo. Ha un cuscino e sempre quando gioca con
quello, lui scuote la sua testa e tira il cuscino come per volerlo rompere.
Anche quando vuole uscire fuori, ci fa un segnale. Si mette davanti alla porta,
odora e graffia la porta.
Argo è il più bello del mondo.
Ancora non sapete chi è Argo?
È il cane della mia piccola sorella Sara, che sognava già da sempre di avere un
cane.
Prima mio padre non voleva avere mai un animale a casa, ma per Sara l'ha fatto,
perché Sara è ammalata al cuore e non può camminare.
E adesso il desiderio di Sara è finalmente appagato.

Roberta



Le mie vacanze in Italia

Quest'anno siamo andati in Italia. Siamo partiti alle sette di mattina.
Eramo come l'anno scorso cinque in macchina.
I miei genitori, la mia cugina e il mio gatto ,,Charly".
La prima pausa l'abbiamo fatta in Svizzera.
Era una bella giornata perché un anno fa abbiamo trovato pioggia sull' autostrada
e le panchine erano tutte bagnate.
Abbiamo fatto quasi un'ora di pausa e abbiamo continuato a fare la lunga strada
verso il Sud.
Il giorno dopo siamo arrivati verso l'una e mezza di pomeriggio.
Da Düsseldorf a Palma di Montechiaro (Agrigento) ci sono 2.350 km circa.
Abbiamo messo la macchina in garage e abbiamo cominciato a scaricarla. Dopo sono
venuti i miei cugini e mio zio a salutarci. Mio zio ha detto che dovevamo
mangiare a casa sua.
Mio padre ha detto:
"Tra poco veniamo!"
Abbiamo mangiato là e la sera siamo andati in campagna da mia zia, dove c'è mio
nonno.
La mia nonna è morta già da sette anni.
Dopo, piano piano, sono cominciate le nostri vacanze. Ogni giorno siamo andati a
mare e qualche volte abbiamo fatto tutta giornata là.
Al ritorno dal mare siamo passati da mio nonno. La casa di mia zia è solo a 100 m
dal mare.
La sera qualche volta siamo usciti.
Mio padre prima di partire mi ha fatto l'assicurazione per la moto e la sera mi
sono fatto i giri per il paese. Mi sono divertito.
Per Ferragosto siamo andati a mare e siamo rimasti fina a notte. Mio padre ha
incontrato un amico suo che era prima anche qui a Düsseldorf e ora è in Italia
per sempre con la sua famiglia gia da tanti tempo.
Avevamo la carne arrosto, la musica. Altre genti accendevano il fuoco. A
mezzanotte tanti genti sono andati in mezzo all'acqua e si sono fatte il bagno.
Non erano assai perché l'acqua era fredda.
Il 26 agosto avevo il compleanno. La mattina sono andato con mio padre a comprare
la torta per la sera.Di pomeriggio siamo andati ancora a mare e la sera siamo
andati a mangiare la pizza con gli amici dei miei genitori. Dopo quando siamo
ritornati a casa abbiamo mangiato la torta assieme con la nostra famiglia.
Giorno trenta siamo partiti per ritornare i Germania.
In queste vacanze mi so' divertito come sempre.

Marcel



Domenica

Era domenica, mi alzai per vedere che ora era. Avevamo solo un orologio al
secondo piano. Come al solito c'era un biglietto, dove c'era scritto:
- Buon giorno! Vengo alle otto. Riscaldati il cibo. Ciao! Mamma.
Così presi un panino che era tra gli altri, poi guardai dalla finestra: niente,
non c'era nessuno. Vicenzina NON ERA Lì, ma di solito era sempre sotto la mi
finestra ad aspettare che io scendessi per fare poi qualche cosa insieme.
Vicenzina ed io eravamo buone amiche, anzi ottime: facevamo tutto insieme, cose
buone e meno buone.
Qui in Suditalia non è permesso uscire tardi, la gente osserva tutto quello che
fai.
Comunque, come ho già detto, Vicenzina ed io eravamo buone amiche. Cominciai a
preoccuparmi, così decisi di andarla a trovare. Misi l'ultimo pezzo di panino in
bocca e scesi giù in paese. Andavo per i vicoli stretti osservando le persone che
erano sedute fuori, davanti alle porte di casa a pettegolare. E' una questione di
cultura. Sono tutti così. Non hanno nient'altro da fare.
La casa era 200 metri dal mare, situata su una collina. Era un posto tranquillo.
La scala portava su una terrazza, ai lati due leoni decoravano l'entrata.
Suonai alla porta e dopo un po' la signora Giorgi mi aprì e mi guardò sorpresa.
Mi disse:
- Vicenzina non c'è.
- dov'è? - chiesi io. Poi vidi che la nonna e il resto della famiglia erano
vestiti di nero. Pensai il peggio.
La signora Giorgi singhiozzando mi disse:
- Vicenzina è andata via da noi.
- Dov'è andata? - chiesi io e la guardai non capendo ancora.
- Ci ha lasciati.
- Come? Vi ha lasciati.
Poi la verità:
- E' morta!
- No, non ci credo. Non è possibile - dissi io e la guardai.
Lei mi fece una carezza e chiuse la porta.
Rimasi di ghiaccio: "E' morta ed io?" Io ero li e non capivo niente, dovevo fare
qualcosa. Scesi le scale di corsa. Camminavo per i vicoli e pensavo:
"Cosa dovevo fare? Cosa?"
Scoppiai a piangere cominciai a correre, non so quanto. Stanca mi sedetti su una
panca. Non avevo neanche visto che c'era qualcuno. Ero sudata, non prendevo più
fiato, avevo gli occhi gonfi.
Di colpo una voce mi chiese:
-Ehi! Cosa hai? Cosa ti è successo?
Mi girai. Una ragazza bellissima dagli occhi neri mi guardava. I riccioli dei
capelli neri le cadevano sulle spalle. Indossava una maglietta e una minigonna,
con un fazzolettino mi asciugava le lacrime dal viso.
Cominciai a raccontare tutto quello che mi era successo e mi raccontò di se,
così cominciammo a conoscerci: aveva la mia stessa età e si chiamava Antonella e
anche lei andava nella stessa scuola. Pelando non c'eravamo accorte che s'era
fatto tardi. Guardò l'orologio e mi disse:
- Devo andare. Ci vediamo domani a scuola. Ciao!
Due anni dopo.
E' domenica. Come al solito c'è un biglietto sul tavolo, dove c'è scritto:
- Buon giorno! Vengo alle otto. Riscaldati il cibo. Ciao! Mamma.
Io guardo dalla finestra e là c'è Antonella che aspetta me per fare qualcosa
insieme.

Lidia



Il mio amico Fabrizio

Fabrizio ha 14 anni ed è uno dei pochi amici che mi sono rimasti in Italia a cui
voglio bene.
Quando vivevo in Italia, prima di aver traslocato per la Germania, avevo tanti
amici, ma con loro ho perso del tutto il contatto, però con Fabrizio no, perché
ci scriviamo delle lettere lunghissime.
Sono molto, ma dico molto felice che siamo rimasti amici e quando ricevo le sue
lettere mi sembra di essere lì a passare i momenti tristi e felici con lui.
Come ci siamo conosciuti?
Io e Fabrizio ci siamo conosciuti alle elementari, dove abbiamo passato con altri
nostri amici giornate indimenticabili, di cui non ci scorderemo mai per tutta la
nostra vita. Poi eravamo nella stessa classe anche alle medie (solo x due anni
però, perché dopo sono partita per la Germania).
Nelle nostre lettere ci raccontiamo spesso dei momenti passati insieme, delle
sensazioni provate e delle cose che rimpiangiamo. Poi ci raccontiamo anche delle
nostre paure, della vita, dei nostri progetti e degli amori. Insomma siamo
diventati amici di penna.
Discorso diretto a Fabrizio:
- Fabrizio, sono felice di averti, di volerti bene e spero che la nostra amicizia
non finisca mai.

Cristina


La mia mia amica preferita

La mia amica si chiama Sceham ed è marocchina. Ha tre fratelli e tre sorelle, due delle quali frequentano la scuola dove andiamo noi due.
Noi abitiamo a tre minuti di distanza. la mattina andiamo insieme a scuola e, quando abbiamo terminato, andiamo di nuovo insieme a casa.
A scuola ci sediamo insieme. Quando abbiamo un problema ci aiutiamo. Il fine settimana ci incontriamo quasi semnpre. Qualche volta parliamo, qualche volta andiamo anche fuori oppure a trovare altre amiche. Noi ci litighiamo anche qualche volta, ma ci scusiamo di nuovo.
Noi ci conosciamo già dalla terza classe. Spero che riamniamo ancora amiche.

Teresa



La mia famiglia

Mia madre ha un bambino che si chiama Marco. Io gioco sempre con mio fratello.
Dopo la scuola di italiano io incontro mio padre quando vado a casa.
Mio fratello Rosario ha il compleanno oggi, 16.3.'94. Alle dieci compie quattro anni.
Io ho una fidanzata molto carina.
Io ho amiche e amici. La mia amica si chiama Gabi. I miei amici si chiamano: Ercan, Erol, Ciabitin, Jamal, Lolo, Triton e le mie amiche si chiamano Monika, Maria e Stefanie.

Gaetano



La casa in Italia

La mia casa in Italia è grande ca. 185 mq. A pianterreno abbiamo una cucina grande, un bagno, la stanza da letto, una stanzetta e un magazzino grandissimo. Al piano di sopra c'è una cucina e la stanza da pranzo con il balcone, mentre dall'altra parte del corridoio c'è uno stanzino, il bagno, due stanzette: una per me e una per mia sorella e la stanza da letto dei miei genitori. Abbiamo già quasi tutti i mobili.
Nel magazzino c'è una porta dalla quale si va nel giardino, nel quale non piantiamo niente perché stiamo qui in Germania, ma se siamo in Italia ci coltiviamo fiori e frutta.
Di fronte alla nostra casa c'è quella di mia zia e altre case anche più avanti. Quando vado in Italia per le vacanze estive mia zia ed io facciamo delle lunghe passeggiate che durano anche un'ora e parliamo di ante cose.
Terrry


Il mio amico Theo

Theo lo conosco già da quando avevo 3 o 4 anni. Per ora abbiamo perso quasi del tutto il contatto. Non è che Theo ed io siamo o eravamo innamorati, noi eravamo come sorella e fratello: lui mi ha detto quasi tutto e io a lui.
Theo è una persona molto speciale; per un maschio è molto sensibile.
A San Silvestro del 1989 ero con lui, suo fratello Marc, i suoi genitori e i miei genitori a Berlino. Abbiamo visto come hanno aperto il muro e tante altre cose.
Quando eravamo piccoli eravamo nella stessa associazione di nuoto. Ora siamo allo stesso ginnasio.
Forse siamo in una fase molto difficile, ma spero che un giorno ci rivedremo più spesso, perché ci sono giorni in cui mi servirebbe un fratello.

Sara



L'ufo

Uno specialista di nome Andrew, una sera si trovava in un bosco con la sua macchina e con lui c'era un amico, Nearly che lavorava in una centrale elettrica.
Ad un certo punto videro una luce abbagliante, scesero dal veicolo e sopra di loro si avvistò un oggetto di forma uguale a quella degli ufo.
Andrew disse a Nearly di restare calmo.
Tutto ad un tratto caddero in un lungo sonno e furono trasportati sulla navicella, dove si svegliarono, dopo del tempo.
Andrew chiese dove erano e se si trovavano nello stesso anno.
Loro risposero:
- Siete su Saturno e vi trovate nell'anno 3898.
Incredibile! Capivano la loro lingua!
- Ma come fate? - chiese Nearly.
- Semplice! Noi conosciamo tutte le lingue.- risposero gli extraterrestri. - Abbiamo scelto voi due terrestri perché è morto il nostro sovrano e non sappiamo chi scegliere fra tutti noi.
- Portateci sul pianeta. disse Andrew.
Arrivati su Saturno, i saturniani li accolsero con grande gioia, perché forse loro avrebbero potuto governare come aveva fatto il loro re.
Andrew disse:
- Ma noi non possiamo regnare qui, il nostro posto è sul pianeta terra.
Allora Nearly propose ai saturniani che il sultano che doveva governare l'avrebbero scelto loro.
Nearly disse:
- Tu sarai il re di questo popolo. riferendosi all'alieno che li aveva portai in quel pianeta.
Dopo furono riportati sul pianeta terra e la navicella sparì in men che non si dica.

Gaia



Le vacanze

Nelle vacanze non ho fatto viaggi. Sono stata a casa tutto il tempo. A Natale ho ricevuto una borsa da viaggio, sei libri, una collana, una cassetta, uno specchio, calze, un libro di scritture segrete e una sedia per il tavolo. Da mie amiche ho ricevuto una tazza con un orso.
Purtroppo non c'era la neve, altrimenti sarei andata con la slitta. Così dovevo stare a casa o incontrarmi con amici.
Lunedì mattina mi sono tagliata alla affettatrice. Sono in bagno dalla mamma, poi ho visto nero davanti agli occhi e sono svenuta. Non so dopo quanto tempo mi sono rialzata. Normalmente non mi impressiono alla vista del sangue, ma questa volta sì. Poi ho deciso di non andare a scuola e sono rimasta a casa.

Sara



Il portamonete di Valeria

E' di colore celeste, è fatto di una stoffa sintetica liscia e lucida. Quando è chiuso da un lato c'è attaccata una striscia in rilievo fatta di gomma nera che si è un po' scucita, soprattutto da un lato, dove il filo che la teneva attaccata non c'è più, perché Valeria l'ha tirato via.
Dall'altro lato c'è una cerniera dello stesso colore del borsellino, aprendo la quale si vede una tasca fatta dello stesso tipo di stoffa del borsellino, ma di colore nero.
Il borsellino è tenuto chiuso da una cerniera americana, liberando la quale il borsellino si divide in tre parti: una serve per mettervi i soldi di carta, dove Valeria mette anche altre cose, come il biglietto dell'appuntamento dal dentista, la patente per guidare la bici, la tessera della scuola, una lettera della sua amica Patrizia e venti marchi.
Nella seconda parte, che si trova davanti alla prima, ci sono tre taschini: due per il largo, uno sopra l'altro e l'altro per il lungo. Nei primi due ci sono rispettivamente i numeri di telefono e le fotografie, mentre nell'ultimo ci sono: la scheda del telefono e l'abbonamento per i mezzi pubblici.


La mia amica ed io

La mia amica si chiama Susan, ha 12 anni, i capelli neri.
Quando ero ancora nella classe vecchia conoscevo solo la sorella di lei, che ha 13 anni. Poi, quando ho ripetuto la classe, ho conosciuto lei. I primi mesi non abbiamo mai parlato, ma una volta mi ha chiesto se conoscevo sua sorella e da quel girono siamo insieme.
Se ho problemi, di cui non posso parlare con i miei genitori, li racconto a lei e anche lei fa così. Quasi tutti i giorni siamo insieme e ci divertiamo a fare arrabbiare la gente.
Lei sa tutti i miei segreti e io so tutto di lei. Può darsi che nelle ferie andiamo insieme in vacanza. Lei è la mia migliore amica perché ha un buon carattere e perché abbiamo gli stessi hobby.
Tutte le mattine ci incontriamo e andiamo insieme a scuola, dove siamo seduti insieme.
Il sabato o la domenica dormo a volte da lei.

Verena



La mia vita

Quando ho finito la scuola voglio imparare l'elettricista. Quando avrò iniziato a lavorare mi cercherò un appartamento dove abitare da solo. Con i soldi che avrò guadagnato mi comprerò una FIAT, con la quale me ne andrò al lavoro.
Quando avrò trovato la mia donna mi sposerò e spero di potere vivere felice insieme a lei. Con lei vorrei avere una bambina e un bambino. Ai miei bambini non darò botte.
Può darsi che io me ne andrò in Italia.

Rosario


A Vodo

In Italia non abito in una grande città, abito in un piccolo paese con il nome Vodo di Cadore. Non abito neanche in un appartamento, abito in una piccola casa, dove è nato mio papà. A Vodo abitano tanti dei miei parenti, zii, cugini e cugine, solo che mia nonna e mio nonna sono morti. Mia nonna non l'ho neanche conosciuta perché è morta quando mia madre era in cinta. Mio nonno l'ho conosciuta da piccola, quando avevo tre o quattro è morto anche lui. a ho una cara zia che mi racconta tutto di mio nonno e di mia nonna.
Quando sono in Italia sono tutti così cari, anzi sono carissimi e mi fanno sentire ogni giorno che mi amano.
Ho anche tante amiche che hanno la mia stessa età, ma in Italia è difficile trovare una amica perché le ragazze di quattordici anni giocano ancora con le bambole, portano tutti i giorni le gonne, ogni domenica vanno in chiesa e non mettono mai i pantaloni o le scarpe da ginnastica. Soprattutto mi disturba però il fatto che ogni giorno vogliono fare qualcosa per la scuola anche se ci sono le vacanze.
Comunque in Italia mi piace quasi tutto: il carattere della gente, il tempo, la montagna, il fatto che non ci sono tante macchine e anche la natura.
Da noi in Italia non c'è il mare e neppure la spiaggia, ma da noi sulla montagna si possono tante cose che non si possono fare sulla spiaggia. Con i miei amici faccio gite in moto e in macchina perché loro hanno venti anni e hanno già da due anni la patente.
Mi piace tanto in Italia, ma non so se voglio stare là per sempre. Per me è sempre così: quando sono in Italia sogno della Germania e quando sono in Germania sogno dell'Italia.

Daniela



La mia amica

La mia amica si chiama Elham, ha 13 anni, gli occhi grandi, i capelli lunghi e andiamo nella stessa classe. Quando eravamo nella vecchia classe, non parlavamo insieme. Adesso siamo i migliori amici. Quando una delle due ha problemi ci aiutiamo a vicenda.
Noi siamo tutti i giorni insieme e ci divertiamo a fare arrabbiare la gente. I vestiti che mi compro io lei anche se li compra. Noi siamo come due gemelle. Abbiamo anche gli stessi hobby, come per esempio: ballare, andare in bici, pattinaggio e tante altre cose.
Tutte le mattine lei mi viene a prendere per andare insieme a scuola. Tutte le domeniche lei viene a dormire da me o io da lei.
Lei mi ha detto un segreto: suo fratello si è innamorato di me. Da quel giorno io non voglio dormire più da lei.
I genitori di lei sono molto bravi. Lei ha altri quattro fratelli e tre sorelle che sono anche tutti bravi. Solo con il fratello che si è innamorato di me litighiamo sempre. Anche lui è simpatico.
Noi non litighiamo mai. Solo una volta abbiamo litigato per una ragazza stupida, ma di questo non voglio parlare. Spero che io e lei non litighiamo mai più.
Noi siamo felici di essere amici.

Angelina



I miei anni scolastici

Prima, quando avevo un paio d'anni, andavo all'asilo, come tutti i bambini che avevano suppergiù la mia età. Poi, con sei anni, ho incominciato ad andare alla scuola elementare.
La scuola era quasi un'ora lontano di casa mia quando si prendeva il tram o il bus. La scuI ola si chiama(va) GGS Gemeinschafts Grundschule Vennhauser Allee a Eller. Lì facevo la scuola tedesca normale fino all'una, una e mezza, dipendeva. Dopo la scuola c'era un doposcuola solo per i bambini italiani. A questa scuola andavo per quattro anni. Ogni giorno dalle 8 fino alle 17. Poiché i miei genitori avevano sempre paura di mandarmi da sola e farmi tornare da sola, mi hanno mandato sempre col bussino che mi veniva a prendere e che poi, dopo la scuola, alle 17, mi riportava a casa come tanti altri bambini italiani. Nei primi due anni c'erano due maestri di doposcuola che erano molto bravi con me. Erano la maestra M. e il maestro D'A.. Erano come se fossero miei zii, come parenti). Dopo, quando avevo finito la seconda classe, alla classe di doposcuola del maestro Fusco. Dopo la seconda classe la maestra Martinez e il maestro D'Anca se ne sono andati da questa scuola al posto di loro sono venuti due altri maestri, che erano la maestra Tomeo e il maestro Gentile. Loro facevano il doposcuola per la prima e la seconda classe, invece il maestro Fusco della terza e della quarta classe. Ogni giorno avevamo tutti i bambini italiani un'ora di italiano con la maestra Laura (Rütten), mentre i tedeschi facevano qualche altra lezione. Lei era come se fosse la seconda mamma nostra, faceva quasi tutto per noi, come pure il maestro Fusco e tutti gli altri insegnanti. Il maestro Fusco era veramente bravo. Qualche volta era un po' più duro, ma mo mi dico sempre che faceva bene di essere così pure se mi mettevo a piangere. Ogni giorno facevamo una pausa che durava sempre più di un'ora. Lui ci faceva ballare, cantare , leggere e tante altre cose. Poi, quando ho finito al quarta classe, ero tanto contenta perché non avevo più voglia di essere nella classe di lui. Mo mi dico che ero un po' stupida perché lui voleva solo divertirci e voleva sempre il bene per noi. Dopo la quarta sono andata al Leibniz-Gymnasium a Düsseldorf. Dopo il primo semestre della settima classe sono andata ad un'altra scuola, la Stephanien-Realschule, perché non era buona la mia pagella e non ce la facevo più. Mo faccio l'ottava classe a questa scuola.
Mi sembra che ho raccontato più della scuola elementare che degli altri anni, ma mi sembra che quei quattro anni di scuola lì erano i più belli fino a mo.

Angela



Sette animali

Quando avevo dieci anni avevo sette animali a casa: un cane, un coniglio, quattro uccellini e un criceto. C'era sempre un casino a casa, perché, quando suonavano alla porta, il cane abbaiava, gli uccellini volevano andare fuori e il coniglio e il criceto avevano paura perché il cane abbaiava.
Così mia madre ha regalato il coniglio alla mia amica, gli uccellini a una signora e io ho tenuto il criceto e il cane.
Due anni fa il mio criceto è morto perché aveva qualcosa alla gamba.
Adesso è rimasto solo la mia cagna: si chiama Bianca e ha otto anni.

Valeria



La mia amica

La mia amica ha 14 anni e abita a Meerbusch con i suoi genitori e con suo fratello. Lei ha i capelli biondi, lunghi fino alle spalle e degli occhi di colore verde. Lei va nella stessa scuola dove vado io, il "Cornelius Gymnasium".
Dopo la scuola lei quasi sempre viene presa da suo padre con la macchina. Di pomeriggio noi ci incontriamo spesso e andiamo al cinema, al Mc Donalds, in città, a casa mia o a casa sua.
Siccome lei va a scuola di danza e il fine settimana delle volte ci sono delle feste, noi ci andiamo insieme e ci divertiamo molto. Quando vado alle feste poi io dormo da lei, perché io abito lontano dalla scuola di danza e le feste vanno fino a tardi.
Quando ho dei problemi posso andare da lei e raccontarglieli e lei viene anche da me con i suoi problemi e noi li risolviamo insieme.
Lei è la mia migliore amica e io non la voglio perdere.

Anna



La mia amica turca

La mia amica si chiama Aynur è turca ed ha 13 anni. La città della Turchia d dove viene si chiama Istambul, che è anche la capitale ed è quindi molto grande.
Aynur mi ha detto che quando avrò 18 anni potrò andare in vacanza con lei a Istambul perché loro hanno una casa grande con tante camere.
Aynur è venuta in Germania a 12 anni e non sapeva parlare bene il tedesco. A 13 anni è venuta nella mia classe e sapeva già parlare tedesco.
Lei mi è stata subito simpatica e mi diceva che sono venuti in Germania solo perché il padre voleva che Aynur potesse avere una bella fanciullezza.
Era tutto a posto fino al giorno in cui uno della nostra scuola le ha detto brutte parole come:
- Vai in Turchia, brutta faccia di una turca.
Da quel giorno lei aveva paura di venire a scuola e piangeva tutto il giorno e tutta la notte. Io parlavo con lei e le dicevo che non tutti i tedeschi sono così.
Noi due siamo andati dal direttore della nostra scuola e lui chiamò quel ragazzo e gli disse che avrebbe fatto ancora qualcosa del genere, l'avrebbe buttato fuori dalla scuola.
Il ragazzo chiese scusa ad Aynur e disse che non voleva fare più una cosa del genere.
Da questo giorno Aynur viene di nuovo tranquilla a scuola. Lei non ha più paura perché ha tanti amici tedeschi e soprattutto a me.

Daniela



Cappuccetto Rosso

C'era una volta una bella bimba che tutti chiamavano "Cappuccetto Rosso", perché indossava una mantellina e un cappuccetto rosso, che le erano stati regalati dalla nonna.
Un giorno la mamma, che aveva preparato alcune gustose focacce, la chiamò.
M - Cappuccetto Rosso!
C - Sì, mamma! Vengo.
M - Dov'eri?
C - Ero nel bosco a raccogliere fragole e margheritine.
M - Bene, Cappuccetto! Adesso devi andare dalla nonna a portarle qualcosa da mangiare perché sta male.
C - Va bene mamma. Mi porterò il mio cestino e le raccoglierò un mazzolino di fiori.
M - No, no, Cappuccetto, non devi fermarti nel bosco. Potresti incontrare il lupo.
C - Va bene, mamma. Ciao!

Cappuccetto si allontana e si chiude il sipario.

N - Cappuccetto si mise subito in cammino, ma ben presto si dimenticò quello che aveva promesso alla mamma.

Si apre il sipario.

C - Che belle fragole rosse! Come sono mature! Ne raccoglierò un po' per la nonna. Che belle margheritine!
Oh, non mi posso fermare. L'ho promesso alla mamma. Ciao uccellini. Ciao coniglietti, devo correre dalla nonna.

Si sente un fruscio e compare il lupo in scena.

L - Ciao! Chi sei?
C - Sono una bambina.
L - Come ti chiami?
C - Mi chiamo Cappuccetto Rosso.
L - Dove abiti?
C - Abito nella casa rossa fuori del bosco. Tu chi sei?
L - Sono un lupo.
C. Come ti chiami?
L - Mi chiamo lupone. Dove vai Cappuccetto?
C - Vado dalla nonna.
L - Dove abita la tua nonna?
C - La mia nonna abita alla fine del bosco, in quella casa gialla laggiù.
L - Facciamo a gara a chi arriva prima?
C - Sì, sì.
L - Bene! Tu percorri questa strada e io percorrerò quell'altra.
C - Sì, va bene, lupo. Ciao!

N - Il lupo si mise a correre per la via più breve con quanto fiato aveva e la bimba si incamminò per quella più lunga, divertendosi e raccogliere nocciole, fiorellini, a inseguire farfalle e ad ascoltare il canto degli uccelli.
Il lupo naturalmente giunse in un baleno a casa della nonna e bussò.

Si apre il sipario.

L - Toc toc.
N - Chi è?
L - Sono io, la tua nipotina, Cappuccetto Rosso.
N - Entra. La porta è aperta.
L - Io sono il lupo e ti mangio. Ahm.

N - Il lupo, dopo aver mangiato la nonna, indossò la sua camicia da notte, la sua cuffia e si coricò nel suo letto. Poco dopo arrivò Cappuccetto Rosso.

C - Toc toc.
L - Chi è?
C - Sono io, la tua nipotina.
L - Vieni avanti, piccina mia. La porta è aperta.
C - Nonna, che vocione hai!
L - perché tu possa sentirmi meglio, bambina mia!
C - Nonna, che occhi grandi hai!
L - Per vederti meglio, bambina mia!
C - O nonna, che orecchie grandi hai!
L - E' per sentirti meglio, bambina mia!
C - Nonna, che braccia lunghe hai!
L - Per abbraccciarti meglio, bambina mia!
C - Nonna, che bocca grande hai!
L - Per mangiarti meglio!

N - E così dicendo il lupo malvagio si gettò su Cappuccetto Rosso e la divorò in un sol boccone. Poi con la pancia piena si addormentò all'istante e si mise a russare.
Ma la storia, cari bambini, non finisce qui, perché dovete sapere che in quel villaggio viveva un cacciatore nemico di Lupone. Egli, quando andava a caccia nel bosco, passava sempre accanto alla casa della nonna e non mancava mai di salutarla e chiamarla.


Cac - Nonnina, nonnina! Come state?

N - Questa volta la nonna non rispose come al solito. Pensando che stesse male, aprì la porta ed entrò.

Cac - Ma cosa è successo? Ma guarda un po', il lupo nel letto della nonna. Vuoi vedere che quel briccone se l'è mangiata. Lupo Lupone, hai finito di mangiare la gente. Bum, bum.

N - Il cacciatore tagliò la pancia del lupo e con sua grande sorpresa vide saltare fuori non solo la nonna, ma anche Cappuccetto Rosso.

N - Siete arrivato finalmente! Stavamo piuttosto strette nella pancia del lupo. Grazie, cacciatore!
C - Grazie, cacciatore.

N - Tutti si abbracciarono.

Cac - Prego, prego, Cappuccetto, ma tu, mia cara, hai disubbidito alla mamma.
C - E' vero cacciatore. Non lo farò mai più.

Mi chiamo Daniela e quest'anno, il 16 aprile compio 12 anni. Sono italiana, ma sono nata qui A Düsseldorf. Ho due sorelle tutte e due più grandi di me e tutte e due sono nate anche qui. Le mie sorelle sono brave; qualche volta litighiamo, ma questo non fa niente perché voglio bene loro lo stesso.
Nelle vacanze d'estate siamo andati in Italia. Una settimana dopo con i miei genitori e mia cugina sono andata al mare. Ci siamo divertiti molto e abbiamo fatto tante risate che non potevamo più finire di ridere. La sera andavamo a passeggio e, quando non avevamo più voglia, prendevamo la moto e facevamo dei giri.
Una volta siamo andati alle serre a vedere una partita di pallone e siamo tornati tardi a casa.
Le mie sorelle un giorno hanno fatto una festa con i loro amici. Hanno ballato, hanno cantato, hanno bevuto e hanno fatto tutto quello che si può fare in una festa. Alle due di mattina sono andati tutti a casa. I miei genitori erano andati da mia zia perché sapevano che le mie sorelle volevano fare una festa lunga. Mia cugina ha dormito da noi, ma prima di andare a letto abbiamo fatto un gioco bellissimo.
Alle tre non potevamo ancora dormire, allora ci siamo coricati e abbiamo raccontato le barzellette. Poi non so più cosa è successo perché mi sono addormentata.
Il giorno dopo, quando mi sono svegliata ho cercato di ricordarmi tutto quello che avevo fatto il giorno prima e mi sono accorta solo allora che quello era stato un giorno bellissimo perché ero stata insieme a tutti gli amici che conosco in Italia.

Daniela



Mia sorella

Io ho una sorella che non è facile. Anche se la gente dice che i genitori non hanno la vita facile, io non ho neanche la vita facile,perché mi fa arrabbiare sempre.
Quando io ho qualcosa, per esempio, allora lei dice:
- mamma. sono arrabbiata perché tu hai comprato qualcosa a Caterina e a me niente. Non lo trovo giusto.
E sì, va proprio così nella mia famiglia.
Mio padre allora dice:
- Patrizia, però tu hai altre che cose che Caterina non ha. E adesso basta. Capito, Patrizia e Caterina?
Così è mio padre.
Il giorno dopo ricomincia tutto d'accapo, però allora tocca a mia madre arrabbiarsi come mio padre.

Caterina



Come si dice in italiano

Ciao ragazzi! Mi chiamo Caterina e sono al corso di italiano e se delle volte non so qualcosa allora dico:
-Come si dice in italiano?
E si! Si dice proprio così nel mio corso di italiano, ma quando io dico qualcosa di difficile allora il mio maestro dice:
Brava Caterina.
Certe volte mi riesce di dire anche una frase intera. Allora il mio maestro dice anche:
-Brava Caterina.
Se la mia storia vi è piaciuta andate pure voi in un corso di italiano.
Buona fortuna.

Caterina



La scuola di danza

Il mio primo giorno era molto bello perché ho incontrato una amica italiana che si chiama Carmela. Quando la scuola di danza è finita siamo andati al Mac Donald con i nostri genitori. I genitori hanno fatto così conoscenza. Lei aveva un fratello di 14 anni, al quale piace giocare al Nintendo come a me.
Loro venivano da noi e noi andavamo da loro.
La scuola di danza era ogni lunedì e ogni martedì, solo che io dovevo andare ogni lunedì a scuola di italiano e ogni martedì dal dottore. Io e lei non ci siamo andati più ma siamo rimasti buoni amici.
Pure suo fratello è bravo come sua sorella e i suoi genitori pure.

Maria



Dedicato

Questa lettera la dedico a tutti quelli che hanno cercato amore e non ne hanno trovato mai.
Trovare una donna che ti ama è come trovare l'ombra in una stanza illuminata. Dico così perché io lo so com'è se un ragazzo è innamorato in una ragazza e lei non lo vuole. Le ragazze non possono immaginare, com'è difficile per un ragazzo. La vita non ha più senso. L'unica cosa a cui pensa è:
- Perché lui no e l'altro che sembra uno scarafaggio sì?
Ma le donne, loro non vogliono capire che non è importante se un ragazzo è bello o brutto; è il carattere che è importante.
Mi dispiace che quasi tutte le donne siano così.
Ma poi alla fine ce ne sono tante ragazze!
E noi non dobbiamo romperci la vita per loro?

Michelangelo



Le vacanze di Ottobre

Prima non volevo partire per le vacanze di Ottobre perché i miei amici sarebbero rimasti a Düsseldorf e non li avrei visti per una settimana. Dopo però dovetti partire lo stesso.
La mia mamma è rimasta a Düsseldorf e, quando il mio papà ed io siamo partiti, ero triste del fatto che la mia mamma doveva restare in Germania e non poteva venire con noi.
Durante il viaggio parlavo tanto con mio padre dei miei zii e degli amici di mio padre.
Dopo 12 ore di viaggio siamo arrivati a Vado di Cadore, il paese dove è nato il mio papà.
Il primo giorno sono andata a salutare i miei amici e soprattutto i miei parenti.
Con i miei amici mi sono divertita molto soprattutto un sabato, quando sono venuti a prendermi con la moto.
Alla fine del giro dissi che il giorno dopo sarei dovuta partire e così abbiamo festeggiato tutta la notte.
La mattina ero tanto triste: tutti erano così cari ed io volevo stare ancora lì.
Ho pianto tutto il viaggio, ma dopo, quando sono arrivata in Germania con i miei compagni di classe e con la mia famiglia ero felice di stare con loro.
Daniela de Lorenzo

In estate ho passato le mie vacanze in Italia. Siamo partiti da Düsseldorf con il treno. Abbiamo impiegato due giorni e mezzo che non dimenticherò mai per gli strapazzi che abbiamo avuto.
I nostri zii e gli altri parenti ci aspettavano alla stazione di Agrigento.
Il giorno dopo siamo andati con tutta la famiglia al mare. Sulla spiaggia abbiamo giocato a tennis, a calcio e tante altre cose. Poi ci siamo buttati in acqua e ci siamo rinfrescati. Quando abbiamo finito di nuotare avevamo molta fame e ce ne siamo andati in un ristorante a mangiare una bella pizza. Poi, verso le cinque di pomeriggio, siamo tornati a casa. Io mi sono cambiato e sono uscito con il amico Davide e sono andato in piazza con il motorino. Poi, sempre con il motorino, siamo andati in un altro paese a festeggiare il compleanno di un'amica, dove abbiamo ballato e abbiamo fatto giochi in coppia. Io ballavo con la mia amica Francesca e il mio amico con un'altra ragazza.

Domenico



Il mio amico Fabrizio

Fabrizio ha 14 anni ed è uno dei pochi amici che mi sono rimasti in Italia a cui voglio bene.
Quando vivevo in Italia, prima di aver traslocato per la Germania, avevo tanti amici, ma con loro ho perso del tutto il contatto, però con Fabrizio no, perché ci scriviamo delle lettere lunghissime.
Sono molto, ma dico molto felice che siamo rimasti amici e quando ricevo le sue lettere mi sembra di essere lì a passare i momenti tristi e felici con lui.
Come ci siamo conosciuti?
Io e Fabrizio ci siamo conosciuti alle elementari, dove abbiamo passato con altri nostri amici giornate indimenticabili, di cui non ci scorderemo mai per tutta la nostra vita. Poi eravamo nella stessa classe anche alle medie (solo x due anni però, perché dopo sono partita per la Germania).
Nelle nostre lettere ci raccontiamo spesso dei momenti passati insieme, delle sensazioni provate e delle cose che rimpiangiamo. Poi ci raccontiamo anche delle nostre paure, della vita, dei nostri progetti e degli amori. Insomma siamo diventati amici di penna.
Discorso diretto a Fabrizio:
- Fabrizio, sono felice di averti, di volerti bene e spero che la nostra amicizia non finisca mai.

Cristina



Eva, la mia amica

Ho una simpatica amica, con la quale frequento la stessa classe.
Quando sono andata con le mie amiche nella classe che frequento adesso, la maestra mi ha detto che dovevo sedermi accanto a lei, ma io non volevo. Dopo qualche giorno siamo andati insieme con il tram a scuola e adesso siamo buone amiche.
Qualche volta andiamo al cinema e ci divertiamo sempre quando siamo insieme.
Lei viene quasi ogni due gironi da me o io vado da lei e facciamo i compiti insieme.
La madre è molto brava. I genitori di lei sono nati in Polonia. Lei è nata pure là, ma è cresciuta in Germania.
Quando abbiamo problemi ce li confidiamo a vicenda, perché è bello quando una ascolta l'altra.
Una volta ci siamo innamorati dello stesso ragazzo. Abbiamo discusso e abbiamo concluso che non poteva continuare in quel modo. Abbiamo litigato e non ci siamo parlate più.
Dopo qualche giorno abbiamo fatto la pace e adesso non ci pensiamo più.

Rosi



Domenica

Era domenica, mi alzai per vedere che ora era. Avevamo solo un orologio al secondo piano. Come al solito c'era un biglietto, dove c'era scritto:
- Buon giorno! Vengo alle otto. Riscaldati il cibo. Ciao! Mamma.
Così presi un panino che era tra gli altri, poi guardai dalla finestra: niente, non c'era nessuno. Vicenzina NON ERA Lì, ma di solito era sempre sotto la mi finestra ad aspettare che io scendessi per fare poi qualche cosa insieme. Vicenzina ed io eravamo buone amiche, anzi ottime: facevamo tutto insieme, cose buone e meno buone.
Qui in Suditalia non è permesso uscire tardi, la gente osserva tutto quello che fai.
Comunque, come ho già detto, Vicenzina ed io eravamo buone amiche. Cominciai a preoccuparmi, così decisi di andarla a trovare. Misi l'ultimo pezzo di panino in bocca e scesi giù in paese. Andavo per i vicoli stretti osservando le persone che erano sedute fuori, davanti alle porte di casa a pettegolare. E' una questione di cultura. Sono tutti così. Non hanno nient'altro da fare.
La casa era 200 metri dal mare, situata su una collina. Era un posto tranquillo. La scala portava su una terrazza, ai lati due leoni decoravano l'entrata.
Suonai alla porta e dopo un po' la signora Giorgi mi aprì e mi guardò sorpresa. Mi disse:
- Vicenzina non c'è.
- dov'è? - chiesi io. Poi vidi che la nonna e il resto della famiglia erano vestiti di nero. Pensai il peggio.
La signora Giorgi singhiozzando mi disse:
- Vicenzina è andata via da noi.
- Dov'è andata? - chiesi io e la guardai non capendo ancora.
- Ci ha lasciati.
- Come? Vi ha lasciati.
Poi la verità:
- E' morta!
- No, non ci credo. Non è possibile - dissi io e la guardai.
Lei mi fece una carezza e chiuse la porta.
Rimasi di ghiaccio: "E' morta ed io?" Io ero li e non capivo niente, dovevo fare qualcosa. Scesi le scale di corsa. Camminavo per i vicoli e pensavo:
"Cosa dovevo fare? Cosa?"
Scoppiai a piangere cominciai a correre, non so quanto. Stanca mi sedetti su una panca. Non avevo neanche visto che c'era qualcuno. Ero sudata, non prendevo più fiato, avevo gli occhi gonfi.
Di colpo una voce mi chiese:
-Ehi! Cosa hai? Cosa ti è successo?
Mi girai. Una ragazza bellissima dagli occhi neri mi guardava. I riccioli dei capelli neri le cadevano sulle spalle. Indossava una maglietta e una minigonna, con un fazzolettino mi asciugava le lacrime dal viso.
Cominciai a raccontare tutto quello che mi era successo e mi raccontò di se, così cominciammo a conoscerci: aveva la mia stessa età e si chiamava Antonella e anche lei andava nella stessa scuola. Pelando non c'eravamo accorte che s'era fatto tardi. Guardò l'orologio e mi disse:
- Devo andare. Ci vediamo domani a scuola. Ciao!
Due anni dopo.
E' domenica. Come al solito c'è un biglietto sul tavolo, dove c'è scritto:
- Buon giorno! Vengo alle otto. Riscaldati il cibo. Ciao! Mamma.
Io guardo dalla finestra e là c'è Antonella che aspetta me per fare qualcosa insieme.

Lidia


Il mio fratellino Maurizio

Il mio piccolo fratello Maurizio ha 7 settimane. Lui è molto piccolo e per questo lui ogni notte piange perché ha fame. Si sveglia sempre alle 3 o alle 5 circa. Lui dorme nella stanza da letto dei miei genitori e così non lo sento. Meno male perché io la mattina devo andare a scuola.
Quando si sveglia di giorno certe volte il latte glielo devo fare io. Lui mangia il latte materno e quello per i lattanti. Non ci vuole niente per preparare il latte: si deve fare bollire l'acqua, che prepariamo già prima, si deve aggiungere il latte in polvere e si deve fare raffreddare.
Come ogni neonato, Maurizio deve essere cambiato sempre, ma io non lo cambio perché c'è mia nonna sempre a casa.
Mio fratello grida e piange molte volte e mi disturba, ma lo stesso io gli voglio bene tanto.

Antonella



Il mio futuro

Fra due anni incomincio l'apprendistato di informatica. Se ce la faccio mi troverò la ragazza dei sogni che è la giusta per me. E' uguale se nera, verde, gialla o rosa, basta che abbia un viso bello e una figura bella. Se sarà così voglio avere dei figli che mi rispettino, però voglio essere anche un buon padre.
Voglio avere una casa vicino al bosco perché ogni giorno voglio uscire con mia moglie e i miei figli. Però voglio avere un piccolo cane per i miei figli. Voglio avere una macchina grande, ma non una macchina qualunque come una FIAT, Opel, Mercedes, BMW o VW, voglio avere una Pontiac bella grande di colore Tornado rosso metallizzato. Il mio grande desiderio è che i miei genitori vivano a lungo e non si ammalino.

Francesco



Gabriella si sposa

Domani c'è una grande festa in casa di Giuseppe: sua sorella Gabriella si sposa. In casa c'è un po' di confusione ma la sera è tutto pronto per la festa di domani: i regali sono ordinati sulla tavola.
Gabriella si sposa con un giovane e sarà felice; mamma e papà sono tristi, ma anche un pochino tristi, perché lo sanno che Gabriella va via. La mamma la vede piccolina piccolina e dopo una bambina e subito dopo una bella ragazzetta e poi com'è oggi.
La mamma è triste, ma lei lo sa che verrà a trovarla.

Lucia



La vita dei miei genitori

La mia famiglia è formata da quattro persone: mia madre e mia sorella, io e mio padre. Mio padre è venuto qua in Germania nel 1970, però lui non voleva andare a lavorare, era venuto per divertirsi un po' andando in discoteca, però dopo due anni si è messo a lavorare alla Glashütte perché ha deciso di restare qua.
Mia madre è venuta con la sua famiglia a qquattordici anni, ha fatto un anno di scuola tedesca e poi ha incominciato a lavorare già prima di finire la scuola. Siccome mia nonno emia nonna non avevano assai soldi, doveva lavorare tutta la famiglia.
Un giorno mentre mia madre stava in città e mio padre anche si sono visti e si sono innamorati fra di loro e benché non si conoscessero si misero a parlare tra insieme. Mia madre decise di stare con mio padre a patto però che sisposassero.
Dopo tre anni sono nato io, però prima del previsto. Invece di nascere il 15 settembre, come avevano detto i dottori, sono nato il 22 agosto.
Due anni, il 21 gennaio, è nata mia sorella.
Così si è formata la mia famiglia e di questo sono contento. Io e mia sorella andiamo ancora a scuola: mia sorella nella sesta ed io nella nona.
Fra due anni incomincio a lavorare, però non so che devo fare.
Mi deciderò presto.

Francesco



La gita scolastica

L'anno scorso la mia classe ed io abbiamo fatto una gita a Waldbröhl. La casa dove dovevamo dormire era isolata, era nel bosco, dove non passava quasi nessuno, neanche il bus e nemmeno una macchina. L'a siamo andati con l'autobus dalla scuola.
Nella stanza ero con altre tre amiche. Le femmine dovevano stare dalla parte destra e i ragazzi dalla parte sinistra. Sono venuti anche due maestri: una donna e un uomo.
Le mie amiche ed io ci siamo alzati presto la mattina, perché dovevamo preparare la tavola nella sala. Era sotto ed era davvero grande. I grandi hanno dormito veramente a lungo, però nessuno diceva niente, così le femmine hanno fatto tutto.
Un giorno siamo andati in città per comprare qualcosa da mangiare o un ricordo del paese. Abbiamo fatto lunghe passeggiate in città, ma anche nel bosco. Dopo ci facevano male i piedi.
Il nostro maestro, che insegnava matematica e sport, aveva fatto un torneo di ping-pong con noi. Le mie amiche Jessica e Andrea hanno vinto ed il nostro maestro per premio ha regalato loro della cioccolata.
Quando faceva buio, verso le undici, la nostra maestra passava nella nostra stanza per vedere se stavamo dormendo o no. Noi facevamo finta di dormire e la nostra maestra andava a dormire. Poi noi andavamo nelle stanze dei ragazzi per chiacchierare con loro. Delle volte i maschi venivano anche da noi e giocavamo "Wahrheit oder Pflicht".
L'ultimo giorno abbiamo fatto una festa da ballo con tutti i ragazzi. Abbiamo ballato e la mia amica ed io abbiamo fatto i Diskjoker.
Alle 11 di sera la festa è finita.
La mattina dopo ci siamo dovuti alzare presto perché dovevamo tornare a casa.
L'autobus aspettava già di fronte alla casa. Noi non volevamo partire. Così, quando siamo saliti dentro l'autobus, abbiamo pianto un po' e abbiamo cantato delle belle canzoni per tutto il viaggio per schiacciare la tristezza.
In tutto siamo stati una settimana a Waldbröhl ed era veramente bellissimo.
Quando siamo arrivati a scuola i miei genitori aspettavano con la macchina là e tutti raccontavano come era sa Waldbröhl.

Rosi



Il compito di latino

Oggi in classe abbiamo fatto un compito di latino, ma solo quegli scolari che un anno e mezzo fa hanno scelto il latino (10), gli altri (17) avevano scelto il francese.
Ho incominciato a ripetere le cose già da domenica. Stamattina, quando sono arrivata a scuola, tutti i latini erano molto, ma molto agitati. Il compito lo scrivevamo nella quarta ora. Il tempo passava velocissimo. Io e altri scolari durante le ore matematica, politica e inglese avevamo i libri di latino aperti sui banchi. I francesi ormai si sono abituati al fatto che siamo così agitati prima di un compito di latino a provano a farci calmare. Loro non capiscono tanto perché ci comportiamo così e per dire la verità nessuno dei latini glielo può spiegare: il nostro cuore batte sempre più veloce quando guardiamo l'orologio e ci accorgiamo che l'ora viene sempre più vicina.
Muoviamo 100 volte la morte. E' proprio una cosa incredibile cosa succede con noi, sempre quando facciamo un compito in classe di latino.
Quando poi entra la maestra ci fa mettere tutti in un posto diverso, così non possiamo copiare.
Il grande momento è sempre quando guardiamo sul foglio. Si sentono sempre dei commenti. Certi dicono:
- No!
Gli altri:
_ Ah!
Dopo, finito il compito e una esce dalla classe è proprio felice e le cose della vita le vede di nuovo positivamente.
Siamo di nuovo happy.

Valeria



La camera di Rosi

La camera di Rosi è allegra e simpatica. Ha una grande finestra. Sulla finestra c'è un piccolo fiore giallo.
Il letto di Rosi è bianco. Sul letto c'è un cuscino verde e un grande piumino colorato.
- Ecco la scrivania di Rosi e della sorella Barbara!
Anche la scrivania è bianca. Sulla scrivania c'è una bella lampada rosa.
- Ecco l'armadio!
E' grande ed ha due porte.
La cartella di Rosi è sulla sedia. Vicino al letto c'è un piccolo cane bianco. Rosi ha anche una comoda poltrona. E' rosa. Anche il tappeto è colorato: bianco, giallo, verde, marrone e blu.

Lucia



Lo straniero

Era un giorno di settimana ed io stavo aspettando alla stazione il treno per andare a casa.
Il treno che dovevo prendere io era quello che doveva arrivare subito dopo. Il binario era l'undicesimo, in cui doveva arrivare il S7 in direzione Solingen Olighs.
Ad un tratto una persona nera mi domandò qualche cosa, di cui io capii solo Duisburg.
Lo dovevo aiutare in qualche modo. Allora ho iniziato a fargli capire che il treno per Duisburg partiva dal quattordicesimo binario, però lui non riusciva a capire, anche se io continuavo .
Non lo potevo piantare in asso. Dovcvo fargli capire dove partiva il treno per Duisburg. Allora gli feci cenno di seguirmi e lui mi capì.
Ho dovuto portarlo io al binario del treno per Duisburg e aspettare finché non arrivasse il treno e fargli cenno di salire.
Così, tornato sul binario dove dovevo prendere il treno, dovetti aspettare il successivo.

Marco



Ogni lunedì è così

Di mattina mi alzo alle sette e un quarto, mi lavo e mi vesto. Poi faccio colazione, prendo la borsa, la mamma mi dà un gran bacione e vado a scuola.
Le lezioni iniziano alle otto e un quarto. Verso le undici meno venti si va nella pausa. Durante la pausa io mangio o scherzo con la mia maestra. Qualche volta gioco anche a pallacanestro.
Alle undici iniziano di nuovo le lezioni.
La scuola termina alle tredici e venticinque. Ritorno a casa e per strada parlo con i miei compagni di scuola.
Quando ritorno la mia mamma mi dà un grande bacione perché lei deve andare al lavoro.
Prima di andare a scuola di italiano mi preparo la borsa e mangio quello che mi ha fatto mia madre.
Dopo prendo il tram alle due o mezzo o più tardi e vado a scuola di italiano.
La scuola termina alle cinque e mezza.
Quando ritorno a casa c'è mio padre che mi ha preparato una bella cena, ma prima agli do un bel gran bacione.
Dopo cena faccio i miei compiti e, quando ho terminato, mi lavo i denti e vado a letto.
E così si vede quanti bacioni ho pigliato in un giorno.

Roberto



Il mare

Il mare per me è il più bel posto del mondo, perché è il posto dove posso pensare.
Quando io ho problemi vado sempre al mare e guardo come tramonta il sole e ascolto le onde del mare.
Questo mi dà energia e mi fa sentire un po' meglio.
Al mare faccio anche l'allenamento al pallone.
Se ho fatto qualcosa di male o se devo prender una decisione, vado sempre al mare e penso a quello che devo fare.
Se tutti hanno un posto dove stare da soli e possono pensare alle cose, tutto diventa più facile.

Michelangelo


Un'esperienza personale

Nell'estate del 1991 mia madre, mio padre, mia sorella ed io abbiamo trascorso le nostre ferie in un albergo
di Ibiza, un'isola della Spagna.
Subito dopo essere arrivati in albergo siamo andati a vedere la spiaggia: era molto bella.
Dopo circa una settimana che eravamo là, come sempre dopo la colazione, siamo andati a l mare e questa volta con un amico che si chiama Peter, che trascorreva le sue ferie a Ibiza. Peter ed io volevamo andarci la mattina presto per pescare con la rete, solo che eravamo stanchi e abbiamo continuato a dormire. Così siamo andati con i nostri genitori. Comunque Peter ed io volevamo ugualmente pescare con la nostra rete. Prima però ci siamo messi a giocare a pallone sulla spiaggia.
Dopo la partita ci siamo messi a pescare per vedere se riuscivamo a pescare qualche pesce. Ad un tratto Peter ha visto un polipo e con pronta reazione è riuscito a prenderlo con la rete. Lui aveva paura di prenderlo in mano, ma io l'ho preso e siamo andati a riva.
La gente era curiosa e veniva a guardare.
Mio padre per scherzo aveva detto che lo voleva uccidere e friggerlo, ma il padre di Peter diceva che era troppo giovane, per cui abbiamo deciso di salire su una roccia e buttarlo di nuovo in acqua. Cosa che abbiamo fatto ridando la libertà al polipo.

Giuseppe


Il ristorante

Mio padre e mio zio hanno un ristorante insieme. Tanti clienti arrivano da tutte le parti e quando comincia la fiera arrivano clienti dall'Italia, dall'Inghilterra e dalla Francia. Arrivano sempre in gruppo, così il ristorante deve stare sempre aperto, pure la domenica.
Il ristorante si trova a Lörick, dove c'è solo questo. Ce ne sono anche altri, però solo per bere la birra e per bere il vino.
Quando loro vogliono andare in ferie, uno deve andare prima e quando ritorna può andare l'altro, così durante le ferie il ristorante non è mai chiuso.
Quando un cliente vuole fare la festa da noi dobbiamo chiudere il ristorante.
Pere me è molto bello. Ci possono entrare 80 persone in tutto.
Per San Silvestro facciamo una grande festa. I clienti arrivano alle sei e mangiano fino a mezzanotte. Poi ballano tutti insieme e il ristorante rimane aperto fino alle sei di mattina.

Valeria



mela

La mela cresce sull'albero. Ce ne sono tante specie e ognuna ha un altro colore che può essere rosso, giallo o verde. La mela si può cucinare o si può può fare un dolce bello grande.
La mela era già famosa ai tempi quando le prime persone stavano sul mondo, i nomi dei quali erano Adamo ed Eva.
Queste persone erano le prime che stavano sul mondo, che l'aveva creati Dio. Queste persone stavano nel paradiso terrestre con gli animali e potevano fare tutto quello che volevano: mangiare, bere. Solo una cosa non potevano mangiare: questa era la mela.
Però un giorno Eva voleva mangiare la mela, ma Adamo non voleva.
Dopo un po' venne un serpente e disse:
- Mangiate! Non vi succederà niente.
Loro lo fecero e dopo un po' Dio disse:
- Avete fatto peccato e per questo vi butto fuori dal paradiso.
- Solo per questa mela?

Francesco



Estate in Italia

In Calabria ho passato le mie vacanze estive.
Siamo partiti da Düsseldorf con la macchina e siamo arrivati la sera. Io sono andato subito a letto perché il viaggio mi ha stancato molto. Il giorno dopo siamo andati con tutta la famiglia al mare, dove ho incontrato un'amica, con la quale sono andato prima a nuotare e dopo a prendere un gelato.
La sera nella cittadella vicino al mare c'era una festa, io e lei ci siamo andati insieme e ci siamo divertiti molto. Dopo io andavo solo al mare con lei.
Due giorni dopo mio padre mi ha comprato un motorino e l'indomani sono andato dalla mia amica e abbiamo fatto dei giri. Dopo sono andato nel paese vicino, dove abitano altri miei amici e anche con loro ho fatto dei giri.
Il prossimo giorno siamo partiti per tornare a Düsseldorf.

Antonio



La mia ragazza

Ho una ragazza che si chiama Tanja. L'ho conosciuta l'anno scorso, quando andavo alla quinta classe. L'ho incontrata e per prima cosa le ho domandato come si chiamava, poi le ho domandato in quale classe se ne doveva andare.
Dopo un po' mi disse:
- Devo andare in quinta.
Io ero contentissimo, perché era la classe dove dovevo andare anch'io.
Dopo un paio di giorni le ho domandato, se voleva essere la mia ragazza.
Lei mi disse che aveva il ragazzo.
Io ero scontento e molto triste. Dopo 6 mesi circa le dissi che volevo andare con lei.
Lei mi disse:
- Lo so già. Me l'hai detto sei mesi fa.
Tramite una sua amica scoprii pero che mi aveva detto una bugia: lei non aveva il ragazzo.
Dopo un anno glielo volevo chiedere di nuovo, se voleva essere la mia ragazza, ma non avevo il coraggio di dirglielo. Allora gliel'ho detto al mio compagno, lui gliel'ha detto e dopo un po' lei è venuta da me e ha detto di sì.

Rosario



Amici che non ho

Io che non ho avuto mai un amico o tanti amici non so come è trascorrere il pomeriggio con un amico.
Da altri ragazzi sento dire:
- Ti è piaciuto il film al cinema?
- Ci vogliamo incontrare?
e altre cose.
Io non sono stato ami in un cinema, non solo con la scuola o con gli amici, ma neanche con la famiglia. Ma andare al cinema non mi serve perché vorrei solamente andare con un amico al parco o fare un giro in bici.
Con mia sorella non lo posso fare perché lei ha i suoi amici e non ha tempo per me. I miei genitori non hanno tempo per me perché devono lavorare.
Questo vuol dire che sono a casa davanti alla televisione e mangio cioccolata.
Il fine settimana noi andiamo sempre dai parenti. Forse dipende anche da me che non ho amici, perché non ho il coraggio di rivolgere la parola a qualcuno e di incontrarmi con qualcuno.


Mia nonna

Mia nonna viene da Irsina, un paese di 10.000 abitanti che si trova montagna nella provincia di Matera.
Mia nonna viene ogni anno e quella volta che viene fa sempre la pasta a mano. Per fare la pasta ci vuole la farina, un uovo e un po' di acqua calda. Dopo si deve impastare e fare la forma della pasta.
Quando la fa mia nonna, io la aiuto. Io la devo mettere su una tovaglia e assottigliarla.
Dopo 1-2 giorni si può levare dalla tovaglia. Sa molto buona quando si mangia con il sugo.
Mia nonna sa fare pure i canceddi (sono una specie di Brezel) che si usano a Irsina, il paese da dove viene mia nonna.
Quando se ne andrà mi mancherà molto, perché mi sono abituata a lei.

Faustina



L'ostello della gioventù

La mia classe ed io siamo abbiamo fatto una gita in Sauerland. Lì siamo andati in un ostello della gioventù.
Appena siamo arrivati ci hanno fatto vedere le stanze dove potevamo dormire: le femmine sopra e i maschi giù.
Io ero in una stanza con tre altre amiche. La stanza era grande. C'era un baglio e una finestra, i letti erano a castello. Io con la mia amica sopra e altre due ragazze sotto. C'erano due grandi armadi.
Siamo rimasti una settimana. Sul mio letto c'era una mensola per metterci i libri e altro. Io ho messo una radio, le caramelle, una piccola lampada e tante altre cose.
Con noi c'erano altre tre classi della nostra scuola.
Alle 14,00 c'era sempre da mangiare. Io con le mie amiche siamo andate spesso a passeggio e ci siamo divertite molto.
L'ultimo giorno abbiano fatto una discoteca con altre classi. Era una settimana così bella che non si può dimenticare più. Ancora oggi parliamo della gita. Spero che quest'anno sia di nuovo come l'anno scorso che si rideva sempre.

Angela




Luigi il pagliaccio.

Luigi è un pagliaccio molto buffo che lavora nel circo.
Un giorno Luigi cammina per le strade della città, quando ad un tratto vide un negozio di scarpe. Si fermò per guarda le scarpe che c'erano in vetrina. Erano molto belle.
Luigi entrò nel negozio e si mise a guardare.
Dopo un po' qualcuno gli domandò:
- La posso aiutare?
Forse potete pensare chi era quella persona: era il venditore.
Luigi disse:
- Voglio comprare un paio di scarpe.
Il venditore gli domandò:
- devono essere scarpe particolari?
- No, no. - disse Luigi.
Il venditore gli mostrò alcune scarpe, però c'erano alcune che non gli andavano e alcune che non gli piacevano.
Ad un tratto ne vide un paio che gli piacevano. Li provò e gli andavano perfette. Così disse al venditore:
- Ho trovato quello che cerco. - e gli mostrò le scarpe.
Il venditore si meravigliò e disse:
- Ma questi sono due cartoni di scarpe vuoti.
- E che fa? Voglio queste. Quanto costano?
- Niente.
Luigi ringraziò per la gentilezza del venditore e se ne andò.
Il suo numero con i cartoni al posto delle scarpe sta facendo il giro del mondo e ultimamente è stato trasmesso alla televisione facendo morire tutti dalle risate.

Marco




I miei parenti

Io a Düsseldorf ho molti parenti perché mia nonna ha avuto cinque figli, quindi ho tre zie e uno zio che si chiamano: Vera, Edeltraut, Birgit e Helmut.
I miei nonni si chiamano Rutchen e Helmut.
Quando mia madre era piccola mio nonno la picchiava con il battipanni, per questo era tutta piena di macchie.
In Italia non ho tanti parenti come in Germania. Mia nonna ha avuto solo due bambini: mia zia Maria e naturalmente mio padre.
Sapete che in Italia ci sono 35 gradi?
E' chiaro che lo sapete.

Caterina


Le vacanze in Italia

Ogni anno andiamo in Italia per le vacanze estive. Non facciamo la strada in una volta, ma facciamo varie tappe. L'anno scorso ci siamo fermati da amici a Cascina in provincia di Pisa. Dopo alcuni giorni siamo scesi insieme. Prima di partire però il mio amico mi ha presentato i suoi amici, specialmente un ragazzo che stava in ospedale a Pontedera perché aveva avuto un incidente con il motorino.
Verso le ore 24 siamo arrivati al paese stanchi morti, però non così stanchi morti per congratulare la sorella del mio amico, che aveva compiuto 19 anni da mezz'ora.
I giorni successivi furono un po' noiosi, poi finalmente si partiva per il mare.
La mattina si partiva per il mare verso le 9, verso mezzogiorno si tornava a casa, ci si faceva la doccia e si pranzava.
Il pomeriggio incominciava verso le 16, perché prima il caldo per le strade era insopportabile. Il tempo fra il pranzo e il pomeriggio si passava dormendo, guardando la televisione o leggendo. Poi salivo la strada verso la casa del mio amico. Fino alle 20 giocavamo a palla a volo o a carte, o semplicemente guardando la televisione o parlando di calcio.
Poi scendevo a cenare. Dopo cena ci si doveva cambiare perché la sera faceva un po' freddo. Così verso le 21 raggiungevo il mio amico, che stava ancora cenando (era abituato a cenare tardi). Dopo che si era cambiato anche lui, uscivamo con due amiche milanesi e con la sorella del mio amico. Quando la sera ci si incontrava con altri amici, si giocava a bigliardo, si camminava su e giù per il paese o ci si offriva un gelato a vicenda.
Alcune sere sii saliva al campo per vedere una partita del torneo di calcetto o si andava in un paese vicino in una discoteca all'aperto.
Dopo questa favolosa estate mi è stato difficile salutare gli amici, la nonna e la zia e tornare qui, in Germania.
L'ultima sera è stata molto bella, perché siamo stati tutti insieme a mangiare la pizza guardando la partita Milan - Parma.
Spero che l'anno prossimo sarà tanto divertente quanto quest'anno. Le ferie sono molto presto e una delle ragazze milanesi compie 18 anni e così forse non verrà. L'amico di Pisa forse passerà le vacanze con amici.


La mia casa in Italia

La mia casa in Italia è in un paese col nome Piano Vetrale nel comune di Oria e in provincia di Salerno. Nel paese ci sono solo due negozi , il supermercato più vicino è lontano 20 minuti in macchina.
Attualmente vengono costruite molte nuove case. La strada principale del paese (è anche l'unica strada) si chiama Via Veneto. Al numero 6 abitano mia nonna e mia zia.
La casa ha cinque stanze: cucina , stanza da pranzo , bagno e due stanze da letto. Inoltre la casa ha un balcone , una cantina e un orto. La stanza da pranzo è la stanza principale. Da là si arriva nella stanza da letto nostra , sul balcone ,nel bagno nella cucina e nella camera da letto di mia zia e di mia nonna. Per arrivare sopra si deve salire una lunga scala e per arrivare al bagno si deve passare un bel pezzo di balcone. Il balcone non è completamente aperto , una piccola parte può essere chiusa.
Nell'orto crescono varie verdure , solo una parte è un po' incolta. Prima ci vivevano anche le galline , però adesso sono tutti in una casetta in campagna. Nella cantina ci sono degli attrezzi per il mare e le verdure raccolte nell'orto. Una parte è all'aperto, però è coperta dal balcone.

Patrizio



Cosa penso

Nel momento non so cosa fare perché non mi viene in mente su che titolo posso scrivere un racconto.
Qualche volta ho dei giorni in cui non riesco a scrivere neanche una riga, non solo in italiano, ma anche in tedesco.
Una volta a scuola tedesca dovevo fare un tema e tutti gli altri avevano scritto già due pagine. Solo io non avevo scritto niente.
Qualche volta invece ho anche dei giorni in cui mi può venire in mente solo una parola e riesco a scrivere 2 0 3 pagine solo su questa parola.
Una volta, per esempio, in un'ora di tedesco ho scritto 5 pagine sulla parola pioggia.
Se adesso qualcuno mi dicesse di scrivere qualcosa sulla stessa parola pioggia, non potrei scrivere quasi niente.
Non so perché è così, ma penso anche che dipende dalla mia voglia.

Daniela


Due uccellini

Quando avevo tre anni avevo due uccellini che si chiamavano: Pipi e Koko.
Tutte le volte che guardavo la televisione loro cinguettavano ad alta voce. Allora una volta io mi sono arrabbiata e li ho sgridato:
- Pipi AA e Koko scemo, state zitti.
Ma loro non volevano stare zitti e continuavano a cinguettare.

Lucia


La pizzeria

Un giorno mio zio Domenico è venuto dall'Italia. Dopo un mese era diventato amico del proprietario della Pizzeria Gargano e così incominciò a lavorare lì.
Dopo un anno che vi lavorava i due diventarono soci, anche perché Pino, il proprietario non ce la faceva più da solo.
La pizzeria nel corso degli anni ha lavorato sempre di più, e quindi c'era bisogno sempre di nuovi operai.
Un giorno era venuta a mancare un aiutante e mio zio mi aveva chiesto se conoscessi qualcuno che volesse lavorare nella pizzeria per la cassa e per fare l'insalata.
Io gli ho detto che avevo una amica di 18 anni che era molto simpatica.
Mio zio e l'altro proprietario hanno detto che la dovevo presentare.
Lei era molto contenta e un martedì siamo andati nella pizzeria e gliel'ho presentata.
Loro hanno detto che la prendevano per lavorare.
Quando siamo andati via la mia amica Maria mi ha detto che si era innamorata di mio zio.
Il giorno dopo mi ha telefonato mio zio e mi detto che la mia amica Maria gli era piaciuta.
La mia amica ci lavorava da due settimana e mio zio, con una scusa o un'altra, le telefonava ogni giorno.
Un giorno la mia amica mi ha svelato che si erano messi insieme e dopo alcuni mesi si sono fidanzati.
Adesso, quest'anno si vogliono sposare.
Non mi sarei mai aspettata che la mia migliore amica sarebbe diventata mia zia.
Non so se continuarla a chiamare Maria, o se dopo il matrimonio dovrò chiamarla zia Maria.

Angela



Per te

Per te farei qualcosa
che mi porti più amore
in un momento di silenzio
in un momento di allegrezza
perché tu sei l'unica cosa
che mi è rimasta nella mente
e certamente nel cuore.

Simona



Il pensiero forte

Il pensiero era serio,
volevo e non volevo
continuare così non credevo.

Pensavo di addormentarmi
e non svegliarmi più.
Era forte questo pensiero,
sapevo come lo facevo.

Venti pastiglie e poi a letto
mi metterò e dormirò.
Gli occhi pesanti, corpo profonfo.
Cosa viene e cosa mi aspetta lì.

Sento le pastiglie camminare
nel mio corpo si sciolgonono.
E perchè? Per me!
No, lo faccio per tutti
così vedono com'è vivere senza di me.
Forse così: nero e freddo
o bianco e caldo.

No! Lo so.
Non ha senso.
Vedo che non ha senso,
ma ora è troppo tardi.
E' solo un pensiero forte.
Che fortuna !

Lidia


Il portamonete

Ero andata con la mia amica al cinema a vedere un bel film. All'uscita, quando eravamo alla fermata dell'autobus la mia amica mi ha chiesto:
- Lucia, ce l'hai il biglietto per il bus?
Io ho guardato nella borsa, ma il portamonete non c'era.
Allora ho gridato:
- Vado a guardare al cinema. Forse l'ho perso lì.
Sono andata al cinema e ho domandato al bigliettaio:
- Avete forse visto un portamonete nero?
Il bigliettaio mi ha detto:
- No, ma prova a guardare nel cinema, dove eri seduta.
Sono andata di corsa e ho guardato:
- Eccolo lì!
Come ero contenta!
Dopo sono andata con la mia amica al Mac Donald.

Lucia


Realtà dei sogni

Questa notte ho fatto uno strano sogno: i capelli lunghi e dolci di una donna sfioravano il mio viso, occhi grandi come stelle che mi guardavano tutto il tempo. Ho toccato le linee perfette del suo corpo con il pensiero e poi con le mie mani.
- Sei molto bella, ma tu sei un sogno, vero? Ti domando il tuo nome, ma tu non rispondi. Dimmi se sei un sogno o se sei vera.
Dimmi chi sei, dolce idea.
Stai vicino a me, dolce idea.
Stringiti a me, dolce idea.
No, non vorrei che tu non sia vera. Spero che tu ci sia anche domani.
Poi un risveglio normale. Tutto è tranquillo. Lo sapevo già che lei era un sogno.
Però, un momento, c'è qualcosa: un profumo. Forse non era un sogno.
Mi giro e vedo te con quel viso da innocente. Poi mi rigiro e sono felicissimo che tu sia vera e sia mia.

Michelangelo


Il mio ragazzo

Il mio ragazzo si chiama Vito, ha dodici anni come me, ha i capelli castani chiari come me, ha gli occhi marroni chiari come me.
Quando sta al sole gli occhi gli luccicano come diamanti. Quando tira il vento i capelli volano in aria.
E' un ragazzo bellissimo che somiglia proprio a me.

Daniela


Angelina senza ragazzo

Angelina è una ragazza di 13 anni e non ha un ragazzo. Rosi è una sua amica ed ha un ragazzo che va nella sua classe.
Un giorno Rosi ed Angelina sono andate a fare un giro e ad un certo punto hanno incontrato il ragazzo di Rosi, il quale, appena l'ha vista, l'ha baciata.
Angelina era triste, perché non aveva un ragazzo. Il ragazzo di Rosi ha visto Angelina andare via ed ha chiesto il perché. Rosi gli ha detto il perché e lui le ha trovato un ragazzo.
Il giorno dopo Rosi e Angelina sono andate a casa di Antonino perché c'era pure il ragazzo che lui aveva trovato. Angelina si è innamorata subito ed ha chiesto come si chiamava.
Il ragazzo si chiamava Mimino.
Mimino si è innamorato subito ed ha chiesto come si chiamava lei.
Dopo Mimino ha domandato se voleva stare con lui e lei ha detto di sì.
Adesso è gia da otto anni che sono insieme.
Domani si vogliono sposare nella chiesa di Santa Caterina, a mezzogiorno.
Mimino vuole 3 bambini, ma Angelina ne vuole solo 1.

Rita


Mio nonno

Mio nonno è bravo: mi compra tutto quello che voglio. Lui è insieme con mia nonna. Lei è anche brava. Il nonno non fuma e ha una Mercedes nera. Tutti i giorni la nonna e il nonno vengono a trovarci.
L'altro giorno gli faceva male la gamba ed è andato dal dottore per guardare. Il dottore ha detto che doveva andare all'ospedale per operarsi. Lui aveva paura, ma la nonna ha detto che non doveva avere paura.
Giovedì è andato all'ospedale e ha domandato quando si doveva operare.
Il dottore ha detto:
- Oggi!
E mio nonno si è spaventato.
La nonna, quando l'hanno portato nella sala operatoria se n'è andata e ha detto che sarebbe tornata dopo, alle quattro.
La mia famiglia va a trovarlo oggi alle quattro e mezza.
Mio padre ha detto che io posso andarlo a trovare domani, alle sei.
Io ho domandato, quando può uscire e la nonna ha detto:
- Fra una settimana.
Prima che andasse in ospedale io ho detto al nonno che sarei andata tutti i giorni a trovarlo.


Il mio ritorno in Germania

Io sono nata in Germania, ma la prima classe l'ho incominciata in Italia. Era un po' difficile perché ero andata qui all'asilo e perché i miei genitori sono venuti di nuovo qui in Germania.
Il primo giorno di scuola era difficile perché c'erano tante compagne che abitavano vicino a mia nonna. Piano piano mi sono fatte tante amiche a scuola. Ogni giorno dopo i compiti giocavo e parlavo con le mie amiche.
I miei genitori mi chiamavano sempre. Io pensavo anche ai miei genitori.
Dentro la mia classe c'erano 19 bambini. Erano più femmine che maschi. Le mie maestre erano anche brave. Io ero brava a scuola e andavo volentieri. Solo il sabato non ci andavo volentieri.
A Natale sono venuti a trovarmi i miei genitori. Ero molto contenta. A scuola avevo 1 settimana di vacanze. Le vacanze non errano come in Germania.
In primavera abbiamo fatto una gita con la classe.
A giugno è venuta mia madre con mia sorella.
Verso la metà di giugno avevo le vacanze estive. Verso i primi di luglio è venuto mio padre. Quando i miei genitori se ne sono venuti di nuovo in Germania, me ne sono venuta anch'io.
Era un po' difficile perché avevo dimenticato tutto il tedesco. Era stato anche difficile lasciare tutte le mie amiche in Italia.
Quando sono venuta in Germania ero contenta di essere di nuovo con i miei genitori e di potere litigare di nuovo con mia sorella.
Mia madre mi ha mandato a scuola e ho dovuto imparare di nuovo tutto il tedesco. E' stata un po' difficile, ma ce l'ho fatta.

Teresa


Barbara la rompiscatole

Io mi chiamo Lucia e ho 13 anni. Qualche volta vado dalla mia amica Rosi e con lei faccio i compiti, gioco, vado al cinema o altro.
Un giorno, dopo la scuola sono andata da Rosi e lì c'era un'altra bambina che giocava con lei. Io le ho salutato e Rosi e l'altra bambina mi hanno salutato anche.
Dopo un'ora la bambina è andata a casa.
Due settimane dopo ero in autobus e la bambina che si chiamava anche era anche lì. Lei mi guardava sempre e quando io mi sono messa a guardarla anche si è girata la testa.
Io mi arrabbio sempre quando qualcuno mi guarda sempre.
Dopo io sono andata da lei e le ho detto:
- Che guardi? Non hai mai visto una ragazza in bus?
Appena sono arrivata a casa ho telefonato subito a Rosi e le ho detto che la Barbara non mi deve più guardare.
Come una scema Rosi ha detto a Barbara quello che le ho detto io e subito dopo Rosi mi ha telefonato e ha detto:
- Barbara dice che sei scema e brutta.
Io ho risposto:
- Allora dille che è brutta come la fame e scema. E se lei ride di me io le do un calcio in culo.
Rosi ha detto tutto questo a lei e dopo lei non mi ha guardato più.

Lucia


Il Rondell

Il Rondell è una casa dove vanno i ragazzi dai 12 fino ai 20 anni. Io ci vado tutti i giorni perché è molto bello. Si può giocare a bigliardo, a ping-pong e a calcetto.
Il primo venerdì del mese c'è la discoteca e il secondo venerdì c'è un'altra discoteca solo per i ragazzi di 14 anni.
Quando finisce la scuola alcuni bambini vanno lì perché non sanno fare da soli i loro compiti, mentre per gli altri apre alle quattro.
E' bello perché ci vengono quasi tutti quelli che conosco. Si può mangiare e bere a buon prezzo. C'è anche un televisore e tutti i ragazzi guardano ... o Viva.
Tutti i venerdì c'è un complesso rock di 5 o 6 persone che fa le prove.

Valeria


La rosa

C'era una bambina che era sempre triste e non aveva voglia di fare niente. Si metteva in un angolo e restava lì senza parlare.
Un giorno venne un ragazzino e si accorse di lei e della sua tristezza. Pensò che fosse una cosa passeggera, ma dopo due giorni passò di nuovo, la vide sempre lì e andò da lei. Si mise a parlare con lei e le chiese se era povera e perché non giocasse con gli altri bambini.
Alla quale domanda ella rispose:
- Non vuole giocare nessuno con me perché dicono che sono troppo piccola e che non posso capire i loro giochi, anche se ho la loro stessa età.
Rimase a parlare un altro po' con lei e poi se ne andò. Ma tornò poco dopo con una bella rosa che le regalò.
Lei era molto contenta e l'abbracciò.
Lui le disse:
Mi sembra che tu sia migliore di quegli altri. Non è vero che non puoi capire quello che fanno loro, ma è proprio il contrario: mi sembra che capisca un po' più di loro e capisca delle cose che loro non capiscono per niente.
Da quel giorno i poi erano ogni giorno insieme. Mo aveva un amico vero al quale poteva raccontare tutto.

Angela


L'amore della mia amica

Una amica ed io siamo andate in città perché lei voleva comprare un maglione nero con una stampa davanti e una di dietro e più lungo davanti che di dietro.
Verso le 15,00 siamo partiti da casa mia. Camminando per strada ha visto un ragazzo e mi ha detto:
- Guarda che carino quel ragazzo. Lo sai? Io mi sono innamorata di lui.
Lui che era dall'altra parte della strada è passato dalla parte dove eravamo noi e con un sorriso ha guardato la mia amica.
La mia amica gli ha sorriso anche e la faccia le diventò tutta rossa perché si vergognava.
Lui, che si era innamorato pure di lei, ci ha chiesto che ora era e lei rispose:
- Mi dispiace, ma non ho l'orologio, ma se vai là, dopo l'angolo c'è un orologio appeso.
Lui disse:
- Grazie, però io non conosco ancora bene la città.
Lei rispose:
- Non fa niente. Vieni con me e te la faccio vedere. Poi io e la mia amica ti veniamo a lasciare di nuovo qua.
- Va bene.
Prima ci siamo presentati e dopo, camminando, ci siamo conosciuti meglio.
Lui ci voleva raccontare la sua storia, però ha detto che era lunghissime non ci bastava il tempo. Io gli ho detto che se aveva tempo poteva venire con noi.
Lui era d'accordo.
La storia era molto triste perché lui e i suoi genitori sono scappati dalla Croazia e quando sono venuti in Germania non hanno trovato una casa. Dopo con un po' di fortuna hanno trovato una casa e anche un lavoro per i genitori e così lui si è ambientato qui.
Piano piano siamo arrivati nel negozio. Siamo saliti al quarto piano e io con la mia amica abbiamo cercato questo maglione. Quando l'abbiamo trovato lei è andata in cabina a provarselo e mentre lei non c'era lui mi ha chiesto se lei avesse un amico fisso.
- No.
- Pensi che vuole andare con me?
- Si, perché quando ti ha visto la prima volta subito mi ha detto che si era innamorata di te.
- Allora quando lei torna io glielo chiedo.
Così ha fatto. Lui ha chiesto e lei ha detto:
- Sì.
E così sono diventati amici per sempre.

Rosalba



Io fra dieci anni

Fra dieci anni avrò 21 anni. Allora io voglio abitare in Italia, avere un fidanzato di 22 anni, lavorare come stewardess e quando ho libero me ne vado dai miei genitori o dal mio fidanzato, oppure a fare spese, a comprare le cosse che mi piacciono, stare con mia sorella e fare scherzi, uscire, andare dal mio fidanzato, fare un viaggio per tutto il mondo e comprare cose per mia madre, mio padre, mia sorella e mio fratello.

Rosanna


I miei saponi

Io ho un hobby: faccio la collezione di saponi. Ho saponi di tutti i tipi: grandi, piccoli, di tutti i colori e di tutte le forme.
Un giorno volevo comprare dei nuovi saponi, andai in una drogheria e mi guardai per un po' di tempo i saponi. Ad un certo punto venne una commessa e mi chiese se mi poteva aiutare. Io le dissi di no, ma lei stava là e seguiva tutti i miei movimenti. Ad un tratto mi disse la commessa di andarmene via perché, secondo lei, io non avrei avuto i soldi per comprare saponi.
Io me ne andai, ma ero molto triste di questo fatto e lo raccontai a mia madre. Lei andò lì e glielo disse, ma la commessa non reagiva.
Da quel giorno in poi non ho messo più piede in quel negozio perché mi sembra una sfacciataggine, solo perché sono una bambina di non vendermi i saponi.


Sara Ferrau

L'anno scorso, cioè il 1993, nelle ferie d'estate sono andata in aereo in Italia. I miei genitori e mia sorella mi hanno portata all'aeroporto. Al check in mi hanno dato una piccola borsa da mettere al collo. Sulla borsa c'era scritto "UM", che significa un minore. Dopo un po' di tempo siamo andati nella sala d'aspetto. Un quarto d'ora dopo una stewardes è venuta a prendermi e mi ha portata in aereo.
Il volo in tutto dura 2 ore e mezzo, però io ho fatto scalo a Milano. La stewardes mi ha portato in una piccola sala, dove c'era una casetta di plastica e un televisore. Ho guardato un po' la tele e ad un certo punto è venuto un ragazzino con i genitori e la sorella che venivano dalle Bahamas e non parlava l'italiano, ma solo l'inglese.
Dato che io studio l'inglese a scuola ho potuto parlare un po' con lui e sua sorella che aveva la gamba rotta.
Mi hanno raccontavano dove abitavano a che scuola andavano e altro.
Dopo circa un'ora dovevo andare, sennò l'aereo partiva senza di me.
Verso le 11 sono arrivata. Il padre dei miei amici è venuto a prendermi. Ho dormito una settimana da Giulio e Stefano. Siamo andati al mare al Gnest (una organizzazione che si occupa di ragazzi), dove c'era molto divertimento.
Poi i miei genitori sono venuti a prendermi. Il bel tempo era passato, ma in campagna era anche bello.
Una volta siamo andati al mare insieme a loro e poi dovevamo ripartire.


Sara


La scuola tedesca

La mia scuola tedesca si trova nel quartiere di Friedrichsstadt di Düsseldorf. Ogni mattina vado per circa 5 minuti a piedi per andare alla stazione. Da lì prendo la metropolitana fino alla Königsallee. Dopo devo camminare un po' e su questa via, certe volte incontro un compagno della mia classe.
Quando arrivo nella scuola e sono salita per tutte le scale arrivo finalmente nella mia classe. Lì succedono sempre molte cose; tutti parlano di quello che hanno fatto il giorno prima o cosa faranno il giorno dopo o la settimana che viene.
Quando dopo suona la campana quasi tutti si siedono al loro posto e aspettano il maestro.
Ci sono circa 60 maestri in questa scuola e 7 di questi li abbiamo noi.
Noi, con 34 alunni, siamo una delle classi più grandi della nostra scuola.
Quando entra la o il maestra/o noi ci alziamo per salutarla/o. Dopo tutti si buttano sopra le sedie ascoltano cosa dice il maestro.
Noi abbiamo 6 ore di scuola con due pause grandi e quattro piccole: quelle grandi durano un quarto d'ora, mentre quelle piccole 5 minuti.
Quando finisce la scuola io vado con la mia amica in metropolitana e vado alla stazione per andare alla pizzeria dei miei genitori e lei va avanti fino a Eller.

Antonella


Mia sorella

Io mi chiamo Sara, ho fatto 12 anni ora ora ed ho solo una sorella che si chiama Chiara. Io e chiara siamo nate tutte e due in Germania: lei nel 1972 ed io nel 1981. Abbiamo 9 anni di differenza, ma lo stesso ci capiamo tanto tanto bene. Certo lei aveva interessi e amiche sue, ma niente e nessuno ci poteva, ci può e ci potrà dividere. Qualche volta abbiamo bisticciato, ma succedeva raramente.
A 20 anni, quando non aveva finito ancora la scuola, decise di cambiare casa. Con una amica sua soleva affittare un appartamento con due stanze, un bagno ed una piccolissima cucina.
Dal momento che era sicuro che loro prendevano questo appartamento io piansi giorno e notte, non perché ero arrabbiata, ma perché non potevo sopportare il pensiero che lei non era più nella stanza accanto.
Poi mi sono abituata, anche perché potevo andarla a trovare o telefonarle quando volevo e delle volte i fine di settimana o nei giorni liberi ho dormito anche da lei.
Dopo mezzo anno ha ricevuto un ragazzo che si chiama Michael e che è gentilissimo. Lui viene da Amburgo. Un giorno sono andata in città con lui e mi ha raccontato che lei da lì a qualche mese si sarebbe trasferita ad Amburgo.
I primi minuti ridevo perché pensavo che scherzasse. ma poi mi sono accorta che non scherzava e sono diventata tristissima, anche se non gliel'ho fatto notare.
Poi venne il Settembre del 1993, mese in cui si sarebbe dovuta trasferire. La sera prima eravamo tutti a casa. Fu una serata molto allegra e passammo il tempo mangiando, parlando, ridendo e giocando fino a quando non venne il momento della partenza. Mi ero giurata che non avrei pianto, ma le lacrime calavano sopra le mie guance come una palla sopra il terreno. La abbracciai e baciai tante volte.
Nei primi giorni ho pianto ancora un mare, poi si sono messi il telefono e potevo telefonare sempre. Inoltre lei viene ogni mese.
Finora non sono andata mai a trovarla, ma lo farò non appena avrò qualche giorno libero.
Naturalmente le posso anche scrivere.
Adesso sono contenta soprattutto perché so che lei è contenta lì.
Non ho scritto di mia sorella perché le voglio più bene che ai miei genitori, comunque non si trovano tanto facilmente dei fratelli o delle sorelle che si voglio bene come noi.


Sara


Mia sorella

Volevo avere sempre una sorella. Adesso ce l'ho già da 5 anni. Qualche volta penso che non ce la faccio più. Non ci sono giorni che non litighiamo. Se una amica mi viene a trovare, non mi lascia in pace. Ogni 5 minuti entra nella mia stanza per dirmi qualche cosa. Non è mai niente di importante, lo fa solo apposta per disturbarmi. Ma anche se è così, è mia sorella e le voglio bene.

Verena


Le vacanze in Spagna

Io sono andato in Spagna con la mia squadra di pallone perché avevamo un torneo a Barcellona.
Abbiamo abitato in un albergo a due stelle. Le stanze erano piccole per tre persone. Il mangiare era buono.
Noi siamo arrivati al secondo posto e l'allenatore ci ha offerto da mangiare e da bere. Io e il mio amico siamo andati in discoteca e siamo rimasti fino alle 6,00 di mattina e all'una di pomeriggio siamo andati al mare a prendere il sole e a nuotare.
I negozi non erano cari, ma io ho speso 200 marchi in una settimana. Quando siamo partiti con il bus per la Germania ero felice perché non avevo più soldi.

Rosario


La mia squadra

Io da cinque anni gioco a calcio nel Fortuna 95 e sono stato sempre bravo. Con questa squadra ho vinto tre volte lo scudetto e sei volte la coppa di Düsseldorf. Quest'anno siamo al sesto posto.
Il mio allenatore è molto bravo. Durante gli allenamenti lui fa molti scherzi. Anche se qualche volta perdiamo lui rimane sempre allegro.
I ragazzi della mia squadra sono molto bravi e molto simpatico. Noi ci capiamo molto bene e penso che questa è la ricetta del nostro successo.
Tutti un giorno vogliono diventare dei grandi calciatori e tutti si danno da fare per riuscirci.

Michelangelo


Da grande voglio fare

Quando sarò grande voglio fare la giudice. Voglio fare la giudice per i giovani. Mi è venuta questa idea quando ho letto un libre che tratta di un bambino che scappa da casa e poiché sente così freddo ruba una giacca e per questo deve andare nel carcere per i giovani. Questo mi ha fatto arrabbiare perché ho visto che in questi casi non c'è giustizia.
Il padre di questo bambino non è stato condannato e questo non mi sembra giusto.
Io lo so che non potrò cambiare molto, ma almeno ci voglio provare.

Sara


La mia stanza

Fino a due anni fa dividevo la mia stanza con mio fratello, ora però è andato ad abitare con la sua amica e la stanza è solo mia.
Quando entro dalla porta a destra c'è un armadio bianco e nero, dove metto i miei indumenti: pantaloni, pullover e gli altri vestiti e la mia cartella. Poi c'è uno scaffale, nel quale mia madre tiene il ferro da stiro e io la macchina da scrivere. Accanto c'è la mia scrivania di legno naturale, sopra alla quale ho un portapenne nero, una mappa nera con il calendario e una fotografia con me e mia madre. Sotto alla scrivania c'è un piccolo scaffale con carta di vario tipo, giochetti ed altre cose.
Accanto alla scrivania c'è una sedia, dopo la macchina per cucire di mia madre e infine, davanti ad una grande finestra, una stufa a gas.
Per lungo c'è il mio letto dello stesso legno della scrivania. Attaccato al letto c'è un mobiletto nero, dove metto magliette, calze, pigiami e altre cose simili. Alla parete c'è una fotografia mia.
Infine, prima di arrivare di nuovo alla porta, c'è un armadietto, anche questo comprato insieme al letto e alla scrivania, nel quale metto i libri di scuola. Sopra ci sono inoltre una radiosveglia e tanti pupazzi.
Accanto c'è l'interruttore del lampadario che illumina la stanza, vicino al quale è appeso un capellino e un vassoio piccolino della chiesa della Madonna del Bellaiuto.

Rosalba


Mia cugina

Mia cugina è nata a Düsseldorf, si chiama Natascha ed ha 10 anni.
Io la chiamo sempre Tascha perché lei mi chiama Dani.
Ho altre 5 cugine, ma lei è la mia preferita, un po' anche perché è la più piccola di noi. Con lei trascorro tanto tempo perché mi piace stare insieme a lei.
Lei è timida di carattere ed ha paura di andare a trovarsi una nuova amica, per questo viene sempre da me ed io la aiuto.
Lei tante volte dorme da me perché non può più vedere le sue sorelle oppure ha solo voglia di dormire da me.
Lei è proprio carina e sono felice che lei sia mia cugina e che noi stiamo così bene insieme.

Daniela
postato da dusseldorf | 10:17 | commenti







RAGAZZI GERMANESI

Testi scritti da bambini e ragazzi di famiglie italiane residenti a Dusseldorf, allievi del corso di italiano.
A cura di Giuseppe Tizza



Jasmin, la mia amica 7
Dagli animali di gomma 8
Mia cugina 9
Ragazze nel dolore 10
L'amico traditore 11
Il mio compleanno 12
Ho tante cose da raccontare, tante! 13
Il compleanno 14
La domenica del furetto 15
Gli uccelli volanti 16
Sarebbe bello volare 17
Padre Pio 18
Racconto. Il ragazzo che non aveva né madre né padre 19
La visita dall’Italia di zia Laura 21
Il mio Praktikum nel Bauhaus 22
La mia giornata 23
Il diario di Anna Frank 24
Il Corso d´Italiano 25
Le mie vacanze di Pasqua 26
Le vacanze a Düsseldorf 27
Le mie vacanze di Pasqua 28
Stuntschule 29
Con la mia amica dal dottore 30
Lo Sport 31
Carteggi tra maestro e alunna. 32
Mr. Bean dal dentista. Quando? 34
La ragazza con il bambino 35
La festa del villaggio 36
Un ragazzo cambiato 37
Il compleanno di mia mamma 38
Pensieri 39
Il Marocchino 40
Il compito in classe di tedesco 41
L’ora di francese 42
La Tunisia 43
Il seminario 44
Le mie migliore amiche 45
Mio fratello 46
Un po’ della mia giornata 47
Pensieri di Giada 48
Caro Giuseppe 49
Caro papà 50
La mia stanza 51
Per sempre in Italia 52
Diventare grandi 53
Mia cugina 54
Halloween nelle Grotte 55
Una sedia libera a tavola e mio nonno 56
Il mio migliore amico Kekko 57
La ragazza innamorata 58
Operazione 59
Una gita in barca 60
La nuova pizzeria del mio cugino 61
Le due settimane di praticante 62
Una serata con gli amici 63
Max, il nostro eroe 64
Il piccolo orso polare e i sui amici 65
Ragazze ed i loro problemi! 66
Il piccolo bambino a Hollywood 67
L'ultimo giorno dell'anno 68
Ragazzo Fortunato 69
Vita da collegio 70
Io su di me 71
Il mio risveglio 72
Vacanze a Capri 73
Dedicata a te 74
San Valentino 75
Sono io, Giovanna 76
Risposta al racconto di GP. Ragazzi e ragazze 77
I miei genitori 78
Scrivo da sola, senza l’aiuto di nessuno 79
La storia di Eros e Vanessa 80
La mia Scuola 81
Verona Feldbusch, donna di commercio? 82
Versace e … Britney? 83
L'Italia e Charles 84
Kylie Minoug 85
Il mio amico Max 86
Matera 87
Una serata con gli amici 88
Il negozio nuovo 89
Le mie vacanze di Natale 90
Tutta la mia vita 91
Sono Loredana 92
Biologia 93
Casa tra gli alberi 94
Natale e capodanno 2003 95
La mia vita, solo confusione! 96
Una corsa pazza 97
La mia famiglia ed io. 98
La famiglia di Concettina 99
Il fine settimana con il mio papà 100
La mia cantante preferita italiana 101
Con la classe in gelateria 102
Pasqua 103
Il Cavallo bianco 104
Una bella giornata a mare 105
I miei cugini in Germania e in Italia 106
I giovani in Italia 107
Nel sogno la macchina dei sogni 108
Oggi a scuola 109
L'internet 110
Una brutta storia 111
Il libro della giungla 113
Una falsa amica 114
Oggi a scuola 115
Una giornata di sole 116
Il campo d´allenamento 117
La mia carriera sportiva, prima e oggi 118
Lo sport 120
Che fortuna 121
Le mie vacanze in Italia 122
La primavera 123
Una giornata dolorante 124
La nostra padrona di casa 125
Il mio uomo preferito 126
Lo scroscio delle onde 127
La ragazza molto triste 128
Paura 129
Cosa vorrei essere da grande 130
La mia famiglia 131
Il mio Praktikum 132
Il mio risveglio 134
Colonia. Al concerto di Gigi D’Alessio 135
I sentimenti di una ragazza! Paura e amori! 136
Sono la ragazza più felice del mondo, ma ..? 138
Il concerto di GIGI D`ALESSIO (Anteprima) 139
Il garage 141
"Una settimana in più di ferie" 142
Il ragazzo di latte 143
Le mie vacanze estive 144
Le mie ferie dell'anno prossimo 145
Il gioco MAFIA 146
Il sesso maschile 147
La mia giornata 148
Avventura di mare 149
Il mio tirocinio nella Stadtwerke 150
Sette animali 151
Il battesimo 152
La mia amica Sandra 153
Dedicato ai delusi in amore 154
Il ristorante di mamma e papà 155
Eva, la mia amica 156
Le vacanze di Ottobre 157
Argo 158
Le mie vacanze in Italia 159
Domenica 160
Il mio amico Fabrizio 162
La mia mia amica preferita 163
La mia famiglia 164
La casa in Italia 165
Il mio amico Theo 166
L'ufo 167
Le vacanze 168
Il portamonete di Valeria 169
La mia amica ed io 170
La mia vita 171
A Vodo 172
La mia amica 173
I miei anni scolastici 174
Sette animali 175
La mia amica 176
La mia amica turca 177
Cappuccetto Rosso 178
Mia sorella 181
Come si dice in italiano 182
La scuola di danza 183
Dedicato 184
Le vacanze di Ottobre 185
Il mio amico Fabrizio 186
Eva, la mia amica 187
Domenica 188
Il mio fratellino Maurizio 190
Il mio futuro 191
Gabriella si sposa 192
La vita dei miei genitori 193
La gita scolastica 194
Il compito di latino 195
La camera di Rosi 196
Lo straniero 197
Ogni lunedì è così 198
Il mare 199
Un'esperienza personale 200
Il ristorante 201
mela 202
Estate in Italia 203
La mia ragazza 204
Amici che non ho 205
Mia nonna 206
L'ostello della gioventù 207
Luigi il pagliaccio. 208
I miei parenti 209
Le vacanze in Italia 210
La mia casa in Italia 211
Cosa penso 212
Due uccellini 213
La pizzeria 214
Per te 215
Il pensiero forte 216
Il portamonete 217
Realtà dei sogni 218
Il mio ragazzo 219
Angelina senza ragazzo 220
Mio nonno 221
Il mio ritorno in Germania 222
Barbara la rompiscatole 223
Il Rondell 224
La rosa 225
L'amore della mia amica 226
Io fra dieci anni 227
I miei saponi 228
Sara Ferrau 229
La scuola tedesca 230
Mia sorella 231
Mia sorella 232
Le vacanze in Spagna 233
La mia squadra 234
Da grande voglio fare 235
La mia stanza 236
Mia cugina 237


Jasmin, la mia amica

Ho una simpatica amica, con la quale frequento la stessa classe.
Lei si chiama Jasmin, ha 14 anni, gli occhi grandi e i capelli lunghi.
I genitori di lei sono molto bravi. Sua madre è tedesca e suo padre greco.
Lei ha solamente una sorella che ha 10 anni. Qualche volta andiamo al cinema e ci divertiamo sempre quando siamo insieme. Lei viene quasi ogni due giorni da me e io da lei e facciamo i compiti insieme.
I vestiti che mi compro io se li compra anche lei. Noi siamo come due gemelle.
Abbiamo anche gli stessi hobby, come per esempio: ballare, andare al cinema,
nuotare e tante altre cose.
Tutte le mattine lei mi viene a prendere per andare insieme a scuola.
Quando abbiamo problemi ce li confidiamo, perché è bello quando una ascolta
l'altra. Noi non litighiamo mai. Solo una volta abbiamo litigato per una ragazza
stupida. Dopo qualche giorno abbiamo fatto la pace, perché non ci possiamo
litigare. Spero che io e lei non litighiamo mai più. Noi siamo molto felici di
essere amiche!

Domenica



Dagli animali di gomma

Oggi sono venuto a piedi con la mamma a scuola di italiano perché Daniela è dal
dottore. Daniela è andata a passare la visita perché l'anno prossimo va a scuola.
Con noi è venuta anche Laura. Tutti quanti a piedi perché volevamo fare una
passeggiata. Adesso ho la scarpa sinistra sciolta e la voglio legare.
Ieri era domenica e non lo so che cosa ho fatto.
Stamattina mi sono alzato alle sei e alle dieci e mezza siamo stati al
trampolino. Ci si può arrampicare. C'è lo scivolo. C'è il leone che faceva così.
C'era la zebra, il rinoceronte, la tigre, ma erano tutti di gomma e si poteva
salire e dondolare e poi una cadeva se si dondolava forte. Io sono caduto una
volta sulla testa e sulla pancia, però non mi sono fatto male. C'erano anche le
mie sorelle che c'erano già state altre volte con l'asilo e con la loro amica,
mentre io ci sono andato per la prima volta.
Per entrare abbiamo pagato 24 euro tutti insieme. Molto caro. Si poteva
mangiare qualcosa compresa nel prezzo, ma io non ho mangiato niente perché erano
tutte cose grasse e io voglio dimagrire.
Ma noi siamo andati a casa, dove mia madre ha fatto il sugo e abbiamo mangiato la
pasta.
Mia madre cucina meglio di tutti e meglio del maestro Tizza che non sa fare
neanche un uovo bollito.
Adesso è arrivata Giada.
Dopo non abbiamo mangiato più niente.
Das war's.

Giada e Giuseppe



Mia cugina

Mia cugina si chiama Mariapia, ha 12 anni e abita in Italia. Noi ci scriviamo
sempre, per raccontarci che cosa succede nelle nostre vite. Quando vado in
Italia, sono sempre molto contenta di vederla di nuovo. Noi ci vogliamo un mondo
di bene. Io posso dirle tutto, perché mi fido di lei. Lei è una persona molto
importante della mia vita e mi manca molto, quando sono qui in Germania. Qualche
volta penso, perché Mariapia non abita vicino a me o io vicino a lei. Ma così è
la vita, non la possiamo cambiare! I miei genitori hanno deciso di restare per
sempre in Germania e nelle ferie d'estate di andare in Italia, dai nostri
parenti! Quando sono in Italia noi due ci divertiamo sempre, lei mi racconta che
cosa è successo nel tempo che è passato, dove non sono stata lì. Noi non ci
litighiamo quasi mai, lei non dice le bugie e questo mi piace di lei. Mariapia è
molto sincera. Lei ha 12 anni, ma si comporta come se avesse 15 anni. Lei non è
una bimba, che gioca ancora con i giocattoli, no, lei è una ragazza giovane! Io
le voglio molto bene, ma qualche volte mi fa arrabbiare e poi litighiamo anche.
Noi due siamo come due sorelle, che hanno tante cose in comune e che sono molto
unite!!!

Debora



Ragazze nel dolore

Spesso succede che una ragazza, quando si lascia con il ragazzo, si sente
crollare il mondo addosso: per giorni, settimane, magari anche mesi, piange ogni
giorno; mangia pochissimo, perché non ha più appetito; si guarda le foto del
ragazzo che ama e si sente disperata. Uguale cosa fa o dove poggia lo sguardo,
tutto le fa pensare al suo grande amore. Cerca di parlare con le amiche e di
trovare il motivo della rottura della storia che magari fino a poco tempo prima
era stata bellissima. Con le amiche non riesce più a scherzare, parla solamente
di lui e non se ne rende neanche conto che non sta mai ad ascoltare i discorsi
delle amiche. Non lo fa per male, ma pensa solo al dolore che ha dentro di se. A
scuola scrive dentro i quaderni o su i banchi il nome di lui. Ogni momento
guarda sul cellulare, se le arrivano dei messaggi o degli squilli da parte sua,
pensando: "Magari non mi ha dimenticata e si fa sentire di nuovo!"
Prega a una amica del cuore di telefonare al ragazzo con cui si è lasciata, per
fagli cambiare idea e quando lui le dice che non ci pensa neanche e che vuole
essere lasciato in pace, si sente ancora più triste.
Poi si pensa: "Chissà, cosa ho fatto di male? Sono stata troppo gelosa o non
corrispondo alla ragazza dei suoi sogni. Forse è colpa del mio fisico!"
Ogni giorno ci sono delle ragazze che subiscono queste cose. Ma cosa si deve fare
quando si è in questa situazione?
Si può o si potrà amare mai senza soffrire?
E, sono solo le ragazze che soffrono così?
O sono le ragazze che soffrono di più?
Credo, che sono delle domande alle quali ognuno risponderà in modo diverso. Voi
che ne pensate?
Magari lo hai gia subito anche tu un momento di dolore. Prova magari a scriverlo
in un racconto! Ti posso dire, che fa bene.
Naturalmente non cambia la situazione, ma comunque ti fa scaricare un poco i tuoi
problemi.
Mi piacerebbe sentire se ti è già successo. Magari io posso aiutare te e tu puoi
aiutare me.
Pensaci!!! E buona fortuna a trovare un ragazzo con cui non soffrirai.

Valentina



L'amico traditore

Joseph ha compiuto finalmente i suoi 16 anni, questo giorno l'ha aspettato già dal suo 12esimo compleanno, perché allora suo padre gli promise di regalargli al suo 16esimo compleanno una moto. La moto dei suoi sogni, la RED ROSE special Gt con il suo nome dorato stampato. Questa moto la vide la prima volta quando aveva appena 11 anni, da allora la voleva avere a tutti costi.
Finalmente arrivato questo giorno aspettato gli si presenta davanti a lui suo padre con le chiavi del suo sogno.
Questo era per lui un giorno bellissimo.
Appena prende le chiavi prova la sua moto nuova. Dopo un'ora ritorna a casa con il sorriso sulle labbra.
Il giorno dopo naturalmente va a scuola con la sua moto nuova. Tutti gli studenti
lo guardano, e molti lo invidiano, come il suo peggior amico Bill.
Bill è un ragazzo che ha vissuto sulla strada e non ha rispetto davanti a niente
e a nessuno.
Perfino il suo migliore amico Mike era un po' invidioso, però era bravo a non
dimostrarlo.
La sera precedente andarono ad una festa, Joseph naturalmente con la sua moto. La
festa iniziò alle otto. Dopo alcune ore Joseph si stancò e voleva tornare a
casa,.
Messo il suo maglione sportivo, mette le mani nelle tasche per prendere le chiavi
perì non le trova, e neanche la moto, era scomparsa nel nulla.
Lui tutto scioccato entrò alla festa e domandò a tutti se avessero visto
qualcosa, pero nessuno aveva visto niente.
Così tornò piangendo a casa. Il giorno dopo andando a scuola vide Bill con un
mazzo di soldi in mano,.
Lui si pensò già il peggio, così prese a botte a Bill, senz'avere nemmeno una
prova.
Dopo, nell'ufficio del direttore Joseph, accusò Bill di avergli rubato la moto e
di averla poi venduta, invece Bill dimostro di avere un alibi: la sera prima era
andato a lavorare e i soldi li aveva con se, perché si era dimenticato di
lasciarli a casa.
La cosa strana che notò Joseph era che non c'era il suo migliore amico,.
Quando poi la sera andò da lui, lui non c'era, cosi l'aspetto.
Al suo ritorno Joseph non voleva credere ai suoi occhi, vide Mike con la sua
moto, lui disse soltanto che si voleva fare un giro. Da quel giorno non si fidò
di nessuno.

Lillo



Il mio compleanno

Sabato 15.03.03 abbiamo festeggiato il mio compleanno, però io il compleanno ce
l'ho il 14.03.03. Lo abbiamo festeggiato al cinema nel film di Jennifer Loperz
che si chiama manhttan love story che è stato molto bello. Ho invitato 4
femminucce che si chiamano Dragana, Ümran, Tugba und Jacqueline e 3 maschietti,
pero ne è venuto solo uno perché gi altri avevano allenamento di pallone e mio
cugino non poteva, perché suo fratello aveva la cresima.
Di regali ho avuto un cd che si chiama Jay-z: 03 Bonnie and Clyde, poi una rosa e
un orso di porcellana, poi una tazza e un giornale Bravo, poi un profumo che si
chiama mini pink da mia madre e da mio padre ho avuto 100 ?. Dopo il cinema
abbiamo mangiato la pizza e dopo l'abbiamo portati a casa loro all'infuori di
Dragana, Ümran é Timmy. Dragana abita vicino a noi e Ümran e Timmy sono andati
prima via, dopo il cinema, perché avevano ancora da fare.

Verena



Ho tante cose da raccontare, tante!

Allora, sabato siamo andati a slittare al parco e quando siamo ritornati indietro
non c'era più la neve. Quando siamo tornati a casa la mamma stava cucinando e
dopo un po' sono venuti i nostri ospiti: Claudia e Volker, tutti e due tedeschi,
e Alina e krischan che sono i loro figlioli. Alina ha otto anni come me e Krishan
ce n'ha sei. Abbiamo mangiato la lasagna. Abbiamo giocato tutti i bambini
insieme, mentre i grandi hanno parlato e acceso la musica africana.
Alle sei e venti se ne sono andati via. Ho guardato alla televisione
"Karotenkopf".
Da venerdì sono ammalata e ho il mal di testa e mal di pancia. Mi sono sdraiata
sul letto mio. Non ho preso nessuna medicina, ma non sono ancora del tutto
guarita.
Però sono andato lo stesso a scuola tedesca e adesso sono a scuola di italiano.
Alle bo mio padre mi viene a prendere e mi porta a scuola di musica, dove imparo
a suonare il flauto.
Per oggi vi abbiamo raccontato tutto.

Giada e Giuseppe



Il compleanno

Oggi ho il compleanno e faccio otto anni. Giuseppe ha fatto gli anni prima delle
vacanze, il 22 Dicembre e ha ricevuto in regalo due macchine telecomandate da
Peppe e da Rosario. I suoi genitori gli hanno regalato tre robot che sanno fanno
fare molte cose: tagliare, uno fa il fuoco con il coltello e l'altro fa il
ghiaccio.
Le sorelline alle quale lui vuole molto bene, non hanno regalato niente.
Giuseppe ha fatto una festa grande e ha invitato tutta la famiglia. La madrina si
chiama Tante Berbel, è tedesca e suo marito Rosario. "Peppe e la moglie si
chiama, warte mal, Inge. Io credo che Peppe sia mio zio, ma non lo so di
sicuro."
Durante le vacanze Giuseppe è andato in Belgio, ha giocato molto ed ha sparato i
botti.
Oggi è venuto a scuola accompagnato con il nonno.

Giada



La domenica del furetto

Domenica siamo stati nel bosco e abbiamo visto un cavallo. Poi abbiamo
passeggiato e abbiamo visto tanti altri cavalli e una signora su un cavallo
aveva il telefonino in mano e la mia mamma e il mio papà hanno detto che non è
giusto prendere il telefonino in mano quando si è su un cavallo. Poi siamo andati
alla macchina e siamo andati a prendere il gelato. Io ho preso una coppa di vetro
e dentro c'èra il gelato, ma non mi ricordo cosa ho preso. Mia madre e mio padre
hanno preso anche un gelato ciascuno, ma con altri gusti.
Dopo siamo andati a casa e abbiamo mangiato prosciutto e formaggio e abbiamo
guardato la televisione. In quella italiana c'era la hitparade, dove facevano
vedere cosa si può cucinare e mangiare.
Sul tedesco facevano X-factor. Fanno vedere dei misteri, ma qualche volta non
sono tutti veri. E poi ho guardato i cartoni animati per i bambini e c'era Titi
e Silvestro e la nonnina. Dopo sono andata a letto e mi sono addormentata, mentre
la mamma e il papà stavano guardando ancora la TV.
Stamattina mi sono alzata alle cinque e trenta perché la mamma si alza per andare
a lavorare, ma prima mi prende e mi porta nel letto grande. Poi mi sveglio alle
sette e cinque e sveglio anche mio padre. Poi facciamo colazione. Io mi vesto e
lavo i denti. Poi partiamo e andiamo a scuola. Oggi non potevo andare a nuoto
perché sono raffreddata e durante la pausa ho giocato a pallone con le mie amiche
e con gli amici.
Ciao! Alla prossima settimana.

La Vostra Giada



Gli uccelli volanti

Gli uccelli volanti sono animali molto belli perché volano. Vorrei
anche io volare per vedere tutto. Cosa che non mi piace è che gli uccelli hanno
tanta aria nelle ossa, e che tutti i signori ammazzano gli uccelli. Nella scuola
impariamo un tema degli uccelli p.e.s come fanno a volare, perché hanno l'aria
nelle ossa, cosa mangiano, quale razza, e per ultimo da dove vengono. Ci sono
tanti uccelli, per es. Anatra, oca, aquila, fagiano, gabbiano, passerotti,
rondini, corvo, colomba ecc. I miei uccelli preferiti sono le Aquile, perché
sono molto veloci e un po' pericolosi, e sono molto belli da vedere. Quando vado
al mare vedo sempre sugli scogli tanti gabbiani. La sera quando c'è il tramonto,
sembra che tutti i gabbiani si danno un appuntamento, non posso neanche contarli
perché sono davvero tanti. Ci sono uccelli che parlano per es. i pappagalli, i
corvi, e uccelli che cinguettano. Quando viene la primavera iniziano a tornare
tutti gli uccelli. È bello quando apro la finestra e sento cantare gli uccelli,
li vedo volare, e come si posano sui tetti e sugli alberi. Quando vado al parco
c'è un Laghetto, li ci sono tante oche e anatre. Io porto sempre il pane secco
così hanno qualcosa da mangiare.
Tutti vengono vicino a me, e io sono contento.

Davide




Sarebbe bello volare

Sarebbe bello allontanare il nemico
vivere liberi
Sarebbe bello un mondo di pace
di fraternità in cui la gente diversa
si incontra
si scambia un saluto
come vecchi amici
Tutto questo non è possibile
molti uomini non conoscono
il senso della pace
né del dono più grande
che Dio ci ha donato “ LA VITA”
Beati gli uccelli che volano e
vivono la propria vita libera.

Maria Lucia



Padre Pio

Padre Pio era una persona come noi. Lui veniva da una famiglia numerosa e povera.
All'età di dieci anni disse al padre:
"Io mi faccio frate." Doveva molto studiare, ma i genitori erano poveri, allora
il padre decise di andare a lavorare in America, per aiutare suo figlio. Dopo
aver compiuto gli studi diventò santo. Così decise di andare a vivere a San
Giovanni Rotondo prov. di Bari. Lì si dedicò ad aiutare tante persone malate,
povere, ecc..
Passando gli anni San Giovanni Rotondo è diventato un grande paese, con ospedale,
case, hotel, con l'aiuto di Padre Pio. Adesso vanno molte persone a visitare
Padre Pio, perché credono tanto in lui, che fa miracoli.

Giuseppe e Domenica



Racconto. Il ragazzo che non aveva né madre né padre

C'era una volta un bambino che si chiamava Paolo e che era fantastico. Quando
Paolo incominciò a crescere andava a scuola a studiare, ma un giorno la madre
di Paolo stava per morire.
La madre chiamò Paolo e gli disse che stava per morire e Paolo divenne molto
triste. La madre gli raccontò dove era suo padre, perché lui un giorno aveva
domandato dove era suo padre e che cosa aveva fatto quando era nato.
Sua madre raccontò che, quando lui era nato, suo padre era morto perché era molto
ammalato.
Quando sua madre finì di raccontare, Paolo si mise a piangere e lei gli disse che
non doveva piangere e doveva pensare sempre a suo padre e a sua madre.
Da quel giorno Paolo rimase da solo e non dimenticava le parole di sua madre.
Un giorno Paolo se ne andò dalla sua città e andò nella foresta, dove rimase per
anni. La foresta era molto, molto grande.
Quando Paolo fece 20 anni, uscì dalla foresta ed era felice perché era sano e
salvo. Dopo due mesi Paolo conobbe una ragazza che si chiamava Maria. Questa
ragazza era bellissima e aveva 19 anni.
Un giorno Maria e Paolo si sposarono ed ebbero anche dei bambini: uno si
chiamava Luca e l'altro Giuseppe.
Luca e Giuseppe erano due bambini fantastici come il loro padre e come la loro
madre. Luca e Giuseppe giocavano sempre assieme e Paolo era felice di avere due
bambini fantastici che non si davano sempre botte fra di loro e non
dicevano parolacce.
Un giorno Paolo disse ai loro figli che andavano al luna park.
Luca e Giuseppe si erano divertiti tanto con il loro padre. Quando se ne andarono
a casa, si erano detti che il loro padre era il migliore del mondo.
Paolo era felice di quello che si erano detti i suoi figlioli, perché lui aveva
sentito che cosa si erano detti.
Quando loro arrivarono a casa Luca e Giuseppe se ne andarono a dormire, Paolo
raccontò tutto e lei ne fu felice e così ne andò nella camera di Luca e Giuseppe
e diede loro un bacione grande grande.
La mattina dopo, quando Luca e Giuseppe andarono in bagno videro una stampa
di rossetto.
Luca andò in cucina e chiese a sua madre:
"L'hai fatto tu?"
"Si" disse Maria.
Dopo che Luca aveva sentito che l'aveva fatto sua madre se ne andò da suo padre a
giocare a pallone: Paolo in porta e Luca che tirava. Poi uscì Giuseppe e gioco
anche lui. Luca aveva segnato un gol a suo Padre e gli disse:
- Bravo!
E Luca rispose
- Grazie, Papà!
Dopo la partita se ne andarono a cena e dopo cena se ne andarono a dormire.
Ma un giorno Luca e Giuseppe domandarono a Paolo, dove era il loro nonno e Paolo
gli disse che era morto e che lui non lo aveva nemmeno conosciuto. A queste
parole Luca e Giuseppe volevano saperne di più su che cosa aveva fatto quando il
nonno e la nonna erano morti.
Paolo raccontò e gli disse che se ne andò nella foresta e lì lui aveva incontrato
Maria, la loro Madre.
Paolo era molto vecchio quando avere raccontato la sua storia, Luca e
Giuseppe si erano sposati e poi raccontarono la storia anche ai loro figli.
Dopo che Luca ebbe il primo figlio, Paolo morì e se ne andò contento in paradiso
perché aveva due figli meravigliosi che non litigavano mai.

Pietro



La visita dall’Italia di zia Laura

Durante le vacanze ho fatto molte cose. Sabato siamo andati all'aeroporto a
prendere la zia Laura e poi siamo tornate a casa che erano le sei. La zia non
voleva fare mai la colazione e ha bevuto solo il caffè. Abbiamo giocato con il
labirinto, con le barbie e rummikup. Abbiamo giocato anche a Carcassone, dove ci
sono tante carte con tanti luoghi: case, palazzi, monasteri. Poi c'è una carta
in mezzo per incominciare. Tutti devono prendere delle carte, ma prima uno e
poi l'altro, poi si devono fare dei palazzi e chi ha più punti ha vinto.
Io vincevo sempre.
La Laura è venuta da sola perché lei attualmente non lavora. Lo zio non è venuto
perché gli fa male la gamba e non può viaggiare.
Era la prima volta che veniva qui e voleva vedere il Reno che le è piaciuto
molto. Poi siamo andati al parco.
La zia è rimasta tre settimane da noi e quando l'abbiamo accompagnata
all'aeroporto io ho trattenuto le lacrime, ma la mamma ha pianto, mentre il papà
era normale.
Oggi è il mio compleanno e il maestro Tizza mi ha fatto gli auguri e mi vuole
regalare un mandarino, ma io non lo voglio e allora se lo prende Giuseppe per
dimagrire.
Questa mattina ho fatto la festa a scuola tedesca, ma non a casa perché la
festeggio il 25 di questo e poi invito Alina, Jana, Cosima, Sara, Karolin, Kim
che sono tutte bimbe che ho conosciute al parco quando vado a passeggio.
Papà e mamma mi hanno regalato un CD con i rumori della natura. Non l'ho
ascoltato ancora perché dovevo fare i compiti. La prossima volta vi racconto che
cosa c'era.
A scuola mi hanno regalato una candela. All'asilo il compleanno lo festeggio
venerdì e lì danno sempre delle belle cose.

Giada e Giuseppe


Il mio Praktikum nel Bauhaus

Dal 31.03 fina al 4.04.03 ho fatto il mio secondo Praktikum nel Bauhaus.
Al primo giorno dovevamo essere la alle ore 10.00.
C'era anche la mia maestra alla servizio informazioni che aspettava a noi. Eramo
otto ragazzi.
Il signore Bode è venuto anche, perché è il boss. Quando sono venuti tutti, siamo
andati in un sala istruzioni, dove il signor Bode ci ha anche raccontato qualche
cosa sul Bauhaus.
Poi siamo andati tutti nei nostri reparti. Il signor Bode ci ha fatto conoscere
quasi tutti i colleghi che lavoravano quel giorno. Io e un altro ragazzo della
mia classe eravamo nel reparto elettrico, dove c'erano tutte le cose che hanno a
che fare con l'elettricità come lampade e batterie.
Alle ore 11.00 abbiamo fatto la prima pausa. Siamo andati tutti in una sala della
pausa. Abbiamo parlato su i nostri reparti. Abbiamo mangiato e anche c'era sempre
una cosa che ha fatto ridere.
Alle 11.30 siamo ritornati in i nostri reparti e dovevamo mettere a posto gli
scaffali. La gente prende una cosa per esempio nel reparto carta da parati e la
butta la negli scaffali delle cose elettriche.
Abbiamo preso un carrello e abbiamo messo le cose che non andavano in quel
reparto dentro. Tutti i nostri colleghi erano simpatici e quando avevo una
domanda, potevo sempre chiedere. Mi ha piaciuto di più là che al Kaiser´s. Nel
Kaiser ' s ho fatto il mio primo Praktikum che non mi è piaciuto proprio. Però là
sì.
Alla fine abbiamo ricevuto una pagella del Bauhaus( vuoto ) e un buono di 10 ?.
Ogni giorno abbiamo fatto quasi sempre la stessa cosa. La cosa che mi è piaciuta
anche era che potevo lavorare con un ragazzo della mia classe, mentre nel
Kaiser's dovevo lavorare da solo.

Marcel


La mia giornata

Prima ci siamo vestiti e poi siamo andati in macchina da mio padrino Andrea.
Prima siamo andati fuori nel giardino, ho mangiato una fetta di carne senza
grasso, dopo mio cugino ha aperto il garage perché fuori non potevate giocare a
palla. Dopo abbiamo messo dei vestiti più caldi e abbiamo giocato a pallone nel
garage. Dopo siamo andati sopra e abbiamo mangiato la torta. Dopo siamo scesi e
abbiamo giocato di nuovo a pallone. I miei genitori erano sopra e hanno mangiato
la torta. Poi abbiamo guardato la televisione und dann hatte mein Cousin die Idee
Play Station zu spielen. Die billige Mannschaft hat gewonnen. Poi siamo andato a
casa e abbiamo guardato un film alla televisione: Baluder Bär. Era un orso che
ballava sempre poi è venuto Bangira e ha detto sempre:
- Oh, Backe, Wieder ein Menschenkind!
E poi il film è finito.

Giuseppe



Il diario di Anna Frank

Introduzione - Anna Frank riceve il suo diario il 12. Luglio 1942 per il suo 13. compleanno.
Anna sente alla Radio che tutte le cose che parlavano del soffrire dei giudei
doveva essere pubblicato. Per questo lei rivedo il suo diario per dopo lasciare
pubblicarlo. La sua ultima registrazione era il 1. Agosto 1944. Anna scrive dai
tredici fino ai quindici anni. Le quattro persone che si erano nascoste vennero
prese dalla
" Polizia Verde ". Il padre Otto H. Frank riceve il diario della sua defunta
figlia, di Miep Gies e Bep Voskuijl. Loro avevano nascosto il diario, dopo che la
polizia aveva preso in arresto le famiglie. Il padre pubblicò sul desiderio di
sua figlia il diario. Venne nel 1974 sul mercato olandese. Otto Frank morì nel
1980.
Nel suo diario Anna Frank cambiò i nomi dei personaggi che erano anche nel
nascondiglio.: Anna = Anna Aulis Robin, Margot = Betty Aulis Robin,
Pim = Frederik Aulis Robin, Madre = Nora Aulis Robin, G. v. Pels = Petronella v. Daan,
H. v. Pels = Hans v. Daan, P. v. Pels = Alfred v. Daan, F. Pfeffer = Albert Dussel,
J. Kleiman = Simon Koophuis, V. Kugler = Harry Kraler, Bep = Elly Kuilmans,
Miep = Anne v. Santen, Jan = Henk v. Santen.
Il Diario - Quando Anna ricevette il suo diario, lei sperava che il suo diario fosse un grande appoggio e aiuto. Lei scriveva i suoi pensieri e i suoi sentimenti. Anna ha una
sorella più grande che si chiama Margot. Lei come sua madre e Anna sono morte
prima che finisse la guerra. Unico nella famiglia che e rimasto vivo era suo
padre. Anna andò in una scuola giudea, dopo che Hitler, un dittatore, affermava
che tutti i bambini che erano giudei dovessero andare su una scuola giudea. Ha "
Kitty " così chiamava il suo diario, gli diceva tutte le cose che gli erano sul
cuore. Giovedì, 9. Giugno 1942 loro dovevano fuggire in un nascondiglio, perché
Hitler voleva mettere gli ebrei nei campi di concentramento per ucciderli.
La famiglia Frank si nasconde in cortile sulla Prinsengracht 263. Il
nascondiglio era nell'ufficio dove lavorava il padre. Dopo qualche giorno arrivò
un'altra famiglia che loro conoscevano. Si chiamavano van Pels. Ma nel diario
Anna li chiamò van Daan. Loro avevano un figlio di nome Peter, che aveva 15 anni.
Anna litiga sempre con sua madre, perché Anna era sempre sfacciata. Nel
suo diario Anna raccontò il suo rapporto con sua madre. Diceva che Anna non amava
molto sua madre, e per questo lei litigò con sua madre. Questo però lo vide prima
quando hanno preso alloggio in quel nascondiglio.
Ogni volta quando Anna sentiva delle bombe, pensava ai suoi amici che forse erano
già morti e non come lei che era tutte ancora liberi e felice. Quando pensava
questo stava male. Dopo settimane arrivò un dentista che si nascondeva con loro e
abitava con Anna in una stanza. A tavola lui si lamentava che lui non aveva tanto
da mangiare e altri di sé. Anna, e anche sua madre si litigavano sempre con la
signora van Daan. Il thema era sempre " Educazione ".
Questo era tutto quello che ho letto finora. Spero che le piaccia. Il più presto
possibile gli diranno le novità del nascondiglio.
Loredana e Otto


Il Corso d´Italiano

Ogni giovedì alle 15.30 vado al corso d´italiano. Il mio insegnante
Si chiama Giuseppe Tizza. Lui è molto bravo, ma certe volte si mette anche a
gridare. Il corso d'italiano si svolge nella mia scuola che si chiama Karl
Röttger Tagesschule ed è una Hauptschule.
Noi siamo sei scolari. A me piace molto l'italiano.
Quando arrivo in classe sono sempre la prima perché gli altri vengono un po' più
tardi. Quando siamo tutti in classe l´insegnante ci da un libro ed uno di noi
deve leggere un pezzo.Io sono abbastanza brava a leggere.
Noi ci divertiamo molto, di più quando uno non sa leggere molto bene, ci mettiamo
a ridere. Alle ore 16.00 inizia la pausa, io e i miei compagni andiamo tutti
fuori a parlare della giornata trascorsa.
Quando ci sono delle belle giornate l´insegnante ci fa restare un po' più a lungo
fuori.
Alle 16.30 inizia di nuovo la lezione. Il signor Tizza ci dà dei fogli e noi
dobbiamo scrivere qualche cosa sul quel foglio. Io e la mia amica Debora siamo
sempre i primi che riempiamo i fogli. Io sono molto brava. Il maestro mi fa
sempre dei complimenti, ma quando non porto il dischetto lui si arrabbia
tantissimo. Quando ho dei problemi in matematica lui mi aiuta tanto. Io ci vado
volentieri al corso d'italiano ma quando finisco la scuola non ci devo andare più
al corso d'italiano e questo non è molto bello.

Serena


Le mie vacanze di Pasqua

Io sono stato a Phantasialand che si trova a Köln.
Lentrata si pagga 22,00 Euro.
All'inizio abbiamo sequito l'altra gente.
Mio padre pensava che dove andavamo era un piccolo trennino che andava piano,
Ma che trenino! Erano le montagne russe!
Tutti eravamo spaventati tranne mio padre.
Dopo siamo andati alla casa magnetica. La gente andava in modo strano.
Dopo siamo andati a Hollywood.
Al ritorno mi sono addormentato nella macchina.
Appena siamo arrivati sono andato subito a giocare a calcio con i mie amici.
E mio nonno è partito per l'Italia per sempre.

Danilo


Le vacanze a Düsseldorf

Nelle vacanze sono rimasta a Düsseldorf. Qui ho festeggiato con i miei parenti la
Pasqua. Con i miei genitori siamo andati a festeggiare da mia zia, e c'era anche
mia cugina Serena. Ci siamo divertiti molto.
Venerdì il 29.03.02 Serena e io siamo andati in chiesa perché era il Venerdì
Santo. Dopo della chiesa siamo andati a casa a mangiare. Si mangiava pasta e
pomodoro.
Alle quattro Serena e io siamo uscite cosi. Abbiamo incontrato dei nostri amici e
con loro siamo andati al Kirmes. Lì siamo andati dove c'erano i mostri ed era
molto divertente.
Dopo siamo andati a casa e li abbiamo mangiato affettato con il pane ed era molto
buono.
Verso le dieci abbiamo deciso che mia cugina Serena dormiva da me.
Il giorno dopo Serena e io siamo andate in città a fare delle compere ed era
molto divertente. Il pomeriggio siamo andate di nuovo da mia zia. La sera abbiamo
mangiato della pizza ottima. Dopo siamo andati a casa, ma domenica siamo andati
tutti in chiesa perché era Pasqua.
Dopo la chiesa siamo andati a mangiare i tortellini con il gorgonzola. Erano
molti buoni.

Loredana


Le mie vacanze di Pasqua

Per Pasqua siamo rimasti qui in Germania.
Mio padre voleva andare con noi in Italia, ma c'era il lavoro e così non siamo
andati in Italia, inoltre i giorni erano pochi solo due settimane e ci volevano
quasi due giorni per andare e tornare.
Allora in queste vacanze ho giocato con il mio computer e sono andato con i miei
amici al luna park a Staufenplatz.
Era il giorno di Pasqua. I miei genitori sono rimasti a casa e dopo sono andati
anche loro un po' fuori.
Il mio amico mi ha telefonato a casa e mi ha detto che dovevo andare aspettare a
loro alla fermata della tram. Quando sono arrivato fuori dalla casa, ho visto già
il tram e sono andato un po' più veloce.
Alla fermata sono salito e ho augurato anche ai miei amici una Buona Pasqua. Al
luna park ci siamo divertiti anche perché c'era bello tempo e c'era il sole.
Io mi sono messo il mio nuovo vestito che mi hanno regalati i miei genitori e che
avevano comprato con me due settimane prima.
Alle sette abbiamo detto di tornare a casa.
Alle sette e venti sono ritornato a casa e c'erano anche i miei genitori che
guardavano la tv. C'era la corsa di formula 1. Mi sono seduto sul divano e l'ho
guardata anche.
Sul computer ho anche il gioco della formula 1 e per questo mi piace guardarla.
Tanta gente dice che non ci trova niente di bello nella formula 1, ma a me piace
lo stesso.
Altra settimana mi sono dato l'appuntamento con il mio amico e abbiamo giocato
con il computer.
Preferisco però andare in Italia che restare qui in Germania.
Mi chiamo Marcel vado nella Hauptschule e frequento la 8b sono nato qui in Germania. Mio padre e siciliano e la mia madre e tedesca.



Stuntschule

Oggi il 21.3.02 sono partita da casa alle ore 8.12 con il bus 730 con le mie
amiche per andare alla Stuntschule. Alle ore 8.35 ho preso il tram 701 e dopo
mezz'ora sono finalmente arrivata.
Davanti alla Stuntschule c'era già il mio maestro che aspettava, così siamo
entrati e lì c'era un uomo dello Stunt che ci aiutava a fare gli Stunts. Per
primo ci siamo riscaldati un po'. Dovevamo fare degli esercizi con le braccia ,
le gambe,.
Non potevo più, perché le gambe mi facevano male i dischi intervertebrali
tiravano.
Dopo abbiamo fatto dieci minuti di pausa. Dopo la pausa potevamo imparare come si
litigano le persone nei films senza farsi male. Era molto interessante, perché
così lo posso fare anche fuori.
Venti minuti dopo dovevamo andare in gruppi e fare una coreografia su un tema a
nostro piacere. Nel mio gruppo, eravamo in otto, abbiamo giocato cosi: Una banda
che si prendeva la droga , dopo sono venuti un'altra banda (il nostro gruppo) e
abbiamo litigato. Ci usciva anche il sangue dalla bocca. Non sangue vero. Era una
pallina, che si metteva in bocca, dopo si mordeva e così spruzzava il colore.
Il maestro mio aveva anche una videocamera e ci filmava. Dopo di questo abbiamo
fatto di nuovo dieci minuti di pausa. Dopo questa pausa potevamo saltare dalla
macchina sopra una materasso. Prima avevo paura, ma dopo l'ho fatto anche.
Dopo questo poteva uno scolaro poteva farsi accendere con il fuoco. Io non
volevo, ma la mia amica sì.
Ho fatto anche delle foto. Questo era molto pericoloso. Nadja, cosi si chiama mia
amica, doveva mettersi un vestito speciale per non bruciarsi veramente. Sopra il
vestito si metteva assai acqua. L'uomo dello Stunt ha preso l'accendino ed ha
acceso la gamba di Nadja. Dopo cinque secondi si era spento il fuoco.
Purtroppo dopo questo spettacolo dovevamo andare a casa, ma era bellissimo. Io vi
do un consiglio. Andate a visitare anche una volta la Stuntschule.

Roberta



Con la mia amica dal dottore

Io ho portato la mia amica dal dottore. Ero forzata a portare il mio
terribile fratellino Theo. L' assistente della sua dottoressa l'ha chiamata. Io
aspettavo con il mio fratello nella sala d'attesa. A un certo punto c'era
silenzio di tomba. Mio fratello cominciava ad andare da un maschio bello.
Theo ha detto:
"Ti voglio dare un pugno nelle uova."
La risposta del ragazzo:
"Io ti darò un pugno nella bocca."
Le altre persone mi stavano fissando. Mi stavo vergognando.
Io l´ho detto:
"Questo non è mio fratello."
Mi sono allontanata da lui. Ma cosa faceva mio fratello, si stava togliendo i
sandali per mettere i sui piedi nella direzione del naso di questo maschio. Così
il ragazzo poteva vedere i grandi buchi nelle calze.
Che catastrofe!
Il ragazzo gridava:
"Le calze puzzano di formaggio! Chi è che lascia questo mostro da solo?"
Il ragazzo stava correndo dietro a Theo. A un certo punto la mia amica è uscita e
siamo andati via.
Theo è scappato dietro a noi.

Domenica


Lo Sport

Ogni mercoledì abbiamo sport. Cominciamo alle due di pomeriggio e finiamo alle
15.20.
Alle ore 13.00 arrivo a casa perché vado a mangiare, anche perché abitiamo non è
lontano dalla scuola.
Quando ho mangiato mi vesto per lo sport e vado a prendere il l'autobus.
Io prendo il 737 dove c'è anche il mio amico Alessandro e così ci andiamo
insieme.
Ogni mese dobbiamo andare a correre al campo sportivo o una volta attorno
all'Ostpark.
Siccome ieri era mercoledì, siamo andare a correre al campo sportivo Poststadion.
Dovevamo correre un chilometro. Al primo giro sono andato un po' piano, al
secondo giro sono andato un po' più forte e al terzo giro sono andato forte, forte
fino a quando non potevo più. Dopo ero un po' stanco e mi sono seduto un po'.
Dopo è venuto il maestro e ha detto i tempi che avevamo fatto. Io ero al primo
posto, con tre minuti e nove secondi. Quel giorno mi sentivo benissimo e sapevo
già prima che potevo fare un buon tempo.
Il mio amico era al secondo posto, anche con tre minuti ma venti secondi. Alle
tre potevamo già andare a casa.
Dieci minuti dopo ero a casa: ho fatto la doccia, ho bevuto un po' e ho guardato
la tv.


Marcel


Carteggi tra maestro e alunna.

Caro signor Tizza magari io non faccio più tanti errori come ha detto lei grazie al computer e al suo metodo, ma la mia capacità di scrivere l'ho sempre avuta magari con errori, però la fantasia e un dono mio personale che ho ereditato da qualcuno o che qualcuno mi abbia aiutato a svilupparla, perché vivo con persone che mi aiutano a farmi ragionare e a esprimere i miei pensieri, e sicuramente è la mia famiglia. Anche per questo sono fiera di essere italiana.
Immigrata non per mia scelta ma perché mio nonno emigrò nel 1960 a causa di lavoro, perché in quel periodo l'Italia non era cosi sviluppata come lo è oggigiorno, sviluppato in cultura, in moda, in finezza, in eleganza, in socievolezza, ecc. ecc.
Per questo adesso siamo in grado di mettere sotto i piedi i tedeschi, che non vengono più così ammirati come nel passato, perché i tedeschi grazie a noi italiani e anche ad altri stranieri hanno capito cosa significa essere civilizzati. Se no sarebbero rimasti sempre duri come le loro patate e i loro SCHWEINEACHSEN MIT KRAUT!!!
E poi, signor Tizza, mi sembrano strane alcune cose. Lei, che è italiano siciliano sposato felicemente con un figlio anche italiani, mi chiedo perché parla male degli italiani?
Ma mi dica parla male degli italiani immigrati in Germania o degli italiani che risiedono in Italia?
E poi se si tratta degli italiani immigrati in Germania significa allora che la Germania ci ha proprio rovinati!!!
Ma si ricordi sempre che non tutti sono cosi come li vede lei. Dipende molto da dove loro vengono, quali sono le loro radici e soprattutto quanto è grande il loro IQ!!! Perché se sono di origine ingnoranti e cafoni rimarranno così.
Un proverbio mondano dice: " Chi nasce tondo non può morire quadrato"
E come disse il nostro caro Totò: "Signori si nasce!"
Ciao. Sonja P.s. Anche a me piace comunicare così!!!!!!!!!!!!!!!!!

Cara Sonja, mi puoi dire quando ho parlato male degli Italiani in Germania?
Forse non riesci ancora a distinguere fra il dire che la situazione è grave e bisogna migliorarla, e sparlarne.
Forse vorresti che io dicessi che tutto va bene e che siamo i migliori e basta.
Come tu dici ci sono alcuni campi in cui siamo i molto più migliori assai, ma devi accettare, perché lo dicono i fatti e le statistiche, che in campo scolastico siamo i peggiori in Germania.
Vai all'università e ti accorgi che di italiani non ce n'è.
Che tu sia dotata è fuor di dubbio. Nella tua famiglia infatti scrivono tutti.
Io ho fatto la mia piccola parte di insegnante cercando di curare questa tua dote.
Se vuoi possiamo pubblicare su www.webgiornale.de questo nostro scambio di opinioni.
Che ne diresti? Un caro saluto. G.Tizza

Caro signor Tizza, Per me pubblicare questo scambio di opinioni mi va bene.
In quanto all'affermazione degli Italiani, forse ci siamo capiti male, ma in base ai suoi discorsi ho capito che lei non sia fiero di essere italiano. Io riesco a distinguere che la situazione per lei sia grave, perché lei è un maestro. Ma io come giovane riesco a capire i giovani che non vogliono studiare, pensando che è una perdita di tempo, ma che vogliono imparare un mestiere per guadagnare i soldi e potersi anche divertire o magari essere indipendenti dai genitori il più presto possibile. Anche io litigo con i miei genitori, specialmente con mia madre perché desidero, dopo la decima, andare ad imparare il mestiere di parrucchiera, anche se il mio desiderio era di diventare Mode - Designerin. Purtroppo ho saputo che dovrei studiare per ca. 6/7 anni. Io non ho voglia di mettermi la seduta e studiare, e mia madre mi ripete sempre che se uno ha un desiderio lo deve portare a termine è uguale quanto dura ed è uguale i sacrifici che bisogna fare. L'importante è essere soddisfatti. Ed è qui che litighiamo. Perciò penso che non è neanche colpa dei genitori, è proprio la nostra testa che ci dice di fare cosi e basta, anzi come disse una "sacra persona" (mi' mamma): "Questi giovani che non ascoltano i genitori, se la passeranno male. Possono avere il meglio e invece scelgono di andare nella merda. Alcuni anni fa i figli si lasciavano influenzare dai genitori e dai maestri per il loro meglio e ascoltavano, ma adesso viviamo nel 2002 e ai giovani, da un orecchio entra e dall'altro esce."
Da queste parole può notare che lei e mia madre da un certo punto di vista la pensate alla stessa maniera. Allora io penso che è la mentalità dei giovani oggi che è cambiata perché prima i giovani volevano studiare ma non c'era possibilità, mentre oggi c'è la possibilità ma non c'è la voglia.
PS: suo figlio come la pensa su questo argomento? Si lascia influenzare da voi genitori o fa di testa sua???

Cara Sonja, io sono molto fiero di essere italiano e siciliano. Siracusa nel 300 a.C. aveva raggiunto livelli di sviluppo che il mondo moderno ha aggiunto solo due secoli fa e Archimede rimarrà il più grande di tutti i tempi.
Vorrei che noi Italiani in Germania fossimo degni eredi, ma se vai all'università non trovi un italiano.
Come pensi tu che si potrebbe migliorare la situazione?
Che tu voglia studiare è una questione tua personale, ma se nessuno degli italiani vuole studiare, è una questione che dovrebbe riguardare tutti gli italiani e in particolar modo gli insegnanti. Non trovi?
Hai ragione quando dici che non è colpa dei genitori. Io aggiungerei che non è neanche merito loro. Secondo me, quello che possiamo fare noi adulti è di creare l'ambiente adatto per fare sì che a voi venga la voglia di studiare e il mio metodo di insegnamento è impostato così.
Mio figlio è figlio di questi giorni, ha le stesse tue idee, ma sembra che si sia convinto, adesso va in sesta, che studiare è una cosa importante.
No, non l'ho convinto io o mia moglie. Si è reso conto dai discorsi che fa con i compagni di scuola.
Sono certo che anche tu, se fossi andata al ginnasio, oggi faresti gli stessi discorsi.
E non sei la sola che, pur avendo avuto le capacità di andare al ginnasio, non ci è andata.
È questa la cosa di cui noi adulti dovremmo preoccuparci. Il resto verrebbe da se.

Un caro saluto. Il maestro Tizza (de.it.press)



Mr. Bean dal dentista. Quando?

Suonano le ore otto e Mr. Bean non si è ancora svegliato. Lui mette l'orologio
nel bicchiere con l'acqua. Il tempo passava. Bean si svegliò alle ore 8.40. Mr.
Bean aveva dimenticato che aveva un appuntamento dal dentista, allora Bean si
sbrigava. Lui si teneva al lavandino e faceva la ginnastica. Adesso era troppo
tardi, così lui andava in macchina con il pigiama. Però lui si vestiva mentre lui
guidava in macchina. Anche i denti lui si lavava in macchina.
Adesso lui arriva dal dentista. Nessun parcheggio era libero, e cosi lui spostò
un'altra macchina indietro, così si metteva lui là. Bean andava dentro e diceva:
"Buon giorno, ho un appuntamento alle ore 9.00."
E l'assistente rispondeva:
"Si accomodi un momento."
E così Mr. Bean voleva leggere qualcosa per passare il tempo, però lui non
trovava niente. Lui vedeva come un bambino leggeva un fumetto di "Bad Man."Bean
così metteva l'acqua dei fiori sui pantaloni del bambino, così la madre credeva,
che il suo figlio si fosse fatta la pipì nei pantaloni. E la madre diceva:
"Vieni subito in macchina."
Adesso poteva Bean leggere il fumetto, però era tardi l'assistente veniva e
diceva:
"Il dentista la aspetta, venga!"
Allora lui andava. Il dentista diceva:
"Buon giorno, si accomodi."
Il tempo che il dentista preparava le cose, Mr. Bean giocava con il sedile. Il
dentista prese l'aspiratore e lo mise in bocca a Mr.Bean. Dopo il dentista
preparava altre cose e Bean prese l'aspiratore e si pulì il suo maglione. Il
dentista prendeva una puntura e anestetizzava un dente di Mr. Bean. Bean prendeva
la puntura e spruzzava la narcosi al dentista nella gamba. E così la gamba del
dentista si è addormentata.
Il dentista cadeva. Mr. Bean si operava tutti i suoi denti da solo.Quando il
dentista si svegliò, Bean aveva già finito. Così Mr.Bean è andato a casa.

Roberta



La ragazza con il bambino

Marco è un ragazzo di 18 anni, che fin ora non ha mai avuto fortuna di niente.
Lui, come al solito va' in estate in ferie, questa volta in Spagna con un suo
amico.
Lui pensò che andava come al solito, ferie - divertimento poco, fumate al
massimo,.
Invece andò tutto verso il suo meglio, dal giorno che incontrò lei - una semplice
ragazza con un bambino piccolino, dell'età di ca. 3 anni. La prima volta che la
vide fu in aereo. Lei gli sorrise soltanto e poi sparì.
Restarono due settimane lì in Spagna. I primi giorni andarono in spiaggia x fare
amicizia con alcune ragazze. - Invece però poi niente.
Però la seconda settimana dovevano cambiare alcune cose, dal giorno che dovevano
incontrare di nuovo lei - la ragazza col bambino. - Lei stava seduta al bar,
anche Marco e l'amico suo.
Quando Marco si girò x vederla lei sparì di nuovo, ma si scordò il suo
portafoglio al bar. Marco lo prese e ci guardo dentro - c'erano due fotografie di
due belle ragazze ed un indirizzo. X ridarlo, Marco e Salva andarono da
quest'indirizzo. Salva suonò alla porta ed aspettarono, finché uscirono le due
ragazze stupende. Marco gli diede il portafoglio e le ragazze lo accettarono
dicendo
"Grazie mille ragazzi, per fortuna l'avete trovato dopo che ci è stato rubato da
quella."
La signora col bambino era una ladra.

Lillo



La festa del villaggio

Per la festa del villaggio tutti i pastori fanno una gara di bravura. Un pastore
deve cercare di mettere le sue pecore dentro il recinto.
Arriva Mr. Bean con la macchina, ma non trova parcheggio, allora entra con la sua
macchina nel recinto e parcheggia lì. Il pastore lo guarda in modo strano. Mr.
Bean parla con il suo orsacchiotto e gli dice che torna verse le ore 15.15. Lui
scende dalla macchina, sta per andare via, ma si ricorda di abbassare il vetro
del finestrino per non fare morire soffocato il suo orsacchiotto. Va al circo e
davanti alla porta c'è una ragazza che raccoglie i soldi. Mr. Bean fa finta di
mettere una moneta dentro il salvadanaio, ma non ce la mette.
Lui va in una stanza dove ci sono diversi giochi. Uno di questi giochi consiste
nel fare passare un anello lungo una stanghetta di ferro tutta curve senza farlo
toccare. Se tocca si accende una lampadina e fa anche un rumore. Chi ci riesce
riceve un premio. Mr. Bean ci vuole riuscire a tutti costi, però è troppo
nervoso, allora tira la spina fuori dalla presa e così stacca la corrente. Quando
ha finito di fare il gioco chiama il proletario e lui gli da un regalo perché e
riuscito a finire il gioco.
Poi va al gioco delle spugne, dove c'è un signore dietro a una parete di legno
che esce fuori con la testa da un buco.
Il gioco consiste nel cercare di colpire con delle spugne inzuppate con l'acqua
la testa del signore.
Mr. Bean si fa dare un secchio pieno di spugne, le tira, ma non colpisce neanche
una volta. Allora prende delle scatolette del gioco che c'è accanto e le tira
anche. Meno male che non lo colpisce perché altrimenti lo avrebbe ferito.

Roberta


Un ragazzo cambiato

Salvatore era un ragazzo semplice, un ragazzo che aveva quasi tutto quello che
desiderava. Aveva una bella macchina, andava bene a scuola, i soldi sempre in
tasca, . Non gli mancava niente, così almeno pensava anche lui. Poi ad un tratto
cambio la sua vita completamente. Partì in Italia nelle vacanze estive, le passo
nel più bello dei modi.
Subito come arrivò, andò dai suoi amici di comitiva, che non vedeva da un bel po'. Nessuno sapeva del suo arrivo, erano tutti sconvolti della sua presenza. Nessuno l'avrebbe pensato che sarebbe tornato.
Poi conobbe una bella ragazza che era soltanto di qualche anno più piccola di lui, si presero subito in simpatia.
Pochi giorni dopo erano già una bella coppia felice. Passarono un'estate meravigliosa insieme.
Però come inizia il bello finisce anche in breve ed inizia il brutto. Lui doveva partire, e lei restava lì. Era molto duro l'addio, .
Ritornato di nuovo nel suo paese dove vive, si accorge che gli mancava qualcosa. Aveva tutto ma mancava qualcosa, e non si sapeva spiegare cosa. Quando capì che lui era innamorato veramente di questa ragazza stava male, gli mancava lei più di ogni altra cosa!
Dal giorno che lasciò a lei lui si cambiò completamente, non si riconobbe più. Nessuno lo riconosceva, era cambiato completamente, fumava come un "turco", iniziò a bere, non faceva niente più.
Diventò perfino violento nei confronti delle persone a lui care, si prendeva perfino a botte con persone che gli rispondevano, fino a quando sbagliò. Fece lite con il ragazzo sbagliato, un ragazzo di famiglia brutta, questo quando fece lite perse la lite quel giorno, due giorni dopo andò con alcuni suoi amici da Salvatore e gli fecero vedere cosa significa ad aver a che fare con alcune persone.
Da quel giorno imparò a non dimostrare a tutti il suo gran dolore e di sfogarsi nel modo sbagliato!

Lillo



Il compleanno di mia mamma

Quest'anno il suo compleanno l'ha festeggiato il 2 febbraio che era un martedì! Quindi mio fratello e io ci siamo alzati come ogni mattina per andare a scuola. Mia mamma pero a quell'ora dorme ancora.
Tornata da scuola tutto era come sempre solo che mio padre a volte diceva cose strane come: "bella questa stanza e tua e appartiene pure SOLO a te!!!" Ma io non mi ho fatto ancora altre preoccupazioni su questa frase. Dopo che e Arrivato mio fratello da scuola ci siamo massi a pranzare dopo aver fatto gli auguri a mia madre.
È stato proprio li che la mia mamma è andata a prendere una cosa nel salotto per
dirci una cosa. Mio fratello e io immaginavamo tante cose solo quella cosa non
ce la immaginavamo proprio: LaMia mamma aspettava un bambino!
Fratellino o sorellina in quel momento era ancora aperto. Noi due nell'primo
momento eravamo scioccati e felice tenuto insieme. Non so neanche come dire!!!
Dopo aver pranzato sono venuti i primi invitati mio zio e mia zia. Mia zia nell'
quel periodo era incinta anche. A lei ha fatto molto piacere a sentire
questa notizia come a tutti ci a fatto piacere. Mia zia avere le lacrime negli
occhi!
Tutti quelli che sono venuti dopo si sono emozionati anche. Tutti eravamo molto
felici! E tutti auguravano!!!
Nel quinto mese la pancia di mia madre cresceva … sempre… e sempre di più. La
data di nascita era il 16 di settembre pero mio frattellino (come abbiamo saputo
nel quarto mese) e nato il 1 settembre. Si chiama Matteo Pietro. Matteo lo scelto
io e ce lo abbiamo dato perché ci piaceva a tutti noi. Pesava 3595 g era grande
53 cm la sua testa era grande 34 cm ed e nato il 1 Settembre come gia detto alle
ore 13.02!
Adesso mio fratellino ha due mesi ed e gia il tesoro di tutti e specialmente di
mamma, papà, Riccardo e Veronica!!!

Veronica



Pensieri

Oggi sono stata dal dottore e io ho letto una fiaba e c'era un pinguino. Poi sono
andata a scuola.
I pinguini non sanno volare. Io mi ricordo solo che il pinguino aveva un amico
uccellino.
Io ho solo mamma e papà a casa e sono molto gentili.
In Italia c'è il nonno e c'è la nonna, la zia e lo zio.
Io non sono stata da cinque anni in Italia.
Io ho solo due cugini che si chiamano Laura e René. Qualche volta a giocare. Ogni
lunedì io vado a scuola di italiano. Il mio maestro si chiama signor Tizza ed è
molto gentile.
Oggi si scrive molto e io ho già finito una pagina.
A me piacciono i gattini e il mio papà non me lo compra. Anche la mamma vorrebbe
un gattino. A Giuseppe non piace scrivere. Oggi è venuto un bambino che si chiama
Antonio.
Il signor Tizza sta scrivendo con il computer. Giuseppe ha una maglietta con le
strisce gialle e le maniche lunghe.
Giuseppe ha i pantaloni neri, le scarpe da ginnastica, i calzini bianchi.
La lavagna è verde scuro.
A me piacciono le pere.
A me piacciono i ravanelli.
Il mio viaggio in Italia è segreto e non scrivo niente.
Oggi Giuseppe è venuto con la faccia dipinta di topo e lui pesa mille chili.
Io voglio andare nella prima classe.
Oggi ho mangiato un panino e mi è piaciuto molto.

Giada


Il Marocchino

C'è questo Marocchino che per fortuna ha cambiato appartamento!
Allora Vi racconto la storia. Guardava sempre da dietro la tenda o da dietro la
pianta. Lui era solo senza ragazza. Guardava sempre pure la mia amica dalla
finestra. Non potevi mettere neanche la musica e già guardava dalla finestra. Un
giorno lui ha fatto alla mia amica segni di cuore e le ha dato pure il numero di
telefono. Comunque non era normale di testa.
Mia madre ha detto che non lo dovevo guardare dalla finestra. Un giorno volevo
prendere una pianta dal davanzale della finestra e lui mi ha sorriso e io ho
fatto finta di non averlo visto. Una mia amica mi ha detto che quasi tutti i
Turchi e i Marocchini sono così che guardano le ragazze e fanno segni.
Ha i i capelli marroni e gli occhi marroni e ha la pelle come non voglio dire il
colore.
Se n'è andato dopo le ferie d'autunno.

Verena


Il compito in classe di tedesco

Tutti gli studenti della classe 8a, alla Thomas-Edison-Realschule in Flingern
erano spaventati a morte per il compito in classe di Tedesco. Gia all'inizio
dell'anno scolastico non si parlava più d'altro e tutti gli alunni della classe
8a avevano una faccia da zombi, compreso me. Alla fine della prima ora, quella
di matematica, ad alcuni alunni tremavano le gambe, altri sapevano, che
avrebbero preso un cinque o un sei ed altri facevano finta di
niente. L'attesa era grande e tutti si chiedevano dove era e quando arrivasse
il professore H.H. ( Haribert Hankamer ). Lui è un po' piccolo per la sua età.
Esattamente non so quanto sia alto, ma circa un metro e settanta centimetri,
ma, pur essendo così piccolo, è senza dubbio il professore che mette più paura
ed è anche il più maligno di tutti i professori della scuola. Ma torno alla
storia di cui vi stavo scrivendo.
Lui arrivò con un quarto d'ora in ritardo. Poi iniziò il compito in classe. Era
lunghissimo. Quando abbiamo finito, iniziavano i problemi. Tutti avevano
paura del voto. Tre giorni fa sono arrivati le correzioni, ma senza voti,
perché il maestro prima vuole la correzione nostra. Ancora oggi io non ho il
voto.

Angelo


L’ora di francese

Questa mattina mi sono svegliata alle 6.00. Dopo che mi sono fatta la
doccia e mi sono vestita, ho fatto colazione. Poi mio padre è venuto ad
accompagnare a scuola mio fratello e me. Arrivati a scuola ho salutato
come sempre i miei amici. La prima cosa che mi hanno detto è stata, che
sono diventata “Schülersprecherin”, che sarebbe la responsabile per i
desideri (per i cambiamenti della scuola) degli scolari.
Ero molto contenta perché avevo desiderato molto di diventarci.
Arrivata l’ora di salire in classe: i miei compagni ed io aspettavamo
davanti alla porta della classe, che arrivasse la maestra di francese.
Dopo 15 minuti di attesa la mia amica ha iniziato a copiarsi i compiti
dal mio quaderno. Passati altri 15 minuti non arrivava ancora nessuno
per darci qualche segno della maestra. Ci siamo seduti tutti per terra
e abbiamo parlato della nostra festa di addio in questa scuola, quando,
tutto ad un tratto un mio compagno grida a voce bassa “C’é la maestra Nessmann!”
Siamo corsi tutti tranne due mie care amiche per nasconderci in un
posto dove non ci vedeva nessuno. Dopo dieci minuti ci siamo resi conto
che, se la maestra ci avesse visti nascosti, avrebbe fatto un casino.
Allora siamo scesi dall’altra scala. Da lì siamo rientrati da dove era
salita la maestra.
Arrivati in classe abbiamo raccontato alla maestra, che avevamo
aspettato fuori a lei. Lei ci ha creduto.
PER FORTUNA! ! !
Valentina


La Tunisia

L'anno scorso sono stata con la mia famiglia in Tunisia. Arrivati all'aeroporto
di Tunisi, la capitale della Tunisia, c'era un uomo che stava aspettando a noi
per portarci all'albergo. Siamo saliti su una GIP e per arrivare all'albergo
siamo passati lungo tutto il deserto.
In quei momenti pensavo che poco tempo prima ero passata con l'aereo sopra la
Sicilia e sono diventata un po' triste perché mi mancavano i miei nonni, gli zii
e i cugini. Ma poi pensavo che avevo due settimane di divertimento davanti a me.
Dopo un ora siamo arrivati. Quando abbiamo domandato a un uno dell'albergo "Les
Oranges Beach Resort" per la nostra stanza ci ha dato la notizia che non era
ancora pronta. Dopo due ore di attesa abbiamo richiesto, ma non era neanche
pronta. Allora mio padre e mia madre sono diventati impazienti e sono andati a
dire che non le interessava se la stanza era pronta o meno e che la volevano a
tutti i costi.
Appena ci hanno dato la stanza mia madre e mio padre sono andati a
dormire un poco ed io e mio fratello siamo andati in piscina.
Là ho conosciuto degli animatori simpatici. Erano dei ragazzi tra i 20 e i 21
anni.
Due ore dopo siamo andati a lavarci e ci siamo preparati per andare a
mangiare per cena. C'erano delle patate, della pasta, del riso, della carne e
tante altre cose.
Le due settimane li ho passate molto bene andando a mare, in piscina, facendo tanto sport e stando tutto il giorno con un gruppo di amici che ho conosciuto là.
Mi sono divertita molto e mi piacerebbe andarci di nuovo.

Valentina


Il seminario

Lunedi e martedi sono stata a Wuppertal per un seminario di rapresentanti
della scuola. Dovevamo iniziare alle dieci di mattina a lavorare in gruppo.
Però il lunedì la mia amica Kinga ed io ci trovavamo gia lì alle nove e
mezza. Prima di noi erano arrivate altre due ragazze. Dopo che ci eravamo
scritte sulla lista delle stanze e ci eravamo sedute sulle poltrone della sala
d'accoglienza, vedevamo arrivare altri ragazzi. Erano più grandi ed adulti di
noi. Venivano da Neuss, Krefeld, Solingen, Remscheid ed da altre parti del NRW. I
trenta minuti che mancavano per iniziare la nostra avventura sono passati molto
in fretta. Prima di entrare nella sala dove dovevamo passare i nostri due
giorni a lavorare in gruppo, ci eravamo fatti degli adesivi con i nostri nomi e
li abbiamo attaccati sui nostri petti. Il tempo passava molto in fretta. Quello
che abbiamo discusso è stato molto interessante e mi ha fatto venire tante
idee che posso utilizzare per cambiare in meglio la mia scuola. La sera, dopo che
avevamo finito i lavori, siamo andati a giocare a bigliardo e a ping pong. Con
i ragazzi del mio gruppo ho legato molto. Waid, Reha e Daniel sono i ragazzi
con cui ho avuto a che fare più di tutti. Con le ragazze non ho
legato molto, solo con Kinga perché ci conoscevamo da prima. Il martedì sono
venuti quasi tutti con noi per accompagnarci. Sono venuti fino a Düsseldorf.
Da lì siamo andati tutti alle nostre case. Il distacco è stato difficile.
Ci siamo abbracciati e baciati sulla guancia. Oggi mi mancano ancora e spero
di rivederli presto. Il seminario mi è piaciuto molto. Il mangiare mi ha
fatto fastidio e il mio ragazzo mi mancava tanto, però penso
che se avrò un'altra occasione di andare in un altro seminario, ci andrò con
piacere.


Valentina



Le mie migliore amiche

Lara e Vanessa sono le mie migliori amiche. Sono tutte e due bionde,
piccole e tedesche. Quando sono con i maestri, sono due sante, ma quando siamo
noi tre sole, si trasformano in due diavolette.
Lara ha compiuto da poco 16 anni, mentre Vanessa ne ha ancora 15. Lei sembra
molto vanitosa.
In effetti lo è un poco, ma se la conosci meglio è una ragazza molto brava e
disponibile per i suoi amici. Lara è anche brava, ma è più intelligente di
Vanessa, forse, perché a Vanessa piace fare finta di essere un po' scema.
Prima di fare amicizia con loro non mi piacevano, perché mi sembravano troppo
calme in confronto a me. Ma dopo che le ho conosciute meglio, ho capito, che
non sono per niente così calme come pensavo. Oggi ci confidiamo tutti i
nostri segreti. Loro due sono nella mia classe, quindi ci vediamo quasi ogni
giorno. Spesso esco con loro oppure parliamo per ore al telefono.
Specialmente Vanessa mi telefona anche per più di 30 minuti sul cellulare.
Io conosco i genitori d'entrambe. Vengono da famiglie per bene. Le loro madri
sono molto brave. Lara è appassionata della Francia e della Finlandia. Vanessa
ama l'Italia. Questa sera ho un appuntamento con le mie due migliori amiche.
Alle otto di questa sera ci incontriamo davanti al "Pennerkino" della
Hauptbahnhof.
Vediamo cosa accadrà.

Valentina


Mio fratello

Mio fratello ha 17 anni
Lui si chiama Rosario ed è più grande di me di sei anni.
Mio fratello non lo vedo sempre perché Rosario lavora come rivenditore di
telecamere e per questo lui deve andare a Kiel per studiare, e io ho la stanza
solo per me.
Però non mi piace che lui vada a studiare a Kiel.
Rosario deve rimanere sei settimane a Kiel e ogni 2 settimane viene a casa e
così, per fortuna, non è solo.
Io sono contento quando viene, perché posso giocare con lui e passare alcune ore
insieme.
Questo va e vieni da Kiel per mio fratello deve durare ancora per altre 8
settimane.

Rosario



Un po’ della mia giornata

Oggi io giocato a pallone, noi del Turo contro Eintracht e abbiamo vinto 5 a 0.
Dopo sono stato al compleanno del mio amico Fabian. Abbiamo giocato a kegeln. Poi
io dormito là.
La settimana scorsa abbiamo giocato ha playstation 2. Alle 18:00 mia madre e
venuta a prendermi e abbiamo mangiato le patate con la carne.
Dopo avere mangiato ho giocato con mio fratello Christian al computer a Fifa 2003.
Poi mio fratello ha detto: "Mo guardiamo la televisione!"
Io ho detto di sì! Il film è cominciato alle 10,15. Dopo siamo andati a letto.
Il giorno dopo non avevo scuola, perché c'era l'incontro con i genitori. Mia
madre è stata a parlare con gli insegnanti e io sono stato a giocare con i miei amici a
pallone. Poi il mio amico ha detto: "Mo è freddo! Andiamo a casa."
Tutti hanno detto di sì, anche io.

Marco



Pensieri di Giada

Oggi sono stata dal dottore e io ho letto una fiaba e c'era un pinguino
Poi sono andata a scuola.
I pinguini non sanno volare. Io mi ricordo solo che il pinguino aveva un amico
uccellino.
Io ho solo mamma e papà a casa e sono molto gentili.
In Italia c'è il nonno e c'è la nonna, la zia e lo zio.
Io non sono stata da cinque anni in Italia.
Io ho solo due cugini che si chiamano Laura e René. Qualche volta a giocare. Ogni
lunedì io vado a scuola di italiano. Il mio maestro si chiama signor Tizza ed è molto gentile.
Oggi si scrive molto e io ho già finito una pagina.
A me piacciono i gattini e il mio papà non me lo compra. Anche la mamma
vorrebbe un gattino. A Giuseppe non piace scrivere. Oggi è venuto un bambino che
si chiama Antonio.
Il signor Tizza sta scrivendo con il computer.
Giuseppe ha una maglietta con le strisce gialle e le maniche lunghe.
Giuseppe ha i pantaloni neri, le scarpe da ginnastica, i calzini bianchi.
La lavagna è verde scuro.
A me piacciono le pere.
A me piacciono i ravanelli.
Il mio viaggio è segreto.
Oggi Giuseppe è venuto con la faccia dipinta di topo e lui pesa mille chili.
Io voglio andare nella prima classe.
Oggi ho mangiato un panino e mi è piaciuto molto.
A me piace molto la scuola, ma la mia amica non è gentile, ma ora va molto
meglio.
Con la scuola siamo andati alla BUGA e io e le mie amiche abbiamo visto i conigli
e un gatto.
Con le mie amiche gioco sempre Eiskönigin e le mie amiche non mi prendono mai.
La mamma della mia amica ha un bebè, ma io non l'ho ancora visto.
La mia maestra ha fatto un incidente, ma ora è a casa.
Adesso abbiamo un'altra maestra.
Oggi ho mangiato le mele e mi sono piaciute molto.
Oggi non siamo andati a nuoto.
Oggi mi sono bagnata e le mie amiche si sono bagnate anche.
Oggi abbiamo letto con Giuseppe.
A me piacciono la luna e le stesse e il sole e i gatti e la natura e l'inverno e
i pupazzi di neve e mi piace la scuola.
Giuseppe oggi ha guadagnato venti euro.
Quando suonano le sirene portano le banane al signor Tizza.
Quando ero piccola sapevo nuotare, ma ora che ho ventiquattro anni non so nuotare
più.

Giada


Caro Giuseppe

mi devi scusare.
Sei come il mio migliore amico.
Scusa, scusa, scusami.
Mi dispiace!
Oggi durante la pausa te ne sei scappato. Me lo vuoi dire perché?
Io ti volevo acchiappare e invece tu mi hai dato una spinta alla schiena e mi
hai fatto cadere.
Io non ti volevo fare arrabbiare, ma volevo solo giocare con te.
Perché non vuoi giocare con me?
Che cosa ti ho fatto di male.
Domani mattina a scuola tedesca ne parliamo.
Adesso stai facendo un bellissimo disegno. Me lo regali che io me lo appendo
nella mia stanza?
I tuoi occhi sono belli perché sono blu.
Che cosa vuoi fare da grande?
Da grande io voglio fare la maestra. Vuoi imparare a leggere con me
così sei più bravo?
Io da piccola ero brava a colorare. Tu sarai bravo come me.

La tua amica Rosalba.



Caro papà

io ti voglio bene!
Adesso che sei andato via mi sento sempre sola e penso sempre a te di notte e di
giorno.
La sera dico sempre le preghiere per te al signore:
Caro Signore,
fai che papà torni felice e contento di rivederci e sano e salvo.
La mamma ha fatto l'albero di Natale per te e adesso ti aspettiamo per mettere
la stella sopra sopra.
Qui in Germania le borse non mi piacciono, in Italia invece sono belle perché
sono con i cuoricini, con i cartoni animati.
A me piacciono di più quelle con i cuoricini, quindi portamene una per ragazze
con un borsellino dello stesso tipo.
Qui non ci sono braccialetti portafortuna, quindi ti prego di portarmene tre così
ho un po' di fortuna in più: rosso, bianco e giallo.
Rosalba ne vuole anche tre: rosso, blu e verde.
Tu lo sai dove li vendono perché li abbiamo comprati sempre insieme nelle
bancarelle che si trovano per strada.
A me piacerebbe anche avere un anello rosso che vendono anche nelle bancarelle.
Rosalba ha sentito che io voglio l'anello e adesso lo vuole anche lei perché è
invidiosa.
Lei lo vuole nero, perché è il colore della notte.
Sono felice che finalmente vengo ad abitare in Sicilia. Ciao.

Antonella



La mia stanza
Nella mia stanza ho un letto, un mobile dove ho messo tutte le mie cose della
scuola, e un mobile dove ho tutte le mie cose da vestire.
Ho anche un tavolo dove ho il mio computer. Li qualche volta mi faccio i mie
compiti. Dopo ho una finestra lunga dove mi ci metto quando penso a qualcosa. Ma
il bello è che posso vedere chi passa e chi viene.
Quando devo ballare per la scuola accendo la radio e li ci metto una CD.
Alla mia porta ho messo un cuore dove ce scritto KISS ME = che significa BACIAMI.
Dopo c'è uno scaffale dove ho i miei CD per quando mi sento la musica. Ho dei
disegni appiccicatiti alla porta che ho colorato io Dopo ho messo un calendario e lì ci scrivo quando ho degli appuntamenti.
Dopo ho anche un libro sul quale scrivo quando sono sul letto perché e più
comodo.

Loredana



Per sempre in Italia

Finalmente fra un mese andiamo ad abitare in Italia per sempre.
Noi siamo venuti quando avevamo nove mesi qui a Düsseldorf.
Io non mi ricordo, ma me l'ha detto la mamma.
Prima abitavamo in una casa dove c'era la muffa. La mamma puliva sempre, ma non
si levava mai. Allora abbiamo cambiato casa, piccola, ma bella. Inoltre si pagava
molto. Poi è arrivato il mio fratellino Cosimo e abbiamo cercato una casa più
grande.
Adesso abbiamo sette stanze e sono tutte pulite e si paga pure poco.
La nostra stanza è sempre pulita perché noi la puliamo ogni giorno.
A me non interessa lasciare questo appartamento, perché in Italia ce l'abbiamo un
appartamento così grande che è di mio nonno e c'è tanto spazio anche per noi.
La madre di mia madre abita in Italia nella casa dove dobbiamo andare ad abitare
ed è molto contenta che noi andiamo ad abitare da lei.
La casa si trova proprio davanti al mare e la notte si sente il rumore delle
onde. Delle volte fanno musica e noi la sentiamo perché è molto forte.
Di pomeriggio, poi delle volte, andiamo a far delle passeggiate con i genitori al
mare, mentre la sera andiamo a passeggio al corso.
La domenica andiamo in chiesa e preghiamo. Ogni volta la nonna ci dice per che
cosa dobbiamo pregare.
La mamma è molto contenta che andiamo in Italia perché così può prendere la
patente. E poi la nonna ci dice:
- Pregate per la mamma che all'esame per la patente fa tutto giusto.
Così può finalmente guidare lei, mentre adesso ci deve sempre accompagnare in
bici a scuola e noi con il monopattino.
La macchina ce l'abbiamo già perché ce la portiamo dalla Germania.
I genitori di mio padre e suoi due fratelli rimangono qui perché hanno la
pizzeria. A me dispiace lasciarli, ma nelle ferie vengono a trovarci.
Mi dispiace anche lasciare i miei compagni e soprattutto Giuseppe che ha gli
occhi blu.
E mi dispiace anche lasciare il mio maestro perché una volta la settimana
facciamo italiano con lui.
In ogni caso vi scriverò anche dalla Sicilia e vi racconterò come me la passo lì.
Vi auguro di stare bene qui in Germania e di potere tornare quanto prima al
vostro paese in Italia, dove avete tutti i parenti che vi aspettano come stanno
aspettando i miei.

Rosalba.



Diventare grandi

Quando ero piccola tante volte non mi preoccupavo del futuro, ma ultimamente non
faccio altro che pensare al futuro e cosa faro domani.
Ormai manca solo un anno e mezzo e poi ho finito con la scuola.
Mi dovrò decidere se continuare con la scuola o se devo apprendere un lavoro.
A volte penso a quando ero piccola, senza problemi, senza decisioni da prendere.
Mi mancano quei tempi dove non facevo altro che divertirmi!
Invece ora, mi diverto, però in un altro modo.
Ora il divertimento potrebbe anche significare guai.
Prima, se giocavi con un bambino, ora quel bambino é diventato uomo e tu sei
diventata donna e non puoi più giocare così, devi stare attenta a cosa giochi.
A volte quando guardo le foto di quando ero piccola e poi guardo le foto di come
sono ora mi rendo conto che i tempi sono cambiati.
Sono cambiata io ed è cambiato il mio modo di pensare.
Se penso a due anni fa mi rendo conto che sono cresciuta.
Ora non penso più che devo andare bene a scuola, così mia madre mi fa uscire
oppure mi fa vedere di più la televisione o mi fa stare sveglia più a lungo.
Adesso penso che devo andare bene a scuola xchè i voti mi servono x il mio
futuro. In alcune materie specialmente devo essere brava xché quella materia è
importante x il mio lavoro.
Quando mi guardo nello specchio non vedo più una bambina, ma vedo una ragazza che
ora si trucca e sta attenta a come si veste, che i colori passino bene insieme e
che la borsa passi con le scarpe, che si veste in modo adeguato.
Se va a scuola si veste sportiva, ma allo stesso tempo elegante. Se invece esce
la sera si veste solo elegante.
Prima non mi importava cosa pensavano gli altri ora invece ci faccio caso. Sono
sicura di me e certamente non faccio solo quello che dicono gli altri ma non
voglio che pensino che sono una persona sporca, ma che sono una persona pulita.
Diventare grandi fino a un certo punto non è difficile, ma arrivata a un punto e
molto difficile: devi pensare che ogni mossa che fai potrebbe cambiare il tuo
futuro, ogni parola che dici ti potrebbe mettere nei guai.
Non bisogna avere paura di diventare grandi, bisogna avere paura di quello che si
fa.

Sonja (che non voleva studiare e piano piano sta diventando una giornalista)



Mia cugina

Io ho una cugina che si chiama Serena. Lei ha 16 anni e abita a Gerreshaim. Ha
due fratelli: uno che si chiama Rosario (21) e uno che si chiama Massimiliano
(9). Ha anche una sorella che si chiama Mariella (24). Mariella è sposata e ha
anche un figlio che ha 2 anni e si chiama Josef. Serena va nella decima classe
della Hauptschule. Lei per me non è solo una cugina, ma è anche una amica alla
quale posso dire tutto, quasi tutto.
Una volta noi siamo andati in città e ci siamo divertiti un mondo, qualche volta
scherzava lei, qualche volta scherzavo io.
I giorni che ho passato con lei non li potrei dimenticare mai, perché erano così
belli. Quando vado da lei usciamo subito. Ma quando piove stiamo dentro a casa e
ascoltiamo la musica, e balliamo.
È molto bello passare la giornata con lei, perché lei e cosi divertente. Ma
quando dobbiamo parlare di cose serie lei può essere anche molto seria. O quando
qualcuno piange e lei pero non vuole che questa persona pianga, gli dà una spinta
e gli dice che non deve piangere.
Serena è una persona molto bella e io sono fiera di avere una cugina così bella.

Loredana



Halloween nelle Grotte

Quando ero in Italia da mia zia, uscivo sempre con le mie cugine e i miei
cugini ed era sempre molto divertente.
Una volta abbiamo fatto il falò al mare e proprio lì c'erano delle grotte. Noi
ragazze eravamo spesso nelle grotte quando sentivamo freddo.
Eh sì, in quella sera era freddissimo, io invece non sentivo freddo, sentivo
solo i racconti dei ragazzi, che raccontavano delle storie di quando erano messi
insieme con delle ragazze, raccontavano cose intime !
E io sentivo di nascosto i segreti !!!
Quando invece sentivo che qualcuno gridava dalle grotte io correvo per vedere
quello che era successo. Pensavo che era successo qualcosa di grave ma invece
quando ero arrivata loro ridevano di nuovo. Quando chiedevo che cosa era
successo, loro mi dicevano che la mia piccola cugina di 12 anni aveva sentito
delle voci nella grotte e che gridava, loro pensavano che lei l'avesse fatto
apposto per farle venire paura. Io che guardavo mia cugina con gli occhi un po'
arrabbiati, perché pure io pensavo che lei l'avesse fatto apposta. Io andavo di
nuovo verso il falò, lì dove erano i ragazzi.
Quando ero arrivato mi chiedevano che era successo e gli ho raccontato tutto.
Dopo un amico mio diceva che prima, nei tempi vecchi, c'era un vecchio che viveva
nelle grotte che da un giorno nell'altro non l'anno visto mai più!!!
Lui mi aveva un po' impaurito per dire la verità, ma non lo credevo. I ragazzi
parlavano di cose che vogliono fare nel futuro. Mentre che Gino parlava delle
sue, come diciamo noi, "Grandi" illusioni tutte le femmine che erano nelle
grotte correvano fuori e gridavano. Hanno raccontato che avevano sentito delle
voci che dicevano:
"Ciao Ragazze mi conoscete!"
Un paio di mie cugini e amici che erano venuti con me piangevano, noi correvamo
a casa e io che dovevo andare in bosco piccolino per arrivare dalla mia zia avevo
tanta paura. Mia zia viveva in campagna, cosi i Ragazzi più grandi mi hanno
portato a casa. Noi non siamo mai più andati lì nelle grotte, e non abbiamo mai
più parlato di questo !
Il giorno dopo mi sono ricordata che ieri era Halloween.

Gilda



Una sedia libera a tavola e mio nonno

Circa due settimane fa, ha telefonato mia zia dall'Italia perché mio nonno era in
ospedale e non stava bene. L'abbiamo visto già quando eravamo per le vacanze in estate in Italia che non stava più così bene.
Il dottore ha detto che il cervello non lavora più come prima.
Mio nonno non può riconosce più nessuno.
Allora cosi i miei zii e mio padre una settimana fa pensavano di andare in Italia
per vedere come stava mio nonno. Solo con il telefono e come ha detto sempre mia
zia di come sta non è così come vedere e stare accanto. Non si possono fare tante
cose, ma mio padre è andato lo stesso in Italia per vedere come sta mia nonno.
Gli ho telefonato e mio padre mi ha detto che non mangia più quasi niente. Sta
quasi tutta la giornata a letto e non parla più, ma fa solo dei rumori.
Quando lui per esempio ha dei dolorei, non si può vedere. Per fortuna viene ogni
giorno il dottore a casa a controllare.
Mi dispiace tanto perché camminava sempre, girava sempre quasi tutto il paese a
piedi ed era così felice e rideva con me.
Qualche volta devo piangere.
Spero ogni giorno che diventi ancora 100 anni. Mio nonno ha 85 anni.
Anche questa settimana era così triste a casa perché mio padre era in Italia.
C'era ancora mia madre, ma non è la stessa cosa.
Prima durante la settimana mangiavamo sempre assieme e questa settimana c'era una sedia libera a tavola.
Quando lui andava a lavoro c'era anche una sedia libera, ma io sapevo che era qui
a Düsseldorf.
Ora sono di nuovo felice perché stamattina è arrivato mio padre.
Spero che mio padre non debba andare più in Italia e mio nonno migliori di
salute.
Marcel


Il mio migliore amico Kekko

Kekko lo conosco da quasi dieci anni. Lui ne ha 17 e io 14 (ad aprile 15).
Da quando eravamo piccoli io mia cugina e Kekko ci siamo sempre capiti bene.
Kekko x me era ed è come un fratello, solo che lo vedevo una volta all'anno.
Già quando eravamo piccoli giocavamo a essere grandi amici e lui si confidava
sempre con me e ora lo fa ancora.
Da lui ricevetti persino il primo bacio. Ma non siamo mai stati insieme.
Quando mi litigo con lui mi sento male, meno male che non succede quasi mai.
La sua ex era sempre gelosa di me e non mi sopportava. Non ho mai capito xchè.
Un giorno ci siamo litigati di brutto con la sua ex e lei mi chiamò x nome e
allora Kekko gli disse che si doveva scusare ma lei non lo fecce e cosi lui gli
rispose:
- Se non puoi sopportare lei figurati me, perciò sparisci e non ti fare +
vedere.
Io rimasi stupita, lui invece era contento. Con la ragazza con cui sta ora
insieme mi capisco bene, e lei non è affatto gelosa, perlomeno di me. Lei sa che
con Kekko mi capisco bene e che x me è la persona più importante, accanto ad Ale.
Comunque, se sono felice, è grazie a lui xchè lui mi ha fatto conoscere
Alessandro, il mio ragazzo. e che Kekko lo conosce e si capisce con lui è molto,
ma molto importante. Kekko fa parte della mia vita. A lui posso dire e confidare
tutto e sono sicura che non lo direbbe mai a nessuno. E se lui dice qualcosa a
me, io non dico mai niente a nessuno. Siamo come due veri e sinceri amici:
CICCIO BELLO come lo chiamo io e SONIETTA come mi chiama lui.

Sonja



La ragazza innamorata

In un paese lontano viveva una ragazza.
In una città a mille chilometri di distanza del paese lontano viveva un ragazzo.
Un giorno la ragazza decise di fare un viaggio, un viaggio nel mondo delle
chiacchiere e li conobbe un ragazzo.
Il ragazzo viveva a mille chilometri dal paese dove viveva lei, ma giusto x
curiosità si scambiarono i numeri di telefono.
Pian piano iniziarono a conoscersi meglio. Lui si innamorò sempre di + in quella
ragazza e la ragazza si innamorava sempre di + in lui.
La cosa che alla ragazza non andava bene era che stavano così lontani e perciò,
quando lui gli fece la dichiarazione d'amore, lei gli disse di no xchè aveva
paura della lontananza.
Col tempo lei non faceva altro che pensare a lui. Lui non faceva altro che dirgli
che era una ragazza fantastica e quando gli disse che l'amava, lei gli disse che
anche lei era innamorata e così si misero insieme e rimasero tanto tempo insieme.
Non si lasciarono più e cosi vissero felici e contenti.

Sonja



Operazione

Io lunedì ho fatto una operazione sotto la lingua. Il dottore mi ha fatto una
puntura sotto la lingua e dopo mi ha fatto un piccolo taglio e ha cucito con 3
punti.
Io ho fatto questa piccola operazione perché quando la sera mettevo la (Klammer)
mi faceva male la lingua.
Dopo l'operazione ha detto il dottore:
" Vai a mangiare un gelato con la tua mamma, così passa il dolore."
Io ho detto:
"Non voglio mangiare il gelato perché ho dolore forte" allora il dottore mi ha
dato le pillole.
Quando sono tornato a casa la mamma mi ha dato il ghiaccio per tenere la lingua
fredda e il dolore era meno.
Il giorno dopo la mia operazione non sono andato a scuola perché avevo molto
dolore alla bocca.
Dopo tre giorni sono tornato dal dottore e mi ha levato i punti e ha detto che
stava tutto bene.
Adesso sto bene posso mangiare tutto e non mi fa male la bocca.


Marco


Una gita in barca

Oggi io e il mio gruppo di italiano siamo andati a fare una gita in una barca.
Abbiamo pensato se non vogliamo andare a pescare perché nella spiaggia non si può
rimanere per il troppo caldo. Abbiamo affittato una barca abbiamo fatto un giro,
siamo scesi a terra in una piccola isola e ci siamo messi a esplorarla. Poi ci
siamo fermati abbiamo acceso un fuoco con la legno e siamo andati a pescare del
pesce. Per colazione il pesce non era tanto buono ma avevamo fame e ci siamo
accontentati di quel poco che avevamo nello zaino.
Dopo la colazione abbiamo fatto una passeggiata nell´isola per vedere qualche
cosa di interessante. Abbiamo visto degli alberi con i frutti che avevamo un
buono sapore, c'erano manghi, cocco e tanti altri frutti.
Dopo la passeggiata siamo andati un po' a nuotare. Il tempo passava e i ragazzi
sono andati a pescare per mangiare a pranzo. Abbiamo mangiato del pesce e dei
frutti di mare. Tranne questo non si trova niente su una isoletta piccola.
Dopo il pranzo abbiamo giocato un po' a dama, a carte , abbiamo raccontato delle
storie e delle barzellette.
Il tempo passava molto in fretta e quindi siamo andati di nuovo nella barca per
tornare a casa. Alcuni si addormentarono sulla barca.
Arrivati a casa eravamo molto stanchi e abbiamo raccontato quel che era successo
quel giorno ai nostri genitori e sono rimasti molto contenti. Anche noi eravamo
rimasti contenti e speriamo che succeda veramente.
Il prossimo giorno siamo andati a scuola e abbiamo discusso se c'era piaciuto la
gita che avevamo fatto in barca. Tutti erano rimasti contenti.
Dopo una settimana abbiamo fatto un compito su questa gita. Dovevamo fare un
racconto.
Il maestro se li è guardati ed è rimasto soddisfatto.

Alessandro



La nuova pizzeria del mio cugino

Dal 20.1.03 mio cugino Giuseppe ha aperto una pizzeria sulla Dreherstr. che si
chiama ,,San Remo 2".
Si chiama ,,San Remo 2" perché mio cugino ha un altra pizzeria a Neuss.
Mio zio Giovanni fa il cuoco, mio cugino il pizzaiolo e mio padre fa il
pizzataxi.
Mio padre sa le strade meglio qua che in Italia.
Lui è venuto qua in Germania quando aveva 16 anni. Questa è la mia età.
Lui è venuto qua per lavorare, ed è certo che lui sa le strade di Düsseldorf da
quanto lui è qua.
Mio padre ha lavorato già con mio cugino Giuseppe insieme e mio cugino aveva una
pizzeria a Flingern. Là mio padre ha lavorato per circa 10 anni e ha fatto sempre
il pizzataxi.
Questa nuova pizzeria qui a Gerresheim è a due minuti da scuola mia.
Quasi ogni pomeriggio vado là a mangiarmi una pizza o le altre cose. Qualche
volte la sera quando ho fatto i compiti vado là per vedere che cosa fanno. Se c'è
mio cugino Lillo, parliamo e passiamo un po' di tempo.
Ora da quando mio cugino ha aperto questa pizzeria, non sono quasi mai a casa.
Il finesettimana vado con un altro ragazzo a buttare le carte della pubblicità.
Questo lavoro non l'ho fatto mai, ma mi piace. La prima volta l'ho fatto sabato
scorso. Basta che non piove è bello.
Prima distribuiva mio padre i volantini, se non, veniva neanche una prenotazioni.
Mio padre sa le strade dove abitano i clienti.
C'è un altro ragazzo dentro che fa anche il pizzataxi, ma non fa niente solo che
parla troppo.
Il mio sogno è avere con mio padre e con la mia madre una pizzeria assieme.
Forse, chissà, una volta succederà davvero.

Marcel



Le due settimane di praticante

Le due settimane di praticante le ho fatte in una iniziativa che si chiama
Inexweb GmbH che si trova in Neuss, li si fanno siti di Internet.
Fino adesso l'iniziativa ha sette clienti: Avis Autovermietung GmbH,
Bürgschaftsbank NRW, Mocino Cafe, ÖTV Gewerkschaft (heute ver.di), Roche Consumer
Health Deutschland GmbH, Steigenberger Hotels AG e Triaton GmbH.
Il primo giorno potevo fare quello che volevo per vedere come funziona e per
vedere cosa fanno.
Ogni lunedì abbiamo fatto un colloquio per sapere cosa abbiamo finito e cosa
dobbiamo fare durante la settimana.
Il secondo giorno ho cominciato a fare una pagina per il internet. Pensavo sempre
che era facile ma li si usano programmi professionali dove si deve sapere la
lingua di html.
Dopo quattro giorni avevo finito la pagina ma solo non ero mai riuscito a farlo.
C'era sempre qualcuno che mi aiutava.
Dopo questo mi hanno detto che devo fare una pagina di internet più moderna con
più colori e più effetti.
Per la nuova pagina ci ho messo poco tempo perché mi avevo imparato già
abbastanza a farlo.
La pausa si poteva fare quando si voleva. Io la facevo sempre alle 12,00 nella
cantina della casa.
Le due settimane sono passate molto velocemente e sono rimasto contento di avere
fatto questa esperienza anche perché voglio continuare la scuola e imparare
Informatica e tutto sui computer.

Christian



Una serata con gli amici

Giulio ha trascorso le sue vacanze natalizie con la sua famiglia. Il primo giorno
di Natale ha festeggiato anche con i suoi genitori e i suoi fratelli e con tutti
i suoi parenti, cioè nonna, nonno, zii, cugini,.
La giornata di Natale è per Giulio un giorno particolare, è uno dei giorni dove
si unisce tutta la famiglia e tutti parlano mangiano, giocano, si divertono,. per
lui questo è un giorno meraviglioso.
Il secondo giorno si decise di festeggiarlo soltanto coi cugini della sua età.
Vanno insieme in pizzeria a mangiare e a bere qualcosa. Qui incontrano alcune
delle loro vecchie conoscenze. Dopo una bella mangiata di pizza, Marco, un
vecchio amico, si siede accanto a Giulio e gli dà da parlare, però Giulio non si
accorge che questo è il figlio del proprietario della nuova discoteca all'angolo
di casa sua, aperta prima di Natale. Marco indirettamente invita lui e tutti i
suoi cugini ad andare in discoteca a mezzanotte.
Giulio e i suoi cugini accettano l'invito e vanno tutti insieme in questa
discoteca di nome "6 tu!" dove sta per accadere un a cosa meravigliosa.
In questa discoteca, frequentata da molte persone, tra questi giovani, modelle,
imprenditori,., il DJ Salva che è molto amico di Marco, sente accanto a se la
voce di Giulio, così decide di farlo venire sul palco, per fargli cantare una
canzone,. Giulio tutto nervoso e pauroso ci provò e gli andò bene, cantò la
canzone di Max Pezzali , "Se tornerai", nel pubblico c'è anche l'imprenditore
dott. Cesare, che alcuni giorni dopo lo presenta a suo capo.
Alcuni mesi dopo, esce il suo cd di nome "6 tu!", che dedica al suo amico Marco,e
alla discoteca.

Lillo



Max, il nostro eroe

Era un giorno normale. Tutti i bambini erano fuori a giocare.
Una macchina grandissima e pullman passano dalla nostra strada. Quando il pullman
voleva fare la curva una macchina gli è venuta davanti e la macchina grande gli è
venuta addosso. Le due macchine si sono incendiate e il ragazzo della machina è
uscito ma quello del pullman non è uscito, stava ancora dentro. Max è andato nel
pulman ed ha aiutato il ragazzo nel pulman. E poi loro sono scappati perché le
macchine sono andate sopra.
Max era un eroe e sempre quando il ragazzo vede a Max dice:
"Molte grazie!"

Julian



Il piccolo orso polare e i sui amici

C'era una volta un piccolo orso polare al quale erano morti i genitori. Da quel
giorno in poi lui abitava solo al polo antartico. Lì ci abitavano anche i suoi
amici: il pinguino e la piccola foca. Tutti e tre erano i migliori amici. I
genitori del piccolo pinguino volevano tanto bene all'orso polare, perché i sui
genitori erano i migliori amici dei genitori del pinguino. Un giorno la foca
aveva un'idea. Era che loro dovevano andare a cercare i genitori della foca. Il
piccolo pinguino non era molto d'accordo, ma dopo si lasciò convincere. Allora i
tre amici si fecero all'alba si misero in cammino. Loro fecero esperienze buono
ma anche brutte. Per esempio c'erano dei nemici che se li volevano mangiare, ma i
tre amici erano così furbi che non si fecero mangiare.
Dopo alcuni giorni i tre amici arrivarono in un posto dove c'erano delle persone.
Ad un tratto dietro di loro c'era un uomo che non aveva la faccia tanto gentile,
al contrario era malto brutto e cattivo. Lui li prese e le mise in una gabbia per
venderli al mercato.
Dopo un po' venne un uomo che non solo sembrava gentile, ma era anche davvero
molto gentile. Lui giocava sempre con i tre e quando lui si sposò e ebbe dei
figli era ancora più divertente. Il pinguino non pensò più ai sui genitori e
nemmeno i genitori pesavano a suo figlio, perché riebbero un altro bambino. Ma
un giorno la piccola foca scappò, ma nessuno la andò a cercare. E se non sono
morti sono ancora oggi a giocare e a divertirsi.

Loredana


Ragazze ed i loro problemi!

Come sapete spesso ci sono quelle situazioni molto imbarazzanti o da
mettersi le mani dai capelli!
Per esempio, al cinema, non si sa mai se paga lui o se si deve